Blog

REALIZZIAMO UN SEMPLICE LABIRINTO

Fabbricarsi i giochi da sé è un ottimo modo per risparmiare, riscoprire una serie di abilità manuali e creative e soprattutto per passare del tempo di qualità insieme. Per cominciare, ti proponiamo questo semplice labirinto. Noi lo abbiamo realizzato in circa 30 minuti e il gioco si è rivelato molto divertente.

labirinto busy bag

LABIRINTO FAI DA TE: ISTRUZIONI

Ecco come realizzare il tuo labirinto in poche, semplici mosse:

  • su un foglio in formato A4 di gomma crepla o cartoncino, disegna il percorso da seguire per uscire dal labirinto;
  • taglia dei segmenti di cannucce e incollali al foglio (con la colla vinilica o con la colla a caldo) in modo da rendere il percorso ricco di ostacoli;
  • se vuoi, incolla anche degli elementi decorativi (noi abbiamo sparpagliato qua e là qualche cuore);
  • se hai utilizzato il cartoncino,ripassa il percorso da seguire con un pennarello indelebile (sulla gomma crepla ti consigliamo di usare il lapis e di non ripassare, poiché finiresti per macchiare il foglio);
  • infila il foglio in una busta trasparente;
  • inserisci una pedina (perché il gioco riesca bene è necessario utilizzare una pedina dal fondo liscio e piatto, come lo scarabeo che abbiamo utilizzato noi).

Adesso sei pronta/o a giocare!

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Esperimenti con l’acqua

In questo articolo raccoglieremo alcuni semplici esperimenti con l’acqua, da realizzare con i bambini.

IL FIORE MAGICO

Il fiore magico è un semplice esperimento scientifico per bambini, che ai più piccoli appare come una vera e propria magia.

ISTRUZIONI:

  • Su un foglio di carta, disegna un fiore con dei bei petali sporgenti (la forma della margherita è la più adatta).
  • Ritaglia il fiore, poi richiudi i petali su se stessi, verso il centro.
  • Prepara un piattino pieno d’acqua, o una ciotola abbastanza larga perché il fiore possa galleggiare liberamente al suo interno.
  • Deposita il fiore sulla superficie dell’acqua.
  • Aspetta e osserva.
  • Dopo qualche minuto, i petali del fiore cominceranno a schiudersi.

Spiegazione: questo fenomeno è legato alla capillarità. La carta, infatti, è formata da fibre di cellulosa intrecciate fra loro; nell’intreccio delle fibre sono presenti dei minuscoli spazi vuoti, simili a canali (capillari). L’acqua, a contatto con la carta, riempie questi canali e genera una forza in grado di muovere le foglie di carta.

Ecco il video del nostro esperimento (il video è stato accelerato; in verità abbiamo aspettato ben 5 minuti prima che il fiore si schiudesse completamente):

Schede di scienze:
🔴 Scienze – Classe prima
🟠 Scienze – Classe seconda
🟡 Scienze – Classe terza
🟢 Scienze – Classe quarta
🔵 Scienze – Classe quinta
↩️ Scienze – Tutte le schede

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

I BAMBINI E L’INTROSPEZIONE

Zygmunt Bauman, qualche anno fa, ci raccontò la scomparsa dell’introspezione: “l’introspezione è un’attività che sta scomparendo. Sempre più persone, quando si trovano a fronteggiare momenti di solitudine nella propria auto, per strada o alla cassa del supermercato, invece di raccogliere i pensieri controllano se ci sono messaggi sul cellulare per avere qualche brandello di evidenza che dimostri loro che qualcuno, da qualche parte, forse li vuole o ha bisogno di loro“.

Opera di E. (5 anni)

Guardando questi quadretti di carta, ci siamo convinti che dovremmo riscoprire l’introspezione a partire dai bambini: loro, pur con i limiti linguistici, artistici e concettuali tipici della condizione infantile, sono dei veri campioni nel rielaborare gli stimoli attraverso la propria personalità artistica. Non è un caso che Maria Montessori abbia definito la mente del bambino come mente assorbente. Il bambino rielabora costantemente il proprio mondo interiore, lo accresce attraverso gli stimoli esterni ed è spinto ad esplorare il mondo da una curiosità insaziabile.

Noi, al contrario, viviamo in un circolo vizioso di cattiva tecnologia, che inquina i nostri pensieri ripetendoli in un ciclo infinito ed immoto. La tecnologia ci ha illuso di essere liberi di comunicare. Non che questo non sia possibile, almeno in linea di principio. Le scoperte tecnologiche degli ultimi decenni ci hanno donato una libertà potenziale enorme. Il problema è che noi, invece di raccogliere quel potenziale, siamo stati intrappolati dalla tecnologia commerciale, che ci ha assoggettato ad una logica della banalità disarmante.

Invece di utilizzare gli strumenti tecnologici per contaminare le nostre idee con i pensieri di qualità che vengono prodotti dall’altra parte del mondo, invece di fare e veicolare cultura, ci limitiamo ad utilizzare lo smartphone per denigrare questo o quell’altro politico o per cercare continue conferme sociali. Il risultato è quello che ha ben descritto Bauman, nelle parole che abbiamo citato in apertura.
In questi casi, la cosa migliore da farsi è osservare i bambini: osservarli in silenzio, perdendoci nell’immensità della loro introspezione. Le loro opere parlano per loro. Per ritrovare il senso dell’introspezione, dobbiamo ritrovare il bambino che dorme dentro di noi.

FONTI

  • Z. Bauman, Intervista sull’identità, Laterza, 2009

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

La favola del colibrì

La favola del colibrì

Una antica favola africana racconta del giorno in cui scoppiò un grande incendio nella foresta.
Tutti gli animali abbandonarono le loro tane e scapparono spaventati.
Mentre se la dava letteralmente a gambe, il leone vide un colibrì che stava volando in direzione delle fiamme.
“Dove stai andando?” – chiese il Re della Foresta – “c’è un incendio, dobbiamo scappare!”.
Il colibrì rispose: “Vado al lago, per raccogliere acqua da buttare sull’incendio”.
Il leone domandò prontamente: “Sei forse impazzito? Non crederai di poter spegnere un incendio gigantesco con quattro gocce d’acqua?”
“Io faccio la mia parte” gli rispose il colibrì, poi riprese il volo.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

SCUOLA DELL’OBBLIGO FINO A 18 ANNI E POI TANTE LETTURE

Umberto Galimberti, intervistato da Danilo D’Angelo per Byoblu, suggerisce di innalzare il limite della scuola dell’obbligo e di puntare sulla lettura. Ecco la trascrizione dell’intervista radiofonica:

“Per me fino a 18 anni bisogna tenere una scuola dell’obbligo, inevitabilmente. E i ragazzi vanno in qualche modo sedotti… sedotti con la cultura. Allora vanno a scuola volentieri. Se tu insegni la “Divina Commedia” come ce la raccontava Benigni, magari qualcuno studia anche la “Divina commedia”. Se invece c’è lì un professore che ti chiede la Battaglia di Campaldino, dov’era Campaldino, allora non ti studia più la “Divina Commedia”. Quindi la scuola dell’obbligo fatta bene, fino a 18 anni e poi insistere a far leggere libri alle persone.

Dalle lettere che ho ricevuto dagli studenti, mi sono reso conto che in una classe a leggere sono due o tre! Due o tre! Gli altri fanno le interrogazioni tirando giù quattro informazioni da Google. Fine. Noi italiani siamo all’ultimo posto in Europa per la comprensione di un testo scritto. Ciò vuol dire che uno legge e non capisce. Esiste un analfabetismo di ritorno aiutato anche dall’informatica che riduce il linguaggio a 50 parole e oltre quelle non ne sai più.
Solo che se hai poche parole in bocca non è che hai tanti pensieri in testa, perché i pensieri sono proporzionali alle parole che hai. Io non posso pensare una cosa di cui non ho la parola. E se ho poche parole penso poco. E quando un popolo pensa poco è incolto come siamo noi italiani: ignoranti siamo! Veramente ignoranti! Basti pensare che il giornale più diffuso è “La gazzetta dello sport” (detto tutto)”.

FONTI

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Flora e fauna del mare

Il mare è popolato da moltissime specie viventi: in questo articolo scopriremo i segreti della flora e della fauna marine.

FLORA MARINA

Sui fondali marini possiamo trovare moltissime specie di alghe. Sulla costa, caratterizzata da un clima mite, si sviluppano le piante tipiche della macchia mediterranea: alberi come il pino marittimo, la quercia da sughero e il leccio, cespugli come il corbezzolo, il mirto, l’alloro, il ginepro, la lavanda, il cappero e il fico d’India.

FAUNA MARINA

Nel mare vivono moltissime specie di pesci: sarde, spigole, orate, murene, triglie, branzini e tonni. Troviamo anche numerosi molluschi, come le seppie, i polpi, i calamari, le vongole e le cozze e crostacei, come granchi, gamberi e aragoste. Sui fondali abitano anche spugne e coralli. Lungo la costa nidificano varie specie di uccelli: i più diffusi sono i gabbiani.

Schede di geografia:
🔴 Geografia – Classe prima
🟠 Geografia – Classe seconda
🟡 Geografia – Classe terza
🟢 Geografia – Classe quarta
🔵 Geografia – Classe quinta
↩️ Geografia – Tutte le schede

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.