Nell’ultimo decennio lo studio delle emozioni è letteralmente esploso: centinaia di studiosi hanno cercato di comprendere la natura delle emozioni, la loro funzione e le modalità attraverso le quali possiamo governarle al meglio. La scoperta più importante è quella legata alla brevità delle emozioni: un’emozione non dura a lungo nel tempo; possiamo sperimentarla per qualche secondo o al più per qualche minuto. Nessuna emozione dura giorni o settimane. Questa scoperta ha letteralmente rivoluzionato il campo del pensiero positivo e della felicità.

In un’intervista rilasciata per il Greater Good Magazine (rivista scientifica dell’Università di Berkeley, US), la dr. Barbara Fredrickson ha suggerito di applicare lo stesso principio dei micro-momenti emotivi alla vita in famiglia. L’amore, secondo la scienza, è molto diverso da quello romantico dell’immaginario collettivo: è un’emozione intensa e meravigliosa, ma ha vita breve. Anzi, brevissima!
Per trasmettere l’amore ai nostri bambini, dobbiamo imparare a cogliere l’attimo: l’amore nasce da un abbraccio, da uno sguardo pieno di calore e da un applauso durante una recita.
Quando viviamo uno di questi momenti, nel nostro cervello e in quello dei bambini si stabilisce una sorta di sincronia neurale: grazie ad una serie complessa di alterazioni biochimiche (in particolare, questi momenti di amore condiviso producono un incremento nella produzione di ossitocina), riusciamo a connetterci, diventiamo simili. L’effetto, secondo la Fredrickson, è la risonanza positiva: una condizione altamente benefica sia per i grandi che per i piccoli. Se riusciamo a stabilire una risonanza positiva, le nostre vite miglioreranno, dal punto di vista del benessere e della crescita personale.
Non dobbiamo dimenticare che le emozioni positive, ancor più che al benessere, sono legate alla crescita: quando le sperimentiamo, il nostro cervello si apre al mondo, è pronto per imparare.

Come possiamo coltivare questi momenti di amore e stabilire una risonanza positiva? Fortunatamente, i ricercatori hanno scoperto che non servono chissà quali prerequisiti: è sufficiente che grandi e bambini vivano in un ambiente sicuro e che ci sia un rapporto diretto (quindi bisogna essere in contatto, faccia a faccia, non dietro uno schermo). Ogni giorno abbiamo numerose occasioni per coltivare l’amore: basta prestare attenzione e cercarne qualcuna. Come abbiamo detto, si tratta di momenti fugaci: per questo è essenziale la presenza mentale, la capacità di cogliere l’attimo. Un sorriso reciproco, un bacio o un abbraccio sono tre esempi significativi.

Qual è la portata innovativa di queste scoperte? Rispetto a quanto si pensava in passato e al sentire comune, ci aiutano a collocare l’amore in una dimensione più umana. Chiedere a una mamma o ad un papà di coltivare l’amore e di dedicare la propria attenzione – in via esclusiva – ai propri bambini 24 ore su 24 non è realistico ma, soprattutto, rischia di innescare dei sensi di colpa, di generare frustrazione. Queste ricerche ci riportano con i piedi per terra: l’amore è questione di minuti, di un piccolo numero di occasioni quotidiane. Non serve essere supereroi per amare. Basta imparare ad apprezzare la vita e a cogliere l’attimo.
La nostra speranza è che questo messaggio sia di aiuto per i giovani genitori e che possa aiutare mamme e papà a vivere meglio – facendo pace con l’ansia di non fare abbastanza – e ad apprezzare questi micro-momenti.

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