C’era una volta un cavaliere valoroso che, durante una grande battaglia, perse la vita. In punto di morte, chiese agli spiriti che gli permettessero di terminare la guerra. Il guerriero, in punto di morte, si trasformò in un fantasma: riprese la sua spada, indossò l’armatura e ripartì per il fronte: lì, mise in fuga i nemici e, da solo, sconfisse un intero esercito.
Una volta vinta la guerra, il generale volle a tutti i costi incontrare quell’eroe coraggioso, che da solo aveva messo in fuga tanti nemici. Il cavaliere, prima di un’occasione così importante, decise di andare alle terme a fare un bagno per levarsi la polvere di dosso e affidò a uno scudiero la sua armatura, perché la tirasse a lucido. Purtroppo, però, un fantasma, se non è coperto di polvere, è invisibile: così, ne il generale ne gli altri soldati riuscirono più a vederlo per rendergli omaggio. Al cavaliere non restò altro che ringraziare gli spiriti che gli avevano permesso di vincere tutti i nemici e poi, volare in cielo.
Non basta tirarsi a lucido per diventare diversi da ciò che si è realmente.
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In una casa abitava il gatto Mangialardo: era così abile a catturare i topi che questi, per la paura e per evitare di essere divorati, dovevano vivere rintanati nei buchi del pavimento e nelle fessure tra le pareti. Lì, però, non trovavano niente da mangiare e soffrivano la fame. Un giorno, il gatto andò a trovare la sua fidanzata; così, i topi uscirono tutti allo scoperto e si riunirono in consiglio. Il loro presidente, che era un topo assai saggio, propose una soluzione: “Secondo me dovremmo attaccare un campanello al collo del gatto, così tutti noi sentiremo quando si avvicina e avremo il tempo di metterci al riparo”.
Tutti i topi applaudirono questa proposta e la votarono in coro; dopo il voto, però, fu il momento di decidere chi tra i topi avrebbe legato al collo del gatto il campanello: nessuno si offrì volontario: i topi non ne volevano sapere di rischiare la vita in quel modo. E così, il presidente sciolse il consiglio.
Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.
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Una volta, una volpe che si era avvicinata troppo ad un pollaio cadde in una trappola. Il gallo, che si era alzato prima di tutti gli altri animali del pollaio, si accorse subito dell’intrusa in trappola.
La volpe, vedendo il gallo, capì che aveva ancora una possibilità di salvarsi. “Amico caro” gli disse “Mentre andavo a trovare un mio amico malato sono rimasto imprigionato in questa trappola; ti prego, non dirlo a nessuno: non vorrei che qualcuno si preoccupasse per me. Sono certo che riuscirò a liberarmi col tuo aiuto, senza far perdere tempo agli altri animali”. Ma il gallo sapeva bene che si trattava di un inganno: così, diede la sveglia a tutta la fattoria e per la volpe fu la fine.
I malvagi non meritano aiuto.
ALTRE FAVOLE DA LEGGERE
Ti è piaciuta questa favola? Leggi anche la versione de “Il gallo e la volpe” di Jean de la Fontaine.
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Questa lettera merita di essere letta e condivisa da genitori, insegnanti, dirigenti scolastici, pedagogisti e da chiunque abbia a cuore la sorte dei nostri figli:
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Dipingere con i fiori può essere un bel laboratorio per insegnare a riconoscere i tanti fiori della flora italiana, ma anche un modo per sperimentare tecniche pittoriche diverse e che coinvolgano la manualità.
COME DIPINGERE CON I FIORI
Cosa ti serve:
colori a tempera
fiori di campo e fiori comuni (mi raccomando, non raccogliere specie protette!)
un foglio di carta da disegno e pittura
Come si fa:
Andate in un prato, al parco o in mezzo alla natura: raccogliete un mazzolino di fiori ed erbe variegate; noi abbiamo usato 7/8 specie vegetali diverse (tra cui fiori di trifoglio, tarassaco, bottoni d’oro, ranuncolo selvatico, alcune erbe spontanee), ma non c’è limite al numero. Durante il periodo invernale si possono usare fiori e foglie d’appartamento o le varietà resistenti al gelo.
Raccogliete i fiori, cercando di lasciare ai piccoli la massima autonomia possibile; quando raccoglierete i fiori, potete staccarli dallo stelo con le mani o con una forbicina (noi vi suggeriamo il primo metodo perché vi permette di sguinzagliare i più piccoli e farli raccogliere in libertà); bisogna raccogliere i fiori lasciando qualche centimetro di stelo, che fungerà da impugnatura per immergerli nel colore
Tornate a casa
Preparate in un piattino un po’ di colori a tempera; dovranno essere diluiti solo leggermente: se esagerate con l’acqua, diventeranno troppo poco densi e non riuscirete ad apprezzare le texture dei fiori
Immergete delicatamente un fiore o una foglia dalla forma particolare in un colore; è importante immergerne appena la punta, senza esagerare
A questo punto, picchiettate il foglio con il fiore o la foglia colorata
Potete utilizzare un fiore per ogni colore e sovrapporre i colori tra loro, come nel disegno che abbiamo realizzato noi per la copertina
Se volete, una volta ultimato il disegno, potete incollare al foglio anche i fiori e le foglie che avete utilizzato; col tempo seccheranno, donando alla composizione un tocco materico molto originale
ATTENZIONE: le tempere ad acqua sono colori atossici e facili da lavare; potreste provare anche con gli acrilici. Vi sconsigliamo, invece, di utilizzare gli acquerelli per bambini, poiché il colore non deve essere troppo diluito (altrimenti non si notano le forme di foglie e fiori, che il colore finisce per inzuppare).
Parte dell’originalità di questo laboratorio è nella diversità della flora italiana: noi abbiamo raccolto alcune specie della mezza montagna trentina, in Val di Non. Se voi lo sperimenterete in Liguria, in Sardegna, sull’Appennino o nel Salento (e in ogni altra parta d’Italia, naturalmente), troverete di volta in volta decine di specie diverse: un bel modo per andare alla scoperta delle meraviglie naturali che il nostro paese ci offre.
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Palla prigioniera, conosciuta anche come palla avvelenata, è uno dei giochi a squadre più conosciuti e amati dai bambini di tutto il mondo. Se ti serve un ripasso rapido del regolamento, puoi trovarlo qui sotto, insieme alle varianti e ai nostri suggerimenti.
PALLA PRIGIONIERA / PALLA AVVELENATA
Tipologia: competitivo a squadre Materiale occorrente: una palla, un campo in cui giocare Giocatori: 10 o più giocatori, in numero pari Età: dai 6 anni in su
Dividete a metà il campo di gioco; in fondo a ciascuna estremità del campo tracciate una linea per delimitare l’area dei prigionieri della squadra avversaria.
Le squadre si dispongono ciascuna nella sua metà del campo.
Si sorteggia a caso chi comincerà con la palla, oppure la si lancia al centro del campo.
I giocatori di una squadra devono colpire quelli della squadra avversaria con la palla.
Ogni volta che un giocatore viene colpito, prende la palla e si dispone nella prigione avversaria, ovvero l’area oltre la linea di fine del campo avversario; da lì, può cercare di liberarsi colpendo qualcuno con la palla.
Se un giocatore afferra la palla al volo, non viene eliminato e al suo posto viene eliminato chi ha lanciato la palla.
Se la palla arriva nell’area dei prigionieri, questi possono tentare di liberarsi lanciandola contro gli avversari.
Vince la squadra che riesce ad eliminare tutti gli avversari.
Ricapitolando:
Esistono due modi per eliminare un giocatore: colpirlo con la palla o prendere al volo la palla che ha lanciato
Esiste un unico modo per liberarsi se si viene colpiti: aspettare che il pallone entri nell’area dei prigionieri, raccoglierlo e colpire un avversario col pallone; in questo modo si può liberare un solo prigioniero per volta
I giocatori di una squadra non possono entrare nel campo avversario, né oltrepassare la linea di fondo campo, da cui comincia la prigione della squadra avversaria
Consigli:
Se giocherai in un prato o all’aperto, ti suggeriamo di delimitare il campo di gioco utilizzando dei gessi giganti colorati o del nastro segnaletico bianco e rosso; si tratta di materiali economici e che permettono di allestire un campo in pochi minuti
Ti suggeriamo di utilizzare un pallone morbido; in ogni caso è sconsigliato l’utilizzo di palloni di cuoio o rigidi, che colpendo un giocatore potrebbero fargli male
VARIANTI DELLA PALLA PRIGIONIERA
La variante più diffusa consiste nell’aumentare il numero dei palloni in gioco: la palla prigioniera classica viene giocata con un unico pallone; tuttavia, se ne potrebbero utilizzare due o tre. Considera che il dodgeball, uno sport che riprende gran parte delle regole della palla prigioniera (o meglio, è la sua evoluzione sportivo-agonistica), si gioca con tre palloni!
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