Un assaggio del metodo danese

Di metodo danese abbiamo già parlato in passato, ma a differenza di altri non avevamo mai scritto un articolo cercando di “riassumere” il metodo (si potrà riassumere un metodo?). Così, abbiamo pensato di introdurlo a partire dai sei punti chiave del libro, che illustrano i principi guida dell’educazione secondo i danesi.

Il metodo danese in sei punti

IL METODO DANESE è stato sintetizzato, intelligentemente, con un acronimo, PARENT (genitore), che peraltro costituisce la scaletta che seguono i capitoli del libro. Sei aspetti dell’educazione e della vita in famiglia, secondo i danesi.

P sta per Play, gioco
Ma non un gioco qualsiasi: quello libero, attraverso il quale i bambini diventano equilibrati e resilienti. E’ il gioco all’aperto, senza regole imposte dall’alto, il gioco che rende davvero felici.
Abbiamo approfondito il tema del gioco libero in una delle nostre “lezioni danesi”: ESERCIZI PER INSEGNARE LA RESILIENZA

A sta per Authenticity, autenticità
La sincerità è importante, molte volte i bambini accettano la verità di buon grado, meglio di quanto non farebbero con una serie di bugie confezionate ad arte. Ed essere sinceri è il primo passo per creare un legame, per insegnare a gestire le emozioni.
Un elemento importante per lavorare sull’autenticità sono le storie; leggete la nostra “lezione danese” a proposito di FIABE E AUTENTICITA’

R per Reframing, ristrutturazione
Riformulare le proprie esperienze, ristrutturarle e riviverle nella nostra mente è un meccanismo innato; tuttavia, imparare a controllarlo può farci vivere molto meglio.

E sta per Empathy, empatia
E’ sulla bocca di tutti, ma soprattutto nei nostri cuori: solo riscoprendo l’empatia riusciremo a cambiare questo mondo. L’empatia, però, non si insegna come la matematica; si pratica, cominciando dall’esempio e dal dialogo.

N di No Ultimatums, nessun ultimatum
I genitori, seguendo il metodo danese, dovrebbero essere democratici, evitando minacce, pene e quel braccio di ferro a cui spesso assistiamo. Partendo dal presupposto che insegnare la democrazia e il rispetto significa crescere bambini più sereni e più educati. Questo non vuol dire che non ci siano regole naturalmente; è un modo diverso di vivere la comunità, più solidale e partecipato ma non per questo meno civile.

T è per Togheterness and Hygge, intimità ed hygge 
La hygge è l’atmosfera di casa, quella che scalda il cuore non appena richiusa la porta alle spalle. Su questo concetto si è scritto e parlato tanto, è uno dei punti di forza dei danesi (ma mica una loro esclusiva, è un concetto antico e trasversale!) e ogni famiglia dovrebbe lavorare in questa direzione.

Vi siete riconosciuti in qualcuno di questi punti? Noi sì: da sempre sosteniamo l’importanza dell’empatia e del dialogo, così come della libertà di sperimentare e sbagliare. Nella pratica non è sempre facile, ma provare può essere divertente. A patto di non farne una questione di principio e di vivere la famiglia con serenità e senza ansie.

Metodo o non metodo?

Di metodi educativi è pieno il mondo. Soprattutto, ne sono piene le librerie. Verrebbe da pensare che qualcuno ha da guadagnare nel vendere queste ricette per la felicità un tanto al chilo. Ma come stanno davvero le cose? Un grande filosofo del novecento, Feyerabend, si è schierato contro il metodo, dicendo che tra scienza e magia la differenza era sottile. Un altro, Michael Serres, ha rincarato la dose, sostenendo che dal metodo non nasce nulla e che le più grandi scoperte dell’umanità sono nate “per caso” (semplificandolo all’estremo). Entrambi sostenevano che non dovremmo perdere la nostra umanità per far spazio a un metodo.

Più recentemente, abbiamo recensito il libro ESSERE GENITORI NON E’ UN MESTIERE, secondo cui è sbagliato vedere i genitori come “professionisti”; ci vuole amore spontaneo e buonsenso, non un manuale d’istruzioni. Ma allora perché parliamo di metodo danese? La soluzione, secondo noi, sta nel mezzo: studiare un metodo (o un libro sull’educazione) deve essere un momento di riflessione, di crescita personale. L’errore sta nel seguirlo in modo rigido, o nel sentirsi in colpa quando ce ne allontaniamo.

La consapevolezza non è mai un male. La conoscenza neppure. Sicuramente abbiamo tanto da imparare, senza per questo vivere la famiglia come una sfida: deve essere un luogo armonioso e felice, in cui la spontaneità è padrona. Ecco perché, nonostante tutto, ci sentiamo di condividere con voi gli spunti sul metodo danese.

VOLETE APPROFONDIRE? VI CONSIGLIAMO DI LEGGERE: IL METODO DANESE PER CRESCERE BAMBINI FELICI ED ESSERE GENITORI SERENI