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LO SPORT DOVREBBE EDUCARE AL FAIR PLAY

Lo sport è una palestra di valori per i ragazzi, a patto che prevalgano fair play e valori sani. Purtroppo, capita spesso di leggere di episodi di violenza (fisica o verbale) perpetrati dagli stessi genitori. Così, la Società Sportiva Atletico Latina, in Lazio, ha lanciato il motto: “Papà se sei nervoso stai a casa”. In campo, infatti, devono prevalere sempre il rispetto verso gli avversari e gli arbitri. La campagna è partita in seguito all’episodio che ha visto un arbitro aggredito dai genitori, a Roma.

Tuttavia, come leggiamo in un’intervista sul sito Il bello dello sport, non dobbiamo cadere nella tentazione di considerare i genitori come un peso o un carico molesto. Mamma e papà sono presenze fondamentali per la crescita dei ragazzi. Semplicemente, vanno educati, come suggerisce questo allenatore:

“Sono contrario a chi dice che i genitori siano un peso. I genitori sono delle risorse. È facile per un genitore scambiare il calcio dei bambini per quello dei grandi, credo che così come per la scuola il genitore ricopre una parte importante nella crescita del bambino. Vanno educati al tifo attraverso il loro coinvolgimento. Altrimenti è un attimo che te li ritrovi ad urlare e sbraitare attaccati alla rete e dispensando, magari, anche consigli tecnici”.
Francesco Buttitta

FONTI

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I COMPORTAMENTI NON AMOREVOLI

Oggi vogliamo soffermarci sui comportamenti che la psicologia definisce comportamenti non amorevoli: comportamenti che mettiamo in atto in nome di un amore dichiarato e che poi utilizziamo come pretesto per forzare gli altri ad agire come vorremmo. Ecco un esempio tipico: “Ho lasciato il lavoro per seguirvi (rivolto ai figli); perché allora non vi comportate come vi ho insegnato e non vi applicate nello studio?

Se frasi come questa ti sono familiari, potrebbe farti bene un po’ di autonomia. Questo vale specialmente nel rapporto con i figli: “Al mondo, tutti i tipi di amore hanno come obiettivo ultimo l’unione; ve n’è solo uno che è diretto alla separazione, ed è quello dei genitori verso i figli. L’amore dei genitori ha veramente successo quando spinge i figli a separarsi il prima possibile dalla loro vita, diventando individui indipendenti: quanto prima avviene questo allontanamento, tanto più i genitori avranno avuto successo“.

Quando perdiamo la nostra autonomia e la nostra indipendenza in nome di una relazione, lì c’è un pericolo. Non si tratta di esaltare l’egoismo, ma di imparare la giusta misura: a volte, anche i genitori hanno bisogno di spazio e di tempo per sé. Questo non danneggerà la famiglia, ma rafforzerà tutti i suoi membri. Questa forma di autonomia potremmo chiamarla “autonomia emotiva” o “indipendenza emotiva“. Si tratta di un concetto che viene spesso messo da parte in favore dell’autonomia pratica, ma che non è meno importante.

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I TRE TOPOLINI

In famiglia non esistono solo le esigenze materiali ed economiche: anche l’anima dei suoi membri ha bisogno di tempo e di cure. Per aiutarti a riflettere su questo concetto, ti suggeriamo di leggere questa brevissima storia.

I TRE TOPOLINI

C’erano una volta tre topolini, che si affannavano a correre qua e là tra i campi. Era autunno e il primo dei tre cercava chicchi di grano e legumi da portare nella tana per l’inverno. Il secondo, invece, cercava paglia e fiocchi di cotone per riscaldarsi e combattere il gelo. Il terzo, invece, gironzolava qua e là senza far nulla: guardava il sole di novembre, si specchiava nell’acqua e osservava gli umani che lavoravano nei campi. I due compagni lo rimproveravano spesso: “Perché perdi tempo? Come faremo a superare l’inverno se tu non ci aiuti a fare provviste?” Ma il terzo topolino non si curava di loro.

Quando arrivò l’inverno, i tre topolini si rifugiarono nella tana e chiusero l’uscita con un pezzo di corteccia. Non sarebbero usciti fino alla primavera successiva. C’era cibo in abbondanza e il freddo non faceva paura, avvolti com’erano dal cotone e dalla paglia. Dopo i primi giorni, però, i primi due topolini cominciarono a soffrire la noia. Dopo aver fatto colazione al mattino, trascorrevano tutta la giornata senza far nulla. Così, il terzo topolino cominciò a raccontare loro delle storie: durante l’autunno, aveva visto un vecchio pescatore cadere nello stagno mentre cercava di agguantare una trota. E una volta, aveva seguito due bambini che davano la caccia alle libellule. Insieme alle storie, il topolino inventava anche delle brevi poesie sul sole e sugli alberi.

Gli altri due topolini si accorsero che il loro compagno non aveva perso tempo durante l’autunno: al contrario, mentre loro immagazzinavano provviste per nutrire e riscaldare il corpo, il terzo topolino aveva messo da parte il necessario per l’anima. Aveva raccolto per loro la luce del Sole e la meraviglia della vita. I tre topolini trascorsero un inverno meraviglioso: con la pancia piena, al calduccio e allietati da storie e poesie.

 

Questo racconto ci ha fatto tornare alla mente Gianni Rodari, quando scriveva:

Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l’avara formica
io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende…
regala!

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LA FAMIGLIA E’ UNA SQUADRA

Qualche tempo fa abbiamo parlato di genitori che dovrebbero investire nella propria crescita e formazione. Oggi vogliamo scendere un poco nel dettaglio: che tipo di formazione è necessaria a mamma e papà? In commercio possiamo trovare centinaia di volumetti che ci spiegano cosa fa bene e cosa fa male ai bambini. Queste rassegne di psicologia, però, rischiano di portare una gran confusione.

La formazione della famiglia, secondo noi, dovrebbe nascere dalla considerazione che la famiglia è una squadra. Una squadra in cui, come dice Lucia Rizzi nel suo libro “Fate famiglia!”: “o si vince tutti o si perde tutti“. La famiglia-squadra ha un obiettivo ambizioso da raggiungere: la felicità di tutti i suoi membri, tenendo presente che di solito (generalizzare è impossibile) o si è felici tutti o non è felice nessuno.

Da questa prima considerazione ne discende una seconda: la nostra famiglia-squadra necessita di un capitano, che riesca a condurla verso il suo obiettivo. Non c’è squadra che non abbia un capitano! Il nostro ruolo di genitori è proprio quello di diventare capitani autorevoli e affidabili.

Ma ve lo vedete un capitano di una nave che, di fronte ad una tempesta, convoca la ciurma e persino il cuoco e chiede ad ognuno di loro: tu cosa faresti adesso? Chi mai si affiderebbe a quel capitano?
Paolo Crepet

In conclusione, due spunti: il primo è quello di essere coraggiosi, di non aver paura di prendere le proprie decisioni; il secondo, è quello di domandarti come dovrebbe essere il capitano ideale della tua famiglia. Come dovrebbe comportarti di fronte alle difficoltà? Come dovrebbe parlare agli altri membri della squadra? Con un po’ di lavoro, quel capitano potresti essere tu.

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L’altruismo cambia la vita di chi lo pratica

L’altruismo può cambiare la vita di chi lo riceve, ma soprattutto di chi lo pratica. Se non credi nel potere dell’altruismo, ti suggeriamo di leggere la nostra pagina dedicata all’altruismo in cui portiamo qualche evidenza scientifica e un bel gioco per metterlo in pratica.

Ecco un meraviglioso video per ricordarcelo:

Il video è stato realizzato da Emirates NBD, uno dei più importanti gruppi bancari del Medio Oriente. In poco più di una settimana, il video ha raggiunto quasi un milione di persone.

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Giordano

Giordano è un nome maschile italiano.

GIORDANO: SCHEDA DEL NOME

Questa è la scheda del nome Giordano di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo nome:

giordano origine significato nome onomastico

Vuoi stampare la scheda del nome GiordanoClicca qui.

ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME GIORDANO

Giordano è un nome di origine incerta. Riprende il nome del fiume Giordano, in cui Gesù fu battezzato da Giovanni Battista. Questo nome si diffuse in Europa al tempo delle crociate: i cavalieri di ritorno dalla Terrasanta, infatti, portavano a casa delle ampolle piene di acqua del Giordano, che utilizzavano per battezzare i loro figli, ai quali imponevano poi il nome del fiume.

ONOMASTICO DEL NOME GIORDANO

L’onomastico si festeggia il 17 novembre, in ricordo di San Giordano Ansalone, martire.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Giordano è il blu, mentre la pietra portafortuna è lo Smeraldo.

SCOPRI I LIBRI DEI NOMI DI PORTALE BAMBINI

Questa scheda fa parte del progetto “Libro dei nomi” di Portale Bambini: una raccolta open source di nomi maschili e femminili completi delle loro schede illustrate da stampare. Ci auguriamo che queste schede possano essere donate a migliaia di bambini, aiutandoli a non dimenticare le proprie radici. Il diritto al nome (e alla conoscenza di esso), infatti, è incluso tra i diritti fondamentali dei bambini.

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