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IL TOPO E LA RANA

il topo e la rana fedro

IL TOPO E LA RANA

Fedro

Una ranocchia vide un topo che passeggiava nei campi vicini al suo stagno e decise di fingersi sua amica: in quel modo, sarebbe riuscita a trascinarlo in acqua e poi l’avrebbe affogato per mangiarselo. Il povero topo cadde nella trappola: quando la rana lo invitò a fare un bagno, lo afferrò per le zampette e lo trascinò a fondo. Mentre il topolino annaspava avvinghiato alla rana passò sopra di loro un falco, che si buttò in picchiata su di loro e se li portò via entrambi.

La giustizia divina vede tutto e a tutto provvede: ognuno, prima o dopo, riceverà quel che gli spetta.

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IL SOLDATO E LA TROMBA

il soldato e la tromba favola

IL SOLDATO E LA TROMBA

Aviano

Un soldato, stanco di combattere e della guerra, disse agli dei che, se gli avessero fatto vincere un’ultima battaglia, avrebbe gettato nel fuoco tutte le sue armi e avrebbe iniziato una vita più tranquilla. La fortuna fu dalla sua parte: sconfisse un gran numero di nemici e il suo esercito ottenne una vittoria schiacciante.

La sera, accanto al falò, il soldato buttò tra le fiamme la spada, lo scudo, l’arco con tutte le frecce e quante altre armi possedeva. Rimase solo la tromba, con cui suonava la carica. La tromba, spaventata a morte, gli disse: “Non buttarmi nel fuoco! Io non ho mai fatto male a nessuno: non lancio dardi né trapasso le armature. Ho solo chiamato a raccolta i soldati e suonato l’inizio di ogni battaglia, non merito di morire”. Il soldato pensò a quelle parole, poi la buttò tra le fiamme dicendo: “Tu sei molto peggiore di tutte le altre armi: non puoi fare del male a nessuno, ma il tuo suono rende gli altri malvagi e, a pensarci bene, uccide più di una spada e di una freccia”.

 

Le parole uccidono più della spada e grazie ad esse, una persona meschina può spingere gli altri a compiere qualsiasi strage.

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IL GRANCHIO E SUO FIGLIO

il granchio e suo figlio

IL GRANCHIO E SUO FIGLIO

Fedro

Un giovane granchio, camminando di lato, non si accorse di uno scoglio e si ferì ad una zampa. Tornato a casa, sua mamma, un enorme granchio dal carapace rosso, gli disse: “Figlio mio, per forza ti ferisci! Devi camminare diritto per vedere gli scogli, perché ti ostini a muoverti di lato?”

E il granchietto, dalla lingua tagliente e dalla mente acuta, rispose alla madre: “Camminerò diritto, ma tu, prima fammi da guida!”

 

È sciocco pretendere di insegnare agli altri quando siamo noi i primi ad andare storti (per la strada come nella vita).

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IL VECCHIO E LA ZUCCA

il vecchio e la zucca fiaba africana

IL VECCHIO E LA ZUCCA

Fiaba africana

C’era una volta un pover’uomo, che abitava insieme al figliolo. Un giorno si ammalò e, sentendo che stava per morire, disse al ragazzo: “Quando il mio funerale sarà finito, prendi qualche seme di zucca e piantali sulla mia tomba”. Poi, il vecchio morì. Il figlio, con le lacrime agli occhi, obbedì e fece proprio come gli aveva detto il padre. Le zucche crescevano bene e, quando la prima di esse fu matura, il ragazzo la raccolse e la portò a casa.  Quando tagliò la prima fetta di zucca, scoprì che all’interno era piena di monete d’argento. Pieno di gioia e meraviglia, il ragazzo fu tentato di tagliare anche le altre, ma decise di aspettare che fossero ben mature. E così, nel giro di un mese, il ragazzo era diventato ricchissimo.

Il re di quel paese, venuto a sapere delle zucche magiche, mandò i suoi soldati a derubare il ragazzo, che non poté fare nulla per fermarli. Ma non appena i soldati del re, tornati al palazzo, rovesciarono le monete dalle ceste, al posto loro uscirono ragni, serpenti e scorpioni velenosi. Terrorizzato, il re fece riportare indietro quelle bestiacce al giovane che aveva fatto derubare. Ma quando il ragazzo aprì le ceste, ecco al loro posto le monete d’oro e d’argento.
E così, da quel giorno nessun altro provò a derubarlo.

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L’OSTRICA E I DUE LITIGANTI

L’OSTRICA E I DUE LITIGANTI

Jean de la Fontaine

Due pescatori, durante la pesca, trovarono un’ostrica e si misero a litigare perché non riuscivano a stabilire chi dei due l’avesse trovata per prima e dovesse tenersela. Così, a furia di litigare, decisero di trovare un giudice che potesse risolvere la contesa.

Il giudice, dopo un’attenta riflessione, mangiò l’ostrica. Poi, divise le due parti del guscio e ne diede una a ciascuno dei due litiganti. “Questa è la soluzione migliore” disse loro “ciascuno di voi è stato risarcito della sua parte; e adesso, tornate la lavoro”.

Tra i due litiganti, un terzo gode (specialmente se è un giudice o un avvocato).

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Le fate

le due fate - perrault

Le fate

Charles Perrault

C’era una volta una donna che aveva due figlie: la maggiore era arrogante e superba, mentre la minore era gentile e cortese con tutti. La madre, però, preferiva di gran lunga la prima, che le assomigliava in tutto e per tutto: così, alla più piccola toccavano le pulizie di casa, la cucina e tutte le altre faccende di casa.

Un giorno, mentre andava a prendere l’acqua al pozzo, la ragazza vide un’anziana signora che le chiese una brocca d’acqua; corse subito al pozzo, riempì la brocca e gliela offrì. La vecchia, che in realtà era una fata, le fece un’incantesimo: ogni volta che apriva la bocca per dire una parola gentile, uscivano fiori e pietre preziose.

La madre, vedendo il suo potere, mandò al pozzo anche la sorella, in modo che anche lei ricevesse il dono della fata. Quando però la sorella incontrò l’anziana signora che le chiese dell’acqua, le rispose in malo modo di andarsela a prendere. E così, la fata lanciò anche su di lei un incantesimo: ogni volta che apriva la bocca per dire qualcosa di malvagio o scortese, uscivano rospi e serpenti velenosi.

Quando tornò a casa, la madre, per la rabbia, cacciò di casa la sorella minore, che dovette scappare nei boschi. Per fortuna, però, incontrò il re, che tornava da una battuta di caccia. Il sovrano, vedendo che dalla sua bocca uscivano fiori e pietre preziose, la portò con sé e la sposò. L’altra sorella, trascorse tutta la sua vita da sola e abbandonata da tutti, nel cuore del bosco.

Le parole gentili valgono addirittura più delle pietre preziose. 

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