La linoleografia è una tecnica di stampa che utilizza una matrice in linoleum, successivamente inchiostrata ed utilizzata per stampare su carta. Si tratta di una particolare tipologia di incisione a rilievo, dal momento che si lavora incidendo la matrice.
Forse non sai che questa tecnica era particolarmente cara ad alcuni grandi artisti del passato, primi tra tutti Vasilij Vasil’evič Kandinskij, Henri MatisseePablo Picasso. Scopri insieme a noi come funziona, cosa si può realizzare e come proporla ai bambini.
LINOLEOGRAFIA: DI COSA STIAMO PARLANDO
La linoleografia è una tecnica di stampa ad incisione. Si comincia da una sottile lastra di linoleum, solitamente di forma rettangolare, che viene incisa utilizzando una serie di appositi scalpelli. Il linoleum è un materiale molto più semplice da incidere rispetto al legno; si tratta di un composto chimico realizzato a partire dalla polvere di sughero mescolata con diversi polimeri e olii naturali.
Un esempio di lastra di linoleum incisa, pronta per essere inchiostrata.
Dopo aver inciso la matrice, questa verrà inchiostrata utilizzando un rullo a superficie piatta; successivamente, un foglio di carta o cartoncino verrà pressato sulla matrice; questa, verrà così stampata sulla sua superficie.
Il risultato di questo procedimento è quello che possiamo ammirare in una famosa opera di Pablo Picasso, Danseurs Et Musicien, del 1959:
Dietro l’apparente semplicità delle linee, si nasconde però un lavoro di incisione lungo e meticoloso, da non sottovalutare. Anzi, ti sfidiamo a realizzare una linoleografia come questa!
Esistono anche linoleografie in più colori, come questa stampa del 1991, Diamanti, di Mimmo Paladino:
Per ottenere questo risultato, è possibile stampare alternando matrici diverse (una per ciascun colore), oppure inchiostrando solo una porzione della matrice per volta. Il linoleum non è un materiale poroso, dunque, una volta asciugata la vernice, è possibile stampare di nuovo con un colore diverso. Sarà sufficiente inchiostrare la matrice con un altro colore, che andrà a sovrapporsi al primo utilizzato (ormai asciutto).
LINOLEOGRAFIA IN SINTESI
Ricapitolando, ecco quali materiali si utilizzano nella linoleografia:
Lastra di linoleum
Scalpelli per l’incisione
Inchiostri da stampa
Rullo a superficie piatta
Fogli di carta (ma anche tessuto o cartoncino)
Ed ecco come procedere:
Utilizzando gli scalpelli, si incide la lastra di linoleum (matrice) realizzando un negativo della composizione da stampare
Con il rullo a superficie piatta, si inchiostra la matrice
Attraverso una leggera pressione, si preme il foglio (o la superficie scelta per la linoleografia) sulla matrice, imprimendo la stampa
La stessa matrice può essere utilizzata più e più volte; inoltre, dopo una prima incisione e stampa si potrà continuare a scolpire la stessa matrice per realizzare una stampa allo stesso tempo simile e diversa alla prima (è la famosa tecnica della stampa “a forma persa”).
LINOLEOGRAFIA “FAI DA TE”
In commercio esiste un fantastico kit per la linoleografia “fai da te”: si tratta di quello prodotto da Essdee, che contiene tutto il necessario per cominciare a stampare. In particolare, troverai all’interno:
Scalpelli con varie punte per incidere le lastre di linoleum
Strumento per creare dei semplici timbri personalizzati
Si tratta di un regalo originale, particolarmente adatto per gli amanti dell’arte e per chi desidera organizzare con i suoi bambini un laboratorio diverso dal solito. L’unica raccomandazione è quella di assistere i più piccoli nell’uso degli scalpelli per incidere il linoleum; non sono strumenti particolarmente pericolosi, ma servono attenzione e delicatezza per evitare di tagliarsi o graffiarsi.
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Non preoccupatevi, non vi stiamo proponendo nulla di macabro! Cadavere squisito è un gioco surrealista, inventato nel 1925 a Parigi; si tratta di un semplice gioco carta e penna, un po’ come il tris o la battaglia navale.
CADAVERE SQUISITO: IL GIOCO
Tipologia: cooperativo Materiale occorrente: carta e penna Giocatori: 3 o più giocatori Dove si gioca: ovunque
I giocatori si dispongono in cerchio; a turno, ciascuno scriverà una parola per comporre una frase; si dovrà rispettare quest’ordine: nome, aggettivo, verbo – nome, aggettivo, verbo
Il testo, però, dovrà essere coperto utilizzando un ritaglio di foglio: ogni giocatore, durante il suo turno, potrà vedere solo la parola scritta dal giocatore prima di lui
Quando ogni giocatore avrà scritto la sua parola, si potrà scoprire il foglio e leggere la frase ottenuta; il risultato sarà una simpatica frase di stampo surrealista
Una curiosità: il nome di “Cadavere squisito” o “Cadaveri squisiti” deriva dalla prima frase formata dai giocatori di questo gioco, nel 1925. La frase era questo: “le cadavre exquis boira le vin nouveau”. Si traduce più o meno così: il cadavere squisito berrà il vino novello.
VARIANTI
La variante più conosciuta è quella grafica: invece di scrivere una frase, i giocatori dovranno realizzare un disegno; a turno, ciascuno disegnerà parte di una figura e passerà poi il foglio al giocatore successivo, coprendo metà del suo tratto.
Un’altra possibilità è quella di realizzare un collage: ciascun giocatore ritaglierà un elemento da una pagina di una rivista e lo incollerà sul foglio, coprendone poi la maggior parte e passando il turno al giocatore successivo; il principale limite di questa variante è che richiede materiali in più: fogli di rivista con immagini, forbici, colla.
Infine, per i giocatori di “cadavere squisito” più esperti, è possibile realizzare un intero racconto alternandosi; in questo caso, invece di una sola parola i giocatori dovranno comporre una frase ciascuno (e i giocatori scriveranno lasciando scoperta solo l’ultima frase scritta).
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C’era una volta un pover’uomo; una mattina, uscì di casa per cercare qualcosa da mangiare, così da poter sfamare la moglie e i suoi figlioli. Lungo la strada trovò un uccellino variopinto che lo guardava: lo prese e lo portò a casa, poi lo coprì con uno straccio in modo tale che non scappasse. Purtroppo, non trovò niente da mangiare e rientrò a casa a mani vuote. I bambini, però, cominciarono a saltellargli intorno dicendogli: “Papà, papà, l’uccellino ha covato due uova”.
I bambini gli suggerirono di vendere quelle uova e comprare del pane con il denaro della vendita.
“Quanto mai potranno valere queste due uova?”
“Renderanno moltissimo, padre” ribatterono i due bambini. E così, il pover’uomo uscì e si diresse verso la città, per vendere le uova.
Non fece in tempo di arrivare in città che un mercante lo fermò lungo la strada e gli chiese quanto volesse per le due uova. “Quanto basta a sfamare i miei figlioli” rispose l’uomo. Il mercante gli diede uno zecchino d’oro (una mezza fortuna per quei tempi) e prese le uova. Poi, gli diede un altro zecchino per sapere da dove venivano quelle uova e altri cento per comperare l’uccello.
Il pover’uomo condusse il mercante a casa sua, dove questo gli diede cento zecchini e sgozzò l’uccello. Poi disse ai bambini: arrostitemi il cuore e la testa di quest’uccello, che voglio mangiarle. I due bambini, però, erano così affamati che non appena la carne fu ben arrostita ne mangiarono un pezzo per uno. Quando il mercante se ne accorse, cominciò a lamentarsi e disperarsi per la fortuna che aveva perso: era talmente sconvolto che lasciò la casa senza nemmeno chiedere indietro i cento zecchini.
La mattina seguente, al risveglio, il bambino che aveva mangiato il cuore dell’uccello trovò cento zecchini sotto la sua testa; l’altro, invece, si accorse che sapeva tutto quello che passava per la testa della gente, anche dei re e dei potenti. Grazie a questi doni, i due bambini si arricchirono e divennero famosi, al punto tale che la gente della città decise di scegliere tra loro due chi sarebbe stato il prossimo re.
Fu eletto il fratello che aveva mangiato il cuore. L’altro, però, divenne presto invidioso ed escogitò un modo per uccidere il fratello e prendere il suo posto. Così, una sera, dopo che il fratello si fu addormentato lo uccise, poi gli aprì il petto e prese il suo cuore, lo mangiò e ricucì tutto. Il giorno seguente la gente della città si accorse che il re era morto e chiese al fratello di prendere il suo posto. Naturalmente accettò.
Visto che ogni mattina dalla sua testa spuntavano cento zecchini, il ragazzo divenne presto la persona più ricca del paese, e decise di chiedere in sposa la figlia dello zar. Lo zar accettò. La figlia, però, si accorse subito che ogni notte spuntavano cento zecchini sotto la testa del marito e, la seconda notte di nozze, gliene rubò la metà.
Quando il re se ne accorse, fece per picchiarla ma lei scappò via e gli lanciò in faccia i cinquanta zecchini. Il re cadde a terra, svenuto. Poi, cominciò a vomitare, finché non vomitò anche il cuore che aveva rubato a suo fratello. Subito, una mano bianca scese dal cielo e recuperò il cuore: era l’ombra di suo fratello.
“Che Dio ti perdoni per quello che hai fatto!” disse l’ombra, poi scomparve.
Il re si svegliò subito dopo; si pentì per la malvagità che aveva commesso e da quel giorno cominciò a donare le sue ricchezze ai poveri e ai bisognosi.
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Le mappe concettuali sono uno strumento particolarmente utile per studiare le relazioni tra singoli concetti e unirle insieme in uno schema organico e completo. Le mappe concettuali si possono utilizzare efficacemente per studiare qualsiasi argomento e a qualsiasi livello: dalla scuola primaria all’università, alla formazione professionale.
Ecco una mappa concettuale che ti spiega il funzionamento delle mappe concettuali:
Clicca sull’immagine per ingrandirla. I termini inseriti tra parentesi () si riferiscono a come noi realizziamo le mappe concettuali, ma possono essere sostituiti a piacere.
Una mappa concettuale organizza i concetti sulla base delle relazioni che ci sono tra gli uni e gli altri, generando un percorso che metta in luce i legami che intercorrono tra i vari nodi dello schema. Non va confusa con le mappe mentali, che utilizzano disegni e colori e che organizzano i concetti in ordine gerarchico e non causale.
COS’È UNA MAPPA CONCETTUALE
La mappa concettuale è una particolare tipologia di rappresentazione grafica, spesso usata in ambito scolastico, per facilitare l’apprendimento: in pratica, si parte da un concetto cui si collegano concetti correlati, secondo una particolare elaborazione grafica.
E’ un approccio basato sul principio cognitivo – di tipo costruttivista – che presuppone che ciascuno di noi sia in grado di creare un proprio del proprio percorso conoscitivo all’interno di un contesto. Le mappe concettuali mirano a contribuire alla realizzazione di apprendimento significativo, in grado di modificare le strutture cognitive del soggetto e contrapposto all’apprendimento meccanico, fondato sull’acquisizione mnemonica.
Questa è una mappa concettuale
Una mappa concettuale ha una struttura basata su tre macro elementi:
nodi concettuali: sagome che descrivono i principali concetti presenti nel dominio di conoscenza della mappa; al loro interno viene riportata una descrizione testuale più o meno sintetica;
relazioni associative: sono una sorta di arco di collegamento tra i nodi della mappa
etichette descrittive: sono i testi che spiegano il significato delle relazioni
Questa metodologia di apprendimento fu teorizzata da Joseph Novak presso la Cornell University per evidenziare i concetti principali e i rispettivi legami all’interno di un argomento. Semplificando, si tratta di una sorta di reticolo in cui i concetti vengono collegati in modo grafico testuale.
Il Professor Novak si era accorto che per immagazzinare al meglio le informazioni non bastava memorizzarle come degli automi: era necessario costruire un percorso capace di collegare tra loro i singoli dati, in una sorta di ragnatela. Più un concetto risulta connesso agli altri, più è semplice richiamarlo alla memoria ed utilizzarlo. Ecco, in estrema sintesi, il funzionamento di una mappa concettuale.
Per capire meglio la filosofia che sta dietro le mappe concettuali e, più nello specifico, dietro lo studio creativo, ti suggeriamo di cominciare da questa riflessione di un grande artista e intellettuale, Bruno Munari:
Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare.
Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’è in più della scultura che vuol fare. Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno una scultura bellissima, come si fa a sapere dove ci si deve fermare nel togliere, senza rovinare la scultura?
Togliere invece che aggiungere vuol dire riconoscere l’essenza delle cose e comunicarle nella loro essenzialità. Eppure quando la gente si trova di fronte a certe espressioni di semplicità o di essenzialità dice inevitabilmente: “questo lo so fare anche io”, intendendo di non dare valore alle cose semplici perché a quel punto diventano quasi ovvie. In realtà quando la gente dice quella frase intende dire che lo può rifare, altrimenti lo avrebbe già fatto prima.
La semplificazione è il segno dell’intelligenza, un antico detto cinese dice: “quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche in molte.
Bruno Munari
STUDIARE UTILIZZANDO LE MAPPE CONCETTUALI: COME SI FA
Stando all’impostazione data da Novak, per realizzare una mappa concettuale bisogna partire dall’individuazione dei concetti base dell’argomento che si intende affrontare. Il passo successivo prevede la creazione dei legami associativi, da descrivere con etichette formulate con verbi. La creazione della mappa non è lineare, ma procede per rifiniture successive, eliminando le eventuali ridondanze, fino ad un opportuno grado di dettaglio. Secondo Novak le mappe concettuali hanno una finalità cognitiva e sono orientate all’espressività, quindi i reticoli non sono (quasi mai) in ordine gerarchico.
Il lavoro di Novak è stato ripreso in ambito educativo da D. Ausubel che ha condotto studi sull’apprendimento significativo, l’apprendimento rapido, e la memorizzazione. Le mappe concettuali, in forma semplificata, possono essere proposte anche ai bambini dei primi tre anni della scuola primaria, con l’obiettivo di potenziare le strategie logico-visive, allenare in alcune operazioni mentali significative e avviare alla costruzione autonoma delle prime mappe mentali.
Ecco come procedere:
Comincia dalla lettura del capitolo di testo o dei materiali da studiare
Dopo aver terminato una prima lettura, elenca i concetti più importanti riguardo l’argomento che hai appena letto; questi concetti dovrebbero essere circa 10-20; cerca di utilizzare parole semplici (e non più di 3-4 parole) per descrivere ed etichettare ciascun concetto.
Individua quali saranno i concetti più importanti e disponili su un foglio di carta, cominciando dall’alto
In basso, aggiungi i concetti meno importanti
Collega i vari concetti con delle linee: ciascuna linea deve rappresentare un legame, non deve essere casuale; accanto ad ogni linea, aggiungi una breve descrizione del legame, cercando di essere quanto più sintetico.
Quanti più legami riuscirai a individuare, tanto più la mappa concettuale sarà efficace.
Se vuoi approfondire il tema della didattica con le mappe, ti suggeriamo di leggere il testo “Insegnare e imparare con le mappe. Strategie logico-visive per l’organizzazione delle conoscenze” di Flavio Fogarolo e Marco Guastavigna.
Il volume è dedicato all’uso didattico e educativo delle mappe come strumento per aiutare l’apprendimento attraverso l’organizzazione visiva, logica e funzionale delle proprie conoscenze analizza e confronta i tipi di rappresentazione grafica più efficaci, ciascuno con un diverso modello logico-visivo e con uno scopo cognitivo differente.
PROGRAMMI, APP E SOFTWARE PER CREARE MAPPE CONCETTUALI
Se devi creare una mappa concettuale, ricordati sempre che il sistema più efficace è quello con quaderno e matita; l’elaborazione grafica procede parallelamente a quella cognitiva, rendendo l’apprendimento più efficace.
Tuttavia, ci potrebbero essere numerose buone ragioni per utilizzare il pc o un tablet: condividere più facilmente la mappa concettuale con gli amici e i colleghi, per fare un esempio. In questo caso, a meno che tu non voglia impazzire con Office, ti servirà un apposito programma per realizzarle.
Connected-mind è la prima scelta per l’uso didattico: si tratta di un’applicazione da utilizzare direttamente online e completamente gratuita; una volta elaborata la mappa sarà possibile salvarla creando un account cloud gratuito. Una volta creata una mappa, potrai stamparla con un clic. Semplice da utilizzare e adatto anche ai principianti, questo programma ti permetterà di muovere i primi passi nel mondo delle mappe.
Esistono poi software e app pensati per realizzare mappe concettuali a livello professionale; in particolare:
XMind: un software utilizzato da numerose aziende, con un periodo di prova gratuito e varie licenze; utile specialmente per chi deve integrare e condividere le mappe concettuali con un team di lavoro.
Minidomo: un valido software per creare mappe concettuali e condividerle in rete; e c’è di più: con Minidomo avete a disposizione tantissime mappe concettuali già pronte, solo da personalizzare.
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I bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato.
Un giorno mi piacerebbe fare un libro fotografico con immagini di me insieme a bambini di tutto il mondo… I bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato. I bambini subiscono una fascinazione per la loro esperienza quotidiana che è molto speciale e che sarebbe di grande aiuto agli adulti se potessero imparare a capirla e a rispettarla.
Sono parole di Keith Haring, artista statunitense noto per i suoi disegni molto caratteristici. Guardate qui:
Oggi vi raccontiamo qualcosa di più su questo artista attingendo dal libretto Heith Haring, l’arte spiegata ai bambini, realizzato dal Maestro Fabio che ringraziamo di cuore per averci permesso di condividere il suo lavoro. Potete scaricare il pdf qui.
KEITH HARING: UN PO’ DI STORIA E CURIOSITA’
Per parlarvi di questo artista, ci ispiriamo al libretto che vi abbiamo menzionato:
Ciao ragazzi io sono Keith Haring, oggi vi parlerò un po’ di me e della mia arte un po’ bizzarra. Sono nato a Reading, una cittadina della Pennsylvania, negli Stati Uniti, il 4 maggio 1958
Mio papà faceva il disegnatore di fumetti e molte giornate le ho passate con lui ad osservare come i personaggi disegnati sembrassero prendere vita sul foglio. Affascinato da questo, chiesi ai miei genitori di potermi iscrivere alla Ivy School of Professional Art di Pittsburgh, una importante scuola d’arte.
Dopo un anno lasciai la scuola: avevo voglia di libertà, di sperimentare la mia personale forma d’arte, di conoscere persone ed esplorare il mondo. Giro Pittsburgh con l’autostop e conosco molti artisti. Per mantenere i miei studi lavoro in una galleria d’arte e nel 1978 espongo, proprio in quella galleria, i miei primi disegni e decido di trasferirmi a New York dove mi iscrivo all’Università.
Osservo i disegni e i fumetti di mio padre e mi viene il desiderio di disegnare dei personaggi particolari e divertenti. Alcuni di questi personaggi li espongo anche durante la mia prima mostra a Pittsburgh insieme ad altri, molto diversi da quelli che poi mi resero famoso nel mondo. Ho anche realizzato vinto un concorso scolastico di disegno che mi ha permesso di pagare le spese per l’iscrizione all’Università.
IL SIGNIFICATO DELLE OPERE DI KEITH HARING
Haring era molto sensibile ai problemi della società e con le sue opere volle dare uno spunto di riflessione alle persone. Sempre da Keith Haring, l’arte spiegata ai bambini ecco tre temi chiave dell’opera dell’artista.
NO AL RAZZISMO!
Sono sempre rimasto impressionato dal fatto che in Sudafrica e negli Stati Uniti, venissero fatte leggi per maltrattare ed emarginare altri esseri umani, solo perché “di colore”. In Sudafrica solo un grande leader di nome “Nelson Mandela”, provò a contrastare questo fenomeno. Siamo tutti esseri umani e davvero non capisco il motivo di questa emarginazione. Alcuni miei lavori testimoniano la mia rabbia.
L’IMPORTANZA DI ESSERE LIBERI!
Durante la guerra, per questioni politiche, la città di Berlino venne divisa in due parti da un lungo muro. Molte persone per trent’anni non poterono più vedere i loro amici o parte delle loro famiglie che si trovavano dall’altra parte.
Nel 1986 andai in Germania e realizzai su parte di questo muro, un’opera lunga 300 metri che voleva simboleggiare l’unione, la concordia e l’importanza di essere liberi, attraverso una lunga catena di persone unite per le mani e per i piedi. Sul mio diario scrissi: “ Il mio intento era di distruggere il muro dipingendolo”.
NO ALLA DROGA!
Nel periodo in cui divenni famoso, però, specie nei quartieri più poveri di New York, molti ragazzi rovinavano le loro vite consumando la droga. Decisi così di realizzare in quei quartieri, dei murales per lanciare un messaggio importante: “La droga è schifosa”.
UN LABORATORIO ISPIRATO ALL’ARTE DI KEITH HARING
Oggi si fa un gran parlare di tanti problemi che affliggono la nostra società: possiamo provare a lavorare per costruire un mondo migliore, facendo ciascuno un piccolo gesto.
Che ne dite di preparare un poster con il problema che ci sta a cuore e che vorremmo risolvere? Ambiente, cyberbullismo, povertà, rispetto dei diritti umani … Proviamo a disegnarlo in maniera semplice, usando solo poche linee, proprio come Keith Haring.
Mandateci i vostri lavori!
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Le mappe mentali sono strumenti che si possono utilizzare per velocizzare e semplificare lo studio di un argomento e la padronanza di un concetto. Sono uno strumento diverso dalle mappe concettuali, con cui spesso vengono confuse; in seguito vedremo anche le differenze tra le due mappe.
Una mappa mentale utilizza disegni e colori, per stimolare l’apprendimento emozionale, accanto a un ordinamento gerarchico dei concetti. In questo modo, la padronanza di un argomento diventa globale, una specie di panoramica su tutte le componenti di quell’argomento.
Questo è un esempio di mappa mentale.
COS’È UNA MAPPA MENTALE
La mappa mentale è uno strumento per l’apprendimento veloce che segue lo schema d’apprendimento tipico del nostro cervello: analitico e, al contempo, creativo.
Sono elementi analitici:
l’individuazione dei concetti
la struttura gerarchica con cui vengono disposti
Sono elementi creativi:
i colori
le immagini
la disposizione dei rami e la trasposizione grafica dello schema concettuale
Le mappe mentali sono state ideate dallo psicologo Tony Buzan, negli anni Settanta; da studente, infatti, si era accorto della scarsa attenzione dedicata dalla pedagogia e dalle scienze dell’apprendimento al potenziamento delle facoltà mentali. Così, nel corso dei suoi studi di matrice cognitivista, ha progettato e realizzato questo particolare strumento.
Per generare una mappa mentale, si comincia da un concetto centrale, che corrisponde grossomodo all’argomento che si sta studiando (es. La Seconda Guerra Mondiale, le civiltà mesopotamiche, il corpo umano, etc.).
La struttura caratteristica della mappa mentale è quella a raggiera: da un nodo principale si dipanano le varie sotto-categorie, ordinate seguendo uno schema gerarchico ramificato.
STUDIARE UTILIZZANDO LE MAPPE MENTALI: COME SI FA
Le mappe mentali sono particolarmente utili per studiare, in quanto riducono il tempo necessario per impadronirsi di un argomento e migliorano la comprensione dello stesso; utilizzando le mappe mentali, si sviluppa una forma di studio strategico, particolarmente utile per chi si trova a fare studi avanzati e complessi.
La mappa mentale comincia dal testo, che sia un manuale universitario o un sussidiario della scuola primaria. La lettura è sempre il punto di partenza. Individua l’argomento fondamentale del testo: diventerà il nodo centrale della mappa mentale.
Durante la prima lettura, annota i concetti focali, quelli intorno a cui l’argomento è costruito. Questi diventeranno le sotto-categorie principali.
Una seconda lettura sarà necessaria per sottolineare tutti gli elementi importanti del testo, quelli che dovrai poi inserire nella mappa mentale.
Parallelamente alla sottolineatura, è possibile tracciare già uno schizzo della propria mappa, senza utilizzare ancora i colori e le immagini (del resto, si tratta di una bozza).
Infine, quando sarai soddisfatto della tua mappa mentale, potrai rifinirla inserendo le illustrazioni e lavorando graficamente sui rami, sulle categorie e sulle sotto-categorie.
DIFFERENZE TRA MAPPE MENTALI E MAPPE CONCETTUALI
Di seguito, riassumiamo le principali differenze tra mappe mentali e mappe concettuali:
Le mappe mentali utilizzano immagini e personalizzazioni artistiche, le mappe concettuali no (a meno che non decidiate di modificarle un po’)
Le mappe mentali ordinano i concetti in modo gerarchico, le mappe concettuali utilizzano un ordine causale e sequenziale
Le mappe mentali stimolano l’apprendimento emozionale, le mappe concettuali mirano a ridurre la quantità di informazioni e a evidenziare la sequenza degli argomenti
Queste due tecniche, naturalmente, si possono intrecciare tra loro e personalizzare da ciascuno studente. Per comprendere meglio le differenze tra questi due strumenti, ecco come si presentano:
Questa è la nostra mappa mentale.
Questo, invece, è un esempio di mappa concettuale.
Non farti ingannare dall’apparenza: anche se le mappe mentali possono apparire più “immediate” e colorate, anche le mappe concettuali sono strumenti fantastici per l’apprendimento. Si tratta semplicemente di strumenti diversi, ciascuno con le sue potenzialità e il suo campo di applicazione.
PROGRAMMI E SOFTWARE PER REALIZZARE LE MAPPE MENTALI
Il modo migliore per imparare a realizzare le mappe mentali è quello di utilizzare carta e penna. Tuttavia, esistono numerosi programmi per realizzarle direttamente su pc; meno utili per lo studio scolastico, potrebbero diventare necessari se hai la necessità di condividere le tue mappe con un team di compagni o colleghi.
Il programma migliore per l’utilizzo a scuola e a casa è sicuramente Connected-mind: si tratta di un’applicazione da utilizzare direttamente online e completamente gratuita; una volta elaborata la mappa sarà possibile salvarla creando un account cloud gratuito. Una volta creata una mappa, potrai stamparla con un clic. Il limite di questo programma (pensato per un uso didattico, non professionale) è l’impossibilità di scaricare le mappe e condividerle con un team di lavoro, oltre ai limiti nell’integrazione con mappe generate utilizzando altri programmi.
Se invece stai cercando una soluzione professionale, i software migliori per costruire mappe mentali sono:
iMindMap, sviluppato da Tony Buzan, lo psicologo che ha ideato e sviluppato la tecnica delle mappe mentali.
XMind: uno dei programmi più utilizzati in ambito aziendale; si tratta di un software particolarmente potente
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