Blog

COME FARE I GESSETTI PROFUMATI E COLORATI

I gessetti profumati e i gessetti colorati sono un lavoretto creativo che puoi realizzare in modo estremamente semplice (e rapido) e che puoi utilizzare per profumare casa. Si tratta di semplici stampi realizzati con la polvere di gesso e con gli olii essenziali.

come fare gessetti profumati

GESSETTI PROFUMATI: ISTRUZIONI

Scopriamo insieme come fare i gessetti profumati. Prima di cominciare, assicurati di avere con te:

Il primo passo consiste nella preparazione dell’impasto: in una ciotola, mescola gesso e acqua in parti uguali, poi aggiungi qualche goccia di olio essenziale (6/7 dovrebbero bastare). Dovrai ottenere un impasto fluido, ma non liquido. Se la consistenza fosse eccessivamente acquosa, puoi aggiungere nella ciotola un po’ di polvere di gesso.  Siccome il gesso si secca velocemente, ti consigliamo di lavorare piccole quantità di acqua e gesso, mescolati in parti uguali, e di utilizzarli per realizzare pochi stampini alla volta.

In questo video stiamo preparando la miscela di acqua e gesso:

Dopo aver raggiunto la consistenza desiderata, versa l’impasto negli stampi di silicone e lascia asciugare il gesso per qualche ora. A questo punto dovrai staccare delicatamente i lavoretti in gesso dallo stampo. Ecco come staccare i gessetti dallo stampo:

Ecco i gessetti: non sono ancora perfettamente asciutti (si può notare dalla colorazione, che non è ancora bianca ma grigiastra). Dovrai disporli su un panno o su un piano d’appoggio e lasciarli asciugare all’aria per un giorno o due.

Il gesso è asciutto quando raggiunge una colorazione bianca. I tuoi gessetti profumati sono pronti: utilizzali per profumare gli armadi o confezionali per regalarli ai tuoi amici.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

LABORATORIO DEI QUADRI DI FILO

Stai cercando un’idea per dipingere senza colori e senza sporcare? I quadri di filo potrebbero essere la soluzione che fa al caso tuo. Noi li abbiamo scoperti mentre cercavamo una soluzione creativa per riciclare la lana e per sperimentare nuove tecniche artistiche.

QUADRI DI FILO

L’idea è quella di realizzare un quadro utilizzando esclusivamente i fili di lana colorati. Noi abbiamo preparato un cartoncino di piccole dimensioni, ma possono andare bene tutti i formati; ti consigliamo di non esagerare con le dimensioni del foglio se stai facendo sperimentare i quadri di filo ai bambini, altrimenti il lavoro richiederà un sacco di tempo.

Con un pennello, stendi uno strato di colla vinilica sul foglio di cartoncino, poi comincia a disporre i fili di lana in modo da creare il tuo quadro. Per chi non volesse sporcarsi, esiste un’alternativa alla colla vinilica: i fogli adesivi; la lana si attaccherà ugualmente.

quadri di filo

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

LABORATORIO DEI VOLTI, ISPIRATO A BRUNO MUNARI

Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire la voglia di comunicare“.
Bruno Munari

Guardiamoci negli occhi” è uno dei grandi laboratori artistici pubblicati da Bruno Munari: il libro si presenta come un contenitore di fogli fustellati, ciascuno dei quali rappresenta un volto con i suoi occhi. Gli stili variano moltissimo e il libro si presta ad una moltitudine di laboratori artistici e narrativi.

Capire che cos’è l’arte è una preoccupazione (inutile) dell’adulto. Capire come si fa a farla è invece un interesse autentico del bambino“.
Bruno Munari

A partire da quest’idea – geniale – potremmo realizzare a nostra volta una serie di cartoncini fustellati, ciascuno con il suo bel paio di occhi. Noi abbiamo preparato tre cartoncini di piccolo formato (addirittura più piccolo di quanto avviene con la mail art). Per praticare i fori degli occhi, ci siamo aiutati con un punteruolo e un paio di forbici: è un’operazione che deve essere eseguita da un adulto, specialmente se si lavora con i bimbi più piccini.

A partire da quegli occhi, dovremo trasformare il cartoncino in un volto. Noi abbiamo messo sul tavolo pennarelli e colori a tempera, ma si può lavorare anche con le matite, i pastelli a cera e gli acquerelli. È possibile realizzare cartoncini di materiali molto diversi tra loro: bianchi e lucidi, marroni, spessi e sottili. Un buon mix di cartone per imballaggi e cartone leggero delle confezioni alimentari è la soluzione più pratica per portare in tavola una certa varietà.
Il cartoncino nero merita un discorso a sé: questo colore impone un grosso limite nelle possibilità di personalizzarlo. O si utilizza il bianco, o si prova con il collage. Proprio per questo è meraviglioso.

Ecco i lavori:

A partire dalla realizzazione di questi cartoncini, sono possibili tante considerazioni sul volto umano e sugli occhi: si potrebbe lavorare sul testo descrittivo, cercando tutti gli aggettivi adatti a descrivere un volto e i suoi occhi; oppure, si potrebbe inventare la storia di quel volto, sperimentando il testo narrativo fantastico.

Si potrebbe perfino inventare un gioco, indovina le emozioni: si disegna un volto pensando ad un’emozione, che gli altri partecipanti dovranno indovinare. Temi che sia troppo facile? Sperimenta il meccanismo del Dixit: per ottenere un punto, chi disegna il volto deve far sì che qualcuno dei partecipanti indovini, ma qualcun altro no.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Acquarello steineriano

La pittura ad acquarello (o acquerello) è una delle prime tecniche (accanto alle tempere) con cui i bambini si cimentano negli anni della scuola dell’infanzia. Esistono varie tecniche che si possono applicare all’acquarello: bagnato su bagnato (in cui si usano acquarelli diluiti su un foglio bagnato), bagnato su asciutto e asciutto su asciutto.

L’acquarello steineriano è un laboratorio che permette ai bambini di sperimentare la tecnica del bagnato su bagnato utilizzando i colori primari e liberandosi dal vincolo della forma e della rappresentazione del reale.

ACQUARELLO STEINERIANO

Per realizzare un laboratorio di acquarello steineriano occorrono:

  • bacinella d’acqua;
  • carta da acquarello o a grana grossa;
  • spugna;
  • pennello a punta piatta;
  • colori primari.

Per cominciare si immerge il foglio nella bacinella per qualche secondo, poi lo si stende su un piano aiutandosi con la spugna bagnata (si potrebbe stendere su una tovaglietta plastificata). Stendere il foglio con la spugna è importante: in questo modo si evita che il foglio possa curvarsi.

A questo punto si presentano ai bambini gli acquerelli, già diluiti abbondantemente, e si chiede loro di stenderli sul foglio. È importante non fornire esempi preconfezionati e non condizionare i piccoli artisti a rappresentare oggetti o paesaggi reali. Il laboratorio nasce per giocare con i colori e imparare a descriverli, lavorando al tempo stesso sulle emozioni che quei colori ci evocano.

A conclusione del laboratorio, sarà necessario lasciare asciugare le opere per una notte intera prima di poterle appendere ed esporre.

L’acquarello steineriano è un laboratorio che si può proporre con successo ai bambini, ma è adatto anche agli adulti. Anzi, chi intende sperimentarlo in classe o a casa potrebbe fare pratica qualche giorno prima, così da sperimentare la tecnica bagnato su bagnato e comprenderne il potenziale.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

STRING ART

Conosci la string art? Questa tecnica artistica consiste nella realizzazione di un’opera utilizzando i fili, fermati e modellati utilizzando delle puntine da disegno.

STRING ART: ISTRUZIONI

Per cominciare, prepara la base. Se non hai a disposizione una tavoletta di sughero o di compensato morbido (come quello che viene utilizzato per le bacheche) puoi realizzare una base sufficientemente robusta incollando tre sagome di cartone per imballaggi una sopra l’altra. In questo modo, piantando le puntine da disegno nel foglio, sarai sicuro che non lo attraversino fino in fondo.

Comincia disegnando una figura sulla tavoletta; noi abbiamo scelto un cuore; poi, inserisci le puntine da disegno lungo la linea della figura, come nella foto:

Fai passare il filo tra le puntine, in modo tale da formare la struttura della figura:

Adesso, incrocia i fili all’interno della figura, creando un reticolato:

Puoi anche decidere di lasciare vuoto l’interno della figura e di creare il reticolato tra le linee di contorno e i bordi della tavoletta, come in questa foto:

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

GIOVANI A RISCHIO DI DISTURBI MENTALI

Crescono nei giovani i disturbi mentali e le patologie depressive. Il tasso di individui che hanno riferito sintomi depressivi è aumentato del 52% negli adolescenti tra 2005 e 2017 e un dato di poco superiore si rileva tra i giovani adulti. Crescono anche lo stress e i pensieri legati al suicidio. Graziano Pinna, un neuroscienziato della University of Illinois di Chicago, ha spiegato all’ANSA che alla base di questi disturbi si trova l’uso eccessivo della tecnologia e la carenza di sonno (che è una conseguenza dell’abuso tecnologico).

L’avvento degli smartphone e dei social network è troppo recente e manca una cultura legata all’uso corretto di questi potenti mezzi tecnologici. Questo è vero specialmente per i bambini. L’impatto dei dispositivi tecnologici sullo sviluppo del cervello può essere devastante: ci sono diversi studi psicologici e neurologici che lo dimostrano.

L’elemento fondamentale, a nostro avviso, è la consapevolezza della dimensione culturale di questo problema. La tecnologia è un dispositivo culturale e il suo abuso non è da meno. Siamo circondati da media che propongono una “dieta digitale h24” e questo determina le nostre abitudini (basta pensare ai social network, che richiedono post freschi a qualunque orario del giorno e della notte). Spesso siamo proprio noi adulti a dare un esempio sbagliato, smanettando con telefoni e tablet fino a tarda notte.

Potremmo ricominciare proprio dal sonno (che è il più grande problema dei bambini e degli adolescenti moderni). Coltivare la cultura del sonno in famiglia, abituandosi a non usare telefoni, tablet e pc dopo un certo orario, è una sfida educativa modesta, eppure le sue conseguenze potrebbero essere straordinarie.

FONTI

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.