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FARFALLE DI CARTA CON PIEGA A FISARMONICA

FARFALLE DI CARTA CON PIEGA A FISARMONICA

Per cominciare, colora un foglio di carta A4 con il motivo che preferisci. Noi abbiamo intrecciato delle semplici linee curve.

Ritaglia dei triangoli a partire dal foglio colorato:

Adesso piega ciascun triangolo a fisarmonica, cominciando da un angolo e fino ad arrivare all’altro.

Ecco il triangolo completamente piegato a fisarmonica:

Adesso, piega a metà la striscia di carta su se stessa, come nella foto:

Utilizza la graffettatrice per fermare la carta in alto:

Ripeti il procedimento con un altro triangolo di carta; per ottenere il risultato finale, dovrai unire due ali. Una volta che anche la seconda ala sarà pronta, accosta le due estremità (quelle che hai fermato con la graffetta) e uniscile insieme con un’ulteriore graffetta. Poi, ritaglia il corpo della farfalla nel cartoncino colorato e incollalo in prossimità del punto di giuntura delle ali:

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FARFALLE DI CARTA

Le farfalle sono un soggetto molto interessante da riprodurre: non è un caso che siano utilizzate per realizzare decine di lavoretti creativi diversi. Tra i più semplici troviamo l’origami farfalla e la realizzazione delle farfalle di carta, di cui ci occuperemo in questa guida.

FARFALLE DI CARTA

Il primo modello è quello più intuitivo: è sufficiente piegare a metà un foglio di carta o cartoncino colorato e disegnare metà della sagoma della farfalla. Successivamente si ritaglia il cartoncino: si otterrà una farfalla perfettamente simmetrica.

farfalle di carta istruzioni e modelli

Ecco come disegnare la farfalla: bisogna realizzare solo metà del nostro simpatico insetto. Questo è un modello più complesso, adatto a chi vuole giocare con le forbici o con il cutter:

farfalle di carta

Ed ecco il risultato finito e decorato con un pennarello:

Ci sono poi queste semplicissime farfalle realizzate con dei triangoli di carta. A loro abbiamo dedicato una guida a parte, con le foto di ciascun passaggio: farfalle di carta con piega a fisarmonica.

Infine, puoi realizzare delle simpatiche farfalle con la carta velina e gli scovolini per pipe colorati. Ti baserà disegnare la sagoma delle ali sulla carta velina, ritagliarle e poi fermarle al centro arrotolando uno scovolino colorato.

farfalle di carta

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Guido

Guido è un nome maschile italiano.

GUIDO: SCHEDA DEL NOME

Questa è la scheda del nome Guido di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo bellissimo nome:

guido origine significato nome onomastico

Vuoi stampare la scheda del nome Guido? Clicca qui.

ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME GUIDO

Guido è un nome di origine germanica. Deriva dal nome “Wido”, che contiene la radice “Wid-“, che significa legno, oppure bosco. È dunque un nome che richiama alla natura silvestre.

ONOMASTICO DEL NOME GUIDO

L’onomastico si può il 2 giugno, in ricordo di San Guido, vescovo di Acqui, il 6 gennaio in ricordo di San Guido vescovo di Auxerre o il 5 novembre in memoria di San Guido Maria Conforti.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Riccardo è il rosso, mentre la pietra portafortuna è il Rubino.

SCOPRI I LIBRI DEI NOMI DI PORTALE BAMBINI

Questa scheda fa parte del progetto “Libro dei nomi” di Portale Bambini: una raccolta open source di nomi maschili e femminili completi delle loro schede illustrate da stampare. Ci auguriamo che queste schede possano essere donate a migliaia di bambini, aiutandoli a non dimenticare le proprie radici. Il diritto al nome (e alla conoscenza di esso), infatti, è incluso tra i diritti fondamentali dei bambini.

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LA STRAORDINARIA TEORIA DI REUVEN FEUERSTEIN

feuerstein

Reuven Feuerstein è conosciuto in tutto il mondo per il suo metodo e per la sua teoria della modificabilità cognitiva strutturale. Ma cosa si nasconde dietro i suoi studi? La certezza che tutti, ma proprio tutti, possiamo diventare intelligenti.

Se riesci ad offrire una certa tipologia di stimoli in condizioni ben determinate, questi sono in grado di modificare il cervello. La modificabilità cognitiva strutturale è capace di andare oltre le comuni barriere al cambiamento, come i periodi critici dello sviluppo e le condizioni di disagio. Non ci sono barriere insormontabili, proprio per via della stretta connessione tra plasticità neurale e interventi di modificabilità cognitiva“.
Reuven Feuerstein

Feuerstein non è certo un intellettuale da salotto: nato in Romania negli anni venti, ha vissuto le leggi razziali, la deportazione e il viaggio verso Israele, dove ha cominciato a lavorare con bambini e ragazzi che avevano sopportato gli orrori della guerra e della Shoa. Quando cominciò a diffondere le sue teorie, parte della comunità scientifica si rifiutò di dargli credito. Eppure aveva ragione e le neuroscienze moderne lo hanno dimostrato.

Se un tempo il funzionamento cognitivo era considerato come un limite, oggi abbiamo ragionevoli prove a favore di una teoria della modificabilità. Un individuo può avere difficoltà a cambiare, ma se riusciamo a trovare un modo per comunicare con lui, per raggiungerlo, possiamo incoraggiarlo a cambiare, a modificarsi. In questo modo, quell’individuo “funzionerà meglio”, diventerà migliore. La lezione di Feuerstein, insomma, riguarda tutti noi: possiamo scegliere di nasconderci dietro i nostri limiti, costruendo barriere, o diventare agenti del cambiamento.

Di confini non ne ho mai visto uno. Ma ho sentito che esistono nella mente di alcune persone“.
Thor Heyerdahl

 

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I REGALI? EDUCANO AL MATERIALISMO

gentilezza e materialismo

La riflessione di oggi nasce da uno studio di qualche anno fa, che si concentrava sulla relazione che intercorre tra i regali ricevuti dai genitori e il materialismo dei figli, una volta diventati adulti. Lo studio si intiola “Material Parenting: How the Use of Goods in Parenting Fosters Materialism in the Next Generation” (2015, Marsha L. Richins Lan Nguyen Chaplin). Puoi leggerlo gratuitamente online, in lingua inglese.

Da sempre sosteniamo che l’educazione dovrebbe essere immateriale, fatta di affetto e tempo donato (sì, anche di regole): questa ricerca ha offerto solide basi scientifiche a questo pensiero. I ricercatori hanno dimostrato che i bambini cresciuti in una famiglia che tende a ricompensarli esclusivamente attraverso regali e beni materiali, una volta adulti, daranno una grande importanza ai beni materiali e tenderanno a riprodurre lo schema appreso dai propri genitori.

Lo studio offre una prospettiva interessante ai genitori: sforzarsi di rendere felici i propri figli “a suon di regali” influenza la loro percezione della realtà e, senza volerlo, rischia di trasformarli in adulti materialisti. La persona materialista è quell’individuo che misura il suo successo e il suo grado di benessere utilizzando come metro di riferimento il numero e la tipologia di beni che possiede; allo stesso modo, il materialista giudica gli altri in base a ciò che possiedono.

Ma il materialismo, sottolineano gli scienziati, non è solo una questione di punti di vista. Da un punto di vista psicologico e personale, gli adulti materialisti soffrono di scarso benessere, ma anche di problemi familiari e finanziari. Da un punto di vista ambientale, il materialismo produce pratiche e consumi non sostenibili.

In sostanza: se al concetto di regalo sostituissimo quello di dono (che è per sua definizione qualcosa di immateriale, tempo donato prima che “qualcosa” donato) basterebbe una sola generazione ad invertire la tendenza. La società materialista non si combatte con la privazione, ma con la riscoperta del tempo donato e del piacere che questo atto gentile sa offrire.

A proposito, se ti interessano le applicazioni pratiche della gentilezza, prova a giocare con la nostra “rete della gentilezza“.

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Girotondo

IL GIROTONDO

Giro girotondo,
casca il mondo,
casca la terra,
tutti giù per terra!

Giro girotondo
Il mare è fondo,
tonda è la terra,
tutti giù per terra!

Giro girotondo
L’angelo è biondo,
biondo è il grano,
tutti ci sediamo!

Giro girotondo
Il pane è cotto in forno,
buona è la ciambella,
tutti giù per terra!

GIROTONDO: LA CANZONE

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