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Le parti del fiore

In questa sezione potete trovare i nostri materiali sulle parti del fiore per la scuola primaria.

Le parti del fiore

Il fiore è l’organo riproduttivo delle piante ed è composto da varie parti. Se osserviamo un fiore da vicino, dal basso verso l’altro troviamo:

  • peduncolo, che unisce il fiore ai rami della pianta;
  • sepali, le foglioline verdi che costituiscono la sommità del peduncolo e che insieme formano il calice del fiore.
  • petali, le foglie colorate del fiore che insieme formano la corolla.

Gli organi riproduttivi del fiore sono:

  • stami, gli organi maschili, simili a sottili filamenti verdi;
  • antere, che si trovano all’estremità degli stami e sono ricoperte di polline;
  • pistillo, l’organo femminile, che si trova al centro della corolla;
  • ovario, la parte bassa del pistillo, di forma ingrossata;
  • stimma, la parte alta del pistillo, sottile e ricoperta di una sostanza viscosa.

Lapbook delle parti del fiore

Istruzioni

QUIZ INTERATTIVO

Schede didattiche

1. Ripassiamo insieme: le parti del fiore

Questo disegno mostra chiaramente la struttura di un fiore, con tutte le sue parti:

Cliccate qui per stampare questa scheda con le parti del fiore.

1.1 L’impollinazione

Ecco due domande chiave:

Come si riproduce una pianta? Attraverso i semi.
Dove si formano i semi? All’interno del fiore. Il fiore, infatti, è l’organo riproduttivo della pianta.

Scopriamo come, a partire da un bel fiore colorato, si formano i semi: lo faremo attraverso la storia dell’ape Gilda:

L’ape Gilda è uscita dall’alveare di buon mattino. È una grande lavoratrice e anche oggi vuole raccogliere nettare in quantità. Volando in un campo, individua subito un bel fiore rosso rubino e si tuffa a capofitto all’interno della corolla. Che profumo! E quanto nettare!
Gilda non lo sa, ma i fiori producono il nettare proprio per attirare gli insetti impollinatori come lei. Infatti, mentre l’ape si posa sugli stami per raccogliere il nettare, il polline rimane impigliato tra le sue zampe e sui minuscoli peli che ricoprono il suo corpo. Volando tra un fiore e l’altro, Gilda spargerà il polline all’interno delle loro corolle. È sufficiente che un granello di polline si posi sullo stimma per impollinarlo. Lo stimma, infatti, è coperto di vischio e il polline rimane incollato; quel polline, poi, scende all’interno del pistillo fino a raggiungere l’ovario: è lì che si forma il seme.
Gilda lavora dall’alba al tramonto e ogni giorno si posa su centinaia di fiori diversi. Pensate a quanto polline riesce a trasportare e a quanti semi fa crescere! Non è un caso che una volta, il famoso scienziato Albert Einstein abbia detto: “se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita“.

Ecco il video con il racconto dell’ape Gilda:

Ed ecco le altre due domande chiave:

  • Come avviene l’impollinazione? Il polline che si trova sulle antere si stacca e viene trasportato fino allo stimma; poi, scende all’interno del pistillo e raggiunge l’ovario, dove si forma il seme.
  • Chi/che cosa rende possibile l’impollinazione? L’impollinazione è resa possibile grazie all’azione degli insetti e degli animali, specialmente degli insetti impollinatori. Anche il vento può trasportare il polline; questo sistema però è molto meno efficiente rispetto all’azione degli insetti.

SCOPRITE ANCHE:

2. Schede didattiche

In questa sezione potete trovare le nostre schede didattiche da stampare, oltre a due disegni da completare inserendo i nomi delle parti del fiore. Cliccate su ciascuna scheda per stamparla.

le parti del fiore schede didattiche scuola primaria 1
le parti del fiore schede didattiche scuola primaria da stampare 2

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Tag: parti del fiore, com’è fatto il fiore

Festa dei nonni

In questa sezione potete trovare tante risorse per la Festa dei nonni (2 ottobre 2022).

Risorse per la Festa dei nonni

Curiosità sulla Festa dei nonni

Il 2 ottobre non è una data casuale: è il giorno in cui la Chiesa Cattolica celebra i cosiddetti “angeli custodi”. Si tratta di una festa istituita a Valencia, in Spagna, nel 1411, per celebrare l’angelo protettore della città. Prima di allora si festeggiava in concomitanza con la festa di San Michele Arcangelo, il 29 settembre. Nel corso di tutto il Quattrocento la festa si diffuse in altri Paesi europei.

La Festa dei Nonni è stata istituita nel 2005, come riconoscimento della loro grande importanza all’interno della vita familiare: i nonni amano, aiutano e sostengono figli e nipoti. Secondo la giurisprudenza Regioni, Province e Comuni hanno il compito di organizzare iniziative ed eventi che servano alla “valorizzazione del ruolo dei nonni”. Per tale festa, non è prevista la chiusura delle scuole, anzi: è proprio a scuola che vengono promosse iniziative per riflettere sulle “tematiche relative alle crescenti funzioni assunte dai nonni nella famiglia e nella società”.  All’estero è una tradizione consolidata: ad esempio negli Stati Uniti la Festa dei nonni esiste fin dal 1978, ma si celebra a settembre, in Australia si tiene dal 2010, in Canada dal 1995, in Francia dal 1987.

Il fiore simbolo di questa celebrazione è il Non ti scordar di me. Secondo la tradizione mitteleuropea, un giorno due innamorati, mentre passeggiavano lungo il Danubio scambiandosi promesse e tenerezze, videro una distesa di fuori blu, trasportati dalla corrente del fiume. Il giovane, tentando di raccoglierne uno per la sua amata, cadde in acqua e venne inghiottito dai flutti, gridando: “non scordarmi mai!”. Nulla di più tragico e poetico. Per i nonni, vogliamo solo la poesia di un fiore minuscolo che dica: siete – e sarete – sempre nei nostri cuori.

Lapbook delle vocali

Scoprite come realizzare il nostro lapbook delle vocali: un supporto utile e colorato per imparare a riconoscere le cinque vocali.

Lapbook delle vocali

Istruzioni

  1. Stampate la matrice e colorate.
  2. Ritagliate le tre parti che compongono il lapbook.
  3. Incollate il rettangolo con le parole nella metà inferiore della base.
  4. Piegate la base a metà lungo la linea orizzontale.
  5. Incollate il rettangolo con le vocali sul retro della metà superiore della base.
  6. Ritagliate le caselle delle vocali lungo le linee tratteggiate.

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Tag: lapbook delle vocali

La macchina della gentilezza

La macchina della gentilezza è un laboratorio di educazione positiva che abbiamo realizzato a partire dal racconto “Il delfino gentile” tratto dal nostro libro “Il viaggio del fennec“. Vi consigliamo di proporre il laboratorio dopo aver letto il racconto.

OBIETTIVO:

Educare all’introspezione e alla riflessione sui propri sentimenti (autoconsapevolezza) e sugli effetti delle proprie azioni sull’altro (empatia). Autoconsapevolezza ed empatia sono due competenze chiave per sviluppare l’intelligenza emotiva, necessaria tanto per il benessere quanto per il successo scolastico e professionale. Questo obiettivo rientra nelle linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica e in particolare riguarda la promozione del benessere psicofisico (Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, MIUR).

COME FUNZIONA:

  • Si consegna a ciascun bambino la sua “macchina della gentilezza”.
  • I bambini dovranno azionare la macchina scrivendo nella parte superiore (contrassegnata dal numero 1) un’azione gentile che hanno compiuto in passato.
  • A seguire, dovranno scrivere nel primo bicchiere alla base della macchina, contrassegnato dal numero 2, il proprio stato d’animo dopo aver compiuto quell’azione (“Come ti sei sentita/o?”) e nel secondo bicchiere, contrassegnato dal numero 3, come ha reagito la persona che ha ricevuto un beneficio da quell’azione gentile.

MATERIALI:

IL LIBRO:

IL VIAGGIO DEL FENNEC

Autore: Matteo Princivalle
Illustratore: Alessia de Falco
ISBN: 978-8878365063

Il viaggio del fennec è una raccolta di dieci favole positive che hanno come protagonisti altrettanti animali. Non si tratta delle volpi, dei lupi e dei leoni a cui ci ha abituato Esopo e Fedro ma fennec, pirarucu e canguri arboricoli, creature poco conosciute dai nostri bambini, ma fortemente radicate nelle culture dei loro paesi d’origine. Proprio dalle testimonianze dei missionari (religiosi e laici) presenti in questi paesi abbiamo preso spunto per dar vita a personaggi curiosi, affascinanti, portatori di un messaggio universale: quello che parla di fratellanza, lealtà, solidarietà. A ogni favola corrisponde una breve descrizione dell’animale protagonista, allo stato naturale, e un gioco tradizionale del territorio di riferimento.

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