Blog

Ogni bambino ha i suoi talenti: aiutiamolo a coltivarli

Ciascuno di noi nasconde delle potenzialità inaspettate: ne erano convinti Rudolf Steiner e Maria Montessori e oggi le neuroscienze ce lo confermano ampiamente. Il concetto di intelligenza non è unitario, non è un monolite: è un concetto fluido, in continuo cambiamento e presenta innumerevoli sfaccettature.

Ma come potremmo educare al talento? Per cominciare, è necessario riconoscere le potenzialità e i talenti che ciascun bambino possiede. Questa fase è quella più critica: è facile sentir etichettare qualcuno come “stupido”, “rompiscatole”, vedere bambini bollati come elementi negativi, quasi fossero mele marce. Questi giudizi nascono principalmente dall’incapacità di leggere i talenti. Occorre una sensibilità profonda per riuscire a individuare il talento.

Una volta riconosciute le potenzialità, è necessario coltivarle, lasciando ai bambini la libertà di seguire la propria strada. I talenti sono innumerevoli, misteriosi e spesso imprevedibili. Ciascuno di noi, nel corso dello sviluppo (e dunque dell’educazione) ha il compito di costruire la propria identità, di definire il proprio progetto di vita; se verrà lasciato libero di agire, probabilmente riuscirà a realizzarsi perseguendo i propri talenti. Spesso, però, la famiglia o la scuola cercano di imporre la propria visione. È il caso dei cosiddetti “genitori spazzaneve”.

Ma qual è l’eredità più preziosa che possiamo ottenere da questa pedagogia del talento? Il concetto di dono. Un bambino che cresce in un ambiente che lo aiuta a riconoscere le proprie potenzialità e a farle crescere, con tutta probabilità sarà un adulto capace di donare i propri talenti, mettendoli al servizio della comunità. È proprio al concetto di dono che dovremmo ispirarci durante tutto questo cammino educativo.

Chi educa prendendosi cura delle potenzialità di un bambino, magari non otterrà un adulto con saperi e competenze sopra la media, ma quasi certamente avrà cresciuto una persona capace di donare.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Denise

Denise è un nome femminile italiano.

DENISE: SCHEDA DEL NOME

Questa è la scheda del nome Denise di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo bellissimo nome:

denise origine significato nome onomastico

Vuoi stampare la scheda del nome Denise? Clicca qui.

ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME DENISE

Denise è un nome di origine greca. È la forma francese del nome Dionisia, che deriva dal nome del dio Dioniso (in greco “Dionysios”).

ONOMASTICO DEL NOME DENISE

L’onomastico si festeggia il 15 maggio, in memoria di Santa Dionisia, martire.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Denise è l’arancio, mentre la pietra portafortuna è il Diaspro.

SCOPRI I LIBRI DEI NOMI DI PORTALE BAMBINI

Questa scheda fa parte del progetto “Libro dei nomi” di Portale Bambini: una raccolta open source di nomi maschili e femminili completi delle loro schede illustrate da stampare. Ci auguriamo che queste schede possano essere donate a migliaia di bambini, aiutandoli a non dimenticare le proprie radici. Il diritto al nome (e alla conoscenza di esso), infatti, è incluso tra i diritti fondamentali dei bambini.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

RISPETTARE UN BAMBINO NON SIGNIFICA FARGLI FARE QUELLO CHE VUOLE

rispettare i bambini

“L’educazione non è rispetto delle regole ma rispetto degli uomini”.
Anonimo

Un tempo, le regole erano al centro dell’azione educativa. Il rispetto delle regole e dei compiti assegnati era sinonimo di buona educazione, di buona scuola. Quando la psicologia dell’infanzia e dello sviluppo si è accorta dei danni prodotti da un sistema troppo rigido (pensiamo all’uso della disciplina fisica e delle punizioni corporali), insieme alle regole abbiamo gettato via anche il rispetto. Insomma, abbiamo buttato via il bambino con l’acqua sporca.

Oggi abbiamo – giustamente – un gran numero di studi e testimonianze che parlano di diritti dei bambini e di rispetto dei bambini. Tuttavia, questi sono stati fraintesi: oggi pensiero dominante è quello secondo cui rispettare i bambini significa lasciare che facciano quello che vogliono. È solo negli ultimi anni che psichiatri, pediatri e psicologi sono intervenuti per ridimensionare questa leggenda metropolitana.

Ed è così che ci piace interpretare il pensiero di autori come Paolo Crepet, Paolo Sarti e Daniele Novara: non tanto come super-critici, ma come pionieri di una nuova idea di educazione, quella secondo cui rispettare un bambino (o un adolescente) non significa fargli fare tutto quel che vuole. Il rispetto, a nostro avviso, è frutto della responsabilità educativa.

Cedere a un capriccio, per fare un esempio, non è sinonimo di rispetto: è il contrario. Insegnare a un bambino che pestando i piedi otterrà il giocattolo che vuole non significa fargli del bene, ma farlo crescere in una bolla ideale, completamente avulsa dalla realtà.

Ma come possiamo diventare adulti rispettosi dei bambini? Dobbiamo essere coraggiosi e fare quello che ci sembra giusto, non quello che ci sembra comodo. Dobbiamo cominciare a pensarci educatori.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

La famiglia è il primo luogo in cui si dà il buon esempio

La famiglia è considerata come la prima agenzia educativa. Possiamo dire che la famiglia è (realmente) al centro dell’educazione. La famiglia è la prima scuola di vita che un bambino sperimenta: nei primi anni dell’infanzia, i genitori e la rete familiare sono gli attori principali del processo educativo. Questo significa che quanto viene appreso in famiglia condizionerà pesantemente il “bambino scolaro”.

L’educazione non si può delegare alla scuola. Un buon insegnante può suscitare l’amore per lo studio e una classe affiatata può educare ai valori della convivenza e della collaborazione, ma è a casa che questi apprendimenti si consolidano. È a casa che vengono gettate le fondamenta del lavoro educativo.

L’azione educativa della scuola, senza il sostegno della famiglia, difficilmente può produrre risultati. Prendere atto di questa verità ci pone di fronte ad una sfida notevole: dobbiamo diventare genitori-esempio. Questo non significa essere genitori perfetti (sarebbe impossibile), né aspirare a questa presunta perfezione. Significa invece avere ben chiari quali valori vogliamo trasmettere e quali comportamenti siamo disposti ad incoraggiare o ad accettare. Si tratta di un grado di consapevolezza che è alla portata di tutte e tutti noi.

Il ruolo dei genitori oggi è in crisi, ma possiamo rilanciarlo: torniamo ad interrogarci sui valori umani e su ciò che l’educazione significa per noi. Abbandoniamo il materialismo e l’illusione del divertimento: torniamo ad essere genitori educatori. L’educazione, del resto, non vuole genitori professionisti, ma unicamente genitori appassionati e pronti a mettersi in discussione. Questa sfida è alla portata di tutti.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

LA CATENA DI OMINI DI CARTA

La catena di omini di carta è un classico gioco per bambini, nonché un lavoretto creativo per lavorare sulle simmetrie con la carta. Realizzarne una è davvero semplice.

CATENA DI OMINI DI CARTA: ISTRUZIONI

Prima di cominciare, assicurati di avere questi materiali:

  • fogli di carta in formato A4;
  • forbici;
  • penna tecnica, biro o matita;
  • matite o pennarelli (solo se deciderai di colorare gli omini)

Per cominciare, prendi il foglio di carta A4.

Adesso piega a metà il foglio:

Con le forbici, taglia il foglio in due strisce di carta:

Adesso prendi una delle strisce e piegala a metà sul lato più lungo:

 

Piega nuovamente a metà il foglio:

Riapri la striscia di carta e colorala. Noi abbiamo scelto di utilizzare i colori dell’arcobaleno. Questo passaggio è opzionale: se preferisci realizzare una striscia di omini di carta bianchi, non dovrai colorare nulla.

 

Richiudi la striscia di carta.

Con una matita o con la penna, disegna la sagoma di un omino. Perché le figure restino unite, è indispensabile che le braccia e i piedi dell’omino siano sufficientemente larghi e che non finiscano prima dei margini del foglio. Utilizza come riferimento questa foto:

Taglia la sagoma lungo i bordi.

Ed ecco la tua catena di omini di carta, fatta e finita:

Una volta realizzata la catena, potrai decorare gli omini come preferisci. Potresti anche unire due o più catene con del nastro adesivo o con la colla vinilica per dare vita a una catena lunghissima!

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Flavio

Flavio è un nome maschile italiano.

FLAVIO: SCHEDA DEL NOME

Questa è la scheda del nome Flavio di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo bellissimo nome:

flavio origine significato nome onomastico

Vuoi stampare la scheda del nome Flavio? Clicca qui.

ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME FLAVIO

Flavio è un nome di origine latina. Deriva dal “nomen” romano “Flavius. Questo nomen fu portato da alcuni grandi imperatori, tra cui Tito e Vespasiano. Il nome deriva da “Flavus”, che significa biondo, oppure dorato.

ONOMASTICO DEL NOME FLAVIO

L’onomastico si festeggia il 22 giugno, in ricordo di San Flavio Clemente, martire a Roma.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Flavio è il giallo, mentre la pietra portafortuna è il Topazio.

SCOPRI I LIBRI DEI NOMI DI PORTALE BAMBINI

Questa scheda fa parte del progetto “Libro dei nomi” di Portale Bambini: una raccolta open source di nomi maschili e femminili completi delle loro schede illustrate da stampare. Ci auguriamo che queste schede possano essere donate a migliaia di bambini, aiutandoli a non dimenticare le proprie radici. Il diritto al nome (e alla conoscenza di esso), infatti, è incluso tra i diritti fondamentali dei bambini.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.