Blog

Sveva

Sveva è un nome femminile italiano.

SVEVA: SCHEDA DEL NOME

Questa è la scheda del nome Sveva di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo nome:

sveva origine significato nome onomastico

Vuoi stampare la scheda del nome SvevaClicca qui.

ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME SVEVA

Non esiste un’etimologia vera e propria per il nome Sveva. Il termine Svevo (e Sveva al femminile) è l’etonimo che indicava gli abitanti della Svevia, ovvero l’attuale Svezia.

Questo nome ha avuto una limitata diffusione anche grazie alla fama dello scrittore Italo Svevo.

ONOMASTICO DEL NOME SVEVA

L’onomastico del nome Sveva si festeggia l’8 settembre, giorno in cui la Chiesa Cattolica commemora la beata Sveva di Montefeltro, suora clarissa nota come Serafina Sforza.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Sveva è l’arancio, mentre la sua pietra portafortuna è l’Ambra.

SCOPRI I LIBRI DEI NOMI DI PORTALE BAMBINI

Questa scheda fa parte del progetto “Libro dei nomi” di Portale Bambini: una raccolta open source di nomi maschili e femminili completi delle loro schede illustrate da stampare. Ci auguriamo che queste schede possano essere donate a migliaia di bambini, aiutandoli a non dimenticare le proprie radici. Il diritto al nome (e alla conoscenza di esso), infatti, è incluso tra i diritti fondamentali dei bambini.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Salvatore

SALVATORE: SCHEDA DEL NOME

Questa è la scheda del nome Salvatore di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo nome:

salvatore origine significato nome onomastico

Vuoi stampare la scheda del nome SalvatoreClicca qui.

ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME SALVATORE

Salvatore è uno dei primi nomi legati alla devozione cristiana. Salvatore, infatti, è un nome che discende dalla figura di Gesù Cristo, Salvatore dell’umanità. Salvatore discende dal greco “Soter” (Σωτήρ), che significa appunto “salvatore”, “colui che salva”, termine con cui i primi cristiani si riferivano a Gesù.

ONOMASTICO DEL NOME SALVATORE

L’onomastico del nome Salvatore si festeggia il 18 marzo, giorno della Trasfigurazione di Gesù.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Salvatore è il rosso, mentre la sua pietra portafortuna è il Rubino.

SCOPRI I LIBRI DEI NOMI DI PORTALE BAMBINI

Questa scheda fa parte del progetto “Libro dei nomi” di Portale Bambini: una raccolta open source di nomi maschili e femminili completi delle loro schede illustrate da stampare. Ci auguriamo che queste schede possano essere donate a migliaia di bambini, aiutandoli a non dimenticare le proprie radici. Il diritto al nome (e alla conoscenza di esso), infatti, è incluso tra i diritti fondamentali dei bambini.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

I TRE PICCOLI GUFI

Ecco un semplice lavoretto autunnale per sperimentare l’uso di un tampone per colorare: si tratta di realizzare l’albero dei tre gufi, ispirato all’albo illustrato bestseller “I tre piccoli gufi” (Mondadori, 2013).

I TRE PICCOLI GUFI: ISTRUZIONI

Per cominciare si realizza lo sfondo. Prendi un foglio di carta o cartoncino nero e, utilizzando un pennarello indelebile bianco, realizza una scenografia essenziale che incornicerà i tre gufetti. Noi abbiamo optato per un ramo, la luna e qualche stella.

Adesso viene la parte più divertente: prendi un pon-pon e pinzane un’estremità con una molletta per il bucato; l’idea è quella di ottenere un tampone, da impugnare utilizzando la molletta come un manico. Intingi il tampone in poco colore a tempera bianco e picchiettalo sul foglio per realizzare i tre gufi. L’effetto dovrebbe essere una colorazione spugnata ed evanescente, che ricorda il piumaggio soffice dei gufi. Noi abbiamo fatto così:

Per ultimare il nostro lavoro, abbiamo realizzato gli occhi e il becco dei tre gufi con il cartoncino e li abbiamo incollati utilizzando la colla stick. Noi non ne avevamo più, ma se provate ad utilizzare il cartoncino (o la carta) gialla per gli occhi, il risultato sarà sbalorditivo.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

L’ALBERO CON I CAPPELLI DI GHIANDA

Ecco un semplicissimo lavoretto autunnale che si può realizzare a partire da un pugno di cappelli di ghiande.

L’ALBERO CON I CAPPELLI DI GHIANDA: ISTRUZIONI

Per realizzare questo lavoretto ti serviranno:

  • Un foglio di cartoncino da utilizzare come base;
  • Pennarello indelebile o altro strumento per disegnare la forma dell’albero;
  • Cappelli di ghiande;
  • Colla vinilica;
  • Colori a tempera;
  • Pennello.

Comincia realizzando la sagoma dell’albero. Noi abbiamo disegnato il tronco e i rami con delle semplici curve, utilizzando il pennarello indelebile. Puoi anche realizzare un tronco realistico, colorandolo con le matite e usando un foglio bianco come base. Ogni soluzione fantasiosa darà un risultato meraviglioso.

Poi, dovrai incollare i cappelli delle ghiande. Noi abbiamo usato la colla vinilica, aspettando qualche ora per lasciarla asciugare.

Ecco l’albero dopo aver incollato tutti i gherigli delle ghiande (e aver aggiunto qualche tocco di colore).

Per concludere il lavoro, sbizzarrisciti con i colori a tempera! Noi abbiamo utilizzato dei colori che ci ricordavano le giornate autunnali di Milano, ma è giusto che ciascuno dia fondo alle sua palette autunnali preferite.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

LE REGOLE A TAVOLA

Come ci si dovrebbe comportare a tavola? Dopo il successo delle regole di classe per la scuola dell’infanzia, abbiamo pensato di continuare a lavorare sul concetto di schede delle regole, parlando di bon ton.

LE REGOLE A TAVOLA

Anche a tavola ci sono alcune semplici regole da rispettare! Bisogna fare attenzione, però: se esageriamo, si rischia di trasformare il momento del pasto in una noia mortale. Secondo noi, dovremmo cercare di limitare le regole a tavola a quelle essenziali.

Vuoi stampare questa regola a colori? Clicca qui.

Vuoi stampare questa regola in bianco e nero? Clicca qui.

Vuoi stampare questa regola a colori? Clicca qui.

Vuoi stampare questa regola in bianco e nero? Clicca qui.

Vuoi stampare questa regola a colori? Clicca qui.

Vuoi stampare questa regola in bianco e nero? Clicca qui.

Vuoi stampare questa regola a colori? Clicca qui.

Vuoi stampare questa regola in bianco e nero? Clicca qui.

REGOLE A TAVOLA: SCHEDE DA PERSONALIZZARE

Ti vengono in mente altre regole? Aggiungi le tue regole di buona educazione a tavola, utilizzando queste schede vuote: puoi completarle come preferisci.

Vuoi stampare questa scheda a colori? Clicca qui.

Vuoi stampare questa scheda in bianco e nero? Clicca qui.

Vuoi stampare questa scheda a colori? Clicca qui.

Vuoi stampare questa scheda in bianco e nero? Clicca qui.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Ai bambini non bisogna urlare, ma parlare

Sulle urla, il pedagogista Daniele Novara ci ha scritto perfino un libro, “Urlare non serve a nulla” (BUR, 2014). Daniele Novara ci suggerisce che: “Il genitore efficace, sul piano dell’educazione, è quello che non si abbandona alla rabbia. Non si offende e non fa ritorsioni, non fa l’amicone dando quella confidenza che è pronto a ritirare violentemente alla prima occasione, non vuole trasformare e plasmare i figli a proprio piacimento”. L’urlo è la conseguenza naturale di questi comportamenti “scorretti”. L’urlo, piuttosto che una vera e propria strategia educativa, è una reazione emotiva esasperata.

Possiamo sintetizzare il pensiero del pedagogista con la massima: ai bambini non bisogna urlare, ma parlare. A patto di saper come fare. Evitare le urla non significa evitare le regole e i divieti, ma impostare una via diversa, quella delle regole non negoziabili.

Spesso leggiamo commenti in cui si sostiene che “i ragazzi di oggi non ascoltano e non obbediscono, urlare è l’unico modo per farsi ascoltare”. Noi non siamo d’accordo. Questa frase, solitamente, nasconde un passato fatto di concessioni e accondiscendenza. Le generazioni attuali sono sensibili ed intelligenti tanto quanto quelle che le hanno precedute; semplicemente, hanno imparato che l’autorità (dei genitori come degli insegnanti) può essere ignorata senza curarsi delle conseguenze. I nostri ragazzi non hanno bisogno di adulti urlanti, ma di adulti forti, fermi. Hanno bisogno di mamme, papà e maestre che una volta presa una decisione non tornino indietro per compassione. Hanno bisogno di regole. Hanno bisogno di un sistema rigido, che non concede sulla base dell’amore ma su quella del merito.

Fermezza: ecco il segreto per riuscire a parlare sempre, senza mai urlare. Puoi cominciare da questa riflessione sulle regole.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.