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LE PAROLE SONO PALLOTTOLE

andrea camilleri

Andrea Camilleri, recentemente, ha lanciato l’allarme contro l’odio che dilaga e che rischiamo di trasmettere ai ragazzi. Queste le sue parole:

“Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre, possono essere pallottole. Bisogna saper pesare il peso delle parole e soprattutto far cessare il vento dell’odio che è veramente atroce. Lo si sente palpabile attorno a noi. Ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me allo specchio. È di oggi la notizia di quel pazzo che entra in una sinagoga e uccide 11 persone urlando: “Gli ebrei tutti a morte!”. Ma ci si rende conto a che livelli ci abbassiamo quando non solo lo diciamo, ma siamo capaci di pensare questo. Peggio degli animali che hanno la fortuna di non parlare. Le parole della senatrice Liliana Segre dovrebbero essere dette e scritte all’ingresso di ogni scuola perché il terribile è che stiamo educando una gioventù all’odio. Il motivo? Perché abbiamo perso il senso dei valori. I veri valori della vita li abbiamo persi”.

La lotta all’odio non è cosa semplice: il web, in questo senso, è una polveriera impossibile da controllare e censire. L’unico rimedio, ancora una volta, è l’educazione: dobbiamo trasmettere l’idea che odio e violenza non sono strumenti, dobbiamo aiutare i ragazzi a distinguere la determinazione dall’aggressione. Abbiamo bisogno di un programma massiccio di educazione emotiva, a cui va aggiunto l’impegno civico di ciascuno di noi. Questa pericolosa cultura si può combattere solo contrapponendole un’altra cultura, quella della ragione e della gentilezza.

Dobbiamo anche educare all’uso delle parole, alla consapevolezza del linguaggio: oggi regna l’idea che le parole non siano importanti, che siano un fatto trascurabile. Non è così: le parole hanno il potere di cambiare il mondo, ma con la stessa facilità possono distruggerlo.

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PER CRESCERE BAMBINI SERENI E’ ESSENZIALE EDUCARE I GENITORI

investimento educazione genitori

Ti ricordi quando abbiamo detto che educare un figlio all’autonomia è molto più faticoso che servirlo (non era propriamente farina del nostro sacco, ma una raccolta di osservazioni di Maria Montessori).

Questo vale anche per l’educazione alla scoperta e al fallimento: i bambini hanno bisogno di una famiglia che sia una base sicura, hanno bisogno di una casa da cui partire alla scoperta del mondo e che sia ancora lì quando decideranno di tornare. Questa forma di autonomia è la più difficile da accettare per una famiglia. Lo sintetizza in modo molto efficace la dott. sa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, nel suo blog, quando ci dice che i bambini “hanno bisogno di chi non fa da paracadute solo per un egoismo personale, perché si fa prima, perché è meno faticoso, perché non si ha voglia di discutere con il figlio senza capire che se lo si cresce con la consapevolezza che avrà sempre e comunque un paracadute non spiegherà mai le sue ali“.

Purtroppo, per riuscire a coprire questo ruolo occorre prendersi tempo, porsi domande; per diventare una base sicura non basta leggere libri e consigli, bisogna acquisire una grande autostima e fiducia in sé. Per essere genitori efficaci è necessario crescere come persone: la genitorialità stessa è un cammino di crescita. Non dobbiamo perdere di vista la dimensione della crescita personale: è importante per i bambini, ma è addirittura vitale per genitori ed insegnanti, perché a loro spetta la responsabilità di plasmare i più piccoli.
L’educazione e l’autoeducazione non sono mai investimenti a perdere.

Se pensate che l’istruzione sia costosa, provate con l’ignoranza”
D. Bok

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La danza del serpente

LA DANZA DEL SERPENTE

Questa è la danza del serpente
che viene giù dal monte
per ritrovare la sua coda
che ha perso un dì.

Ma guarda un po’
sei proprio tu
quel pezzettin
del mio codin?

Abbiamo realizzato anche una versione illustrata di questa filastrocca:

la danza del serpente filastrocca illustrata

Vuoi stampare questa filastrocca illustrata? Clicca qui.

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Evelina

Evelina è un nome femminile italiano. Viene utilizzata anche nella forma inglese Evelyn.

EVELINA / EVELYN: SCHEDE DEL NOME

Questa è la scheda del nome Evelyn di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo nome:

evelyn origine significato nome onomastico

Vuoi stampare la scheda del nome EvelynClicca qui.

Questa è la scheda del nome Evelina di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo nome:

evelina origine significato nome onomastico

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ORIGINE E SIGNIFICATO DEI NOMI EVELINA ED EVELYN

I nomi Evelina ed Evelyn derivano da un antico nome germanico, “Avelina”. Le origini di questo nome sono ignote; potrebbe derivare dal germanico “Avi”, che significa desiderata.

ONOMASTICO DEI NOMI EVELINA ED EVELYN

L’onomastico si festeggia il 1 novembre, giorno di Ognissanti. I nomi Evelina ed Evelyn, infatti, sono nomi adespoti: non esiste alcuna santa con questi nomi.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Paola è il rosso, mentre la pietra portafortuna è il Rubino.

SCOPRI I LIBRI DEI NOMI DI PORTALE BAMBINI

Questa scheda fa parte del progetto “Libro dei nomi” di Portale Bambini: una raccolta open source di nomi maschili e femminili completi delle loro schede illustrate da stampare. Ci auguriamo che queste schede possano essere donate a migliaia di bambini, aiutandoli a non dimenticare le proprie radici. Il diritto al nome (e alla conoscenza di esso), infatti, è incluso tra i diritti fondamentali dei bambini.

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Paola

Paola è un nome femminile italiano.

PAOLA: SCHEDA DEL NOME

Questa è la scheda del nome Paola di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo nome:

paola origine significato nome onomastico

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ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME PAOLA

Paola deriva dal soprannome latino “Paula”, che significa piccola. Si può intendere anche con il significato di umile, virtù particolarmente apprezzata nell’antichità.

ONOMASTICO DEL NOME PAOLA

L’onomastico si festeggia il 26 gennaio, giorno in cui la Chiesa Cattolica ricorda Santa Paola.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Paola è il rosso, mentre la pietra portafortuna è il Rubino.

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Questa scheda fa parte del progetto “Libro dei nomi” di Portale Bambini: una raccolta open source di nomi maschili e femminili completi delle loro schede illustrate da stampare. Ci auguriamo che queste schede possano essere donate a migliaia di bambini, aiutandoli a non dimenticare le proprie radici. Il diritto al nome (e alla conoscenza di esso), infatti, è incluso tra i diritti fondamentali dei bambini.

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La creatività si può insegnare

La creatività è contagiosa. Trasmettila“.
Albert Einstein

Oggi vogliamo proporti una breve riflessione sul ruolo che ciascuno di noi ha nella trasmissione della creatività. Forse avrai già letto la nostra pagina dedicata alla creatività e ai modelli che la psicologia ha provato a costruire in questi anni per descriverla.

Uno studio condotto dal Creativity Research Journal (potete leggerlo online, in lingua inglese) utilizzando il Test di Torrance, ha rilevato una vera e propria crisi della creatività: dal 1990 ad oggi, il pensiero creativo è in declino costante e progressivo.
I bambini sono sempre meno capaci di costruire pensieri propri, caratterizzati da originalità e fluenza.

Prendiamo, per fare un esempio, i disegni da colorare che trovi su Portale Bambini. Il disegno da colorare, con oltre un secolo di storia, riesce a dividere a metà artisti e educatori. C’è chi lo considera un classico esercizio creativo e chi invece lo ritiene un esercizio sterile, noioso e addirittura demotivante. Questo non dipende dal disegno in sé, che è solo un disegno, ma dall’attitudine mentale con cui lo guardiamo: finché nel nostro disegno vedrai solo una serie di forme da riempire, non si può certo parlare di esercizio creativo. Purtroppo, in molti contesti scolastici, domestici o di laboratorio, i disegni da colorare vengono utilizzati esclusivamente in questo modo, come schede da riempire.

Immagina però di utilizzare il disegno per dare vita ad una storia, ritagliando le varie figure ed incollandole su un nuovo foglio (magari arricchendolo con ulteriori dettagli, disegnati da noi). Ecco che l’esercizio stimola un gran numero di intelligenze e ciascuno potrà interpretarlo in modo a lui congeniale. Oppure, immagina di colorare il disegno utilizzando un solo colore: la creatività nasce anche dalla difficoltà, dai limiti (e in questo caso, l’esercizio consiste proprio nel mettersi un limite). In questo caso, la creatività è quasi forzata dalla necessità.

Come vedi, esistono tante possibilità di trasmettere la creatività, senza mai nominarla! L’importante, però, è lasciarsi alle spalle l’idea che la creatività non abbia bisogno di tecnica. Per poter creare, bisogna prima conoscere e saper fare. Anche questa consapevolezza è creatività. L’importante, appunto, è che sia consapevole: far riempire cinque tavole di colori per insegnare ad utilizzare i pennarelli è un esercizio ben diverso da far riempire cinque tavole di colori nella convinzione di far realizzare chissà che capolavoro creativo.

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