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La tecnica del pomodoro

tecnica del pomodoro

Quante volte ci lamentiamo di non avere abbastanza tempo? Le giornate ci sembrano eccessivamente frenetiche, zeppe di impegni. Ci sentiamo soffocati dalla quotidianità … E se fosse un problema di organizzazione? Non sarà sicuramente la panacea di tutti i mali, ma oggi vogliamo proporvi una tecnica molto utilizzata nel management.

Stiamo parlando della tecnica del pomodoro, un metodo di gestione del tempo ideato da Francesco Cirillo negli anni ’80. In che cosa consiste? E’ molto semplice: si usa un timer per dividere il lavoro in intervalli, di solito lunghi 25 minuti, separati da brevi pause.

In sintesi, ecco gli step da seguire:

  • Stabilire il compito da svolgere.
  • Impostare il “pomodoro timer” (di solito di una durata da 25 minuti)
  • Lavorare sul compito.
  • Impegnarsi a finire il lavoro quando il timer suona, mettendo un contrassegno, così da poter continuare dopo il lavoro.
  • Concedersi una pausa breve (3–5 minuti).
  • Reimpostare il pomodoro e ricominciare.

E’ un trucco sperimentabile anche per l’organizzazione dei tempi di studio e per le attività quotidiane.

Francesco Cirillo, su questo metodo, ha scritto un ebook gratuito, nella cui introduzione afferma:

“Un giorno, nell’aula presso l’università dove studiavo, osservai i miei colleghi con sguardo critico e subito dopo rivolsi l’attenzione, con sguardo ancora più critico, a me stesso: come mi organizzavo, come interagivo con gli altri, come studiavo. Mi fu chiaro che l’alto livello di disturbi e interruzioni, e lo scarso livello di concentrazione e motivazione erano alla base di quella mia confusione. Feci allora una scommessa con me stesso, preziosa quanto avvilente: “Riesci a studiare ‘bene’ per 10 minuti?” Avevo bisogno di un riscontro oggettivo, di un Tutore del Tempo, e lo trovai in un timer da cucina a forma di pomodoro, il Pomodoro, per l’appunto. Non riuscii a vincere la scommessa subito. Ci volle anzi del tempo per vincere quella scommessa, e tanto sforzo, ma infine ci riuscii. Da quel piccolo primo passo, trovando nel meccanismo del Pomodoro qualcosa di affascinante, con esso mi dedicai a migliorare il mio processo di studio e successivamente il mio processo di lavoro, tentando di comprendere e risolvere problemi di progressiva complessità, fino a considerare le dinamiche del lavoro di gruppo, componendo pian piano la Tecnica del Pomodoro”

FONTI

http://www.asortofcode.com/wp-content/uploads/2011/10/ThePomodoroTechnique-ITA_v1-3.pdf

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Proprietà della moltiplicazione

La moltiplicazione gode delle seguenti proprietà:

  • proprietà commutativa
  • proprietà associativa
  • proprietà dissociativa
  • proprietà distributiva

PROPRIETÀ COMMUTATIVA

Cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia.

9 x 5 = 45

5 x 9 = 45

PROPRIETÀ ASSOCIATIVA

In una moltiplicazione a tre o più fattori, se a due o più fattori si sostituisce il loro prodotto, il risultato non cambia.

4 x 3 x 2 x 1 = 24

(4 x 3 ) x 2 x 1 = 12 x 2 x 1 = 24

PROPRIETÀ DISSOCIATIVA

In una moltiplicazione, se ad un fattore si sostituiscono due o più fattori il cui risultato è il fattore stesso, il risultato non cambia.

10 x 5 = 50

5 x 2 x 5 = 50

PROPRIETÀ DISTRIBUTIVA

Se ad un fattore sostituiamo due o più numeri la cui somma sia uguale al fattore e moltiplichiamo ciascuno di quei numeri per il secondo fattore, la somma dei prodotti sarà uguale al prodotto dei due fattori.

10 x 5 = 50

(8 + 2) x 5 = 8×5 + 2×5 = 40 + 10 = 50

ALTRI ARTICOLI SULLA MOLTIPLICAZIONE

Proprietà delle operazioni:
🔴 Proprietà dell’addizione
🟠 Proprietà della sottrazione
🟡 Proprietà della moltiplicazione
🟢 Proprietà della divisione
↩️ Tutte le proprietà delle operazioni

Schede di matematica:
🔴 Matematica – Classe prima
🟠 Matematica – Classe seconda
🟡 Matematica – Classe terza
🟢 Matematica – Classe quarta
🔵 Matematica – Classe quinta
↩️ Matematica – Tutte le schede

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La prova della moltiplicazione

Esistono tre metodi differenti per eseguire la prova della moltiplicazione:

  • la prova utilizzando la proprietà commutativa; 
  • la prova utilizzando la divisione; 
  • la prova del nove. 

PROVA UTILIZZANDO LA PROPRIETÀ COMMUTATIVA

Prendiamo la moltiplicazione 9 x 11 e immaginiamo di aver trovato, come risultato 90 (che è sbagliato).

9 x 11 = 90

Il modo più semplice di eseguire la prova della moltiplicazione è utilizzare la proprietà commutativa per ottenere una nuova moltiplicazione:

11 x 9 =

Risolvendo questa seconda moltiplicazione (che è diversa dalla prima in quanto a svolgimento ma il cui risultato deve essere uguale) potremo verificare la correttezza dei nostri calcoli. Nel nostro caso, trovando:

11 x 9 = 99

dovremo ripetere i calcoli della prima moltiplicazione per trovare l’errore e correggerlo.

Questo è il primo metodo per eseguire la prova della moltiplicazione: invertendo l’ordine dei fattori della moltiplicazione da provare e risolvendo la nuova moltiplicazione, il prodotto dovrà essere uguale. 

PROVA UTILIZZANDO LA DIVISIONE

Manteniamo come esempio 9 x 11 ma ipotizziamo che il risultato sia corretto.

9 x 11 = 99

L’operazione inversa della moltiplicazione è la divisione: se dividiamo il prodotto della moltiplicazione per il secondo fattore, dovremo trovare il primo fattore. E infatti:

99 : 11 = 9

Questo è il secondo metodo per eseguire la prova della moltiplicazione: dividendo il prodotto della moltiplicazione da provare per il secondo fattore, il risultato dovrà essere uguale al primo fattore.

PROVA UTILIZZANDO LA PROVA DEL NOVE

Alla prova del nove abbiamo dedicato un articolo a parte. Se stai cercando di eseguire la prova delle moltiplicazioni con questo metodo, leggi il nostro articolo sulla prova del nove.

ALTRI ARTICOLI SULLA MOLTIPLICAZIONE

 

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Tobia

Tobia è un nome maschile italiano.

ORIGINE DEL NOME: Tobia è un nome di origine ebraica, composto da “Tohb”, che significa bene e “Yah”, abbreviazione di “YHWH” (il nome di Dio). Significa “buon Signore”. Tobia è un nome di tradizione biblica.
ONOMASTICO: l’onomastico si festeggia il 2 novembre, in ricordo di San Tobia, martire romano.
CURIOSITÀ: il colore legato al nome Tobia è il bianco, mentre la sua pietra portafortuna è il diamante.

Ecco la scheda del nome di Tobia:

tobia origine significato nome onomastico

Clicca qui per scaricarla o per stamparla.

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EDUCAZIONE SENSORIALE CON IL METODO MONTESSORI

Maria Montessori è stata tra i primi ad includere l’educazione sensoriale nel suo metodo educativo. Permettere ai bambini di esplorare utilizzando i sensi e il movimento è stata una grande intuizione, valida ancora oggi. Ma quali materiali dovremmo usare per l’educazione sensoriale? La stessa Montessori è estremamente precisa al riguardo; ne “La scoperta del bambino” ci svela i suoi segreti.

Per cominciare, è necessario che il materiale permetta di isolare una sola qualità: “qualunque oggetto vogliamo usare per l’educazione sensoriale presenta necessariamente molte qualità diverse come peso, ruvidezza, colore, forma, dimensione ecc. Come dovremo dunque procedere, perché la serie metta invece in rilievo una sola qualità? È necessario isolare, tra le tante, una qualità sola dell’oggetto. Questa difficoltà si supera appunto con la serie e le gradazioni: bisogna preparare oggetti identici tra loro in tutto, salvo che nella qualità, variante. Se si vogliono preparare oggetti che servano per esempio a far distinguere i colori, bisogna costruirli della medesima sostanza, forma e dimensione; e farli differire solo nel colore.

Dunque, niente giocattoli di plastica dai colori accesi con luci e suoni. In secondo luogo, è bene che i materiali permettano al bambino di verificare se sta commettendo degli errori: “si deve possibilmente cercare che i materiali offerti al bambino contengano in sé il «controllo dell’errore» come sono per esempio gl’incastri solidi: cioè sostegni di legno che portano dei fori ai quali si adattano cilindri di graduale dimensione: da fini a grossi, ovvero da alti a bassi, o da piccoli a grandi. Gli spazi, essendo esattamente corrispondenti ai cilindretti da deporvi, non è possibile collocarli tutti erroneamente, poiché alla fine dovrebbe rimanerne uno fuori di posto: e ciò denuncia lo sbaglio commesso. Appunto come in una bottoniera, l’ordine sbagliato, o il bottone dimenticato, si rivela alla fine con un’asola vuota“.

Come esempio, ecco un tipico gioco Montessori per lo sviluppo sensoriale:

I giochi che utilizzano i tuoi bambini (al di sotto dei 3 anni) rispecchiano questi principi?

FONTI

  • M. Montessori, Opere, Garzanti, 2018

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GIOCO DEL TRIS

Il gioco del tris è un antichissimo gioco con carta e matita.

LE REGOLE DEL TRIS

Tipologia: carta e matita, competitivo
Regole: il tris viene giocato da due giocatori; uno di essi giocherà utilizzando le crocette, l’altro dei piccoli cerchi. Si gioca su una griglia di 3X3 caselle (9 caselle totali). Il giocatore di turno occupa una delle caselle con il suo simbolo, poi cede la mossa all’avversario. Vince il primo giocatore che riesce ad ottenere un “tris”, ovvero tre simboli adiacenti in riga, in colonna o lungo una delle diagonali. Se tutte e 9 le caselle vengono occupate senza che uno dei giocatori abbia ottenuto un tris, la partita termina con un pareggio.

Ecco il campo di gioco del tris. Si utilizzano le nove caselle delimitate dal reticolo:

gioco del tris

Ecco un esempio di tris: tre simboli uguali allineati su una riga (ma si possono allineare anche sulle colonne e sulle diagonali).

tris gioco 2

Probabilmente ti starai domandando come vincere sempre a tris. Esistono dei trucchi nel tris per ottenere la vittoria? Non proprio. Però è possibile imparare qualche nozione di strategia. Tanto per cominciare, non esiste una combinazione che permette di vincere qualsiasi partita a tris. Giocando correttamente, però, è possibile pareggiare qualsiasi partita, aspettando che l’avversario si distragga e commetta un errore. E adesso, vediamo le combinazioni per vincere a tris giocando per primo, caso per caso.

Cominciamo dalla mossa migliore: se giochi per primo e posizioni il tuo simbolo in un angolo e il tuo avversario non occupa il centro, hai vinto. Se giochi per primo e non occupi una delle quattro caselle d’angolo, se il tuo avversario gioca correttamente la partita terminerà con un pareggio.

Ecco un esempio. la croce, che ha giocato per prima, può vincere facilmente questa partita:

trucchi per vincere sempre a tris

Come seconda mossa, sarai tu ad occupare il centro e costringerai il tuo avversario a posizionare il suo simbolo nell’angolo opposto, per evitare che tu faccia tris alla terza mossa:

trucchi per vincere sempre a tris

In questo modo, però, potrai chiudere la colonna con il tuo simbolo. Qualunque sia la risposta del tuo avversario, potrai fare tris, in riga o sulla diagonale.

Abbiamo fatto l’esempio cominciando dalla casella in basso a sinistra, ma vale anche con gli altri tre angoli (in alto a sinistra, in alto a destra, in basso a destra). Puoi fare qualche esempio su carta per esercitarti.

Se giochi per primo e occupi un angolo mentre il tuo avversario occupa la casella centrale come prima mossa, la partita terminerà in un pareggio, a meno che uno dei due commetta un errore. Questi esempi insegnano un’altra cosa: se giochi per secondo e la casella al centro è libera, devi assolutamente occuparla. In questo modo ti garantirai il pareggio.

In buona sostanza, essendoci un numero di combinazioni molto limitato, dopo un po’ di esercizio sarà impossibile vincere e le partite si trasformeranno in pareggi interminabili. A quel punto, la cosa migliore da fare è passare ad un gioco che permetta più variabili, come la dama italiana.

TRIS 3D

Il tris nasce come gioco con carta e matita, ma nulla vieta di realizzare un semplicissimo tavoliere e di utilizzare delle pedine al posto dei simboli. Noi, ad esempio, abbiamo realizzato una plancia tascabile e abbiamo riciclato dei tappi di bottiglia per realizzare le pedine:

gioco del tris

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