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LABORATORIO DEI VOLTI, ISPIRATO A BRUNO MUNARI

Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire la voglia di comunicare“.
Bruno Munari

Guardiamoci negli occhi” è uno dei grandi laboratori artistici pubblicati da Bruno Munari: il libro si presenta come un contenitore di fogli fustellati, ciascuno dei quali rappresenta un volto con i suoi occhi. Gli stili variano moltissimo e il libro si presta ad una moltitudine di laboratori artistici e narrativi.

Capire che cos’è l’arte è una preoccupazione (inutile) dell’adulto. Capire come si fa a farla è invece un interesse autentico del bambino“.
Bruno Munari

A partire da quest’idea – geniale – potremmo realizzare a nostra volta una serie di cartoncini fustellati, ciascuno con il suo bel paio di occhi. Noi abbiamo preparato tre cartoncini di piccolo formato (addirittura più piccolo di quanto avviene con la mail art). Per praticare i fori degli occhi, ci siamo aiutati con un punteruolo e un paio di forbici: è un’operazione che deve essere eseguita da un adulto, specialmente se si lavora con i bimbi più piccini.

A partire da quegli occhi, dovremo trasformare il cartoncino in un volto. Noi abbiamo messo sul tavolo pennarelli e colori a tempera, ma si può lavorare anche con le matite, i pastelli a cera e gli acquerelli. È possibile realizzare cartoncini di materiali molto diversi tra loro: bianchi e lucidi, marroni, spessi e sottili. Un buon mix di cartone per imballaggi e cartone leggero delle confezioni alimentari è la soluzione più pratica per portare in tavola una certa varietà.
Il cartoncino nero merita un discorso a sé: questo colore impone un grosso limite nelle possibilità di personalizzarlo. O si utilizza il bianco, o si prova con il collage. Proprio per questo è meraviglioso.

Ecco i lavori:

A partire dalla realizzazione di questi cartoncini, sono possibili tante considerazioni sul volto umano e sugli occhi: si potrebbe lavorare sul testo descrittivo, cercando tutti gli aggettivi adatti a descrivere un volto e i suoi occhi; oppure, si potrebbe inventare la storia di quel volto, sperimentando il testo narrativo fantastico.

Si potrebbe perfino inventare un gioco, indovina le emozioni: si disegna un volto pensando ad un’emozione, che gli altri partecipanti dovranno indovinare. Temi che sia troppo facile? Sperimenta il meccanismo del Dixit: per ottenere un punto, chi disegna il volto deve far sì che qualcuno dei partecipanti indovini, ma qualcun altro no.

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Acquarello steineriano

La pittura ad acquarello (o acquerello) è una delle prime tecniche (accanto alle tempere) con cui i bambini si cimentano negli anni della scuola dell’infanzia. Esistono varie tecniche che si possono applicare all’acquarello: bagnato su bagnato (in cui si usano acquarelli diluiti su un foglio bagnato), bagnato su asciutto e asciutto su asciutto.

L’acquarello steineriano è un laboratorio che permette ai bambini di sperimentare la tecnica del bagnato su bagnato utilizzando i colori primari e liberandosi dal vincolo della forma e della rappresentazione del reale.

ACQUARELLO STEINERIANO

Per realizzare un laboratorio di acquarello steineriano occorrono:

  • bacinella d’acqua;
  • carta da acquarello o a grana grossa;
  • spugna;
  • pennello a punta piatta;
  • colori primari.

Per cominciare si immerge il foglio nella bacinella per qualche secondo, poi lo si stende su un piano aiutandosi con la spugna bagnata (si potrebbe stendere su una tovaglietta plastificata). Stendere il foglio con la spugna è importante: in questo modo si evita che il foglio possa curvarsi.

A questo punto si presentano ai bambini gli acquerelli, già diluiti abbondantemente, e si chiede loro di stenderli sul foglio. È importante non fornire esempi preconfezionati e non condizionare i piccoli artisti a rappresentare oggetti o paesaggi reali. Il laboratorio nasce per giocare con i colori e imparare a descriverli, lavorando al tempo stesso sulle emozioni che quei colori ci evocano.

A conclusione del laboratorio, sarà necessario lasciare asciugare le opere per una notte intera prima di poterle appendere ed esporre.

L’acquarello steineriano è un laboratorio che si può proporre con successo ai bambini, ma è adatto anche agli adulti. Anzi, chi intende sperimentarlo in classe o a casa potrebbe fare pratica qualche giorno prima, così da sperimentare la tecnica bagnato su bagnato e comprenderne il potenziale.

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STRING ART

Conosci la string art? Questa tecnica artistica consiste nella realizzazione di un’opera utilizzando i fili, fermati e modellati utilizzando delle puntine da disegno.

STRING ART: ISTRUZIONI

Per cominciare, prepara la base. Se non hai a disposizione una tavoletta di sughero o di compensato morbido (come quello che viene utilizzato per le bacheche) puoi realizzare una base sufficientemente robusta incollando tre sagome di cartone per imballaggi una sopra l’altra. In questo modo, piantando le puntine da disegno nel foglio, sarai sicuro che non lo attraversino fino in fondo.

Comincia disegnando una figura sulla tavoletta; noi abbiamo scelto un cuore; poi, inserisci le puntine da disegno lungo la linea della figura, come nella foto:

Fai passare il filo tra le puntine, in modo tale da formare la struttura della figura:

Adesso, incrocia i fili all’interno della figura, creando un reticolato:

Puoi anche decidere di lasciare vuoto l’interno della figura e di creare il reticolato tra le linee di contorno e i bordi della tavoletta, come in questa foto:

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GIOVANI A RISCHIO DI DISTURBI MENTALI

Crescono nei giovani i disturbi mentali e le patologie depressive. Il tasso di individui che hanno riferito sintomi depressivi è aumentato del 52% negli adolescenti tra 2005 e 2017 e un dato di poco superiore si rileva tra i giovani adulti. Crescono anche lo stress e i pensieri legati al suicidio. Graziano Pinna, un neuroscienziato della University of Illinois di Chicago, ha spiegato all’ANSA che alla base di questi disturbi si trova l’uso eccessivo della tecnologia e la carenza di sonno (che è una conseguenza dell’abuso tecnologico).

L’avvento degli smartphone e dei social network è troppo recente e manca una cultura legata all’uso corretto di questi potenti mezzi tecnologici. Questo è vero specialmente per i bambini. L’impatto dei dispositivi tecnologici sullo sviluppo del cervello può essere devastante: ci sono diversi studi psicologici e neurologici che lo dimostrano.

L’elemento fondamentale, a nostro avviso, è la consapevolezza della dimensione culturale di questo problema. La tecnologia è un dispositivo culturale e il suo abuso non è da meno. Siamo circondati da media che propongono una “dieta digitale h24” e questo determina le nostre abitudini (basta pensare ai social network, che richiedono post freschi a qualunque orario del giorno e della notte). Spesso siamo proprio noi adulti a dare un esempio sbagliato, smanettando con telefoni e tablet fino a tarda notte.

Potremmo ricominciare proprio dal sonno (che è il più grande problema dei bambini e degli adolescenti moderni). Coltivare la cultura del sonno in famiglia, abituandosi a non usare telefoni, tablet e pc dopo un certo orario, è una sfida educativa modesta, eppure le sue conseguenze potrebbero essere straordinarie.

FONTI

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LA TRASHTAG CHALLENGE E LA PULIZIA DELLA COMUNICAZIONE

I social network non sono un luogo legato esclusivamente all’odio, alla cattiva politica e alla disinformazione. Sono uno strumento di comunicazione capace di veicolare anche messaggi virtuosi. L’esempio è la TrashTag Challenge. In questi giorni, decine di giovani in tutto il mondo si stanno sfidando a ripulire il pianeta.
A 10 giorni dal lancio sono più di 400.000 i post pubblicati da utenti che hanno raccolto la sfida: una grande comunità internazionale che si è mossa intorno a un ideale comune: rendere il nostro pianeta un posto migliore attraverso un piccolo gesto di impegno civile.

La TrashTag Challenge (per la quale è stato lanciato l’hashtag #TrashTag) rappresenta un esempio di comunicazione virtuosa: ci ha dimostrato che tutti noi abbiamo il potere di trasformare la casa virtuale che frequentiamo (social media e browser innanzi tutto) in un motore culturale e sociale. Accanto alle tonnellate di rifiuti che sono stati raccolti, ci piace pensare che anche le piazze virtuali siano state ripulite, così come sta accadendo in questi giorni per i Fridays for future e i movimenti per opporsi al cambiamento climatico: esempi di comunicazione spontanea e impegnata.

La TrashTag Challenge ci rende ottimisti verso il futuro del mondo digitale: un mondo che finora è stato mosso da ideali sostanzialmente mercantili (così come la generazione che li ha utilizzati e governati finora, la stessa generazione contro cui Greta Thunberg si è scagliata con durezza), ma il cui destino è tutto da scrivere.
Raccogliamo questo esempio: mettiamoci all’opera per ripulire le piazze e le strade, i parchi e i boschi ma soprattutto per ripulire le nostre vite dalla deriva comunicativa nella quale siamo – chi più, chi meno – scivolati in questi anni. Riscopriamo il piacere di comunicare con passione, intelligenza; riscopriamo il valore degli ideali, nella vita tanto quanto sul web.

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MANDALA CON I TAPPI E CON IL CARTONCINO

Riciclare i tappi di bottiglia e il cartone è da sempre uno dei nostri obiettivi (di vita e editoriali). La sostenibilità si costruisce anche a partire da questi piccoli gesti. Oggi ti presentiamo il laboratorio dei mandala con i tappi di plastica e quello dei mandala con i tubi di cartoncino della carta igienica.

MANDALA CON I TAPPI: ISTRUZIONI

Noi abbiamo realizzato due basi in cartoncino, dipinte con i colori a tempera. Su queste basi, si dispongono i tappi colorati a formare un mandala. Ecco due esempi:

mandala con tappi e cartoncino

Utilizzare i tappi sciolti su una base dà vita a un vero e proprio gioco: il mandala si può creare e distruggere (come quelli realizzati dai monaci nella sabbia) di volta in volta. Inoltre, sarà possibile sperimentare tantissime forme diverse.

MANDALA CON I TUBI DELLA CARTA IGIENICA: ISTRUZIONI

Questo laboratorio è un po’ più complesso: dopo averli appiattiti, bisogna tagliare degli anelli sottili a partire dai tubi di cartoncino della carta igienica. Questi piccoli anelli vengono poi disposti su una base a formare un mandala. Naturalmente, è possibile colorare sia la base sia gli anelli: in questo modo è possibile ottenere un’infinità di colori e composizioni diverse.

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