Il pupazzo di neve

Testo di: Raffaella Sorrentino

Sefira era una bambina che abitava in un piccolo paese in cima alla montagna. Era una bimba dolce e buona e d’inverno amava trascorrere le giornate accanto alla stufa, a guardar fuori dalla finestra: la neve copriva la terra come un mantello, posandosi dolcemente. Sefira sognava di giocare in giardino con i suoi amici.

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Un giorno i suoi genitori portarono Sefira in giardino, per giocare con la neve insieme a lei; costruirono un bellissimo pupazzo di neve, completo del naso e del cappello. La bambina si divertì moltissimo, ma continuava a pensare ai suoi amici: avrebbe tanto desiderato che fossero lì con lei.
Quando furono rientrati chiese alla mamma: “Possiamo invitare qui qualcuno dei miei amici? Così potremmo giocare un po’ insieme”.

“Sefira, cara, c’è troppa neve: nessuno verrà quassù! Dobbiamo aspettare la primavera”.
“Ho capito mamma” rispose la piccola, accoccolandosi tristemente accanto alla stufa. Mangiò qualcosa, indossò il pigiama di flanella e si rintanò sotto le coperte del suo letto.

Stava per addormentarsi quando sentì qualcosa provenire dal giardino: era una voce sottile, che la chiamava. Sefira indossò il cappotto, si coprì con sciarpa e cappello, come le aveva insegnato la mamma e sgattaiolò fuori.
Immaginate la sua meraviglia quando scoprì che quella vocina veniva dal pupazzo di neve. Un omino di neve parlante! La bambina si fermò a giocare con lui: si lanciarono le palle di neve, scivolarono sulla neve ghiacciata e si raccontarono segreti guardando le stelle.
“Avrei tanto voluto trascorrere l’inverno con i miei amici, ma nessuno verrà sulla montagna”.
Per l’emozione e la stanchezza, Sefira si addormentò lì, nel bel mezzo del giardino innevato, e toccò al pupazzo di neve riportarla nel suo lettino.

La mattina dopo, non appena si svegliò, corse in giardino. Il pupazzo di neve non c’era più: si era sciolto al Sole. Sefira rientrò a casa piangendo e si buttò sul suo lettino, finché non sentì suonare alla porta. Scese ad aprire insieme alla mamma e… sorpresa! Trovò i suoi amici, che erano saliti lì per venirla a trovare; appena la videro le saltarono al collo, abbracciandola.
“Pensavi che ci saremmo dimenticati di te? Dai, vieni a giocare sulla neve insieme a noi?

Sefira era commossa; lei e i suoi amici trascorsero delle bellissime vacanze sulla neve e costruirono decine di pupazzi di neve. Da allora, la piccola ha imparato che nessun sogno è impossibile; se ci crediamo veramente e non perdiamo la speranza, qualcosa di bello accadrà.