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Residence Hotel Paradiso

Il Residence Hotel Paradiso è una piccola oasi verde pensata per bimbi e famiglie, a due passi dalla spiaggia. Il complesso offre diverse soluzioni di alloggio, per soddisfare al meglio le più svariate esigenze.

Si può scegliere tra le spaziose camere dell’Hotel, optare per il Residence con la possibilità di riservare gli appartamenti con o senza servizio di pensione, oppure soggiornare nella Dependance che garantisce maggiore tranquillità e servizi mirati per i piccolissimi.

Tantissimi i servizi offerti, per una vacanza capace di coniugare buona cucina, relax e divertimento.

PERCHÉ SCEGLIERE IL RESIDENCE HOTEL PARADISO

Il primo buon motivo per scegliere il Residence Hotel Paradiso è che … Vorrai tornare. Si tratta infatti di un luogo perfetto per tutta la famiglia, dove poter riposare, mangiare bene, fare sport e divertirsi in buona compagnia.

Qui in pillole, 10 buoni motivi per trascorrere una vacanza in questa struttura al 100% family friendly:

  • Buona Cucina

La varietà e la qualità delle pietanze servite, in aggiunta alle gustose ghiottonerie del buffet, rendono la scelta così golosa ed invitante che è praticamente impossibile resistere.

  • Servizi per i Bimbi

Far sentire i bambini al centro di tutte le attenzioni, dalla preparazione delle pappe ai vari servizi messi a disposizione, come scaldabiberon, sterilizzatori, fasciatoi, seggioloni, passeggini, senza dimenticare le provvidenziali lavatrici.

  • Animazione e Miniclub

Gli animatori, con la loro carica di simpatia riescono a coinvolgere grandi e piccini nelle varie attività, dove il rapporto umano diventa il vero protagonista.

  • Piscine e Giardino

I tanti alberi presenti donano la sensazione di una vera immersione nella natura, mentre le acque delle piscine e dell’idromassaggio concedono un piacevole refrigerio nelle calde giornate estive.

  • Spiaggia Privata

L’arenile sabbioso e dolcemente degradante verso il mare si adatta particolarmente ai bambini e si presta a splendide passeggiate sulla battigia, mentre gli sportivi trovano divertimento nel beach-volley e nelle canoe.

  • Sport e Bike

La possibilità di praticare il proprio sport preferito, grazie ai campi da tennis in terra rossa, al vicino campo di calcetto e ancora al ping-pong, al bigliardino, alla palestra e alle biciclette adatte per ogni tipo di percorso.

  • Pista Ciclabile

Pedalare in libertà costeggiando il lungomare, oltrepassando i fiumi grazie ai caratteristici ponticelli in legno, alla scoperta delle varie località della Costa Teramana.

Aggiungiamo a queste motivazioni il sorriso, la gentilezza, la disponibilità e l’ospitalità di tutto lo Staff, la sensazione di sentirsi a casa in un clima estramamente rilassante: elementi fondamentali per una vacanza adatta alla famiglia.

COSA VEDERE IN ABRUZZO E PICENO

Il Residence Hotel Paradiso costituisce un’ottima base di partenza per le escursioni nel territorio di Abruzzo e Piceno, alla scoperta delle bellezze poco conosciute dell’entroterra. Grazie alla breve distanza che separa il mare dalle colline, è possibile raggiungere comodamente i parchi e i monti del “Gran Sasso”.

INFORMAZIONI UTILI

Residence Hotel Paradiso
Indirizzo: Via Ugo La Malfa 14, 64014 Villa Rosa di Martinsicuro (TE)
Sito web: www.hotelparadiso.it
Contattiinfo@hotelparadiso.it
Tel. +39 0861 713888
Fax +39 0861 751775
WhatsApp 391.1369580

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Come fare la carta marmorizzata con la schiuma da barba

Io continuo a stupirmi. È la sola cosa che mi renda la vita degna di essere vissuta.
(Oscar Wilde)

Oggi lavoriamo su un’idea molto semplice, ma molto decorativa. Ti spiegheremo come realizzare con i tuoi bambini della carta marmorizzata, da usare per biglietti d’auguri personalizzati, pacchetti regalo e tutto ciò che la fantasia ti suggerisce.

COME SI REALIZZA LA CARTA MARMORIZZATA CON LA SCHIUMA DA BARBA

Cosa ti serve:

  • schiuma da barba
  • colori a tempera
  • cartoncino bianco o fogli A4
  • stuzzicadenti
  • piattini di plastica

Come si fa:

  • distribuisci un sottile strato di schiuma da barba su un piattino di plastica
  • versa qualche goccia di colore sulla schiuma, usando diverse tonalità
  • con uno stuzzicadente, mescola i colori creando delle onde nella schiuma da barba
  • ora viene la parte che richiede maggiore attenzione: poggia delicatamente il cartoncino o il foglio di carta sulla schiuma da barba unita ai colori appena mescolati
  • alza con delicatezza la carta e rimuovi eventuali tracce di schiuma: dovresti poter ammirare il tuo disegno marmorizzato
  • lascia asciugare la carta

Ecco la carta marmorizzata che abbiamo realizzato noi. Per cominciare, abbiamo preparato la base con la schiuma da barba e i colori, mescolandoli con lo stuzzicadenti:

Poi, abbiamo appoggiato il foglio sulla superficie colorata:

Ecco il foglio dopo che lo abbiamo estratto dalla schiuma da barba

Dopo aver tuffato il foglio in un piattino con un altro colore, abbiamo rimosso la schiuma colorata con una spatola da cucina. Ecco il foglio marmorizzato:

COACHING CREATIVO: PERCHÉ REALIZZARE DELLA CARTA MARMORIZZATA CON LA SCHIUMA DA BARBA

Perché dovremmo pasticciare con colori e schiuma da barba? La prima risposta, la più ovvia, potrebbe essere: perché è un laboratorio creativo semplice e divertente!In realtà la risposta che ci siamo dati è un’altra e riguarda lo stupore e la meraviglia. E’ sempre più difficile vedere il potenziale creativo nelle azioni che compiamo o negli oggetti che usiamo. Chi lo avrebbe mai detto che con la schiuma da barba possiamo dipingere? Il nostro invito è dunque di non limitare mai le tue possibilità e la voglia di sperimentare. Ed è anche lo spunto di coaching creativo che maggiormente vorremmo diffondere attraverso i nostri laboratori.

SULLO STESSO TEMA …

Se ti piace l’idea di sperimentare tecniche diverse per dipingere e disegnare, prova a leggere qui:

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Stili cognitivi di apprendimento

Lo sapevi che tutti noi impariamo in modo diverso? Il modo di pensare si riflette nel modo di studiare. Gli psicologi, dopo anni di ricerche, hanno individuato diversi stili di apprendimento che corrispondono ai diversi modi in cui impariamo. Conoscerli è importante per indirizzare al meglio gli studenti, evitando di far perdere loro tempo ed energie, scoraggiandoli.

STILI COGNITIVI DI APPRENDIMENTO: QUALI SONO?

Lo psicologo italiano Cesare Cornoldi, ha sintetizzato nel 2001 anni di ricerche sugli stili di apprendimento, che si possono suddividere sommariamente in 2 categorie:

STILE PERCETTIVO

Lo stile percettivo determina la modalità attraverso cui approcciamo il materiale di studio per ottenere le informazioni necessarie; in altre parole. è la prima fase dello studio, quella di lettura e analisi delle fonti.

Esistono due stili percettivi fondamentali:

  • ANALITICO: lo stile di chi percepisce prima i dettagli e solo in un secondo momento li mette insieme per formare un quadro unitario
  • GLOBALE: lo stile di chi coglie prima il quadro d’insieme e poi

Esiste un semplicissimo test per scoprire qual è il tuo stile percettivo (o quello dei tuoi bambini); guarda questa immagine e prova a dire che lettera vedi per prima:

stili cognitivi di apprendimento

Se il tuo stile è analitico, vedrai per prima la lettera A; se il tuo stile è globale, vedrai per prima la lettera F.

STILE MNEMONICO

Lo stile mnemonico è quello che determina le modalità secondo cui ciascuno di noi cercherà di memorizzare le informazioni da studiare.

Esistono due stili mnemonici principali:

  • VERBALE: è lo stile di chi riassume e converte le informazioni in testo scritto
  • VISUALE: è lo stile di chi “ragiona per immagini”; questi studenti memorizzeranno foto, grafici e informazioni come fossero fotografie

Lo stile verbale è tipico di chi, dovendo riassumere le informazioni, realizzerà un riassunto o una mappa concettuale; lo stile visuale è tipico di chi sottolineerà con colori diversi e realizzerà una mappa mentale o dei grafici illustrati.

Per scoprire qual è il tuo stile mnemonico

E due stili mnemonici secondari:

  • SISTEMATICO: è lo stile di chi procede a piccoli passi, analizzando uno alla volta tutti i dettagli dell’argomento di studio
  • INTUITIVO: è lo stile di chi formula un’ipotesi sull’argomento di studio e poi cerca di confutarla o dimostrarla, analizzando tutti gli elementi a disposizione

Naturalmente, questi stili cognitivi di apprendimento non vanno considerati in termini “puri”: esistono mille sfumature e combinazioni. In altre parole, ciascuno di noi impara in modo diverso e unico. Tuttavia, conoscere gli stili principali aiuterà genitori, insegnanti e tutor a suggerire un metodo di studio che si avvicini allo stile di apprendimento di ciascuno.

BIBLIOGRAFIA

Boscolo P. (1981), Intelligenze e differenze individuali. In AA.VV., Intelligenza e diversità, Loescher, Torino.
Boscolo P. (1986), Psicologia dell’apprendimento scolastico, Torino, Utet
De Beni R., Pazzaglia F., Molin A., Zamperlin C. (2001), Psicologia Cognitiva dell’Apprendimento, Erickson, Trento
Cornoldi C., De Beni R., (2001), Imparare a studiare 2, Erickson, Trento

In particolare, a chi sta cercando un testo introduttivo sullo studio e sulle differenze individuali nell’apprendimento, suggeriamo Imparare a studiare.

TORNA A:

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E se la vera riforma fosse tornare alla vecchia scuola?

“Se un viaggiatore del tempo dall’Ottocento giungesse ai giorni nostri, scoprirebbe che tutto il mondo è cambiato eccetto una cosa: la scuola, con le sue classi, le sue lavagne e i suoi banchi.”

Questa frase (utilizzata per la prima volta da Luigi Berlinguer nel 2008) è tra le più utilizzate dai sostenitori dell’innovazione e sintetizza bene il pensiero di chi cerca di ricostruire la scuola adeguandola ai tempi. Ma, uno scettico, potrebbe obiettare:

“Perché cambiare qualcosa che funziona?” 

Già, perché abbiamo voluto de-costruire una scuola che, in fondo, funzionava? Certo, non era perfetta, ma la favola del re travicello ci insegna che alle volte, una situazione perfettibile è migliore di una situazione pessima!

QUALI SONO I LIMITI E I PUNTI DI FORZA DELLA NUOVA DIDATTICA?

Provocatoriamente, abbiamo intitolato questo articolo richiamando la vecchia didattica; ma la domanda è tutt’altro che una provocazione: ogni giorno ci capita di discutere con genitori e insegnanti alle prese con problemi di varia natura; problemi che solitamente hanno a che fare con bambini e ragazzi incapaci di studiare da soli e di condurre un ragionamento logico sensato.

E così, siamo andati contro il politically correct perché diciamolo, andare contro l’inclusione, l’innovazione e le nuove tecnologie a scuola è un po’ tabù e abbiamo deciso di lanciare una riflessione critica sull’innovazione a scuola.

  • Davvero imparare a memoria qualche dato è sbagliato?
  • Che rapporto c’è tra memoria, memorizzazione e comprensione degli argomenti?
  • I voti servono?
  • Quale dovrebbe essere il ruolo dell’insegnante?
  • La “vecchia didattica” è da rottamare oppure no?
  • L’insegnante deve essere un’autorità oppure no?
  • È giusto parlare di inclusione nei termini in cui la stiamo considerando?
  • Non è che vorremmo abolire compiti e voti per comodo?

Inutile dirlo, noi siamo abbastanza “tradizionalisti”: secondo noi il bambino ha bisogno dell’autorità adulta e di una serie di paletti, così come ha bisogno dei voti e di una didattica basata sull’impegno e sull’esercizio. Certo, ha bisogno anche di movimento, di tempo per svagarsi e di attività a misura di bambino.
La “buona scuola”, secondo noi, comincia ovunque vi sia un insegnante sensibile, appassionato e fermo: senza queste tre qualità e senza una vera e propria missione educativa non ci sono innovazione e buone pratiche che tengano. Se c’è la missione (intesa nel senso di vera e propria mission), ci saranno i risultati, a prescindere dai metodi che si utilizzano.

Naturalmente, la nostra è un’opinione e come tale ti chiediamo di trattarla ed arricchirla. Anzi, ti preghiamo di farlo: la scuola e l’educazione hanno un futuro solo a patto che vi sia una riflessione critica e argomentata, senza paura di dire quel che si pensa.

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Un’intera squadra di bambini lascia il campo per proteste … contro un genitore

Caro genitore, è molto apprezzabile che tu segua tuo figlio di dodici anni in una trasferta lunga come quella di Venaus (minimo 100 km tra andata e ritorno); sicuramente non è apprezzabile che tu trascorra tutto il tempo della partita ad insultare chi, per consentire a tuo figlio di giocare, si presta ad arbitrare magari rinunciando a seguire attentamente il proprio figlio (arbitrare in quelle categorie significa controllare che i ragazzi non si facciano male).

Inoltre caro genitore pagare un biglietto per assistere ad una partita di calcio o pagare la retta di iscrizione di tuo figlio alla scuola calcio non ti attribuisce né il diritto di esibire dalla tribuna la tua sconfinata ignoranza, danneggiando un clima che deve essere sempre sano (un mix perfetto di relax, aggregazione e divertimento), né creare danni alla società per la quale tuo figlio è tesserato.

Comunque, caro genitore, se ritieni che il tuo sia il modo giusto di comportarti, ti consigliamo vivamente di trascorrere i tuoi pomeriggi a casa perché agli occhi di un bambino di dodici anni non sei solo un esempio, ma un modello da imitare e dal quale imparare l’educazione e il rispetto degli avversari e dei ruoli.

E’ il messaggio che l’Asd Venaus, associazione sportiva di Venaus, un comune di circa mille abitanti situato in Val Cenischia, valle collaterale della Val di Susa, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook.

LA COMPETIZIONE É SANA SOLO SE ACCOMPAGNATA DA RISPETTO ED EDUCAZIONE

Il motivo viene ben spiegato da Matteo Esposito in questo articolo, riguardante uno spiacevole episodio accaduto durante il Campionato Esordienti, categoria 2006, in provincia di Torino:

In campo ci sono ragazzini di 9/10 anni, si gioca su un campo leggermente ridotto rispetto alle tradizionali misure dei campi regolamentari. Le squadre giocano nove contro nove e, in queste categorie, non è previsto l’arbitro federale, ruolo che viene svolto di solito da un dirigente della squadra di casa. In campo si affrontano le squadre del Venaus e del Lascaris. Tutto sembra scorrere tranquillamente quando ad un certo punto, dagli spalti, il padre di un bambino della squadra ospite ha iniziato a insultare tutti, incitando alla violenza. Prima si rivolge al proprio figlio, poi prende di mira un ragazzino che stava facendo il guardalinee, poi punta un pò tutti. A quel punto l’allenatore del Venaus decide di ritirare tutta la squadra perché la situazione era diventata insostenibile. Un comportamento inqualificabile che ha creato un pessimo clima in campo e fra le famiglie che erano sulle tribune ad assistere ad una semplice partita di calcio tra ragazzini.

Più volte abbiamo riflettuto su queste pagine a proposito della sana competizione e del ruolo dei genitori che devono essere esempio non solo nelle parole, ma anche nei fatti. La competizione di per sé non è negativa o positiva. Diventa un fattore costruttivo quando è accompagnata dal rispetto e da valori imprescindibili come l’educazione. E ogni occasione è buona per ricordarlo.

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Dipingere con la forchetta: ecco i fiori e gli animaletti

Abbiamo recentemente parlato della pittura con le mani. Si tratta di una tecnica molto semplice, alla portata di tutti, basata sulla realizzazione di disegni con le impronte di dita, mani o piedi.

Oggi ci facciamo prendere da un nuovo “attacco d’arte” e ti proponiamo un ulteriore esperimento: e se invece delle impronte usassi le posate, in particolare le forchette? Anche in questo caso, servono pochissimi materiali per iniziare. Come già suggerito per la digitopittura, se cerchi colori atossici e completamente lavabili, puoi utilizzare le tempere a base d’acqua.

COME DIPINGERE CON LA FORCHETTA

Cosa ci serve:

  • cartoncino bianco o colorato
  • tempere
  • forchette

Come si fa:

Il procedimento è molto intuitivo: una volta scelto il soggetto da dipingere, si intinge la forchetta nel colore desiderato e la si poggia sul foglio, imprimendo la sagoma. Di seguito qualche idea per ispirarti.

pittura con le forchette

DISEGNI CON LA FORCHETTA: I FIORI

Uno dei soggetti più suggestivi da realizzare sono i fiori: con pochi gesti puoi dipingere un coloratissimo campo di tulipani o margherite, ma anche dei cactus. Belli vero?

DIPINGERE CON LA FORCHETTA: GLI ANIMALETTI

Dopo aver preso la mano con fiori e piante, puoi provare qualcosa di più complesso. Che ne dici di buffi cuccioli o pesciolini? Guarda qui:

ALTRE IDEE DA PROVARE:

 

 

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