Oggi vogliamo condividere con voi uno stralcio di un dialogo dell’ex-presidente dell’Uruguay Josè “Pepe” Mujica. Si parla di sobrietà (concetto sul quale ci siamo più volte soffermati) e soprattutto sull’importanza del tempo:
“La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere“.
Josè “Pepe” Mujica
Il valore del tempo ha una grande rilevanza educativa, ma pochi sono gli educatori che hanno saputo coglierlo. Tra di loro c’era Don Milani, che parlò di “bestemmia del tempo”. Impara anche tu a riconoscere il valore fondamentale del tempo per la vita umana: impara a coltivarlo e ad impiegarlo solo nel migliore dei modi possibili.
Scegliere di vivere in modo sobrio significa innanzitutto scegliere di vivere dando valore al proprio tempo, mettendo al centro l’esistenza umana.
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Le amicizie rendono la vita migliore ai bambini come agli adulti. Uno studio dell’Università del Michigan ha scoperto che in età adulta, chi ha solide amicizie tende a godere di un maggior benessere (fisico e psicologico) rispetto agli altri. Lo studio si è concentrato sul ruolo crescente e progressivo dell’amicizia: col passare degli anni le amicizie diventano sempre più importanti.
Il valore dell’amicizia può sembrare scontato, ma non è così. Consigli su come coltivare le amicizie esistono fin dall’antichità (Cicerone,più di duemila anni fa, scrisse il dialogo “De amicitia”). Oggi, tuttavia, questi consigli sono più preziosi che mai: la rivoluzione digitale, promettendo di accorciare le distanze globali, rischia invece di frammentare le nostre relazioni umane.
Per i bambini il concetto di amicizia oggi è profondamente diverso da quello che poteva essere un tempo: difficilmente potranno vivere grandi avventure al di fuori del tempo scolastico. Anche per questo, secondo noi, è importante coltivare l’amicizia come un valore. Investire in un’amicizia non è tempo perso: secondo il professor William Chopik, autore dello studio citato, “le amicizie diventano sempre più importanti invecchiando; avere alcuni amici fidati al nostro fianco può fare la differenza per la nostra salute e il nostro benessere“.
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Il Prof. Giacomo Stella, massimo esperto italiano di dislessia, smentisce categoricamente le osservazioni di chi sostiene che in Italia vi sia una proliferazione degli studenti con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento, il più noto dei quali è la dislessia). Ecco cosa scrive sul blog che cura per Giunti Scuola:
“Eccesso di medicalizzazione, di diagnosi a scuola, di costi sociali: queste affermazioni non sono quasi mai corredate da dati certi e vengono diffuse senza alcun controllo della loro veridicità. Se si guardano i dati del MIUR, secondo l’ultima rilevazione relativa al 2016, il ministero ha poco meno di duecentomila diagnosi che rappresentano il 2% della popolazione scolastica. Poiché il dato più prudente stima una prevalenza del 3,5%, mancherebbero ancora circa centomila diagnosi all’appello. Ci sarebbero, cioè, circa centomila studenti che sono nella scuola con le loro difficoltà senza che queste vengano considerate nel giusto modo. La distribuzione delle certificazioni sul territorio nazionale è molto diversificata. Ci sono regioni del sud dove la prevalenza di bambini o studenti con DSA non raggiunge nemmeno l’1%, mentre al nord qualche regione ha superato il 3%“.
Al di là dei numeri, però, la questione è pedagogica e didattica: bambini e ragazzi faticano sempre di più a studiare a memoria (e in questo una certa responsabilità va attribuita alla tecnologia digitale). Ma c’è anche un altro problema: il Prof. Stella parla di una scuola tarata sui “più bravi”, una scuola individualista e dominata dallo studio mnemonico. La sua proposta è quella di liberalizzare formulari e tavole pitagoriche, in modo che ciascuno studente sia libero di trovare la sua strada.
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I ragazzi Scout, da adulti, soffrono di disturbi d’ansia in percentuale significativamente minore degli altri: il rischio è diminuito del 18%. I ricercatori hanno ipotizzato che questo sia legato alle abilità che i bambini sviluppano partecipando ai gruppi Scout: resilienza, legami emotivi forti con i compagni, senso di appartenenza a un gruppo, auto-educazione continua e progressiva. In altre parole, il gruppo Scout non è esclusivamente un modo per trascorrere dei weekend diversi dal solito: è una vera e propria palestra di vita.
Secondo gli autori della ricerca, lo scoutismo è una soluzione per ridurre il divario tra la salute mentale tra ricchi e poveri, ma anche per promuovere uno stile di vita più sano.
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Questo è l’occhio bello, questo è suo fratello questa è la guancia bella, questa è sua sorella, questa è la chiesina questi sono i fratini, questo è il scampanino: din, din,din!…
Ecco la filastrocca illustrata:
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Filastrocca della lana salta e gracida la rana vola e trilla l’uccellino corre e abbaia il cagnolino va sul fiore la farfalla l’anatroccolo sta a galla. Filastrocca canta canta la mia lana è ancora tanta voglio fare una vestina alla bella mia bambina due scarpette e due guantini per le mani ed i piedini. Fila fila filastrocca fila fila dalla rocca filastrocca della lana la matassa si dipana il gomitolo si fa guai se il gatto lo vedrà. Filastrocca lenta lenta la piccina si addormenta piano piano, piano piano, con il filo stretto in mano.
Ecco la filastrocca illustrata:
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