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La scoperta del fuoco

scoperta del fuoco

La scoperta del fuoco è una tappa fondamentale nel corso dell’evoluzione del genere Homo. Grazie ai ritrovamenti archeologici sappiamo che fu l’Homo Erectus a scoprire il fuoco, approssimativamente un milione e mezzo di anni fa.

LE 5 DOMANDE CHIAVE PER CAPIRE L’ARGOMENTO

  • Chi: fu l’Homo Erectus a scoprire come produrre e utilizzare il fuoco
  • Che cosa: Scoperta del fuoco
  • Quando: 1,5 milioni di anni fa
  • Dove: le prime tracce della scoperta del fuoco sono state rinvenute in Africa
  • Perché: probabilmente l’Homo Erectus scoprì il fuoco per caso, sfregando tra loro due pezzi di legno secco o due pietre si producevano scintille; fu così che cominciò ad accendere e utilizzare il fuoco

COME IL FUOCO CAMBIÒ LA VITA DELL’UOMO

Si può dire che il fuoco cambiò la vita dei primi uomini? Assolutamente sì: vediamo come.

  • DIETA
    Grazie al fuoco gli uomini cominciarono a cuocere il cibo: questo permise, oltre a semi, erbe e frutti spontanei, di mangiare carne e pesce cotti, neutralizzando i batteri e le tossine. In questo modo, la dieta dell’Homo Erectus divenne più variegata e salutare.
  • COMPORTAMENTO
    Il fuoco è una fonte di luce: grazie ad esso l’Homo Erectus non era più costretto ad interrompere le sue attività col buio. Inoltre, il fuoco teneva alla larga i predatori.
  • RISCALDAMENTO
    Il fuoco, oltre ad essere fonte di luce, è anche una fonte di calore. I focolai domestici permisero ai primi uomini di riscaldarsi, rendendo possibile la colonizzazione di nuove aree geografiche oltre l’Africa.
  • PRODUZIONE DI MANUFATTI
    Il fuoco è un elemento essenziale per realizzare manufatti in terracotta e per lavorare i metalli; grazie alla scoperta del fuoco fu possibile realizzare vasi, materiali per costruire e armi.

LA SCOPERTA DEL FUOCO: COSA DICE L’ARCHEOLOGIA

Le prove più antiche dell’uso del fuoco da parte dell’Homo Erectus vengono dai siti archeologici dell’Africa orientale: infatti, sono stati rinvenuti frammenti di argilla rossa risalenti a un milione e mezzo di anni fa. L’argilla assume il colore rosso solo se sottoposta a temperature di almeno 400 C°, prova che quei frammenti erano stati sottoposti a cottura.

Altre prove dell’uso del fuoco, trovate anch’esse in Africa, sono costituite da pietre annerite dal fuoco e resti di focolai domestici.

LA SCOPERTA DEL FUOCO – SCHEDA STAMPABILE

Abbiamo riassunto in una scheda stampabile tutte le informazioni importanti sulla scoperta del fuoco; puoi trovarla e scaricarla in formato PDF qui ⇒ La scoperta del fuoco – Scheda stampabile
Utilizza queste schede per le tue lezioni!

I MITI SULLA SCOPERTA DEL FUOCO

Sin dai tempi antichi l’uomo ricorre al mito per spiegare i fenomeni naturali e la scoperta del fuoco non fa eccezione. La maggior parte dei popoli ha elaborato un proprio mito attraverso cui tramandare questa importantissima tappa culturale. In questo articolo abbiamo riportato tre diversi miti: quello di Prometeo, un mito cinese ed uno africano.

Se devi spiegare l’origine del fuoco, non trascurare questi miti: si tratta di una testimonianza importante ed utile a capire meglio l’uomo, il nostro pensiero e la nostra cultura.

IL MITO DI PROMETEO

Il mito più famoso che racconta dell’incontro tra gli uomini e il fuoco è sicuramente il mito di Prometeo; secondo questo mito, gli uomini non avevano il fuoco poiché Zeus, adirato con loro, lo aveva nascosto. Fu il titano Prometeo a rubare il fuoco agli dei e a donarlo agli uomini, ricevendo un castigo terribile dal padre degli dei.

A questo mito abbiamo dedicato una pagina a sé, “Il mito di Prometeo“. Cliccando sul link potrai trovare anche la scheda PDF stampabile.

LA SCOPERTA DEL FUOCO

Mito africano 

Tanto tempo fa, il ragno stava tessendo un lungo filo di ragnatela; un giorno, il vento prese quel filo e lo portò su, fino a toccare il cielo. Allora, il picchio si arrampicò sul filo di ragnatela e fu il primo animale a raggiungere il cielo. Scambiando la volta celeste per un albero, cominciò a picchiettarla qua e la, aprendo dei grossi buchi, che noi chiamiamo stelle.

Qualcuno dice che l’uomo si arrampicò su quello stesso filo e, raggiunte le stelle, portò il loro fuoco sulla terra. Secondo altri, il cielo cominciò a piangere perché il picchio, bucherellandolo qua e là, gli faceva male; le sue lacrime infuocate caddero sulla terra e fu così che l’uomo si impadronì del fuoco.

LA SCOPERTA DEL FUOCO

Mito cinese

Un saggio decise di andare a passeggiare oltre i confini del sole e della luna; giunse così in una terra sconosciuta. Lì vide un albero e, su quell’albero, un picchio. Il becco del picchio, colpendo il tronco dell’albero, sprigionava delle scintille infuocate e una di queste colpì il saggio, bruciandogli la barba. Fu così che l’uomo colpito da quel fatto, prese un ramo dell’albero e lo utilizzò per accendere un fuoco.

Se vuoi stampare questi miti sulla scoperta del fuoco, scarica la nostra scheda in formato PDF ⇒ La scoperta del fuoco – Schede stampabili

Schede di storia:
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Come realizzare profumi naturali con i bambini

Forse ti sei accorto/a anche tu che i bambini adorano preparare pozioni e miscele. Che cosa ne dici di preparare con loro profumi naturali, diventando artigiani profumieri per un giorno?

Si tratta di un laboratorio creativo che ti permette di realizzare profumi senza alcool, un’ottima soluzione soprattutto per la pelle delicata dei bambini che, in questo modo, potranno fare esperimenti e sperimentare dovere essenze.

COME REALIZZARE PROFUMI FAI-DA-TE SENZA ALCOOL

Le ricette che vi proponiamo sono molto semplici e completamente atossiche. Gli ingredienti possono essere acquistati in erboristeria. I profumi preparati si prestano a diventare regalini, specialmente se confezionati in una boccetta di vetro dipinta a mano o decorata da voi.

Cosa ti serve:

  • 60 ml di olio di mandorle dolci o, in alternativa, olio di cocco o olio di jojoba
  • 30 ml di acqua distillata
  • 6 gocce di olio essenziale di essenze miste o di una preferita

Come si fa:

  • metti in un recipiente l’olio di mandorle dolci, di cocco o di jojoba a seconda di quello che hai reperito
  • unisci 6 gocce dell’olio essenziale preferito, mescola e travasa la miscela nella boccetta di vetro
  • agita bene per far amalgamare il tutto, poi chiudi con attenzione e lascia riposare per almeno una settimana in un luogo fresco e buio
  • ricordati di miscelare il composto una volta al giorno
  • dopo una settimana, aggiungi l’acqua distillata e prova ad annusare il tuo profumo: se non fosse abbastanza intenso, puoi aggiungere ancora alcune gocce di olio essenziale, mescolando ancora per bene

ESSENZE PER PROFUMI PER BAMBINI

L’aromaterapia ha grandi benefici, specialmente sui bambini. Qui una mini guida per scegliere quelli più indicati:

  • Camomilla
  • Lavanda
  • Aneto
  • Achillea 
  • Neroli

Dopo i 6 mesi di età potrete cominciare a usare altri utilissimi oli essenziali quali ad esempio il Tea Tree oil, l’olio essenziale di Eucalipto, di Mandarino, di Coriandolo e Calendula. Fatevi in ogni caso consigliare dal vostro erborista di fiducia.

IDEE DECORO PER LA BOCCETTA DI VETRO

Passiamo ora alle decorazioni delle boccette di vetro, un’ottima idea riciclo. Potete usare le bottigliette dei succhi di frutta o le boccette di profumo usate, ovviamente ben pulite.

Dipingetele con i colori per vetro e lasciatele asciugare, poi impreziositele con corda e pizzi. Qui qualche idea dal web:

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Cosa sono i chopper preistorici

I chopper preistorici sono i primi utensili realizzati e utilizzati dagli ominidi della specie Homo Habilis (e successivamente da Homo Erectus e Homo Sapiens).  Si trattava di ciottoli, solitamente di selce, scheggiati in modo da avere un lato tagliente. Venivano utilizzati come strumenti per colpire e tagliare. Il ciottolo veniva scheggiato colpendolo con un altro ciottolo, con un colpo perpendicolare alla sua superficie. I primi chopper di cui abbiamo traccia sono stati realizzati 2 milioni di anni fa.

DOMANDA DIDATTICA 1: Perché il chopper è importante nello studio della nostra storia?

Non è scontato che un bambino di 7/8 anni comprenda da subito l’importanza di questo strumento; ecco una risposta, forse un po’ enfatica, per aiutarli a comprendere il ruolo e l’origine dell’industria nella storia dell’uomo:

Il chopper è, in assoluto, il primo esempio di industria umana; in altre parole è il primo utensile prodotto dall’Homo Habilis in modo consapevole. Per noi, utilizzare degli oggetti è naturale e indispensabile; per tutti gli altri animali, invece, no. Pensate a un gatto o ad un pesce rosso. Il momento in cui il primo Homo Habilis realizzò il primo chopper è anche il momento in cui la nostra specie intraprese un cammino diverso da tutti gli altri animali: quello dell’industria e del progresso.

DIVERSI TIPI DI CHOPPER

Esiste una certa varietà nelle forme che i chopper potevano assumere, che si possono dividere grossomodo in due tipologie:

  • Chopper monofacciali, in cui la scheggiatura interessa una sola faccia del ciottolo
chopper preistoria
Fonte: G. Camps, Manual de Recherche Préhistorique, 1979
  • Chopper bifacciali, in cui la scheggiatura interessa due o più facce del ciottolo (fig. 3 dell’immagine in alto, fig. 6 e 7 dell’immagine in basso), dando al chopper una forma simile a una punta di lancia
chopper
Fonte: G. Camps, Manual de Recherche Préhistorique, 1979

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Dipingere su stoffa: come fare e quali colori usare

La pittura su stoffa è un hobby bellissimo ed appassionante che permette di personalizzare magliette, foulard, shopper, scarpe e chi più ne ha più ne metta. Con qualche accorgimento è possibile realizzare dei piccoli capolavori, coinvolgendo i bambini.

Si possono utilizzare diverse tecniche e diversi prodotti. In commercio esistono sia pennarelli indelebili, sia colori in vasetto da stendere con i pennelli o con le mascherine dello stencil. Fai sempre una prova sul tessuto da dipingere, per capire come si spande il colore e che resa ha.

COME REALIZZARE UN DIPINTO SU STOFFA

Cosa ti serve:

  • stoffa da decorare
  • pennelli per stoffa o colori per stoffa
  • acqua
  • una tavoletta di compensato o di cartone
  • puntine a tre punte (lasciano di meno il segno)
  • carta pergamena
  • matita grafite morbida
  • ferro da stiro

Come si fa:

  • per prima cosa scegli il disegno da riprodurre, partendo da soggetti semplici, per prendere la mano
  • puoi disegnare il soggetto a matita sul tessuto da dipingere; se non sei molto abile a disegnare, usa la carta copiativa, oppure inventa qualche motivo da realizzare aiutandoti con forme già pronte, come ad esempio i cutter dei biscotti (puoi usare dei cuoricini o delle stelline)
  • ora appoggia il tessuto sul cartoncino o compensato; nel caso di una maglietta, metti il cartoncino o il compensato all’interno, in modo tale che il colore non sporchi il retro
  • dipingi con i pennarelli o il colore in vasetto; il nostro consiglio è di non diluire troppo i colori, procedendo a piccole pennellate
  • terminata l’operazione, lascia asciugare il disegno. Per avere colori più coprenti e fare sfumature, puoi passare una mano di bianco nella parte da colorare e, prima che questa si asciughi, stendere il colore
  • ultimato il disegno, lascia che i colori si asciughino. Per fissarlo, stira al rovescio alla temperatura indicata sui vasetti
  • quando usi un tessuto nuovo, è preferibile lavarello prima di dipingerlo: in questo modo puoi togliere l’appretto che impedisce al colore di penetrare nelle fibre

Ecco qualche esempio di pittura su stoffa, realizzata da noi:

 

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Come fare le candele con la cera d’api

Le candele contribuiscono a creare un’atmosfera rilassante in casa. Realizzarle non è difficile e rappresenta un hobby creativo alla portata di tutti, soprattutto quando non sappiamo cosa fare e le condizioni meteo avverse ci impediscono di uscire.

Con la cera d’api è possibile realizzare in casa delle candeline con i bambini più grandi, ovviamente sotto la supervisione di un adulto. Rispetto alla paraffina, la cera d’api ha un costo lievemente più alto, ma è completamente atossica e naturale.

Le candeline si prestano a diventare regalini e ad essere personalizzate: puoi ad esempio decorarle con chicchi di caffè, legni di cannella, arance secche, aghi di pino e tutto quello che ti suggerisce la fantasia.

COME FARE LE CANDELE CON LA CERA D’API

Cosa ti serve:

  • giornali
  • 1 foglio di cera d’api
  • stoppini già cerati e muniti di piedino
  • stampini
  • cucchiaio di legno
  • pentolino
  • pennello
  • per decorare: stecche di cannella, arance secche, aghi di pino, chicchi di caffé o fiori secchi a piacere

Come si fa:

  • sciogli a bagnomaria il foglio di cera d’api in un pentolino pentolino, senza portare la miscela ad ebollizione, ma continuando a mescolare lentamente con il cucchiaio di legno
  • disponi su un tavolo, preventivamente coperto con fogli di giornale, gli stampini e gli stoppini già cerati
  • metti gli stoppini al centro degli stampi, poi versa la cera fino a coprirli
  • le candeline dovranno riposare per qualche ora (almeno cinque o sei), finché la cera non sarà asciutta
  • a questo punto devi togliere delicatamente le candele dagli stampini
  • puoi decorare le candeline facendo sciogliere un po’ di cera d’api avanzata a bagnomaria e stendendola con un pennello sulle candele, per poi applicare glitter o decorazioni
  • se vuoi, usa i vasetti degli omogeneizzati come contenitori, come illustrato nella nostra guida

Qui trovi qualche esempio dal web:

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Come finiscono le favole?

come finiscono le favole?

Le favole classiche (da Esopo a Jean de la Fontaine) finiscono con la morale della favola stessa. Si tratta di una breve frase, concisa e di facile comprensione, che sintetizza la scena raccontata nel testo. Ad esempio, la famosa favola de “La rana e il bue“, finisce con la seguente morale:

Chi finge di essere ciò che non è, finisce sempre per pagarne le conseguenze (a seconda della traduzione e dell’adattamento, naturalmente, troverai finali leggermente diversi nella forma).

A seconda dell’edizione che stai leggendo, potresti trovare la morale anche con questa forma:

Morale: Chi finge di essere ciò che non è, finisce sempre per pagarne le conseguenze

o ancora

Morale

Chi finge di essere ciò che non è, finisce sempre per pagarne le conseguenze

Naturalmente si tratta di scelte stilistiche che spettano a ciascun autore, curatore o editore. Quel che conta, invece, è che le favole finiscono con una frase morale, breve e semplice, adatta tanto ai bambini quanto agli adulti.

QUALCHE ESEMPIO: ECCO COME FINISCONO LE FAVOLE PIÙ FAMOSE

Di seguito, trovi la morale con cui si concludono alcune delle favole più famose di Esopo, Fedro e Jean de la Fontaine (considera che la maggior parte delle favole conosciute sono state riprese da tutti e tre questi autori). Cliccando sui titoli, potrai leggere le favole in versione integrale e stampare le schede stampabili in formato PDF.

La volpe e l’uvaSpesso, le persone che sminuiscono qualcosa, semplicemente non sono in grado di averlo.

La cicala e la formicaChi nulla fa, nulla ottiene.

La lepre e la tartarugaI propri avversari, per quanto deboli, non devono mai essere sottovalutati.

Il corvo e la volpeSpesso, la verità ci acceca e ci porta a commettere delle sciocchezze.

Il topo di campagna e il topo di cittàNella vita ci vuole un pizzico di umiltà nell’accettare le proprie condizioni: infatti, quelle degli altri spesso non sono tanto migliori, come si potrebbe pensare a prima vista.

LETTURE E APPROFONDIMENTI

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