Blog

MODI: il programma didattico innovativo senza compiti a casa

Quest’anno, alcuni bambini fortunati hanno trascorso le vacanze di Natale giocando spensierati in compagnia dei propri amici; non si tratta del paese dei Balocchi, ma degli alunni di 14 scuole milanesi (a cui si aggiungono diversi altri istituti in tutto il paese) che hanno aderito al programma MODI, una proposta innovativa per riformare la didattica per migliorare la qualità dell’apprendimento e il benessere a scuola.
Ideato da Raffaele Ciambrone, pedagogista e funzionario del Miur, il programma MODI, sigla che significa Migliorare l’Organizzazione DIdattica, è una piccola rivoluzione didattica, per innovare la scuola nel rispetto delle sue regole.

Il programma MODI in sintesi
Per cominciare, la didattica viene affrontata con un approccio ciclico: invece di suddividere le varie materie nell’arco della giornata, il calendario didattico prevede cicli alternati, della durata di una settimana, da dedicare alle discipline umanistiche e a quelle scientifiche. Al mattino si studiano le discipline umanistiche o matematico-scientifiche, mentre al pomeriggio si potenziano le competenze attraverso laboratori pratici (ludici, psicomotori, teatrali, artigianali, etc.). In questo modo si riduce la separazione tra sapere e fare.
Come ha spiegato la maestra Caterina Cassese a Il Giorno: “Se la lezione del mattino verte sulle vocali e le consonanti, dopo pranzo si spiegherà il concetto con attività più pratiche: illustrando le lettere in palestra, con il linguaggio cinestesico, ossia rappresentando le lettere con il corpo, oppure inventando una storia per ognuna, con uno spettacolo teatrale, o, ancora, ‘fabbricando’ i segni nel laboratorio di ceramica. Nella settimana successiva al mattino toccherà alle lezioni di matematica e scienze, i cui concetti verranno affrontati nel pomeriggio sempre in ottica trasversale ed ‘esperienziale”.
Il programma MODI non prevede compiti a casa obbligatori: ai bambini viene suggerito di ripassare gli argomenti di lezione, ma non vi sono schede né liste di esercizi. Nonostante ciò, le maestre hanno rilevato che gli studenti non sono meno preparati, al contrario, si riducono la frammentarietà dell’apprendimento e l’ansia legata all’apprendimento.

FONTI
https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/scuola-senza-compiti-1.4958087

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

L’elefante e la fune

Un uomo passò per caso in un campo, nel quale un addestratore teneva i suoi elefanti; l’uomo rimase incuriosito da un fatto: gli elefanti erano legati alla palizzata del campo con delle semplici funi, che grazie al loro peso avrebbero potuto spezzare in qualsiasi tempo. Eppure, gli elefanti erano lì, immobili.
Meravigliato, l’uomo cercò l’addestratore e gli domandò: “Com’è possibile che nessuno di questi elefanti faccia nulla per liberarsi? Per loro sarebbe facile”.
L’addestratore gli svelò il suo segreto: “Quando erano molto piccoli, ho cominciato a legarli con quelle funi; erano troppo deboli per romperle e così li ho convinti che non ci sarebbero mai riusciti. Adesso sono grandi, ma continuano a credere che le funi siano troppo robuste per poterle spezzare. Il segreto è nella loro mente”.

Come quegli elefanti, anche noi siamo guidati dalle nostre credenze; molti uomini non provano neppure a fare qualcosa semplicemente perché una volta – magari molto tempo fa – hanno fallito.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Il re e il masso

C’era una volta un re che decise di mettere alla prova i suoi sudditi: una notte fece rotolare un grande masso in modo che bloccasse la strada che portava alla capitale; ma prima, fece nascondere sotto il masso un sacchetto pieno di monete d’oro, nel quale infilò anche una piccola pergamena.
La mattina successiva, i primi mercanti attraversarono la strada e la trovarono bloccata dal masso.
“Che seccatura! Il re dovrebbe tenere pulite le strade” dissero, e aggirarono l’ostacolo portando i loro carri tra gli alberi, nel bosco. Tutti i passanti se la presero con il re per quel masso, ma nessuno di loro si preoccupò di spostarlo: chi poteva aggirò l’ostacolo mentre gli altri, invece, tornarono indietro.
Al tramonto passò di lì un contadino e vedendo il masso decise di spostarlo; si aiutò con un grosso bastone e, dopo tanti sforzi, riuscì a farlo rotolare nel bosco, liberando la strada.
Immaginate la sorpresa del contadino quando vide un sacchetto di velluto schiacciato nel fango, lì dove giaceva il masso; lo raccolse e lo aprì, rivelando le monete d’oro al suo interno. C’era abbastanza oro da vivere tranquilli per tutta la vita; c’era anche una pergamena. Il contadino la srotolò e lesse: “Queste monete sono la giusta ricompensa per colui che libererà la strada dal masso posato sopra questo messaggio; firmato: Il Re”.

Questa storia ci insegna che ogni ostacolo potrebbe nascondere un’opportunità: chi è pigro si lamenta e non fa nulla per cambiare le cose, ma chi si impegna ad eliminare l’ostacolo dalla sua strada potrebbe rimanere piacevolmente sorpreso.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Ecopsicologia: una scienza per ripristinare il legame uomo-natura

Uomo e natura sono uniti da un legame invisibile, che recentemente sta vacillando. Fino al secolo scorso, l’uomo non poteva fare a meno della natura e la sua vita era scandita dai tempi della natura, delle stagioni e del raccolto. Negli ultimi anni, tuttavia, questo legame si è incrinato, dapprima a causa dell’urbanizzazione e successivamente con la rivoluzione digitale; ma cosa comportano per l’uomo queste trasformazioni sostanziali dello stile di vita?
Rispondere a queste domande è compito dell’ecopsicologia, disciplina recente, nata in California negli anni Novanta, che indaga gli effetti sulla psiche della natura e dell’allontanamento da essa.

L’ecopsicologia raccoglie i contributi di più discipline: ecologia profonda, psicologia ambientale, psicologia umanistica e filosofia. Daniel Goleman, lo psicologo che ha diffuso a livello internazionale il concetto di intelligenza emotiva, ha approfondito negli ultimi anni il concetto di intelligenza ecologica, ovvero la capacità di riconoscere le connessioni che ci legano alla natura.

La cura per l’ambiente non è un movimento o un’ideologia è il nostro prossimo gradino evolutivo (…) Perché l’uomo è un animale con una nicchia ecologica particolare da salvaguardare: L’intero pianeta Terra“.
Daniel Goleman

Negli ultimi trent’anni è emerso dagli studi scientifici che la vicinanza con la natura esercita un’influenza estremamente benefica sulla psiche: nei bambini l’attenzione è potenziata, e con essa il rendimento scolastico; inoltre, immergersi nella natura allevia lo stress e combatte la depressione. Recentemente, nel Regno Unito, le passeggiate nella natura sono state introdotte come terapia complementare, una medicina vera e propria (che si affianca alle terapie tradizionali). Le attività nella natura alleviano i sintomi dell’ADHD (il disturbo da deficit di attenzione e iperattività) in modo naturale, e numerose equipe di ricercatori stanno indagando ulteriori benefici possibili.

L’ecopsicologia unisce queste evidenze teoriche con precise linee guida per la pratica: dalla crescita personale mediata dalla natura alla progettazione di servizi educativi rispettosi della psiche umana e dei bisogni del bambino. Per comprendere il legame tra uomo e natura è necessario ricorrere al concetto di pensiero complesso: la complessità del sistema-uomo è tale che non si può ridurre ad una serie di numeri e approssimazioni.  L’umanità va considerata nella totalità delle sue componenti e dei suoi bisogni; se ne trascuriamo anche uno solo – la natura – gli effetti potrebbero essere devastanti.

Per entrare nel mondo affascinante dell’ecopsicologia consigliamo il testo Intelligenza ecologica di Daniel Goleman, che affronta il tema della natura inserendolo in un contesto più ampio, quello dell’intelligenza emotiva e sociale, per costruire una nuova identità umana, rispettosa delle nostre risorse psicologiche e della nostra casa comune, la Terra.

BIBLIOGRAFIA
Daniel Goleman, Intelligenza ecologica, Rizzoli, Milano, 2009.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Buon Natale in tutte le lingue d’Europa

Come si dice Buon Natale nei 28 paesi membri dell’Unione Europea? Scopritelo con questo elenco:

  1. Austria: Fröhliche Weihnachten or Frohe Weihnachten
  2. Belgio: Zalig Kerstfeest
  3. Bulgaria: Весела Коледа or Честито Рождество Христово
  4. Cechia (Repubblica Ceca): Veselé Vánoce
  5. Cipro: Mutlu Noeller
  6. Croazia: Sretan Božić
  7. Danimarca: God jul or Glædelig jul
  8. Estonia: Häid jõule
  9. Finlandia: Hyvää joulua
  10. Francia: Joyeux Noël
  11. Germania: Fröhliche Weihnachten or Frohe Weihnachten
  12. Grecia: Καλά Χριστούγεννα
  13. Irlanda: Nollaig Shona + Dhuit (singular) or Daoibh (plural)
  14. Italia: Buon Natale
  15. Lettonia: Priecīgus Ziemassvētkus
  16. Lituania: Linksmų Kalėdų
  17. Lussemburgo: Schéine Chrëschtdag
  18. Malta: il-Milied it-Tajjeb
  19. Paesi Bassi: prettig Kerstfeest
  20. Polonia: Wesołych Świąt (Bożego Narodzenia)
  21. Portogallo: Feliz Natal
  22. Regno Unito: Merry Christmas
  23. Romania: Crăciun fericit
  24. Slovacchia (Repubblica Slovacca): Veselé Vianoce
  25. Sloveno: Vesel božič
  26. Spagna: Feliz Navidad
  27. Svezia: God jul
  28. Ungheria: Boldog karácsonyt

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Quali sono le tecniche più efficaci per l’apprendimento in gruppo?

È vero che lavorando in gruppo e collaborando tra studenti si impara meglio rispetto a quanto non accadrebbe con una lezione frontale?
Sì, ma a certe condizioni: l’apprendimento in gruppo è efficace solo se tutti i membri del gruppo seguono un copione ben preciso; occorre una progettazione accurata delle sessioni di studio collettivo e un alto grado di strutturazione dei materiali; a queste condizioni, l’efficacia è dimostrata (ed è superiore a quella di una lezione frontale).

Reciprocal teaching
Questa è la tecnica più efficace per il lavoro didattico in gruppo. Dopo aver formato delle coppie o dei piccoli gruppi (3-4 individui), a turno, gli studenti “insegnano” al loro compagno o ai loro compagni uno dei materiali di studio assegnati (testi, immagini, video, brevi esercitazioni, etc.); dopo la fase di esposizione il gruppo discuterà insieme su questi materiali. Perché la tecnica funzioni è necessario strutturare molto bene il materiale di studio, in vista del compito che i ragazzi dovranno svolgere.

Peer tutoring
Uno studente viene scelto dall’insegnante per assumere il ruolo di “tutor” dei suoi compagni; lo studente tutor collaborerà con l’insegnante per presentare i materiali di studio e spiegare gli argomenti di lezione. Questo cambiamento di ruolo – ricorda nel principio la tecnica di Feynman – porta numerosi benefici allo studente tutor, che riesce ad elaborare in modo approfondito gli argomenti, ma anche al resto del gruppo, che riceve informazioni più comprensibili. Il ruolo di mediazione dell’insegnante è fondamentale.

Small group learning
Si formano coppie o piccoli gruppi (3-4 individui) e assegna a ciascun gruppo un compito preciso da svolgere. Questa tecnica funziona a patto che i materiali, i compiti e le tecniche di lavoro siano ben strutturate; la tecnica è più efficace se gli studenti hanno esperienze precedenti di lavoro in gruppo.

BIBLIOGRAFIA
Roberto Trinchero, Sappiamo davvero come far apprendere? Credenza ed evidenza empirica, Form@re, Open Journal per la formazione in rete, FUPress, Volume 13, 2013

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.