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Petra

Petra è un nome femminile italiano.

PETRA: SCHEDA DEL NOME

Questa è la scheda del nome Petra di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo nome:

petra origine significato nome onomastico

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ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME PETRA

Petra è la forma femminile del nome Pietro. Deriva dal greco “Petros”, che significa roccia, pietra. Anche se poco usata, esiste anche la forma Pietra.

ONOMASTICO DEL NOME PETRA

L’onomastico si festeggia il 29 giugno, in memoria di San Pietro.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Petra è il giallo, mentre la pietra portafortuna è il Diamante.

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Questa scheda fa parte del progetto “Libro dei nomi” di Portale Bambini: una raccolta open source di nomi maschili e femminili completi delle loro schede illustrate da stampare. Ci auguriamo che queste schede possano essere donate a migliaia di bambini, aiutandoli a non dimenticare le proprie radici. Il diritto al nome (e alla conoscenza di esso), infatti, è incluso tra i diritti fondamentali dei bambini.

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Insegniamo ai ragazzi a non promettere quel che non possono mantenere

Oggi ti proponiamo un breve pensiero su quel che si promette, cominciando da qui:

L’uomo nobile d’animo proverebbe vergogna a promettere più di quanto sia realizzabile“.
Confucio

Quanti di noi pesano davvero le promesse che fanno? Le parole di Confucio dovrebbero indurre alla riflessione più d’una persona: sono un valido insegnamento per uomini politici e dei media, ma anche per il genitore comune. Le parole che usiamo, specialmente le parole promesse, sono come l’acqua versata: non si possono rimettere nel secchio, sono perdute per sempre. Ecco perché, Confucio, proponeva una via per la nobiltà fatta di azione: “l’uomo nobile d’animo preferisce essere lento nell’esprimersi e diligente nell’agire. Prima pratica quanto sta per dire, poi si esprime“.

In famiglia, ma anche a scuola, capita spesso di sentire parole gettate al vento: promesse che non verranno mai realizzate, fatte unicamente con la speranza che il nostro interlocutore le dimentichi al più presto (“domani compreremo quel gioco”, “andremo di qua”, “andremo di là”). Alla prova dei fatti, sono parole innocue, di solito. Eppure, questi atteggiamenti fanno crescere dentro di noi e dentro l’animo dei bambini l’idea che le parole si possano utilizzare e spendere a caso, che non abbiano importanza.

Prendiamo esempio da Confucio e dal suo pensiero: scegliamo di parlare di meno e di agire di più, ma soprattutto, impegniamoci a parlare con coerenza, senza promettere quel che sappiamo di non poter mantenere.

FONTI

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I tre sarti

i tre sarti

Hai mai letto qualcosa a proposito del qui e ora? Pensare al momento presente e allo spazio presente è un requisito essenziale per ritrovare la calma e la serenità. Infatti, la gioia non si può proiettare nel futuro: si deve vivere nel presente, istante per istante. Per apprendere al meglio questa lezione, ti proponiamo una breve storiella

I TRE SARTI

Una volta, tre sarti aprirono le loro botteghe, tutte e tre nella stessa strada. Naturalmente, ciascuno di loro desiderava accaparrarsi più clienti degli altri due. Il primo sarto decise di appendere un grande cartello di legno, con la scritta: “SONO IL MIGLIOR SARTO DELLA PROVINCIA”. Il secondo sarto, passando davanti alla bottega vide il cartello e si disse: “Devo far meglio del primo”. Così prese un cartello ancora più grande e lo decorò con degli smalti preziosi. Poi scrisse: “SONO IL MIGLIOR SARTO DI TUTTO IL PAESE”.

Il terzo sarto, passando davanti alle botteghe dei colleghi vide i cartelli e si mise a pensare. “Per far meglio di loro, dovrei scrivere di essere il miglior sarto del mondo. Ma come posso affermare una cosa del genere?” Il sarto ci pensò a lungo, poi decise di appendere un piccolo cartello. Tutti i clienti della strada, senza pensarci due volte, andarono proprio dal terzo sarto. Ma cos’aveva scritto quell’uomo di tanto convincente? Sul cartello, senza smalti né ornamenti, c’era scritto: “SONO IL MIGLIOR SARTO DI QUESTA STRADA”.

Il successo del terzo sarto è dovuto al fatto che il suo messaggio era sincero, modesto e rivolto al qui ed ora: invece di fare proclami altisonanti, ha scelto di scrivere un messaggio rivolto proprio agli uomini di quella strada. Così si è guadagnato la loro fiducia.

FONTI

Yu Dan, La vita felice secondo Confucio, Longanesi, 2006

 

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Un genitore saggio lascia che i figli commettano errori

Un genitore saggio lascia che i figli commettano errori. Una volta ogni tanto, è bene che si brucino le dita“.
Mahatma Gandhi

Chi di noi non cerca di tutelare i propri figli dal dolore e dalla fatica? Eppure, sono proprio i piccoli dolori e le piccole fatiche dell’infanzia il motore dell’educazione. Un ragazzo che cresca senza aver mai sperimentato queste due componenti della vita sarà una scultura di cristallo, perfetto nella sua assoluta fragilità.

Ma noi, cosa dovremmo fare? Semplicemente, osservare: un educatore è principalmente un osservatore silenzioso, pronto ad intervenire solo di fronte a un pericolo potenzialmente letale. A parole è semplice, ma nei fatti? La verità è che tutte e tutti noi, chi più e chi meno, siamo diventati iperprotettivi e ansiosi. È naturale: è la società dell’informazione. Siamo informati sui pericoli a tal punto che faremmo vivere i nostri figli dentro una bolla, per metterli al riparo.

Un buon consiglio educativo, allora, diventa quello di allenarti a non fare: di fronte a una situazione in cui interverresti in supporto o in difesa dei tuoi figli, chiediti se quell’azione sia davvero necessaria. Prova ad usare il metodo 10 10 10 per analizzare le conseguenze del tuo intervento e del tuo non-intervento. E ricordati che il vero coraggio, in educazione, non è dare ma togliere.

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Elio

Elio è un nome maschile italiano.

ELIO: SCHEDA DEL NOME

Questa è la scheda del nome Elio di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo nome:

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ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME ELIO

Elio è un nome di origine greca. Deriva da “Helios”, che in greco indica sia il Sole sia la divinità del Sole.

ONOMASTICO DEL NOME ELIO

L’onomastico si festeggia il 28 ottobre in memoria di Sant’Elio.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Elio è il giallo, mentre la sua pietra portafortuna è il Diamante.

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Il ragazzo e lo steccato di bambù

Oggi vi proponiamo una breve lettura per riflettere sugli effetti delle nostre azioni sugli altri. In rete, questa storiella viene spesso attribuita a Confucio. Yu Dan, studiosa e divulgatrice della letteratura cinese di fama internazionale, ha smentito questa ipotesi, confermando però che il messaggio è perfettamente allineato al pensiero confuciano.
Si tratta di un racconto breve che potresti leggere a casa e a scuola. Il linguaggio e i concetti che esprime sono adatti anche ai bambini.

IL RAGAZZO E LO STECCATO DI BAMBÙ

C’era una volta un ragazzino che aveva un pessimo carattere: a casa urlava e sbraitava, il suo umore era pessimo e ragionare con lui era impossibile. Il padre, deciso a rimediare a questa situazione, una mattina lo portò nel giardino di casa, che era recintata da uno steccato di bambù.

“Figlio mio, d’ora in avanti, ogni volta che ti comporterai male con qualcuno di noi, verrai qui e pianterai un chiodo nello steccato. Tra qualche tempo, vedremo quanti chiodi avrai piantato”. Il ragazzo acconsentì: non gli sembrava una punizione tanto terribile. Così, ogni volta che i suoi schiamazzi disturbavano la madre, o che le sue male parole ferivano qualcuno, eccolo lì a piantare un chiodo. Ma dopo un solo giorno, lo steccato era già pieno di chiodi e il ragazzo se ne vergognò.

“Capisci perché devi imparare a controllarti?” chiese il padre “Facciamo così: se eviterai di comportarti male per un giorno intero, potrai togliere uno dei chiodi che hai piantato nello steccato”. Al ragazzo sembrava una sfida difficilissima ma si impegnò duramente e giorno dopo giorno, riuscì ad estrarre la maggior parte dei chiodi dallo steccato. Il suo comportamento era molto migliorato e a casa erano tutti felici di lui.

Finalmente, arrivò il giorno in cui il ragazzo tolse l’ultimo chiodo rimasto nello steccato. “Papà, papà, corri! Non ci sono più chiodi. Ho imparato a controllarmi”. Il padre si avvicinò a lui e gli disse: “Sei stato molto bravo. Osserva lo steccato figliolo: i chiodi sono scomparsi, ma i buchi che hanno aperto nel legno rimarranno per sempre. Ogni volta che con il tuo comportamento hai ferito un familiare o offeso un amico, hai aperto un buco nel suo cuore. Una volta tolto il chiodo puoi scusarti, ma il buco resterà aperto per sempre. Capisci perché a casa eravamo tanto preoccupati per te?”.

AUDIOFIABA

BIBLIOGRAFIA
Yu Dan, La vita felice secondo Confucio, Longanesi, 2006

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