Il territorio dell’Umbria è occupato dall’Appennino Umbro-Marchigiano; ai piedi delle montagne si trovano aree collinari molto estese.
In Umbria scorre il Tevere, il fiume più importante dell’Italia centrale, che attraversa la regione per tutta la sua lunghezza. Si trovano in Umbria anche il Lago Trasimeno, uno dei più grandi laghi italiani e la Cascata delle Marmore, una tra le cascate più alte d’Europa.
Il clima è di tipo continentale: gli inverni sono rigidi mentre le estati sono calde.
Economia
Settore primario: è poco redditizio, poiché il territorio è poco produttivo. Vengono coltivati cereali, legumi, girasoli e olive, ma la produzione è molto inferiore rispetto a quella ottenuta, ad esempio, nella Pianura Padana. I prodotti tipici di questa regione sono il tartufo nero, le noci e le lenticchie. Anche l’allevamento è praticato su tutto il territorio della regione; si allevano soprattutto suini, da cui si ricavano salumi tipici pregiati.
Settore secondario: sono presenti piccole industrie alimentari, tessili e cartiere su tutto il territorio. A Terni sono presenti grandi acciaierie e industrie siderurgiche. L’artigianato tipico viene prodotto e commercializzato su tutto il territorio regionale.
Settore terziario: il turismo è una delle attività principali della regione ed è legato alle città d’arte e alla religione (Assisi è la città natale di San Francesco, il cui culto è molto forte nella comunità cristiana).
Popolazione e amministrazione
In Umbria vivono circa 800.000 di persone. Il capoluogo della regione è Perugia. L’unica provincia oltre al capoluogo è Terni. La popolazione è concentrata soprattutto nelle città principali, mentre le aree collinari e montuose periferiche sono scarsamente abitate.
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L’Emilia Romagna è una regione italiana situata tra il Nord e il centro della penisola. La regione è suddivisa in due zone: l’Emilia, che occupa la parte a Ovest e la Romagna, che occupa la parte ad Est e che comprende tutta la fascia costiera affacciata sul Mare Adriatico.
Gran parte del territorio di questa regione è occupato dalla Pianura Padana. L’area a Sud è occupata dalle montagne dell’Appennino Tosco-Emiliano mentre verso il centro si trovano estese aree collinari.
Lungo il confine settentrionale dell’Emilia Romagna scorre il fiume Po. Altri fiumi importanti sono il Panaro e il Reno.
Le aree costiere sono basse, sabbiose e sono presenti lagune e paludi. In particolare, alla foce del Reno si trovano le Valli di Comacchio, un’area umida protetta a livello internazionale per via della flora e della fauna che la caratterizzano.
Il clima è di tipo continentale nelle aree pianeggianti e temperato lungo la riviera. Nonostante la presenza del mare, in inverno sono presenti venti freddi provenienti da Nord-Est che abbassano le temperature.
Economia
Il settore primario è molto sviluppato: l’Emilia Romagna è una delle regioni più avanzate dal punto di vista dell’agricoltura e dell’allevamento. Nella Pianura Padana sono presenti grandi coltivazioni intensive di mais, cereali, ortaggi (come i pomodori) e alberi da frutto. È praticato anche l’allevamento di suini e bovini, da cui si ricavano carne, latte e formaggio; in questa regione si produce il Parmigiano Reggiano, un formaggio pregiato esportato in tutto il mondo.
Anche il settore secondario è sviluppato: sono presenti industrie tessili, meccaniche e della ceramica.
Il turismo (settore terziario) è molto sviluppato nelle località costiere della riviera romagnola. Anche il commercio è fiorente in questa regione.
Popolazione e amministrazione
In Emilia Romagna vivono circa 4,5 milioni di persone. Il capoluogo della regione è Bologna; le altre provincie sono: Piacenza, Parma, Modena, Ferrara, Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini. La popolazione è concentrata soprattutto nelle aree pianeggianti e nelle città. L’appennino invece è scarsamente abitato.
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Le Marche sono una regione interamente collinare e montuosa. La zona interna, al confine con l’Umbria, è occupata dall’Appennino Umbro-Marchigiano, mentre i territori che scendono verso il Mare Adriatico sono collinari. Gli unici territori pianeggianti sono quelli lungo le coste, che sono basse e sabbiose.
I fiumi che scendono dall’Appennino verso il mare sono brevi e la loro portata è ridotta; nel tempo, questi corsi d’acqua hanno scavato profonde valli tra le montagne e le colline.
Il clima è mite lungo le coste, mentre è continentale nelle aree interne della regione.
Economia
Il settore primario è molto sviluppato: la pesca è l’attività principale ed è praticata in tutti i porti lungo la costa. L’agricoltura e l’allevamento invece sono praticati nelle aree collinari, dove si coltivano girasoli e cereali.
Il settore secondario è sviluppato: ad Ancona sono presenti cantieri navali e complessi industriali. Nella regione sono presenti anche piccole industrie artigianali, oltre ad alcune cartiere.
Il turismo (settore terziario) è piuttosto sviluppato, specialmente nelle località balneari lungo la costa. Anche le città d’arte come Urbino attirano ogni anno grandi quantità di turisti.
Popolazione e amministrazione
Nelle Marche vivono circa 1,5 milioni di persone. Il capoluogo della regione è Ancona; le altre provincie sono: Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino. La popolazione è concentrata soprattutto nelle aree urbane e lungo la costa. Le aree interne dell’Appennino Umbro-Marchigiano invece sono scarsamente abitate.
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La Toscana è una regione dell’Italia centrale, affacciata sul mare (Ligure e Tirreno). Appartengono alla Toscana anche le isole che fanno parte dell’Arcipelago Toscano: l’isola d’Elba, Capraia, Pianosa, l’isola del Giglio e l’isola di Montecristo.
La Toscana è una regione prevalentemente collinare; parte del territorio è occupato dall’Appennino Tosco-Emiliano mentre le pianure sono poche e di modesta estensione.
Sono presenti alcuni fiumi: il più importante è l’Arno, che bagna anche Firenze, capoluogo della regione. Altri fiumi toscani sono il Cecina e l’Ombrone. La costa affacciata sul Mar Tirreno è in prevalenza bassa e sabbiosa.
Il clima è mite nelle aree affacciate sul mare e continentale nel resto della regione.
Economia
L’agricoltura (settore primario) è praticata nelle aree collinari ed è specializzata nella produzione di frutti che crescono bene nell’ambiente collinare, come olive, uva e girasoli. In Toscana, come in Liguria, si coltivano anche piante e fiori ornamentali. L’allevamento è praticato perlopiù nella pianura della Maremma, dove si allevano bovini, ovini e cavalli.
Il settore secondario è ben sviluppato: sono presenti un gran numero di piccole industrie tessili e manifatturiere. Nelle città costiere sono presenti grandi cantieri navali e alcune industrie siderurgiche e metalmeccaniche. L’artigianato è un’attività tradizionale ed è sviluppato su tutto il territorio; si lavorano soprattutto cuoio, pelle, oro e ceramica.
Il turismo (settore terziario) è un’attività economica molto importante ed è particolarmente sviluppato nelle città d’arte, nelle località balneari e in quelle termali.
Popolazione e amministrazione
In Toscana vivono circa 3,7 milioni di persone. Il capoluogo della regione è Firenze; le altre provincie sono: Arezzo, Carrara, Grosseto, Lucca, Livorno, Siena, Piombino, Pistoia e Prato. La popolazione è concentrata soprattutto nell’area settentrionale della regione, dove le attività industriali sono più sviluppate.
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Il Trentino-Alto Adige è una regione italiana situata a Nord-Est, sull’arco alpino. Più del 75% del territorio è montuoso. Il paesaggio è quello tipico alpino, con lunghe catene montuose inframezzate da valli e laghi. Tra le catene montuose la più importante è quella delle Dolomiti, conosciute in tutto il mondo per la loro bellezza. I laghi più estesi sono: il Lago di Garda (che tocca anche Lombardia e Veneto), il Lago di Levico, il Lago di Caldonazzo, il Lago di Santa Giustina e il Lago di Molveno. Quasi tutti i laghi sono di origine glaciale. I fiumi più importanti sono: l’Adige, il Brenta, il Sarco e l’Isarco. Gli insediamenti umani si sono concentrati prevalentemente nelle valli. La popolazione complessiva della regione è di poco superiore a 1 milione di abitanti. Il Trentino-Alto Adige è una Regione Autonoma a Statuto Speciale ed è suddiviso in due provincie: la Provincia Autonoma di Trento (capoluogo Trento) e la Provincia Autonoma di Bolzano (capoluogo Bolzano). Le città più importanti sono: Trento, Bolzano, Merano, Rovereto, Bressanone. Nonostante l’ambiente difficile, l’agricoltura intensiva specializzata è molto sviluppata in Trentino-Alto Adige. Si producono mele, pere e uva. È praticato anche l’allevamento di mucche (bovini) e maiali (ovini), da cui si ricavano latte, formaggi e salumi. Dalle foreste si ricava legname, prevalentemente di conifere (pini, abeti, larici). La presenza di laghi e corsi d’acqua ha permesso inoltre di costruire numerose centrali idroelettriche per la produzione di energia. L’artigianato tipico (specialmente l’artigianato del legno) è praticato su tutto il territorio e sono presenti anche alcune attività industriali. Il turismo (sia invernale, legato agli sport sulla neve, che estivo) è tra le attività economiche più importanti della regione. Anche il commercio è ben sviluppato, grazie alla posizione strategica del Trentino-Alto Adige, situato lungo la via di comunicazione che porta dall’Italia all’Europa centrale. L’Alto Adige è una regione germanofona: la lingua più diffusa è il tedesco, nella variante locale del dialetto sudtirolese. Il Trentino invece è una regione italofona: la lingua prevalente è l’italiano, anche se sono molto diffusi i vari dialetti trentini.
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Poesie e filastrocche sull’autunno. In questo articolo abbiamo raccolto alcune tra le più belle poesie e filastrocche sull’autunno adatte ai bambini. Se state cercando un testo per la scuola dell’infanzia, vi consigliamo di cercarlo tra le filastrocche, mentre se state lavorando sul testo poetico alla scuola primaria vi consigliamo di dare un’occhiata alle poesie.
Se state cercando dei testi autunnali da dettare, vi consigliamo di cercarli tra i nostri dettati sull’autunno o all’interno della nostra raccolta di pensierini sull’autunno, dove troverete tante frasi, suddivise per livello e difficoltà ortografiche.
Filastrocche sull’autunno
In questo paragrafo troverete tante rime sull’autunno che abbiamo scritto per i bambini della scuola dell’infanzia e per il primo ciclo della scuola primaria. Si tratta di filastrocche autunnali semplici e brevi, adatte anche ai più piccoli.
La filastrocca del letargo è disponibile come minibook fai-da-te, realizzato in collaborazione con STABILO®. Il testo e la matrice si possono scaricare gratuitamente a questo link.
La zucca Alessia de Falco e Matteo Princivalle È tondeggiante, ha un grande pancione Può essere gialla, verde o arancione. La nonna da sempre la usa in cucina per farci il risotto o la minestrina. E per chi cerca un’idea più moderna? Si può trasformare in una lanterna!
Il fungo Alessia de Falco e Matteo Princivalle Stamattina, nel boschetto è spuntato un bel funghetto. Ha il cappello colorato: bianco e rosso, maculato. Sembrerebbe appetitoso, ma purtroppo è velenoso. Andrà meglio coi vicini, un gruppetto di porcini.
L’uva (indovinello) Alessia de Falco e Matteo Princivalle Siamo dolci fratellini, bianchi, neri, coi semini. Nella vigna siam cresciuti rotondetti e ben panciuti. Non ci puoi mangiare a spicchi perché siam dell’uva i …
Arriva l’autunno Alessia de Falco e Matteo Princivalle La volpe Violetta è molto agitata: la festa d’autunno va preparata! Non c’è più tempo, ha una gran fretta, così va a chiamare Cecilia, la civetta: «Cecilia cara, potresti aiutarmi? Son tutta sola qui ad affannarmi». L’amica risponde: «Ma certo che sì! dammi un istante e sarò lì.» Con foglie dorate fanno un festone, con zucca e castagne un buon minestrone, La coppia in un lampo finisce il lavoro e gli altri animali esclamano in coro: «Brava Cecilia! Brava Violetta! Ora siam pronti, l’autunno ci aspetta!»
Colori d’autunno Alessia de Falco e Matteo Princivalle È tempo del giallo, dell’ocra e del rosso, di gocce di pioggia che cadono addosso, di cieli azzurrini e di venticelli che soffiano forte tra i ramoscelli. È tempo di terra marrone e castagne, dei primi fiocchi sulle montagne. È la natura che cambia i colori come sui fogli fanno i pittori.
Filastrocca d’autunno Alessia de Falco e Matteo Princivalle Ehi Cuorfolletto! Il bosco è stregato: guarda le foglie, il colore han cambiato. Erano verdi sui rami marroni, adesso son gialle, rosse, arancioni. Non è magia, non è uno stregone: questo è l’autunno, la nuova stagione.
La danza delle foglie Alessia de Falco e Matteo Princivalle Ce n’è una marroncina, una verde e una giallina, una rossa un po’ ondulata, una arancio frastagliata: sono tante foglioline, danzan come ballerine, mentre il vento soffia piano e le rondini van lontano.
Novembre Alessia de Falco e Matteo Princivalle Novembre è arrivato. Che cosa ha portato? Pioggia, nebbia e vento. E per chi non è contento? Kiwi e zucche in quantità. Che delizia, che bontà!
Come fiori nel giardino (dedicata a chi non c’è più) Alessia de Falco e Matteo Princivalle Come fiori nel giardino i ricordi colorate e nel freddo novembrino il mio animo scaldate. Non so bene dove siate ma una casa sempre avrete nel mio cuore, lì abitate e per certo rimarrete.
Autunno Alessia de Falco e Matteo Princivalle Ricordi l’autunno? Ha foglie arancioni, porta la nebbia e castagne marroni. Ecco l’autunno, che strana stagione cade la pioggia, e si indossa il maglione.
Abbiamo scritto anche alcuni acrostici a partire dalla parola “autunno”, come quello che potete leggere qui sotto.
Autunno Alessia de Falco e Matteo Princivalle Aria fresca, Uva matura, Tramonti infuocati, Uccellini in partenza, Noci e castagne, Nebbia fitta: Ormai è autunno.
State cercando una poesia sull’autunno da leggere ai bambini della scuola primaria? In questo paragrafo abbiamo raccolto alcune tra poesie autunnali d’autore, ma adatte anche ai più piccoli. Troverete alcune poesie famose sull’autunno, come “San Martino”, accanto ad altri testi meno conosciuti ma ugualmente significativi.
San Martino (Giosuè Carducci) – La nebbia agl’irti colli piovigginando sale, e sotto il maestrale urla e biancheggia il mar; – ma per le vie del borgo dal ribollir de’ tini va l’aspro odor de i vini l’anime a rallegrar. – Gira su’ ceppi accesi lo spiedo scoppiettando: sta il cacciator fischiando sull’uscio a rimirar – tra le rossastre nubi stormi d’uccelli neri, com’esuli pensieri, nel vespero migrar.
Foglie gialle (Trilussa) – Ma dove ve ne andate, povere foglie gialle come farfalle spensierate? – Venite da lontano o da vicino da un bosco o da un giardino? E non sentite la malinconia del vento stesso che vi porta via?
Autunno (Emily Dickinson) – Sono più miti le mattine e più scure diventano le noci e le bacche hanno un viso più rotondo. La rosa non è più nella città. L’acero indossa una sciarpa più gaia. La campagna una gonna scarlatta, Ed anch’io, per non essere antiquata, mi metterò un gioiello.
Mattino d’autunno (Federico Garcia Lorca) – Che dolcezza infantile nella mattinata tranquilla! C’è il sole tra le foglie gialle e i ragni tendono fra i rami le loro strade di seta.
Ottobre (Luigi Santucci) – Ottobre, il tuo pennello dipinge i boschi e i prati. Pieno il mio cestello di grappoli dorati. – La castagna ed il fico sorridon tra le foglie: “Viva l’autunno, amico: siam di chi ci raccoglie”. – Passata è ormai l’estate, la rondin lascia il tetto. Già le prime fiammate guizzan nel caminetto. – Ottobre tutto d’oro ci dice: “Il tempo vola”. Ciascun torna al lavoro, e il bimbo torna a scuola.
La foglia morta (Arpalice Cuman Pertile) – Gemè la foglia: «Ramo natio per sempre addio! Il vento gelido lontan mi porta son cosa morta!» Ma il sole fulgido la carezzò la consolò Disse: «nel mondo tutto si muta non sei perduta! Forse sarai fiore gentile nel dolce aprile». Al suo destin la foglia andava e un fior sognava.
Sotto l’ombrello (Arpalice Cuman Pertile) – Oh, come piove! Sono contento, questo è il mio grande divertimento. Ora a passeggio vado bel bello sotto l’ombrello. Eccolo aperto: cupola tonda, pare una giostra lieve, gioconda, un capannino mobile e bello: viva l’ombrello! La pioggia crepita sui tesi spicchi, dai ferri gocciola con dei ripicchi: io resto asciutto ilare e bello sotto l’ombrello! Quanti si bagnano! fan compassione: io sto benissimo, arcibenone! Chi vuol venire? E’ grande e bello, sì, quest’ombrello!
Colori d’autunno (Renzo Pezzani) – Tempo d’uva, miracolo di Dio! La terra si spoglia tutta, la casa odora di frutta, il cielo piange d’addio! – Alla prima pioggia si è più soli, il muro si insanguina di rampicanti, sui giorni dorati come santi la rondine scrive gli ultimi voli.
Il castagno (Lina Schwarz) – Sotto il castagno, durante l’estate, fu una festa di bimbi e d’allegria. Che dolci ombre egli diede alle chiassate della garrula e vispa compagnia! – Or solitario, al gran cielo velato, nel deserto squallor delle campagne s’alza quel nudo tronco desolato. E i bimbi? … I bimbi mangian le castagne.
Autunno (Angiolo Silvio Novaro) – Vien l’autunno sospirando, sospirando alla tua porta sai tu dirmi che ti porta? – Qualche bacca porporina, nidi vuoti, rame spoglie, e tre gocciole di brina, e un pugnel di morte foglie.
La prima pioggia (Marino Moretti) – Scendon le gocce della prima pioggia che sui selciato ancor timida batte, mentre settembre lietamente sfoggia l’ardore delle sue bacche scarlatte. E le foglie chiacchierine parlano dell’autunno che ritorna e che sotto la pioggia fine fine di pampini e di bacche agile s’adorna
Vi è piaciuta la nostra selezione di poesie sull’autunno? Qui sotto troverete alcune domande e risposte utili a proposito di rime autunnali.
Cosa fa rima con autunno?
Alunno. Curiosamente è l’unica parola italiana (ad eccezione di “unno”, che però non è di grande utilità per comporre un testo poetico) che si può usare per formare una rima baciata con autunno.
Cosa fa rima con settembre?
Novembre e dicembre. Non ci sono altre parole italiane che fanno rima con settembre.
Cosa fa rima con ottobre?
Niente! Non ci sono altre parole italiane con questa desinenza.
Cosa fa rima con novembre?
Novembre e dicembre. Non ci sono altre parole italiane che fanno rima con settembre.
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