La “contadinanza attiva” e l’importanza della natura

contadinanza

Avete mai sentito parlare di contadinanza? Vi offriamo la riflessione-definizione di Gianfranco Zavalloni, pedagogista e autore de “La pedagogia della lumaca“:

“È ormai giunto il tempo che s’inizi a usare anche quello di “contadinanza attiva”. Dal Vocabolario della lingua italiana nella versione Devoto-Oli ecco la definizione del sostantivo femminile “cittadinanza”: “Vincolo di appartenenza a uno stato, richiesto e documentato per il godimento di diritti e l’assoggettamento a particolari oneri”. A livello culturale, a partire dalla Rivoluzione francese, la parola cittadino è diventata sinonimo di “persona con pari e pieni diritti”. “Cittadinanza attiva” è oggi sinonimo di un coinvolgimento nella vita della propria comunità d’appartenenza, assumendo in questa un ruolo di responsabilità e facendo scelte di condivisione. Nel vocabolario non esiste invece il termine “contadinanza” e quindi nessuno ha mai parlato di “contadinanza attiva”. Esiste chiaramente il sostantivo maschile “contadino”, che sta per “chi lavora la terra, specificamente per conto di un padrone. In termini spregiativi: persona rozza e goffa”. Dobbiamo rovesciare questo clima culturale che, ancora oggi, è presente nel mondo scolastico. Essere abitanti o lavoratori della terra non è qualcosa di spregevole. Siamo tutti “contadini di questa terra” e abbiamo tutti “diritto alla contadinanza”.

La contadinanza, intesa come vincolo con la natura e con la terra, non significa tornare ad essere contadini, ma sentirci legati alla natura. Quest’ultima, infatti, offre a chi sa ascoltarla numerosi spunti di riflessione educativa.

In particolare, prendendoci cura di un orto:

  • Impariamo il valore dell’attesa: tutto arriva a chi sa aspettare ma la fretta è una pessima compagna;
  • Impariamo a conoscere il cibo, elemento fondamentale della nostra vita e cultura;
  • Impariamo a conoscere i legami tra natura, cibo e salute;
  • Riscopriamo una storia millenaria fatta di tradizione agricola: l’uomo nasce contadino e tutt’oggi non potremmo fare a meno dell’agricoltura;
  • Abbiamo la possibilità di sperimentare l’aria aperta e di scoprire coi sensi un orto: odori, sapori, sensazioni tattili, rumori.

L’introduzione degli orti didattici a scuola sta diventando realtà in un numero sempre crescente di istituti, ma ricordiamoci che la scuola non è l’unico attore: anche la famiglia dovrebbe incoraggiare esperienze di questo tipo, attraverso la realizzazione di micro-orti domestici o di una quantità maggiore di tempo trascorso nella natura.

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