I verbi italiani possono assumere due forme: la forma attiva e la forma passiva.
La forma è attiva quando il soggetto compie l’azione espressa dal verbo.
La forma è passiva quando il soggetto subisce l’azione espressa dal verbo. 

FORMA ATTIVA: ESEMPI

  • Luca raccoglie i rifiuti.
  • Mia sorella prepara il pane.
  • Gli studenti corrono nel parco della scuola.
  • Maria legge un libro.

FORMA PASSIVA: ESEMPI

  • L’ambiente è inquinato dai nostri rifiuti.
  • I pesci sono pescati dai pescatori.
  • L’erba è tagliata dal giardiniere.
  • L’orto è coltivato dal contadino.

LA FORMA PASSIVA

Non tutti i verbi possiedono una forma passiva, ma esclusivamente i verbi transitivi, ovvero quei verbi che possono presentare un complemento oggetto.

Proviamo ad analizzare la frase “Maria legge un libro”:
Maria: soggetto
legge: predicato verbale
un libro: complemento oggetto

Il verbo leggere è transitivo: questo significa che può essere accompagnato da un complemento oggetto e che può assumere una forma passiva. Trasformiamo la frase utilizzando il verbo alla forma passiva: “legge” si trasforma in “è letto” e la frase diventerà “Un libro è letto da Maria”.

Analizziamola:
Un libro: soggetto
è letto: predicato verbale
da Maria: complemento di agente

Quando trasformiamo una frase da attiva a passiva, il complemento oggetto della forma attiva diviene il soggetto della forma passiva e il soggetto della forma attiva diviene il complemento d’agente della forma passiva.

Abbiamo detto che solo i verbi transitivi possono assumere la forma passiva. Lo dimostreremo attraverso un esempio: consideriamo un verbo intransitivo, parlare. Ecco una frase con il verbo parlare: “Carlotta parla con Chiara. In questo caso, è impossibile trasformare il verbo “parla” nella sua forma passiva. La frase dovrebbe essere “Chiara è parlata da Carlotta”; l’assurdità è evidente.

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