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Puzzle di Natale

In questa sezione potete trovare i nostri puzzle di Natale. Cliccate sui disegni o sui pulsanti colorati per stampare i file PDF da colorare. Scorrete la pagina per leggere le istruzioni.

Istruzioni

  • Stampate la matrice del puzzle.
  • Colorate i paesaggi.
  • Incollate il puzzle su un foglio di cartoncino per rendere le tessere più resistenti.
  • Ritagliate le 9 tessere seguendo le linee nere.
  • Mescolate le tessere e datele ai bambini, che dovranno ricomporre il puzzle.

Su portalebambini.it potete trovare tanti lavoretti creativi per bambini, adatti a sviluppare gradualmente la motricità fine e le competenze grafiche, artistiche e manuali dei più piccoli.

Dal 2020 i nostri lavoretti sono diventati più sostenibili: nei nostri tutorial impieghiamo esclusivamente carta e cartone; inoltre limitiamo al massimo l’impiego di colle e vernici, che incidono negativamente sulla possibilità di riciclare la carta. Non troverete più lavoretti che utilizzano plastica né lavoretti composti che mischiano insieme materiali diversi, producendo oggetti non riciclabili. È solo un piccolo gesto, ma per noi è molto importante: l’educazione è lo strumento più potente per tutelare la Terra e costruire un futuro sostenibile.

IDEE REGALO PER NATALE:

Facciamo l’albero insieme?
Età di lettura: da 3 anni
€ 16,50 € 15,68

Centopiedi va a scuola
Età di lettura: da 3 anni
€ 16,00 € 15,20

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Cuorfolletto e i suoi amici
Età di lettura: da 3 anni
€ 18,00 € 17,20

libri cuorfolletto e i suoi amici

TORNA A:

Attenzione: queste immagini sono protette da copyright. Riprodurle sul web – compresi i social network – senza la nostra autorizzazione scritta è vietato ai sensi di legge. È sempre permessa la stampa per uso personale (es. per colorare) e per uso didattico (es. esercizi in classe).

Tag: puzzle di Natale

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Poesie e Filastrocche per il Giorno della Memoria

In questa sezione abbiamo raccolto tante poesie per il Giorno della Memoria per i bambini della scuola primaria.

Poesie per il Giorno della Memoria

Se questo è un uomo

Primo Levi

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Lettera di un preside agli insegnanti della sua scuola

Citata in: Haim Ginot, Bambini e maestri, Garzanti, 1973

Caro collega,
sono un sopravvissuto dì un campo di sterminio.
I miei occhi hanno visto cose
che nessuno dovrebbe mai vedere:
camere a gas costruite da ingegneri specializzati,
bambini avvelenati da medici colti,
lattanti soppressi da infermiere provette,
donne e bambini fucilati e bruciati
da gente diplomata e laureata.
L’istruzione, perciò, mi insospettisce.
E vi chiedo: aiutate i vostri alunni a diventare umani.
I vostri sforzi non devono mai produrre mostri eruditi,
psicopatici sapienti, o dotti Eichmann.
La lettura, la scrittura e l’aritmetica
sono cose importanti soltanto
se servono a rendere i nostri figli più umani.

Aprile

Anna Frank

Prova anche tu,
una volta che ti senti solo
o infelice o triste,
a guardare fuori dalla soffitta
quando il tempo è così bello.
Non le case o i tetti, ma il cielo.
Finché potrai guardare
il cielo senza timori,
sarai sicuro
di essere puro dentro
e tornerai
ad essere Felice.

Per non dimenticare

Gina Tota

Un giorno fummo presi
da uomini di ghiaccio
e portati lontani dal sole.
Non un frammento di luce,
lasciarono nei nostri cuori
in silenzio, camminavano
i nostri sogni e, fu così che,
diventammo dei numeri, delle ombre,
mucchi di tenebre.
Poi leggeri leggeri, uscimmo
da alti camini.

TORNA A:

Tag: poesie giorno della memoria, poesie sul giorno della memoria, poesie per il giorno della memoria, filastrocche per il giorno della memoria, filastrocche sulla memoria

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Immacolata

Immacolata è un nome di origine latina che significa “senza macchia”.

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La leggenda della Befana

Tanto tempo fa, tre saggi partirono dal lontano Oriente: erano i Magi, diretti a Betlemme per rendere omaggio al bambino Gesù, appena nato. Il loro viaggio fu lungo e faticoso: attraversarono pianure sconfinate e fiumi impetuosi, montagne impervie e deserti roventi.

Una sera, i tre saggi bussarono a una casetta lungo la strada, in cerca di ospitalità. Fu una donna ad aprire la porta: una ragazza bellissima, che viveva da sola. Non chiese nulla ai tre stranieri, ma li accolse e servì loro una cena coi fiocchi. Poi, preparò tre stuoie nella sala accanto al focolare e li ospitò per la notte.

Il mattino seguente, i Magi ripartirono, dopo aver ricompensato la ragazza per la sua ospitalità.
“Dove andate con tanta fretta?”
“Andiamo a salutare il bambino Gesù”.
“Come lo troverete?”
“Seguiamo la sua cometa. Vuoi unirti a noi?”
“Vorrei, ma devo finire le faccende di casa; poi partirò anch’io”.
La ragazza tornò dentro e riprese i suoi lavori; quando finì, i tre saggi erano già partiti.
Così prese un sacco pieno di uva passa, frutta secca e dolci e si mise in viaggio verso Betlemme. Quando arrivò, scoprì che il bambino Gesù non c’era più: la sua famiglia era scappata, per sfuggire al re Erode che voleva uccidere il neonato.

La delusione della ragazza fu grande. Ormai la stella cometa era scomparsa: come avrebbe potuto trovare il bambino Gesù? Ad ogni modo, non si scoraggiò: prese il sacco e si mise in viaggio. A ciascun bambino che incontrava lungo il cammino distribuiva qualche dolce, nella speranza che fosse Gesù. Quella ragazza ormai è una vecchina, ma il suo viaggio non è ancora finito: continua ad attraversare i paesi del mondo donando i suoi dolci ai bambini, nella speranza di incontrare un giorno il Figlio di Dio.

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Il Bruco Mangianoia e il fiocco di neve

Testo di: Alessia de Falco e Matteo Princivalle

C’era una volta un fiocco di neve. Rimaneva guardingo al riparo nella sua nuvoletta, mentre i suoi fratelli si lanciavano nel cielo del Nord, vorticando fino a raggiungere il suolo.
“Pistaaa! Mi butto”, urlava il fiocco accanto a lui, pronto a lanciarsi in una nuova avventura.
“Arrivooo!” gli faceva eco un altro.
“Ehi tu, perché non vieni con noi?” chiedevano i suoi amici prima di lanciarsi.

Ma il fiocco non aveva nessuna intenzione di muoversi.
“Io resto qui, sto così bene nella mia nuvoletta”.

Come dargli torto del resto: mai lasciare il certo per l’incertezza, dicevano le nonne. Eppure il fiocco di neve non era felice: desiderava tanto scoprire cosa facevano i suoi amici una volta caduti a terra. Tuttavia, ogni volta che provava a lanciarsi, veniva assalito dai dubbi:
“E se mi sciogliessi prima di arrivare?
E se il vento mi spazzasse via?
E se mi accadesse qualcosa di brutto?”

Tutti questi “se” paralizzavano il fiocco che, alla fine, rimase solo. Tutti i suoi fratelli erano scesi sulla Terra e formavano una coltre di neve scintillante. Tra le spire soffici della nuvola era rimasto soltanto lui; ad un certo punto, la nuvola, perse la pazienza e lo rimproverò: “Ti sbrighi a scendere? Io sto aspettando te. Devo partire per  l’Asia, insieme alle mie amiche: sarà un lungo viaggio, non posso rimanere qui per sempre”.

Il fiocco di neve scoppiò a piangere. “Io…, io…, io HO PAURA”.
La nuvola cambio tono e con parole dolci gli disse: “So chi può aiutarti”. Poi mandò a chiamare il Bruco Mangianoia, che arrivò su un tappeto magico, fatto di aghi di abete.

La nuvola gli spiegò la situazione e, dopo aver ascoltato attentamente, il bruco disse al fiocco di neve: “Amico, non ti devi preoccupare. Tutti abbiamo paura, fa parte della vita. Quello che non conosciamo ci spaventa, sarebbe strano il contrario. Però ho un rimedio”.
E, così dicendo, porse al fiocco di neve uno strano oggetto.

“Questa è la macchina Tornaindietro: ti permetterà di tornare dov’eri, se il posto in cui ti troverai non dovesse piacerti. Non presto volentieri questa macchina, ma il tuo è un caso molto particolare. Adesso lanciati e, se il viaggio non ti piacerà, torna indietro”.

Il fiocchetto di neve  non aveva nulla da perdere nel provare quel marchingegno: avrebbe potuto lanciarsi come i suoi amici, dare un’occhiata in giro e poi decidere. Armato di tanta speranza si lanciò dalla sua nuvoletta, e ciò che vide fu meraviglioso: l’aurora boreale illuminava l’orizzonte, la neve ammantava di bianco la terra e i suoi amici lo aspettavano. Si lasciò la paura alle sue spalle e scivolò piano sugli altri fiocchi, che avevano già formato uno spesso manto di neve.

La magia dell’inverno fu breve, ma così straordinaria che il fiocco di neve non pensò nemmeno per un istante di usare la macchina Tornò indietro: cadde felice, sapendo che – o forse no – quell’attimo di felicità valeva più di qualsiasi altra cosa.

Leggete anche:

I nostri libri:

I racconti del beija-flor

Età di lettura: da 6 anni
€ 16,00

Fiabe d’inverno

Età di lettura: da 5 anni
€ 4,58

Racconti di Natale

Età di lettura: da 5 anni
€ 7,29

Le nostre storie:

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Nonno Gelo e la sua sposa

Nonno Gelo e la sua sposa è una fiaba russa, adatta ai bambini da 5 anni in su. Nonno Gelo è un personaggio della tradizione, che porta i doni ai bambini buoni il 6 gennaio. Simile nell’aspetto a Babbo Natale, si differenzia per il colore dei suoi vestiti (sono blu anziché rossi).

Nonno Gelo e la sua sposa

Testo a cura di: Alessia de Falco e Matteo Princivalle

C’era una volta un contadino, che aveva una splendida bambina di nome Mira. Un giorno sua moglie si ammalò e morì; l’uomo, rimasto solo, si risposò con un’altra donna ma fu un terribile errore! La nuova moglie era malvagia e detestava Mira, poiché era molto più bella e graziosa delle sue sorellastre: costringeva la bambina a cucinare, a pulire i pavimenti e a prendere l’acqua alla fonte e la faceva dormire in cantina. Il contadino voleva bene a sua figlia, ma non aveva il coraggio di ribellarsi alla sua nuova moglie.

Un giorno la donna chiamò il contadino e gli disse: “Domani troveremo un marito per Mira. All’alba, prepara la slitta e fatti trovare davanti alla porta di casa. Ti dirò dove portarla”. L’uomo fece ciò che le aveva ordinato la moglie e la mattina seguente, al sorgere del Sole, svegliò Mira e preparò la slitta.

“Chi prenderà Mira come moglie?” chiese il contadino.
“Nonno Gelo”, rispose sua moglie. “D’inverno è l’uomo più ricco e potente della Terra; è il marito adatto a Mira, non c’è dubbio”.
La bambina scoppiò a piangere: era certa che sarebbe morta di freddo accanto a un uomo come Nonno Gelo.

Il contadino caricò sua figlia sulla slitta e partì: attraversò i campi coperti di neve, superò un lago ghiacciato e oltrepassò un bosco, poi si fermò nella radura. L’uomo fece scendere Mira e le disse: “Siamo arrivati. Nonno Gelo abita in questo bosco. Aspettalo qui, figlia mia. Buona fortuna!”; poi girò la slitta e tornò indietro, verso casa.

La bambina si strinse nel suo cappotto consumato e aspettò, finché non sentì dei passi nella neve. Era nonno Gelo, avvolto nella sua giacca blu orlata di pelliccia morbida; era alto e la lunga barba bianca gli copriva la pancia.

“Buongiorno Mira” la salutò Nonno Gelo. “Ti stavo aspettando”.
La bambina chinò il capo, in segno di rispetto.
“Hai freddo, bambina?”
“Niente affatto”, rispose Mira; “il mio cappotto mi tiene al caldo”.
Nonno Gelo si avvicinò: l’aria diventò così fredda che sul nasino di Mira si formò un piccolo ghiacciolo di neve.
“E adesso? Hai freddo?”
“No signore, sto benissimo”, rispose Mira, che non voleva contrariare il suo futuro marito.
Nonno Gelo si avvicinò ancora e si fermò a un palmo dal viso della bambina. L’aria diventò così fredda che Mira rimase quasi congelata.
“E ora? Fa freddo?”
Mira scosse la testa, perché non riusciva più a parlare.

Nonno Gelo sì addolcì, avvolse Mira in una pelliccia soffice e calda, e rimase con lei finché non si fu addormentata.
Il giorno seguente, la moglie del contadino gli disse: “Va’ a vedere come sta Mira”. La donna era certa che la bambina fosse morta per il freddo, ed era proprio quello il suo piano.
Ma quando l’uomo arrivò nella radura, trovò Mira avvolta nella pelliccia, con una corona di diamanti sulla testa e un baule pieno d’oro e di gemme accanto a lei. Era un regalo di Nonno Gelo.

Quando la matrigna la vide tornare a casa in quel modo, andò su tutte le furie.
“Daremo come spose a Nonno Gelo anche le mie due figlie”, esclamò. Poi prese la slitta e partì insieme alle sorellastre di Mira: attraversarono i campi coperti di neve, superarono un lago ghiacciato e oltrepassarono un bosco, poi si fermarono nella radura.

“Speriamo che il vecchio arrivi puntuale”, disse la più giovane delle due ragazze.
“Che sciocchezza, sposare un bacucco come quello”, ribatté la più grande.

Quando arrivò Nonno Gelo, le ragazze lo presero a male parole: “Ti sembra educato farci aspettare qui nella neve?” “Sei forse impazzito?”

“Avete freddo ragazze?” chiese alle sorelle.
“Freddo? Stiamo congelando e tu sei un vecchio pazzo. Scaldaci, su”.

Nonno Gelo si avvicinò.
“Va meglio?” domandò.
“Meglio? Siamo blu per il freddo. Sbrigati ad accendere un fuoco”.

Nonno Gelo, a quelle parole, fece ancora qualche passo, poi soffiò sulle due ragazze.
“Adesso siete contente?”
Ma le due sorelle non risposero: infatti si erano trasformate in due statue di ghiaccio, insieme alla madre, che era dietro di loro.

Da quel giorno, il contadino e Mira vissero felici; ogni tanto, la bambina andava nella radura per salutare Nonno Gelo, e ogni volta tornava con un forziere pieno di doni.

Leggete anche:

I nostri libri:

I racconti del beija-flor

Età di lettura: da 6 anni
€ 16,00

Fiabe d’inverno

Età di lettura: da 5 anni
€ 4,58

Racconti di Natale

Età di lettura: da 5 anni
€ 7,29

Le nostre storie:

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