esercizi di resilienza

La resilienza è un tratto indispensabile per un genitore: serve per resistere alle notti insonni, ai mille impegni e ai problemi che si presenteranno giorno dopo giorno.

Essere resilienti (o diventare resilienti) non necessariamente ti porterà al successo; invece, ti insegnerà ad alzarti col sorriso tutti i giorni, a non gettare la spugna nemmeno di fronte ad una situazione disperata; la resilienza ti permetterà di piegarti senza spezzarti.

COACHING CREATIVO: DIVENTARE RESILIENTI GUARDANDO IL SOLE

Come si allena la resilienza? Esiste un training specifico per imparare a rialzarsi dopo qualsiasi ostacolo? Oggi ti proponiamo due esercizi:

  • Impara dagli eventi: cosa hanno in comune una lezione di fisica, una corsa in un prato, una brutta indigestione e un matrimonio? Ciascuno di questi eventi può insegnarci moltissime cose; a patto, però, di imparare a guardare. Il primo esercizio di coaching per diventare resilienti è guardare ad ogni evento negativo della nostra giornata come ad un maestro che spiega. Cosa ci sta insegnando? Cosa possiamo imparare?
  • Per ogni situazione spiacevole, ammira ciò che di bello ti riserva: c’è sempre un altro lato della medaglia, fosse anche solo il sole che splende. Impara a concentrare la tua attenzione sul bicchiere mezzo pieno, sempre e comunque: ti sarà utile per affrontare i problemi con energia e lucidità.

Esiste anche un terzo esercizio, particolarmente creativo. Questo, tuttavia, non viene da studi scientifici ma dal blogger zen Leo Babauta (che però ha cresciuto sei figli, trovando il tempo e la forza di diventare uno tra i blogger più letti al mondo; il che, ci fa supporre che sia piuttosto resiliente), che suggerisce:

  • Fa’ in modo di trovarti in situazioni più grandi di te; non importa quanto tu possa sentirti a disagio, non importa se diventa difficile conciliare tutti gli aspetti della tua vita; se hai una grande causa per cui batterti, nel suo nome sopporterai qualsiasi cosa: è quello che succede ad ogni genitore con i suoi figli.

I primi due esercizi si possono praticare anche insieme ai bambini; quando vi trovate in una situazione spiacevole (non trovate il gioco che stavate cercando al supermercato, è finita la cioccolata, avete perso un autobus), cominciate a ragionare su quel che potreste imparare da quella situazione e dai risvolti positivi che potrebbe portarvi. Se proprio non riuscite, esercitatevi prima con il problem solving e con il pensiero laterale: vi serviranno come allenamento per vedere le cose da più angolazioni differenti.

Una mamma col suo bambino – per fare un esempio tratto dalle nostre esperienze di vita – un giorno, persero un tram; abbattuti, si avviarono a piedi verso casa: fu così che scoprirono un quartiere della città che non avevano mai attraversato prima e, ciliegina sulla torta, scoprirono il negozio di granite più buono della città. Da quel giorno tornano a casa a piedi!

A proposito, hai fatto caso allo stretto legame che c’è tra resilienza e pensiero positivo? In effetti, le persone più tenaci, quelle che non si piegano di fronte a nulla, solitamente sono anche degli inguaribili ottimisti (e idealisti). Ecco perché conviene allenarsi insieme ai bambini: loro sono già campioni di pensiero positivo!

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

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