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Vittorio

Vittorio è un nome maschile italiano.

ORIGINE DEL NOME: Vittorio è un nome di origine latina. Deriva dal nomen latino Victor, utilizzato già in epoca romana, che significa “vittorioso”, “vincitore”.
Il nome Vittorio ha avuto una certa diffusione grazie alle prime comunità cristiane, che chiamavano i loro bambini Vittorio per simboleggiare la vittoria del bene sul male.

L’onomastico del nome Vittorio si festeggia il 21 maggio, in ricordo di San Vittorio martire.
Il colore legato al nome Vittorio è il verde.
La pietra portafortuna per Vittorio è lo smeraldo.

Ecco la scheda del nome illustrata che abbiamo realizzato per Vittorio:

  • Clicca qui per stampare la scheda con l’origine del nome Vittorio a colori.
  • Clicca qui per stampare la scheda con l’origine del nome Vittorio in bianco e nero.

Ecco il video che abbiamo dedicato a Vittorio, in occasione dell’onomastico (21 maggio):

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Analisi grammaticale di “ai”

Come si svolge l’analisi grammaticale della particella AI? L’analisi corretta è: AI: preposizione articolata (preposizione semplice A + articolo I).

La particella AI, infatti, fa parte delle cosiddette preposizioni articolate, che nascono dall’unione di una preposizione semplice (DI, A, DA, IN, CON, SU, PER, TRA, FRA) e di un articolo determinativo (IL, LO, LA, I, GLI, LE); più precisamente, AI nasce dall’unione di A con l’articolo determinativo maschile plurale I.

Ecco alcune frasi nelle quali è presente la preposizione:

  • Hai portato i fiori ai tuoi nonni?
  • Ai miei amici la pizze è piaciuta moltissimo.
  • Non avvicinarti ai coccodrilli.

DISCLAIMER: Le pillole di grammatica sono brevi guide realizzate da Portale Bambini per aiutare mamme, papà e studenti alle prese con gli esercizi di lingua italiana. Le indicazioni contenute in ciascuna delle nostre pillole si caratterizzano perché sono: a) sintetiche, in modo tale da permettere una consultazione agile; b) affidabili e ben documentate, dal momento che utilizziamo come fonti enti altamente qualificati, come l’Accademia della Crusca o il Vocabolario Treccani; c) semplici, in modo tale da renderle comprensibili a chiunque, a prescindere dalla sua padronanza della lingua italiana.

Il Cuorfolletto Creative Shop è il negozio online della nostra casa editrice. Qui potete acquistare le nostre raccolte di lapbook, minibook fai-da-te, giochi pop-up e tanti altri formati da stampare e costruire insieme, trasformando ogni attività in un piccolo laboratorio di meraviglia. Acquistando uno dei nostri prodotti, sostenete la casa editrice e ci aiutate a continuare a offrire anche tante attività gratuite.

Lettura e comprensione. Primavera
Lapbook e pop-up. I Romani
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Le raccolte disponibili nel Cuorfolletto Creative Shop possono essere acquistate anche con Carta del Docente. Vi offriamo un’assistenza continua per ogni fase dell’acquisto e del download dei materiali, oltre che un supporto dedicato nell’assemblaggio dei materiali, con video tutorial e spiegazioni.

Schede di italiano:
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Contiamo con il Sole

Hai mai provato a contare i raggi del Sole? Noi sì, insieme ai bambini! Avevamo un po’ di cartoncino da riciclare e lo abbiamo trasformato in un conta-Sole.
Per cominciare, dovrai realizzare un bel sole con tanti raggi separati. Il Sole va disegnato su un foglio di carta o, per una tavola più resistente, su un foglio di cartone da imballaggi. Per i raggi, noi abbiamo utilizzato dei piccoli rettangoli di cartoncino bianco colorati.
A parte, dovrai realizzare le carte conta-Sole: ciascuna carta conterrà un numero. Ai bambini si distribuisce la tavola col Sole, un numero sufficiente di raggi e una carta conta-Sole: loro dovranno disporre intorno al Sole tanti raggi quanti ne indica la loro carta conta-Sole.
Il conta-Sole si può utilizzare anche come gioco didattico, per aiutare i bambini ad associare una quantità fisica alla cifra numerica corrispondente. Si tratta di un esercizio particolarmente importante nel percorso di studi matematici, poiché rappresenta la prima tappa dell’astrazione matematica.
Utilizzando un numero maggiore di raggi, il conta-Sole si potrebbe utilizzare anche come supporto per introdurre al concetto di addizione.
È questo lo straordinario potere dell’educazione: generare strumenti potenti a costo zero (meglio se riciclando quel che ci avanza), giocando.

Ecco i template stampabili:

Clicca qui per stampare il Sole e i raggi.

Clicca qui per stampare le carte conta-Sole.

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Il calendario degli obiettivi

Il calendario degli obiettivi è un progetto che si può integrare all’interno del quaderno della crescita. Esso, infatti, è legato alla mentalità di crescita ed in particolare al monitoraggio degli obiettivi. Per lavorare sulla mentalità di crescita è fondamentale prefiggersi degli obiettivi (realizzabili e progressivi) e tenere sotto controllo il loro raggiungimento.

IL CALENDARIO DEGLI OBIETTIVI

Questo calendario si compone di due schede differenti: nella prima dovremo stilare una lista di obiettivi per il mese in corso; nella seconda, andremo a monitorare il loro raggiungimento. Noi abbiamo utilizzato il coloring per tener traccia degli obiettivi: ogni volta che si raggiunge un traguardo (o una parte di esso), si colora la porzione corrispondente sul foglio.

Cominciamo con gli obiettivi del mese: stiliamo una lista di 4 o 5 obiettivi che desideriamo raggiungere. Noi, ad esempio, abbiamo inserito: 1) leggere almeno un libro, 2) andare al parco due volte a settimana, 3) mangiare un frutto al giorno, 4) giocare ai videogiochi per massimo 30 minuti al giorno, 5) fare colazione con calma.

calendario degli obiettivi

Clicca qui per stampare la prima scheda del calendario (con gli obiettivi da scrivere, naturalmente!).

Adesso, obiettivo per obiettivo, coloreremo progressivamente il nostro calendario. Le nuvole sulla destra e sulla sinistra vanno completate inserendo il mese e l’anno di compilazione. Gli obiettivi quotidiani (nel nostro caso erano quello legato ai videogiochi e quello legato al consumo di frutta) si possono tracciare utilizzando i girasoli: ogni giorno si colora una porzione del fiore o dello stelo (ci sono petali e foglie per tutti i giorni del mese!). Gli obiettivi “singoli”, come la lettura del libro, si possono tracciare utilizzando il sole o il fungo; in alternativa, si può colorare un intero girasole.

Clicca qui per scaricare la seconda scheda del calendario degli obiettivi.

Sei pronta/o per cominciare? Ricordati sempre che siamo nati per crescere e migliorarci. Individuare i propri obiettivi è il primo passo per farcela.

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Il robot del rispetto

Abbiamo ideato questo robot del rispetto per introdurre i bambini a un tema così delicato e tanto complesso. Il rispetto non è facile da definire e non è neppure un valore unitario: somiglia piuttosto a una galassia di valori e comportamenti, dall’unione dei quali nasce una relazione positiva con gli altri.

IL ROBOT DEL RISPETTO

La pancia del robot è vuota; questo per permettere a ciascun bambino di inserire le proprie parole del rispetto, dando inizio a un percorso di riflessione individuale e di discussione collettiva su questo tema.
Si potrebbe introdurre la discussione presentando il robot: “Questo robot si chiama … ed è molto particolare. Infatti, i suoi circuiti non sono alimentati dalla corrente elettrica, ma da una riserva di rispetto, che si trova nella pancia del robot“.
Questa è solo una proposta di lavoro, esistono tante altre strade ugualmente piacevoli da percorrere. Ed ecco un espediente per portare i bambini all’azione: “Purtroppo, nel corso di una missione sul pianeta Terra, il nostro robot ha esaurito le riserve di rispetto e si è disattivato. Per riattivarlo, dobbiamo riempire la sua pancia scrivendo tante parole legate al rispetto“.

E così, nel corso di una prima sessione di lavoro, chiederemo ai bambini di individuare le parole e le azioni che, secondo loro, identificano il rispetto. Possiamo anche offrire loro qualche domanda guida:

  • cosa significa per te rispettare gli altri?
  • chi ti rispetta? Perché?

Per liberare il potenziale creativo e formativo nascosto in questo robot non è sufficiente limitarsi a riempirgli la pancia; dovremo poi discutere insieme della sua dieta e delle parole/frasi che ciascun bambino ha introdotto. La metodologia migliore per riuscirci è quella del circle time.

Ecco alcune tra le parole che ci aspettiamo di leggere all’interno del robot:

  • empatia
  • gentilezza
  • onestà
  • responsabilità
  • aiuto
  • fiducia

Naturalmente, qualsiasi altro termine proposto dai bambini può andar bene; anzi, quanto più il raccolto sarà vario, tanto più la discussione sarà ricca e proficua. Ti lasciamo anche due riflessioni per arricchire la discussione:

  • hai mai analizzato l’etimologia del termine rispetto? Deriva dal latino respicere, che significa guardare indietro; il rispetto, infatti, è prima di tutto una virtù riflessiva, che si esercita ripensando – giorno dopo giorno – alle proprie azioni e a come ci siamo relazionati con gli altri;
  • esiste una definizione unica e comprensiva di rispetto? Secondo noi no: si tratta piuttosto di una galassia composta da tante buone abitudini che, messe insieme, danno vita a delle relazioni ricche di rispetto.

Abbiamo realizzato un template stampabile per il robot del rispetto:

Clicca qui per scaricare questa scheda.

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Il primo triumvirato

Nel 60 a.C. a Roma erano tre gli uomini politici influenti:

  • Caio Giulio Cesare, nipote di Mario e leader dei popolari;
  • Pompeo, condottiero che aveva riportato grandi vittorie in Asia e nel Mediterraneo contro i pirati;
  • Crasso, generale che aveva sconfitto Spartaco; Crasso era un uomo ricchissimo, che aveva fatto fortuna sequestrando i beni confiscati ai nemici politici di Silla, inseriti nelle liste di proscrizione.

Questi tre uomini, nel 60 a.C. formarono un triumvirato, ovvero un accordo per governare senza contrasti. L’accordo prevedeva che Pompeo e Crasso avrebbero sostenuto la candidatura di Cesare come console. In cambio, Cesare avrebbe approvato una legge per distribuire le terre ai veterani di Pompeo e per garantire a Crasso e ai suoi cavalieri la gestione degli appalti pubblici a Roma.
Cesare, Crasso e Pompeo stipularono segretamente questo accordo, che prese il nome di primo triumvirato, a Lucca.
Cesare mantenne i patti e, inoltre, si fece assegnare i territori della Gallia Cisalpina (l’Italia settentrionale), della Gallia Narbonense (Francia meridionale) e dell’Illiria.
Si trattava di province povere, poste ai confini del territorio romano. Cesare le aveva scelte proprio per questa ragione: erano poco ambite dagli altri uomini politici e gli avrebbero permesso di conquistare i territori confinanti, guadagnandosi il supporto dell’esercito.
Prima di partire per la Gallia, Cesare eliminò da Roma i suoi principali nemici politici: Cicerone e Catone. Cicerone fu esiliato per aver violato le leggi di Roma, Catone fu inviato sull’isola di Cipro con un modesto incarico politico.
Tra il 58 a.C. e il 56 a.C. Cesare guidò l’esercito alla conquista della Gallia, territorio che oggi corrisponde alla Francia e a parte della Germania. Cesare approfittò del fatto che i Germani, popolazione venuta dal Nord, stavano attaccando i villaggi dei Galli. In questo modo, l’esercito romano riuscì ad allearsi con molte tribù galliche, mettendo insieme una forza militare notevole. In due anni sbaragliò i nemici e conquistò un territorio immenso.
Le vittorie sul campo e l’abile utilizzo della diplomazia resero Cesare un comandante vittorioso e stimato. Tuttavia, il Senato gli era avverso, poiché rappresentava il fronte dei popolari.
Al suo rientro a Roma, Cesare rinnovò il patto con Pompeo – che invece godeva del supporto del Senato – e con Crasso; il generale, infatti, aveva bisogno di altri cinque anni per sottomettere tutte le Gallie e mentre era impegnato nella sua campagna di conquiste aveva bisogno di una situazione politica stabile a Roma.
Cesare tornò in Gallia; tra il 56 a.C. e il 51 a.C. riuscì nella sua impresa di conquista: tutti i territori abitati dai Galli vennero romanizzati. Il generale si spinse in Britannia, dove sottomise le popolazioni locali imponendo pesanti tributi. Nel 51 a.C. tornò a Roma con le sue legioni vittoriose.

Nel frattempo, Crasso era morto in Siria, ucciso dai Parti e il Senato, per contrastare la figura di Cesare, aveva nominato Pompeo console senza collega, una novità per la repubblica di Roma. Pompeo, in sostanza, rivestiva l’incarico di console ma aveva pieni poteri, alla pari di un dittatore. Pompeo approfittò dei suoi poteri per far richiamare Cesare a Roma, togliendogli il governo delle province che aveva conquistato.
Cesare decise di opporsi a questa decisione: tornò a Roma, ma non lo fece come privato cittadino; marciò insieme alle sue legioni, con l’intenzione di muovere guerra a Pompeo. Quando i soldati attraversarono il fiume Rubicone, in Romagna, scoppiò la seconda guerra civile nella storia della repubblica di Roma (la prima era stata quella scatenata da Silla).
Pompeo, tuttavia, non era preparato ad affrontare Cesare e i suoi legionari e fuggì in Grecia, insieme ad un gruppo di senatori. Cesare entrò a Roma e costituì un nuovo governo, assumendo la carica di console insieme a un uomo di fiducia. Poi, sbarcò in Grecia dove sconfisse duramente Pompeo, a Farsalo (nel 48 a.C.). Pompeo fuggì in Egitto, dove il re Tolomeo lo fece assassinare; con questa mossa, il re sperava di ottenere la simpatia di Cesare. Ma Cesare, invece di premiarlo, lo fece deporre e nominò Cleopatra, sorella di Tolomeo, regina d’Egitto.
Con il governo di Cleopatra anche l’Egitto divenne un’area controllata da Roma. Da lì, Cesare inseguì i figli di Pompeo e i suoi nemici politici in Africa, dove furono sconfitti a Tapso. Cesare approfittò delle vittorie in Africa per conquistare nuovi territori e costituire la provincia Africa Nova.
I pompeiani erano stati sconfitti in più occasioni e i pochi superstiti si rifugiarono in Spagna, dove Cesare li sconfisse un’ultima volta, a Munda. Con la battaglia di Munda, nel 54 a.C. si concluse la seconda guerra civile.

Con la fine della seconda guerra civile, Cesare trasformò la repubblica di Roma in una monarchia: assunse il pieno potere politico ed esecutivo. Il Senato gli aveva conferito la carica di dictator per dieci anni, ma Cesare istituì una nuova carica, quella di imperator. L’imperator aveva i pieni poteri consolari, fungeva da tribuno della plebe e da pontefice massimo, oltre ad essere a capo dell’esercito; questa carica, inoltre, veniva mantenuta a vita.

Cesare, tuttavia, non si comportò da tiranno e non perseguitò i suoi nemici; al contrario, fu benevolo con tutti i nobili e i senatori pompeiani che avevano deciso di accettare la sua autorità. La sua intenzione era quella di conquistarsi così il favore del Senato e dei patrizi. Durante il suo impero, Cesare inviò molti uomini nelle colonie, assegnò terre ai veterani, aumentò il numero dei senatori e riformò il sistema della giustizia. Tra i progetti politici dell’imperator c’era la volontà di eliminare la differenza netta tra Roma e le province, concedendo la cittadinanza e pieni diritti a tutti gli abitanti dei territori più lontani da Roma.

Questi progetti non erano benvisti dai senatori, che vedevano nell’estensione dei diritti la fine della supremazia di Roma; fu organizzata una congiura per assassinare Cesare e ripristinare l’oligarchia che aveva caratterizzato la repubblica. Il 15 marzo del 44 a.C. Cesare fu assassinato mentre entrava in Senato. Tra i suoi assassini c’era anche Bruto, suo figlio adottivo.

Schede di storia:
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