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IL TEMPO È LA RISORSA PIÙ PREZIOSA

Questa mattina riflettevamo sul cattivo uso del tempo: si tratta di uno spreco a tutti gli effetti. Le nostre vite si caratterizzano per lo sperpero del tempo ed è qui che entra in gioco il concetto di decrescita creativa. Se riusciamo a comprendere il valore del tempo (che è un bene assai più prezioso del denaro e di qualsiasi altra materia) attraverso l’arte e il pensiero creativo, impareremo a maneggiarlo con l’attenzione che merita.

Alla ricerca di ispirazione siamo andati a vedere i Tulipani Italiani ad Arese (MI) per trascorrere del tempo immersi nei colori della natura e per ragionare sul concetto di decrescita creativa. Ecco qualche scatto della nostra gita mattutina:

Lì, tra i fiori, ci siamo resi conto che proprio i tulipani potevano diventare una buona metafora per far comprendere il valore del tempo: la loro fioritura è breve; bastano poche settimane di ritardo ed ecco che la loro bellezza tramonta per un anno intero.
Possiamo provare a fermare il corso del tempo, così come possiamo recidere i fiori e disporli in un vaso, ma questa non è una soluzione: è un espediente che può durare una settimana, non di più.

A partire da queste immagini, sarebbe bello riflettere sul fatto che il tempo è la risorsa più preziosa.

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QUANTE FOGLIE SULL’ALBERO?

La mentalità di crescita è fondamentale: ci permette di accrescere le nostre risorse giorno dopo giorno, di affrontare le sfide più difficili e ci aiuta a cogliere il meglio da tutto ciò che la vita ci riserva.

QUANTE FOGLIE SULL’ALBERO? ISTRUZIONI

Questo laboratorio nasce a partire da un foglio di carta in formato A5. Abbiamo scelto questo formato perché l’A4 lo avrebbe reso estremamente dispendioso in termini di tempo (e di pazienza): naturalmente ci si può mettere alla prova anche con i formati più grandi. A partire dal tronco di un albero appena abbozzato, ecco le istruzioni:

Disegna quante più foglie possibili su questo albero“.

Ecco il nostro albero:

Noi abbiamo scelto di rappresentare le foglie con delle piccole figure circolari, ispirandoci al puntinismo. Naturalmente potrebbero essere di più, più piccole, diverse. Non esiste un modo migliore di altri per disegnare le foglie.

Quali insegnamenti è possibile trarre da questa esperienza e perché è utile ai fini della mentalità di crescita? Ecco due possibili risposte:

  • c’è sempre spazio per una piccola foglia in più, così come nella vita c’è sempre spazio per le nuove esperienze e i nuovi insegnamenti, per quanto piccoli possano essere;
  • per riuscire a disegnare un gran numero di foglie non occorre che siano grandi, ma che ce ne siano un gran numero; allo stesso modo, la vita è l’insieme di innumerevoli istanti meravigliosi e significativi. Per essere felici e per arricchirci dobbiamo imparare a considerare ciascuno di essi come un tesoro prezioso.

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Il calligramma

Conosci la tecnica del calligramma? Si tratta di un laboratorio di scrittura creativa (e artistica, aggiungeremmo noi) in cui le parole non vengono disposte in riga, bensì a formare una figura. Esistono calligrammi più o meno complessi: quello che proporremo di seguito è facilissimo nella forma.

CALLIGRAMMA DELLA FELICITÀ: ISTRUZIONI

C’era una volta Fata Felicità. Questa simpatica fattucchiera era nata senza le ali e, per questo, le altre fatine la lasciavano da parte. Immaginate la rabbia di Fata Felicità quando, durante una partita a guardia e ladri, tutte le sue amiche sfrecciavano in cielo lasciandola con i piedi per terra.
La fata però non si perse d’animo e si mise a studiare: voleva preparare una pozione che le facesse spuntare le ali. Studia e prova, studia e riprova: i suoi tentativi andarono avanti per anni finché, un giorno, il suo calderone prese a brillare. Fata Felicità aveva preparato la pozione della felicità, un intruglio incantato così potente che non solo avrebbe messo le ali a chi l’avesse bevuto, ma lo avrebbe reso la persona più felice del mondo.
Si dice che la fata, finalmente alata, abbia condiviso la sua pozione incantata con chiunque l’avesse incontrata.

Purtroppo però, la ricetta della pozione è andata smarrita. Chi si cimenta con il calligramma della felicità ha un compito difficile e al tempo stesso fondamentale: riscrivere la ricetta della pozione della felicità “mettendo le ali” al disegno di Fata Felicità.

Questa è la nostra ricetta:

E tu, quali ingredienti utilizzerai?

Questo laboratorioci permette di fermarci un attimo e di riflettere sul concetto di felicità. Esiste davvero una pozione in grado di renderci felici? Naturalmente no. Però, esistono tante buone pratiche che ci vengono incontro e che ci aiutano a liberarci del superfluo. Felicità è impegnare il proprio tempo per ciò che si ritiene importante, evitando di sprecarlo: il tempo è la risorsa più preziosa che abbiamo.

A partire da questo laboratorio e dalla ricetta che scriverai (e dalle ricette che scriveranno i bambini) è possibile sedersi un attimo e riflettere insieme su questi spunti.

Se vuoi utilizzare la nostra fata come base per il calligramma, puoi stamparla cliccando sul link qui sotto:

Clicca qui per stampare Fata Felicità.

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IL PARADOSSO DI EASTERLIN

Il paradosso di Easterlin, conosciuto anche come paradosso della felicità, insegna che il grado di felicità delle persone non cresce insieme al loro reddito. Questo paradosso ha dimostrato con metodo statistico che i soldi non fanno la felicità.

Il Paradosso della Felicità (o Paradosso di Easterlin) fu definito negli anni ’70 del secolo scorso dall’economista americano Richard Easterlin che, con un approccio innovativo, aveva iniziato a studiare la relazione tra reddito e felicità o benessere soggettivo. La consistenza del paradosso di Easterlin non è mai stata smentita. Al contrario, esistono numerosi studi che l’hanno ri-confermata.

I ricercatori Eugenio Proto e Aldo Rustichini, nel 2013, hanno osservato (attraverso una sofisticata elaborazione statistica) che la relazione tra reddito e felicità è forte fino ad un reddito annuo di 15.000$, si fa più debole tra i 15.000 e i 30.000 $ e sparisce del tutto al di sopra di questa cifra. Un reddito netto pari a 30.000$ significa, all’incirca, 2.000 € al mese (obiettivo ambizioso, ma alla portata di tutti). Questa è la cifra oltre la quale il lavoro non produce più fellicità ma, al contrario, la mette in pericolo.

Nell’articolo “Il “Paradosso della felicità”: quando e perché la crescita economica non giova al benessere”, pubblicato sulla rivista Statistica & Società, scopriamo quanto segue. Uno studio realizzato dalla società Gallup su un campione di 15.000 cittadini cinesi rileva che “nel periodo considerato (dal 1994 al 2005) il PIL p.c. della Cina è cresciuto in termini reali del 250% con riflessi sostanziali sullo standard di vita materiale: le famiglie che possiedono un televisore a colori sono aumentate dal 40 al 82 per cento e quelle che dispongono del telefono sono passate dal 10 al 63 per cento. Tuttavia il benessere soggettivo dei cinesi appare addirittura peggiorato“.

IL PARADOSSO DELLA FELICITÀ E L’EDUCAZIONE

Eppure, sebbene una mole di successive ricerche e di nuove evidenze empiriche abbiano confermato l’osservazione di Easterlin, consumismo e sviluppismo continuano a pervadere la nostra società e a condizionarne fortemente le scelte politiche. Quando si dimostra che un’idea è sbagliata o addirittura dannosa, sarebbe naturale che con il tempo venisse abbandonata; ma quando essa resiste e continua a dominare è bene chiedersi chi abbia interesse ad alimentarla e con quali strategie.

Perché ignoriamo il paradosso della felicità? Secondo noi, perché non lo conosciamo abbastanza: i media sono dominati da altri messaggi e hanno, comprensibilmente, altre finalità rispetto a quella educativa. Così, accade che il mondo dell’educazione, quello che dovrebbe conoscere gli studi di Easterlin sulla felicità più a fondo, non li conosce o non riesce a trovare risorse concrete per superare le idee dominanti alla ricerca della felicità.

FONTI

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ESOPO E IL TEPPISTA: IMPARIAMO DALLE FAVOLE

La bellezza delle favole classiche, secondo noi, è la ricchezza con cui possiamo analizzarle e interpretarle. Ciascuna favola, nella sua brevità, si presta a generare tante domande aperte. Proviamo con questo testo:

ESOPO E IL TEPPISTA

Fedro

Il successo trascina gli arroganti alla rovina. Lo dimostra questa favoletta.
Una volta, un teppista tirò un sasso ad Esopo.
“Bravissimo” gli disse lo scrittore e gli diede un soldino.
“Io non ne ho altri, ma posso dirti dove trovarli. Vedi quel nobile che sta attraversando la strada? È ricchissimo. Lanciagli un sasso come hai fatto con me e vedrai che ti darà molto di più”.
Il bulletto, convinto dalle parole di Esopo, fece come gli era stato suggerito e colpì il nobile con un sasso. Fu arrestato e pagò con la prigione la sua ingenuità e l’arroganza.

Ecco quattro semplici domande aperte a cui potremmo dare una risposta dopo aver letto la favola:

  • Ti sei mai trovata/o in una situazione simile? 
  • Hai agito come Esopo? 
  • Pensi che Esopo abbia agito nel modo giusto? 
  • Cosa avresti fatto al suo posto? 

È bene ricordare che la risposta non dovrebbe mai essere preconfezionata né viziata dal moralismo (questo non significa nascondere i limiti e gli errori contenuti in una risposta): è bene affrontare tutte le posizioni liberamente, aiutando i bambini a elaborare un pensiero proprio e personale.
Un’ottima metodologia per sperimentare questo spunto di lavoro è il circle time.

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LABORATORIO DI PITTURA PRIMAVERILE

LABORATORIO DI PITTURA PRIMAVERILE: ISTRUZIONI

Per cominciare abbiamo realizzato dei cartoncini colorati utilizzando dei fogli di carta da disegno, colori a tempera e varie tecniche. Per stendere i colori abbiamo utilizzato: una spugna, un rotolo della carta igienica e un ritaglio di pluriball.

Da due cartoncini neri (A4)  piegati a metà abbiamo realizzato le farfalle

Qui sotto puoi vedere, in ordine, come abbiamo abbinato i cartoncini e le sagome.

Con lo stencil abbiamo colorato un cartoncino bianco: dopo aver appoggiato la maschera sul foglio, abbiamo tracciato delle linee casuali con i pennarelli verdi e gialli riempendo la sagoma della farfalla. Lo stencil ci ha permesso di colorare esclusivamente il corpo della farfalla.

Con la sagoma della farfalla piccola abbiamo realizzato un cartoncino 3D. Il cartoncino era stato decorato utilizzando una spugna e i colori a tempera verdi e gialli. Abbiamo incollato la metà destra della farfalla al foglio, utilizzando la colla vinilica. L’altra metà l’abbiamo lasciata libera: in questo modo, la composizione assume una forma tridimensionale.

Con la “sezione di farfalla”, infine, abbiamo decorato l’ultimo dei cartoncini che avevamo preparato. Anche in questo caso abbiamo incollato la metà destra, lasciando libera quella sinistra. Raccogliendo tanti cartoncini come questi e fermandoli a un filo con una molletta di legno è possibile realizzare un festone primaverile diverso dal solito.

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