Gli scioglilingua sono giochi di parole, estremamente difficili da pronunciare. Giocare con gli scioglilingua è semplicissimo: sceglietene uno che vi piace, poi provate a ripeterlo più volte di fila, velocemente.

Pillole di teatro (a cura di Virginia Billi)
Ecco qualche consiglio per pronunciare al meglio gli scioglilingua. Innanzitutto ricorda che è normalissimo “incespicarsi” ed è lì tutto il divertimento: perché gli scioglilingua servono proprio ad allenare i nostri muscoli facciali e a sciogliere anche la nostra mente che a volte si aggroviglia un po’:

  1. Dopo averla letta un paio di volte prova a leggerla ad alta voce, in modo molto lento, come se parlassi il “Lumachese”;
  2. Prima di leggere ad alta voce lo scioglilingua, leggi la frase nella testa, in silenzio;
  3. Dopo averla letta molto lentamente prova a leggerla in modo chiaro, scandendo e articolando le parole, soprattutto il finale di parola che spesso è quello che rimane tra i denti;
  4. Ripeti la lettura un paio di volte fin quando ogni suono diverrà chiaro e distinto;
  5. Fai tante smorfie e linguacce, oltre ad essere molto divertente ti faranno sciogliere la lingua e le articolazioni del viso. Una volta che hai preso padronanza dello scioglilingua aumenta gradualmente il ritmo fino a raggiungere la normalità. Se commetti un errore, fermati e ricomincia!

Scioglilingua del lupo
In un pozzo poco cupo si specchiò una volta un lupo, che nel poco cupo pozzo andò a battere di cozzo con un cupo tonfo fioco da smaltire a poco a poco e credette di azzannare un feroce suo compare, ma rimase brutto e cupo il feroce sciocco lupo.

Ascoltate questo scioglingua:

Scioglilingua della serva
A che serve una serva che non serve? Manda la serva che non serve da chi si servirà di una serva che non serve e serviti di una serva che serve.

Scioglilingua illustrati

Altri scioglilingua

  • A quest’ora il questore in questura non c’è!
  • Trentatré trentini entrarono in Trento, tutti e trentatré trotterellando.
  • Tre tigri contro tre tigri, tre tigri contro tre tigri.
  • Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa.
  • Sereno è seren sarà; se non sarà seren si rasserenerà.
  • Sopra quattro rossi sassi quattro grossi gatti rossi.
  • Caro conte chi ti canta tanto canta che t’incanta.
  • Una rana nera e rara sulla rena errò una sera.
  • Ti ci stizzisci? E stizziscitici pure!
  • Stanno stretti sotto i letti sette spettri a denti stretti.
  • Nove navi nuove navigavano.
  • Apelle figlio di Apollo fece una palla di pelle di pollo. Tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio di Apollo.
  • Dietro il palazzo c’è un povero cane pazzo, date un pezzo di pane al povero pazzo cane.
  • Sul tagliere gli agli taglia, non tagliare la tovaglia. La tovaglia non è aglio se la tagli fai uno sbaglio.
  • Se l’arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse, vi disarcivescoviscostantinopolizzereste voi come si è disarcivescoviscostantinopolizzato l’Arcivescovo di Costantinopoli?
  • Sa chi sa se sa chi sa, che se sa non sa se sa, sol chi sa che nulla sa, ne sa più di chi ne sa.
  • Dietro a quel palazzo c’è un povero cane pazzo. Date un pezzo di pane a quel povero pazzo cane.
  • Chi seme di senapa secca semina sempre seme di senapa secca raccoglie.
  • Andavo a Lione cogliendo cotone, tornavo correndo cotone cogliendo.
  • Nel pozzo di San Patrizio c’è una pazza che lava una pezza. Arriva un pazzo, con un pezzo di pizza e chiede alla pazza se ne vuole un pezzo. La pazza rifiuta. Allora il pazzo prende la pazza, la pezza e la pizza e li butta nel pozzo di San Patrizio, protettore dei pazzi.
  • Una rara rana nera sulla rena errò una sera, una rara rana bianca sulla rena errò un po’ stanca.
  • Una puzzola puzzona spazza un pezzo di pazza pezza che puzza in un pozzo che spazzola una pozza spazzata.
  • Ho in tasca l’esca ed esco per la pesca, ma il pesce non s’adesca, c’è l’acqua troppo fresca.
  • A che serve che la serva si conservi la conserva se la serva quando serve non si serve di conserva?
  • Il salume salame è un salato salume che nuoce al salame cui piace.
  • Tremotino ha perso il proprio giubbottino. Traballando, lo riporta un contadino che vuol dargli un contentino.
  • Tremotino nel suo trogolo tramuta paglia in oro.
  • Il lupo vede un pupo e in un baleno si fa cupo.
  • Dalla doccia una chiocciola sgocciola come una gocciola.
  • Una zuppa e una zappa rovesciano la zuppa su di una zecca.
  • Sua figlia è una foglia, ma chi se la piglia!
  • Mirto e Miriana son gemelli che mangian mirtilli.
  • L’aglio con l’olio li voglio, li voglio!
  • Tu cogli germogli tra gli scogli? Non credo, m’imbrogli.
  • Un fagiano fa il baggiano col tacchino birichino che si atteggia a piccioncino.
  • Lascia la lumaca Luca.
  • Lascia l’ascia e la liscia.
  • Ti mostro un mostro col rostro d’inchiostro.

Si dice scioglilingua o scioglilingue?

Se ne prendiamo uno solo, si chiama scioglilingua, ma se fossero tanti, è corretto chiamarli scioglilingue? Secondo il dizionario de “Il Corriere della Sera” il plurale di scioglilingua è sempre scioglilingua: la forma scioglilingue è errata!

Scioglilingua da stampare

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