Il bambino: maestro d’amore

Tratto da: Maria Montessori, Il bambino in famiglia

Maestro d’amore

Il bambino ama l’adulto: ciò deve essere presente al nostro spirito. Diciamo: «Come l’adulto ama il bambino! come la madre ama il bambino!». Perfino della maestra si dice: «Come ama i bambini!». Dicono che bisogna insegnare ai bambini ad amare la madre, il padre, la maestra; bisogna insegnar loro ad amare tutto e tutti. E chi è questo maestro di amore, che vuole insegnare ai bambini ad amare? Colui che giudica capricci tutte le loro manifestazioni e che pensa alla propria difesa contro di loro? L’adulto non può diventare maestro d’amore senza un esercizio speciale e senza aprire gli occhi della coscienza, per vedere un mondo più vasto. Il bambino ama moltissimo l’adulto. Quando va a letto vuole sempre vicina una persona amata. E la persona amata dice: «Bisogna impedire questo capriccio: il bambino non deve prendere la cattiva abitudine di non sapersi addormentare senza una persona vicina». Oppure: «Il bambino vuol venire a tavola con noi, e piange se non lo si lascia, come se pretendesse che noi non mangiassimo!». Questa è la voce dell’adulto, senza amore per il bambino. […]

Il bambino che ama sveglia, non soltanto al mattino, il padre e la madre, che dormono troppo e spesso si addormentano nella vita! Tutti noi abbiamo la tendenza a dormire sulle cose e occorre un essere nuovo che ci svegli e ci tenga desti, con modi che non sono i nostri, qualche essere che agisca diversamente da noi e ogni mattino venga a dirci: «Guarda, c’è un’altra vita, vivi meglio». Vivere meglio, perché l’uomo andrebbe degenerando, e il bambino lo aiuta a salire. Se l’adulto non ne fa caso, si perde; a poco a poco si ricopre di una crosta dura e diventa insensibile.

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