I social network non sono un luogo legato esclusivamente all’odio, alla cattiva politica e alla disinformazione. Sono uno strumento di comunicazione capace di veicolare anche messaggi virtuosi. L’esempio è la TrashTag Challenge. In questi giorni, decine di giovani in tutto il mondo si stanno sfidando a ripulire il pianeta.
A 10 giorni dal lancio sono più di 400.000 i post pubblicati da utenti che hanno raccolto la sfida: una grande comunità internazionale che si è mossa intorno a un ideale comune: rendere il nostro pianeta un posto migliore attraverso un piccolo gesto di impegno civile.
La TrashTag Challenge (per la quale è stato lanciato l’hashtag #TrashTag) rappresenta un esempio di comunicazione virtuosa: ci ha dimostrato che tutti noi abbiamo il potere di trasformare la casa virtuale che frequentiamo (social media e browser innanzi tutto) in un motore culturale e sociale. Accanto alle tonnellate di rifiuti che sono stati raccolti, ci piace pensare che anche le piazze virtuali siano state ripulite, così come sta accadendo in questi giorni per i Fridays for future e i movimenti per opporsi al cambiamento climatico: esempi di comunicazione spontanea e impegnata.
La TrashTag Challenge ci rende ottimisti verso il futuro del mondo digitale: un mondo che finora è stato mosso da ideali sostanzialmente mercantili (così come la generazione che li ha utilizzati e governati finora, la stessa generazione contro cui Greta Thunberg si è scagliata con durezza), ma il cui destino è tutto da scrivere.
Raccogliamo questo esempio: mettiamoci all’opera per ripulire le piazze e le strade, i parchi e i boschi ma soprattutto per ripulire le nostre vite dalla deriva comunicativa nella quale siamo – chi più, chi meno – scivolati in questi anni. Riscopriamo il piacere di comunicare con passione, intelligenza; riscopriamo il valore degli ideali, nella vita tanto quanto sul web.
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Riciclare i tappi di bottiglia e il cartone è da sempre uno dei nostri obiettivi (di vita e editoriali). La sostenibilità si costruisce anche a partire da questi piccoli gesti. Oggi ti presentiamo il laboratorio dei mandala con i tappi di plastica e quello dei mandala con i tubi di cartoncino della carta igienica.
MANDALA CON I TAPPI: ISTRUZIONI
Noi abbiamo realizzato due basi in cartoncino, dipinte con i colori a tempera. Su queste basi, si dispongono i tappi colorati a formare un mandala. Ecco due esempi:
Utilizzare i tappi sciolti su una base dà vita a un vero e proprio gioco: il mandala si può creare e distruggere (come quelli realizzati dai monaci nella sabbia) di volta in volta. Inoltre, sarà possibile sperimentare tantissime forme diverse.
MANDALA CON I TUBI DELLA CARTA IGIENICA: ISTRUZIONI
Questo laboratorio è un po’ più complesso: dopo averli appiattiti, bisogna tagliare degli anelli sottili a partire dai tubi di cartoncino della carta igienica. Questi piccoli anelli vengono poi disposti su una base a formare un mandala. Naturalmente, è possibile colorare sia la base sia gli anelli: in questo modo è possibile ottenere un’infinità di colori e composizioni diverse.
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In questo articolo puoi scoprire come realizzare dei semplici segnalibri fai da te di carta o cartoncino.
SEGNALIBRI FAI DA TE RIVESTITI DI LANA
Il primo modello di segnalibri fai da te che vogliamo proporti è quello di cartoncino rivestito di lana. Realizzarli è semplicissimo: è sufficiente ritagliare la sagoma del segnalibro nel cartone e avvolgere poi la lana intorno ad essa, incollando i due estremi del filo con la colla a caldo o con la colla vinilica.
SEGNALIBRI FAI DA TE QUADRATI
Per cominciare, prendi l’angolo di un foglio di carta e disegna 3 quadrati, come nella foto:
Ritaglia la figura e piega verso l’alto i due quadrati ai margini.
Piega a metà i due quadrati in alto, lungo le due diagonali:
Richiudi uno dei triangoli verso l’interno e cospargilo con un po’ di colla vinilica (se non ce l’hai puoi utilizzare la colla stick).
Richiudi anche l’altro triangolo, incollandolo al primo. Poi apri l’aletta ripiegata, in modo tale da ricomporre il quadrato.
Con le matite o con i pennarelli disegna il tuo mostro segnalibro. Utilizza l’aletta sciolta (nella foto è quella in basso) per realizzare i denti.
L’ultimo passaggio consiste nel ritagliare l’angolo di carta, scoprendo i denti del mostro. Ecco il segnalibro fai da te pronto all’azione:
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L’Ojo de Dios, letteralmente “occhio di Dio”, è un oggetto artigianale tipico di alcune tribù di Nativi Americani. Gli Ojo de Dios venivano utilizzati come talismani portafortuna, capaci di portare la buona sorte ai loro proprietari. Noi preferiamo considerarli come dei meravigliosi capolavori di artigianato, la cui realizzazione è alla portata di tutti (bambini compresi).
OJOS DE DIOS: ISTRUZIONI
Per aiutarti a realizzare i tuoi Ojos de Dios abbiamo realizzato tre video tutorial. Ecco il tutorial per cominciare il lavoro:
Questo è il tutorial per cambiare il colore del filo che stai utilizzando:
E infine, questo è il tutorial per ultimare il tuo Ojos de Dios:
Ecco alcuni Ojo de Dios realizzati con la tecnica che abbiamo mostrato nel tutorial:
È possibile anche realizzare gli Ojo de Dios a otto braccia. In questo caso, si comincia realizzando due livelli a quattro bracci: l’area centrale viene lavorata separatamente, dopo di che si sovrappongono i due telai e si cominciano ad intrecciare i fili passando per tutti gli otto bracci.
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Sapevi che è possibile rivestire con la corda o con lo spago le uova di polistirolo per ottenere delle uova decorative molto, molto originali?
UOVA RIVESTITE DI CORDA: ISTRUZIONI
Per cominciare, procurati un uovo di polistirolo e dello spago. Puoi acquistare le uova online, sono decisamente economiche. Immergi dello spago in una ciotola, nella quale avrai versato della colla vinilica leggermente diluita.
Adesso avvolgi la corda imbevuta nella colla vinilica intorno all’uovo, cominciando da un’estremità.
Esiste anche un metodo alternativo: invece di immergere lo spago nella colla diluita, puoi spennellare l’uovo di polistirolo con abbondante colla vinilica e poi avvolgere la corda. Noi abbiamo realizzato il tutorial con lo spago, ma puoi utilizzare anche un filo di lana, di cotone o di qualsiasi altro materiale.
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Noi adoriamo i fiori e ci piace utilizzarli all’interno dei nostri laboratori artistici e delle nostre esperienze creative. Oggi abbiamo realizzato questo disegno a tecnica mista, che unisce una sagoma realizzata con il pennarello ad una composizione floreale:
I fiori si possono fissare al foglio con qualche goccia di colla vinilica. Ma perché questo laboratorio è tanto speciale? Ecco qualche punto d’interesse:
è un’occasione, per i bambini, di maneggiare un elemento naturale molto distante dalle loro vite (la natura è sempre meno presente nell’infanzia contemporanea);
utilizzare i fiori ci permette di realizzare un’opera in cambiamento: nel corso del tempo i fiori si seccheranno, mutando l’aspetto della composizione ma non il suo pregio. A partire da questa peculiarità, si potrebbe realizzare un laboratorio descrittivo: dopo aver realizzato l’opera con i fiori la si descrive con un breve testo. In seguito, si ripete la descrizione a distanza di qualche mese, con i fiori ormai essiccati. La descrizione cambierà insieme alla composizione;
si potrebbero realizzare composizioni floreali tematiche (i fiori del mio balcone, i fiori di campo, i fiori che crescono ai margini delle strade, i fiori del bosco, facendo attenzione a non raccogliere specie protette), utili anche a conoscere i fiori e le piante del luogo in cui si vive.
Se ti piace il nostro disegno di Frida, puoi stampare il nostro template:
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