Ecco le cinque fasi dell’allenamento emotivo proposte dallo psicologo John Gottman (in “Intelligenza emotiva per un figlio. Guida per i genitori“):

  • empatia: il tuo cuore è in sintonia con quello della tua bambina o del tuo bambino;
  • riconoscere nell’emozione un’opportunità per apprendere: i bambini hanno bisogno dei propri genitori soprattutto quando provano delle emozioni negative; anche queste sono preziose opportunità di apprendimento;
  • ascoltare con empatia: l’ascolto empatico è il momento cruciale per l’allenamento emotivo; per ascoltare in modo empatico è necessario prestare attenzione al linguaggio del corpo, coltivare l’immaginazione e rinunciare all’ascolto critico;
  • aiutare il bambino a trovare le parole per esprimere le emozioni che prova: questa fase è legata al lessico emotivo e alla capacità di verbalizzare le emozioni (ne abbiamo parlato nel nostro articolo a proposito delle parole delle emozioni);
  • porre dei limiti al bambino e contemporaneamente aiutarlo a risolvere il problema: dopo aver ascoltato il bambino e averlo aiutato a trovare le parole per esprimere le proprie emozioni, è necessario trovare una soluzione pratica; per farlo bisogna mettere dei limiti (dettati dal rispetto e dai valori familiari), identificare gli obiettivi da raggiungere e valutare le possibili soluzioni.

Naturalmente trasportare queste cinque fasi nella vita quotidiana in modo consapevole ed efficace non è semplice. Gottman suggerisce di allenarsi in modo rapido e frequente: le cinque fasi dell’allenamento emotivo devono diventare fluide e non essere macchinose e meccaniche. Nel suo libro troverai una serie di strategie concrete per portare avanti l’allenamento emotivo (e anche un’analisi attenta dei casi in cui è bene non intraprendere la strada dell’allenamento emotivo).

FONTI

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