A PROPOSITO DI AUTOREGOLAZIONE

Hai mai sentito parlare di autoregolazione dell’apprendimento? Secondo gli studi condotti da un team di psicologi (Zimmerman, Bandura, Martinez, Pons e Purdie) le capacità di autoregolazione dell’apprendimento sono predittive dei risultati scolastici degli studenti, in misura superiore al 90%. Questo significa che gli studenti che sanno autoregolarsi sono quelli che avranno un buon profitto scolastico.

Uno studente è capace di autoregolazione quando:

  • sa scegliere cosa studiare;
  • sa scegliere come studiare (metodo di studio, mappe concettuali, mappe mentali, riassunti, altre strategie);
  • sa scegliere l’ambiente migliore per studiare;
  • è motivato e nutre interesse per le materie di apprendimento;
  • è capace di autovalutarsi e autocorreggersi.

L’autoregolazione si può incentivare e stimolare, ad esempio:

  • dedicando uno spazio all’introduzione del metodo di studio e alle varie strategie per lo studio efficace;
  • strutturando le verifiche in modo tale da permettere agli studenti di capire i propri errori e di rimediare ad essi.

Tuttavia, perché l’autoregolazione diventi efficace, deve essere introiettata: “può essere frutto di insegnamento, ma può essere definito autoregolazione solo quando passa sotto il controllo diretto dello studente” (Nota, Soresi 2000)

L’autoregolazione è molto sensibile all’autostima e alla percezione del Sé: uno studente con una bassa autostima sarà più incline a demotivarsi e a ritenersi incapace di portare a termine un compito da solo. Ecco perché è fondamentale aiutare bambini e ragazzi a sviluppare la propria autostima. Tutti gli educatori (famiglia, insegnanti, altri educatori) partecipano al processo di costruzione dell’autostima, sia consapevolmente che inconsapevolmente.

FONTI