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IN MEMORIA DI PEPPINO IMPASTATO, INSEGNIAMO LA BELLEZZA

Oggi, 9 maggio, è l’anniversario della tragica morte di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia per le sue denunce riguardanti le attività di Cosa Nostra.
Abbiamo scelto di ricordarlo citando i famosi Cento Passi che separavano la sua abitazione da quella del boss mafioso Gaetano Badalamenti.
Però vogliamo che, in questo caso, siano 100 passi più uno: il nostro.
Non solo contro la mafia, ma contro ogni forma di sopruso o ingiustizia. Peppino Impastato ci ha insegnato che le parole possono muovere il mondo se ci crediamo davvero, ma dobbiamo restare uniti ed impegnarci tutti a combattere le ingiustizie.
Così, solo così, cambieremo la storia.

“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante nel davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione a rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.
Peppino Impastato

“Tra la casa di Peppino Impastato e quella di Gaetano Badalamenti ci sono cento passi. Li ho consumati per la prima volta in un pomeriggio di gennaio, con uno scirocco gelido che lavava i marciapiedi e gonfiava i vestiti. Mi ricordo un cielo opprimente e la strada bianca che tagliava il paese in tutta la sua lunghezza, dal mare fino alle prime pietre del monte Pecoraro. Cento passi, cento secondi: provai a contarli e pensai a Peppino. A quante volte era passato davanti alle persiane di Don Tano quando ancora non sapeva come sarebbe finita. Pensai a Peppino, con i pugni in tasca, tra quelle case, perduto con i suoi fantasmi. Infine pensai che è facile morire in fondo alla Sicilia”
Claudio Fava, “Cinque delitti imperfetti”

FONTI

  • Claudio Fava, “Cinque delitti imperfetti”, Mondatori 1994

 

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L’ARTISTA CHE TRASFORMA I DISEGNI DEI BAMBINI IN PUPAZZI

Wendy Tsao ha cominciato per caso; guardando i disegni dei suoi bambini, si è chiesta che aspetto avrebbero avuto nel mondo reale. Sono nati così i primi Child’s Own, pupazzi realizzati a mano utilizzando i disegni dei più piccoli come modello.
L’idea di Wendy ha riscosso un grande successo internazionale, al punto che, dal primo pupazzo, sono trascorsi diversi anni e Child’s Own si è trasformato in un’azienda che spedisce in tutto il mondo. Le sue creazioni, del resto, sono meravigliose: un dono per immortalare nel tempo un disegno particolarmente originale.

Ecco i nostri pupazzi preferiti realizzati da Child’s Own (le immagini sono state estratte da Child’s Own):

L’unica nota dolente è il costo di questi pupazzi. Realizzarne uno, infatti, costa 125$; del resto, si tratta di una creazione artigianale unica al mondo, che richiede tempo e abilità per essere cucita. Puoi ordinarli online, su Child’s Own.

FONTI

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Flavia

ORIGINE DEL NOME: Flavia è un nome di origine latina. Deriva dall’aggettivo flavus, che significa biondo, giallo.
ONOMASTICO: l’onomastico del nome Flavia si festeggia il 7 maggio
CURIOSITÀ: il colore legato al nome Flavia è il giallo, mentre la pietra portafortuna è il Topazio.

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LA PRATICA DELL’ESAME DI COSCIENZA

Lettura scelta dal “De Ira”, di Seneca:


Tutti i nostri sensi devono essere indirizzati a fermezza; per natura sono pazienti, se l’animo smette di corromperli: esso deve esser convocato ogni giorno alla resa dei conti. Era un’abitudine di Sestio: al cadere della giornata, non appena si era ritirato per il riposo notturno, interrogava la sua coscienza: “Qual tuo male hai guarito oggi? A qual difetto ti sei opposto? In qual settore sei migliorato?”.
L’ira cesserà, e sarà più moderato l’uomo che sa di doversi presentare ogni giorno al giudice. C’è usanza più bella di questa, di esaminare un’intera giornata? Che sonno segue questa inchiesta su se stessi, quanto tranquillo, quanto profondo e libero, dopo che l’animo o è stato lodato o ammonito e, da osservatore e censore privato di se stesso, ha concluso l’inchiesta sui suoi costumi.
Io mi avvalgo di questa possibilità, e mi metto sotto processo ogni giorno. Quando hanno portato via la lucerna e mia moglie, che conosce la mia abitudine, tace, io scruto l’intera mia giornata e controllo tutte le mie parole ed azioni, senza nascondermi nulla, senza passar sopra a nulla. Perché dovrei temere uno qualunque dei miei errori, se posso dire: “Questo, vedi di non farlo più; per questa volta, ti perdono. In quella discussione sei stato troppo polemico; impara a non contendere più con gli incompetenti, che non vogliono imparare, perché non hanno mai imparato. Hai rimproverato quello là con eccessiva franchezza, quindi non lo hai corretto, ma offeso; d’ora in poi, non guardare soltanto se è vero quello che dici, ma anche se la persona, alla quale parli, è in grado di accettare la verità”. L’uomo buono gradisce un ammonimento, ma tutti i cattivi sono estremamente restii ai pedagoghi.

“Durante il pranzo, sei stato toccato dalle arguzie di alcuni e dalle parole buttate per ferirti: ricordati di star lontano dalle tavolate di gente volgare; quando hanno bevuto, parlano con ancor più sboccata licenziosità, loro che non parlano pulito nemmeno quando sono sobri.“Hai visto il tuo amico adirato con il portinaio di un avvocato o di un ricco, che non lo ha lasciato entrare, ed anche tu ti sei adirato per lui, con l’ultimo degli schiavi: dunque te la prendi con un cane alla catena? Anche quello, dopo aver latrato molto, se gli getti del cibo, si ammansisce.Allontanati e ridine! Sei davanti ad un tizio che si crede qualcuno, perché custodisce una porta assediata da una folla di litigiosi; dentro, in casa, sta sdraiato un altro, felice e fortunato, che ritiene sia segno di benessere e di potenza una porta restia ad aprirsi: non sa che la porta più dura da aprire è quella del carcere. “Mettiti bene in mente che devi sopportare molte cose: ci si meraviglia forse di avere freddo d’inverno? Di soffrire nausea viaggiando per mare e scossoni per strada? L’animo sa resistere ai mali che è preparato ad affrontare.Perché ti hanno assegnato un posto meno prestigioso, hai cominciato ad adirarti con chi aveva offerto il banchetto, con chi aveva fatto gli inviti, con quello stesso che ti veniva preferito: pazzo, che importa su quale parte del letto ti corichi? Un cuscino può farti più onorato o più spregevole?“Hai guardato con occhio cattivo un tale che ha parlato male del tuo talento: accetti questa legge? Allora Ennio, che non ti piace, dovrebbe detestarti, ed Ortensio dichiararti il suo rancore, e Cicerone, se deridessi i suoi versi, esserti nemico. Se sei un candidato, accetta di buon animo l’esito delle votazioni!”.


FONTI

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