Avete mai provato a rimanere in silenzio a contemplare la natura? Avete mai provato a rimanere in silenzio, senza far nulla? Per dieci minuti, non di più.

Nel mondo in cui viviamo, perennemente connesso, il rumore ha assunto dimensioni imbarazzanti. Non soltanto quello del traffico o dei call-center. Siamo sopraffatti da un rumore di fondo mentale, un vociare costituito da notifiche e programmi tv. La nostra mente è sempre distratta: i rumori ottengono proprio questo scopo, strapparle anche solo un attimo di attenzione.

Leggendo un articolo sull’importanza del silenzio, ci siamo convinti a proporre questo tema anche nell’ottica di crescere attraverso l’educazione. In effetti, avevamo parlato di noia come carburante per la creatività e per la personalità, ma mai dei benefici di chi riesce a godere del silenzio.

L’opportunità di rimanere in silenzio

Tempo fa, rimanere in silenzio era un castigo per i bambini irrequieti, per chi esagerava. Oggi dovremmo dire che è un’opportunità: il momento del silenzio è uno dei pochi momenti di vera introspezione a cui ancora possiamo accedere. La mente, nel momento in cui smette di prestare attenzione agli stimoli di rumore esterno, è libera di guardare dentro di sé e di crescere.

Inoltre, apprezzare i momenti di silenzio è un aiuto prezioso nella gestione dello stress. Imparare a conoscersi e comprendere quando è il momento di staccare la spina, di isolarsi per un po’ (giusto il tempo di ricaricare le batterie). Se rimaniamo in silenzio e ci ascoltiamo, questo recupero sarà più veloce e più efficace.

Ecco qualche domanda per entrare nel vivo della questione:

  • avete paura del silenzio? 
  • vi capita mai di apprezzare un momento di silenzio? 
  • quanto/quando?

Avete risposto? Allora siete pronti per procedere con la pratica!

SPUNT-ESERCIZIO: gioco del silenzio 2.0

Come insegnare ai bambini ad apprezzare il silenzio? Secondo noi, la soluzione ottimale è realizzare un momento a metà strada tra il gioco (il famoso gioco del silenzio, che però non riscuote un grande successo) e un rituale da condividere.
Bisogna ritagliarsi cinque minuti, una volta alla settimana – ma potrebbero essere di più, di meno o quanto vi pare – in cui esercitarsi tutti insieme. Seduti sul tappeto, oppure in cameretta, dare vita ad uno spazio-tempo dedicato al silenzio e ad ascoltare se stessi. Inizialmente per i bambini sarà buffo, ma i benefici saranno quasi immediati. Questa attività, tra l’altro, riesce a calmare i piccoli molto più di tablet o tv; l’importante è sapersi mettere in gioco.

Naturalmente, il tema del silenzio si lega strettamente a quello della mindfulness: se vi avventurate sul sentiero dell’attenzione cosciente, la mindfulness appunto, imparerete ad amare ed esercitare il silenzio. Per cominciare, vi proponiamo due esercizi da sperimentare con i bambini(un’introduzione ludica alla meditazione): l’omino del latte e il budino.

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