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Il tirchio

IL TIRCHIO

Fiaba dei Balcani

In un villaggio viveva un uomo che era proprio un gran tirchio. Una volta, partì per un viaggio. Strada facendo, gli venne in mente che non aveva detto alla moglie di non tagliuzzare la candela per farla durare di più, perciò tornò di corsa a casa. Dopo aver spiegato alla moglie il perché era tornato, la donna gli disse: “Perdio, hai consumato più scarpe di quanto la candela avrebbe potuto bruciare”.

“Sapevo che mi si potevano sciupare, e ho pensato anche a questo; così, vedi, me le porto sotto l’ascella”.

FONTE: A. SUCUR (2000), Fiabe dei Balcani, Einaudi, Torino

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Il tanuki fantasma

IL TANUKI FANTASMA

Fiaba giapponese

C’era una volta un fabbro, che si era recato per lavoro in un’isola vicina alla sua; gli impegni, tuttavia, gli avevano preso più tempo del previsto e aveva finito che era ormai notte fonda.

Stava tornando a casa, quando all’approdo del traghetto trovò una giovane donna, che gli si avvicinò sconsolata: “Devo tornare assolutamente dall’altra sponda, ma ormai è notte fonda e non ci sono più barche. Non ho trovato nemmeno il marinaio, a casa sua”.

Il fabbro si ricordò che da lì a poco sarebbe calata la marea e, risalendo un po’ il corso dell’isola, avrebbero trovato un punto da attraversare a piedi. Disse alla donna di seguirlo e quella, tutta felice, si incamminò dietro di lui.

I due giunsero al punto da attraversare; il fabbro si rimboccò l’orlo del kimono e la donna gli chiese di tenerla stretta per mano, poiché aveva paura dell’acqua. Poco più avanti, l’acqua arrivava alle ginocchia e la donna, terrorizzata, supplicò il fabbro di prenderla sulle spalle. L’uomo la prese su, e si rese conto che era molto più leggera di quello che avrebbe dovuto essere.

Raggiunta l’altra sponda, la donna chiese di scendere; fu così che il fabbro si accorse che i suoi piedi, nell’acqua, facevano un rumore strano: chobin chobin, un suono leggero, come se si trattasse del passo di un cane o di un altro piccolo animale.

Ma certo! Doveva trattarsi di un tanuki. L’uomo non aveva più alcun dubbio. Prese saldamente per mano la donna e si avviò verso casa. La ragazza, ad un certo punto, nel bosco, fece per separarsi dal fabbro, ma questi non la lasciò andare: “Non è prudente che una bella donna come lei giri da sola la notte; mi permetta di ospitarla a casa e offrirle qualcosa per cena”. Del resto, un tanuki a piede libero nei boschi sarebbe sempre meglio evitarlo.

Una volta a casa, l’uomo fece accendere un fuoco dalla moglie, cercando di calmare la sua gelosia – e quale moglie non sarebbe stata gelosa! – poi spinse la ragazza verso i carboni ardenti: “Maledetto tanuki, ora ti butto nel fuoco!”

La donna si mise a piangere, disperandosi “Non siate in collera con me, non volevo stregarvi!”
“Bugie, nient’altro che bugie!”
“Dico sul serio; io sono il tanuki Jirō Hacchū e abito nel bosco di Iwakura; mi trovavo sull’isola perché ero andato a visitare mia figlia, che ha partorito da poco proprio lì. Di solito prendo il traghetto senza che nessuno mi veda, ma questa sera ho fatto tardi e così ho incontrato voi. Non volevo stregarvi, non era mia intenzione farvi niente di male; abbiate pietà di me e vi sarò riconoscente per tutta la vita”.

Il tanuki implorò il perdono e la misericordia del fabbro, che ebbe compassione di lui: gli fece promettere che non avrebbe stregato alcun umano, poi lo lasciò andare. La ragazza si inchinò più volte e in un attimo era già svanita nel buio.

FONTE: M. T. ORSI (1998), Fiabe giapponesi, Einaudi, Torino
Autore: Tokushima, Mima

 

 

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Rothko e i colori: un lab che parla di emozioni

Markus Rotkowičs, più come Mark Rothko è stato un pittore statunitense, spesso classificato come espressionista astratto. Il suo lavoro si è focalizzato sulle emozioni di base. Le sue opere sono caratterizzate da grandi tele di canapa, con pochi colori intensi e solo piccoli dettagli immediatamente comprensibili.

LABORATORIO SULLE EMOZIONI ISPIRATO A MARK ROTHKO

Vi proponiamo un laboratorio pubblicato da Monica Palmeri su Zebrart.it, ispirato a quest’artista così all’avanguardia. Crediamo che l’arte possa essere un validissimo ausilio alla scoperta delle emozioni, oltre ad essere una fonte inesauribile di ispirazione. Lo leggiamo nelle parole di Palmeri:

Ogni giorno ci ritroviamo a fare i conti con la necessità di gestire nel miglior modo possibile le nostre emozioni. La creatività e l’arte possono esserci utili per parlare dell’importanza di saper riconoscere le emozioni e viverle al meglio. Anche le sensazioni forti come la rabbia hanno un potenziale risvolto positivo, sono campanelli d’allarme che dobbiamo imparare a riconoscere e ascoltare!

È importante sottolineare che questo non è un “lavoretto”: le attività didattiche che proponiamo sono strumenti (e non fini!) per potenziare o acquisire competenze essenziali, sono mezzi per stimolare la creatività e lasciar esprimere la propria personalità! Non ha senso andare alla ricerca dell’elaborato perfetto ed è inutile ritoccare i lavori dei bambini

Cosa ci serve:

  • telo, fogli di giornale o carta da pacchi per proteggere il tavolo
  • pennelli, meglio piatti e di medie dimensioni
  • colori acrilici o a tempera
  • un piatto e un bicchiere di plastica, una tela
  • tela (va bene anche di piccole dimensioni) o cartoncino molto robusto

Come si fa:

  • lascia che i bambini scelgano due o più colori, uno per lo sfondo (preferibilmente chiaro) e gli altri per le campiture successive.
  • fagli stendere il colore di sfondo con un pennello. E’ preferibile diluire un pochino Il colore a tempera o acrilico
  • lascia asciugare per qualche minuto, poi fai sovrapporre delle campiture di colore diverso rispetto allo sfondo.

Anche se i bambini non saranno precisi, non importa: la cosa importante è che scelgano i colori sulla base delle emozioni che provano, concentrandosi sul verso delle pennellate e sui movimenti.

 

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Laboratori floreali sulla Primavera

Qual è la prima cosa che vi viene in mente pensando alla Primavera? Il tempo pazzerello, certamente, ma anche i fiori che iniziano a spuntare qua e là. Dalle pratoline alle violette, i prati si riempiono. E’ un’esplosione di colori che amiamo tantissimo e che abbiamo deciso di riprodurre in alcuni lab. Useremo la pasta sale, la carta, gli acquerelli, e i tappi delle bottiglie.

MARGHERITA IN PASTA DI MAIS

Per la realizzazione della pasta di mais, vi invitiamo a leggere la nostra guida dedicata, dove troverete dosi e metodo di preparazione.

Come si fa:

  • disegna un modello stilizzato della margherita su un foglio, possibilmente rigido, come un cartoncino segnando un puntino al centro, quindi ritagliatelo facendo attenzione con le forbici, ed utilizzatelo come modello per le varie margherite
  • prendi un pezzettino di pasta di mais color giallo: la colorazione della pasta di mais può essere fatta prima dell’essiccazione, aggiungendo al pezzo da lavorare un po’ di tempera, oppure a lavoro ultimato ed essiccato
  • ammorbidisci il pezzo di pasta di mais giallo, creando una pallina di circa 1 cm di diametro. Con la pasta di mais bianca, invece, realizza 11 piccole palline, questa volta di 0,5 cm di diametro
  • schiaccia la pallina gialla leggermente, appiattendola fino a raggiungere un diametro di 1,5 cm
  • dopo aver creato la parte centrale del fiore, prendi una pallina di pasta di mais bianca, preparata in precedenza e che diventerà il petalo del fiore e, tenendola nel palmo della mano, con l’indice dell’altra, allungate un lato della sfera, facendola diventare simile ad un cono
  • posiziona i petali attorno al pezzo centrale facendoli aderire alla parte centrale spingendoli delicatamente verso il centro: in questo modo, i petali diventeranno un unico pezzo con la parte centraleEcco un’immagine dal web per ispirarvi:

FIORI DI PESCO IN CARTA CRESPA

I fiori di pesco sono uno dei simboli della Primavera: possiamo provare a realizzarne qualche ramo avvalendoci della carta crespa.

Cosa ci serve:

  • cartoncino azzurro per fare lo sfondo
  • cartoncino marrone per fare i rami
  • colla stick
  • colla vinilica
  • forbici
  • carta crespa rosa

Come si fa:

  • taglia il cartoncino marrone, formando i rami da incollare sul cartoncino azzurro, poi fissali con la colla stick
  • ritaglia dei piccoli quadrati di carta crespa rosa ed appallottolali, lavorandoli per bene con le mani; quando saranno palline abbastanza compatte, fissale con un goccio di colla vinilica
  • se non volete usare le palline di carta crespa, potete create dei piccoli fiori rosa, come suggerito qui.

Ecco un’immagine per ispirarvi:

VIOLETTE ACQUERELLATE

Se desiderate cimentarvi con gli acquerelli, le violette, con i loro toni delicati, si prestano benissimo. Non bisogna certamente realizzare capolavori, ma con un po’ di fantasia si otterranno risultati splendidi. Ecco qualche idea dal blog I lavori manuali di Marina:

FIORI DI CAMPO CON I TAPPI DELLE BOTTIGLIE

Cosa ci serve:

  • tappi di plastica
  • acrilici
  • pennarelli
  • cartoncino verde chiaro
  • colla vinilica

Come si fa:

  • posizionate i tappi sul foglio, cercando di immaginarvi un campo pieno di fiori o un fiore, in cui i tappi saranno i petali
  • incollate i tappi sul cartoncino
  • una volta asciugati, disegnate sul foglio fili d’erba, i gambi dei fiori e tutto ciò che vi suggerisce la fantasia (una coccinella, una farfalla, un’ape …)
  • se volelte, dipingete i tappi con gli acrilici per creare sfumature

Ecco un esempio, dal web:

GIACINTI CON LE IMPRONTE

Cosa ci serve:

  • fogli di cartoncino o carta spessa
  • tempera lilla, viola blu
  • pennarelli verdi

Come si fa:

  • disegna lo stelo dei giacinti con i pennarelli
  • metti in un piattino di plastica un po’ dei diversi colori con cui realizzerai i petali
  • intingi i polpastrelli e premili delicatamente sul foglio, in prossimità dello stelo

Ecco un’idea per ispirarti:

FIORI DI PASTA

Cosa ci serve:

  • pasta di vari formati
  • legumi secchi
  • colla vinilica
  • tempere
  • pennello
  • cartoncino

Come si fa:

  • disegna a matita il soggetto che andrai a riempire con la pasta, in questo caso un albero
  • spennella il cartoncino con la colla vinilica e posiziona la pasta
  • quando avrai riempito l’albero, lascialo asciugare e coloralo con le tempere

Guarda qui un’idea dal web:

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Libri Pop up per bambini: quali sono i migliori?

I libri pop up sono piccoli capolavori di ingegneria cartotecnica che da più di duemila anni affascinano i grandi e i bambini. Ideate dai monaci nel lontano Duecento, le animazioni su carta inizialmente servivano a calcolare le orbite celesti e le festività sul calendario. Nel tempo, si sono evolute divenendo una forma di intrattenimento artistico.

I NOSTRI 6 LIBRI POP UP PREFERITI

Abbiamo raccolto per te i nostri libri pop up preferiti: ci sono le fiabe classiche, lo studio artistico delle emozioni e anche degli albi enciclopedia per i bambini più curiosi.

Tra gli autori più amati, troviamo sicuramente Robert Sabuda: tra gli ingegneri della carta più amati al mondo, ciascuno dei suoi libri pop-up è una perla capace di stupire per la complessità e la carica artistica. All’interno della nostra top 6, 3 libri su 5 sono suoi. Se non lo conoscete, dovreste assolutamente acquistare (o scoprire in biblioteca) uno dei suoi capolavori.

ENCICLOPEDIA PREISTORICA. DINOSAURI

di Robert Sabuda e Matthew Reinhart

Un libro per trasportare i bambini nel mondo dei dinosauri, attraverso spiegazioni chiare e precise ma, soprattutto, con più di 30 illustrazioni pop-up che lasceranno a bocca aperta anche i più grandi.

Questo libro si presta a diventare la prima, immancabile, enciclopedia per il tuo bambino. Un mix tra arte e conoscenza, con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo armonico e creativo.

libri pop up bambiniScoprilo online, su Amazon.it > Enciclopedia preistorica. Dinosauri

LA SIRENETTA

di Robert Sabuda

Un’edizione artistica della celebre fiaba di Andersen, trasformata in pop-up dalle mani sapienti di Robert Sabuda. Insieme all’enciclopedia preistorica, è uno dei suoi lavori più riusciti ed apprezzati dal pubblico. Il livello di raffinatezza di questo albo raggiunge livelli elevatissimi.

Scoprilo online, su Amazon.it > La sirenetta

I COLORI DELLE EMOZIONI

di Anna Llenas

Un classico dell’educazione emotiva, che a noi piace in primo piano per la trama e per il gusto artistico. I mostri sono facilmente disegnabili dai bambini e la storia è avvincente quel che basta per affezionarsi a questi personaggi.

Scoprilo online, su Amazon.it > I colori delle emozioni

IL LIBRO DEI PERCHÉ

di Sylvie Baussier e Didier Balicevic

I libri dei perché (come i libri di enigmi e indovinelli) riescono sempre a catturare l’attenzione dei bambini, che sono curiosi per natura, portati all’approfondimento e all’acquisizione del nuovo. Questa versione rende l’apprendimento interattivo, sollevando e spostando le linguette di cartoncino che separano il piccolo lettore dal suo perché.

Scoprilo online, su Amazon.it > Il libro dei perché

LA BELLA E LA BESTIA

di Robert Sabuda

Un classico Disney riscritto e rivisitato, questa volta in versione pop up. Forse, più che per i bambini questo albo è pensato per gli adulti amanti dell’arte pop up e un po’ nostalgici. Ad ogni modo, non vi sarà lettore, grande o piccolo, che non riesca ad apprezzare le sue figure.

pop up per bambini

Scoprilo online, su Amazon.it > La bella e la bestia

OCCHIO ALLO SPAZIO

di Peter Bond e Andy Mansfield

Un’enciclopedia per piccoli astronauti in un formato che aiuta a memorizzare ed imprimere nella memoria le informazioni che contano sul mondo dello spazio.

pop up per bambini
Art: Tom’s Hardware

Scoprilo online, su Amazon.it > Occhio allo spazio 

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Il Dio della Povertà

IL DIO DELLA POVERTÀ

Fiaba giapponese

C’era una volta una giovane coppia. La moglie era una scansafatiche: gettava sempre gli avanzi della cena e i fondi del te davanti al forno, tanto che, con il tempo, il Dio della Povertà decise di andare ad abitare nella loro casa. I due diventarono così sempre più poveri.

Erano così poveri che non potevano neppure preparare il mochi per le feste del nuovo anno. E così, prima che potessero rimediare, giunse la vigilia dell’anno nuovo. I due, che non avevano nemmeno più un ceppo di legno in casa, pensarono di bruciare le assi del pavimento. Le stavano staccando quando, in fondo alla stanza, comparve un vecchio.

Il marito stava per colpirlo con un tizzone, ma quello gli disse: “Fai sedere anche me accanto al fuoco”. L’uomo non capiva cosa stesse succedendo, così il vecchio aggiunse: “Sono già otto anni che vivo in questa casa, e non resta più niente. Mi andava a genio tua moglie, che gettava gli avanzi di cibo e di te. Ecco perché sono venuto ad abitare qui. Se però vuoi diventare ricco, mandala via”.

L’uomo decise di seguire il consiglio della divinità e scaccio la moglie. Il Dio della Povertà, allora, gli ordinò di andare a comprare uno shō* di sake**, ma l’uomo non aveva alcun recipiente. ll vecchio gli suggerì di comprarne uno di porcellana, poi gli diede i soldi per acquistarlo. Al suo ritorno, bevve il sake insieme al vecchio.

“Stasera, per la festa dell’ultimo dell’anno, passerà il corteo di un nobile” gli disse la divinità “lo vedrai su un palanchino; tu dovrai saltarci dentro e colpirlo”.

“Non potrei mai fare una cosa del genere” disse il marito povero.
“Non hai altra scelta” ribattè il Dio della Povertà “Se non fai come ti dico, non potrai mai diventare ricco”.

L’uomo, che non voleva opporsi al volere di un dio, si avviò verso il corteo. Raggiunse il palanchino per colpire chi stava all’interno ma sbagliò il colpo, e centrò il battistrada, che morì sul colpo. Il corteo si allontanò: sulla strada era rimasta una moneta di rame.

“Perché non hai colpito il nobile?” chiese il Dio della Povertà all’uomo “Domani passerà un’altro corteo; approfitta di quest’occasione e non sbagliare”.

Il giorno seguente, infatti, passò un altro corteo. Questa volta il pover’uomo riuscì a colpire la portantina, che fece un gran rumore. Dal palanchino caddero tintinnando un’infinità di monete d’oro. L’uomo le raccolse e diventò ricco, come un tempo.

fiabe giapponesi
Art: Katsushika Hokusai

FONTE: M. T. ORSI (1998), Fiabe giapponesi, Einaudi, Torino
Autore: Kagawa, Nakatado

 

 

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