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Libri per genitori: i testi più divertenti ed affidabili

Una selezione ragionata dei migliori libri per genitori a cura di Portale Bambini.

Cominciamo da un vero e proprio best-seller, secondo noi il testo migliore per approcciarsi all’educazione

I NO CHE AIUTANO A CRESCERE (Asha Phillips)

Perché leggerlo?

Per imparare il principio fondamentale dell’educazione, ovvero che il bambino non deve essere sempre assecondato. Rispetto a tanti manuali simili la Phillips non si limita a dirvi quello che dovete fare; il libro è ricchissimo di esempi e casi tratti dalla vita di tutti i giorni. In questo modo potrete trarne un’ispirazione concreta.

Punti di forza

Uno su tutti, il linguaggio: il libro è semplice e colloquiale, lontano anni luce dai manuali di pedagogia e scienze dell’educazione. Potete leggerne qualche pagina prima di andare a dormire, prima di cena, quando volete. E’ scorrevolissimo.

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Il secondo testo che vi proponiamo è decisamente fuori dagli schemi.

I GENITORI DEVONO ESSERE AFFIDABILI, NON PERFETTI (Elisabetta Rossini – Elena Urso)

Dalle pedagogiste dello Studio di consulenza familiare Rossini-Urso, un libro un po’ fuori dagli schemi per far riflettere i genitori. Partendo dall’assunto che è inutile cercare di essere genitori perfetti, parla con un linguaggio chiaro e preciso a mamma e papà. La sostanza? E’ importante esserci, far sentire la propria presenza emotiva e diventare un punto di riferimento affidabile. 

Più che di modelli (perfetti) c’è un estremo bisogno di presenza e, come si usa dire adesso, di condivisione. In questo caso vanno condivisi gli affetti…

Abbiamo inserito questo volume ma ci sembrano degni di nota tutti gli altri testi scritti da Elisabetta Rossini ed Elena Urso. Sono testi vivaci, agili, pragmatici: la pedagogia utile, quella che offre davvero spunti lontani dai paroloni astratti. Insomma, quello che serve ai genitori!

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Un classico per tutti i “genitori in erba”

EDUCARE ALLA LIBERTA’ (Maria Montessori)

Dei vari libri per genitori questo è l’unico vero “classico”: un testo di pedagogia ricco di contenuti e significato. Uno dei testi più belli e più conosciuti di Maria Montessori, che sintetizza alla perfezione l’essenza del suo metodo: educare alla libertà.
Se non conoscete il metodo Montessori vi consigliamo di leggere la guida pratica che abbiamo scritto sulle attività Montessori per bambini. 

Perché leggerlo?

Rispetto ai testi proposti prima è un po’ più impegnativo, però si focalizza su un’idea completa dell’educazione invece che fornire piccoli esempi pratici. Descrive il bambino a tuttotondo, nel suo sviluppo e vi aiuterà a capire il significato del termine “libertà”.

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Il quarto ed ultimo dei nostri libri per genitori must have

URLARE NON SERVE A NULLA (Daniele Novara)

Il titolo dice già tutto. Il libro di Daniele Novara si concentra su un tema critico per tanti neo-genitori, ma anche per i più navigati: la gestione del conflitto. Per quanto siate bravi, premurosi, accoglienti, empatici prima o poi vi troverete di fronte a qualche bel capriccio (soprattutto se usate i salutari NO quando servono). 

Perché parlare di capricci?

Educare non è sempre rose e fiori e ci saranno momenti in cui quattro domande ve le farete. E’ in questi frangenti che può essere utile una guida che parli di conflitto, che affronti con disinvoltura temi altrimenti critici. Certo, prima o poi capiterà a tutti i genitori di urlare, ma aver letto questo libro vi farà bene lo stesso.

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Giochi Montessori

Se avete letto il nostro MINI-SAGGIO sul metodo Montessori, avrete già chiara l’importanza dell’ambiente strutturato e della libertà per lo sviluppo del bambino. I giochi Montessori (anche se sarebbe meglio definirli giochi di ispirazione montessoriana in quanto spesso vengono progettati, realizzati e proposti anche al di fuori di una pedagogia montessoriana stretta) lavorano su questi due aspetti, trasportandoli anche nel momento ludico.

Le caratteristiche che ci aiutano a riconoscere un gioco di ispirazione montessoriana (al di là del marketing, perché se guardiamo alle pubblicità sono montessoriane anche le Tartarughe Ninja) sono quindi:

  • struttura dell’ambiente e dei materiali, accuratamente progettata dal genitore o dall’educatore tenendo presente proprio la necessità del bambino di poter utilizzare tutto in libertà. Si può dire che Maria Montessori abbia anticipato di oltre un secolo quello che oggi viene chiamato “ambiente di apprendimento”
  • libertà di utilizzo: il bambino deve poter utilizzare come meglio ritiene il materiale che gli è stato proposto; l’educatore o il genitore non dovrebbero intromettersi. Un’intrusione dell’adulto sarebbe non solo fastidiosa, ma addirittura nociva per il bambino, impedito ad apprendere in modo naturale. La libertà di giocare, esplorare e utilizzare è alla base della differenza tra giochi Montessori e non.

Ecco un passaggio significativo per capire l’idea montessoriana di ambiente:

Se è posto in un ambiente adatto, scientificamente organizzato e preparato, ogni bambino, seguendo il proprio disegno interiore di sviluppo e i suoi istinti-guida, accende naturalmente il proprio interesse ad apprendere, a lavorare, a costruire, a portare a termine le attività iniziate, a sperimentare le proprie forze, a misurarle e controllarle.

Il progetto educativo Montessori

In questa pagina trovate un elenco dei principali giochi che potete presentare ai bambini. Sono attività adatte, complessivamente, per la fascia d’età 0-6 anni.

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Giochi che imitano la Vita Pratica



L’uomo si costruisce lavorando poiché il lavoro è la suprema soddisfazione e la base principale della salute e della rigenerazione. La piccola mano spinta dal maestro interiore a compiere un lavoro diventa manifestazione di intelligenza ed individualità.

Maria Montessori

I bambini si divertono infinitamente ad imitare le attività degli adulti. E’ quello che si chiama “gioco simbolico”: giocare a cucinare, a fare le pulizie, ad accogliere ospiti a casa. Sono attività che ricordano il lavoro e preparano ad esso.

Cucina Montessori

Una cucina giocattolo, attrezzata di tutto punto. In effetti (anche se spesso non ci pensiamo), le cucine giocattolo sono un gioco che rientra negli standard montessoriani: si tratta di un ambiente preparato appositamente per il bambino e ideato per lasciargli la libertà di provare a cucinare.

Consigli per l’acquisto? Valgono quelli che abbiamo proposto nella guida alla cucina giocattolo: deve essere solida e avere accessori che permettano ai bambini di giocare nel modo più “realistico” possibile. Trovate lì anche i nostri modelli preferiti.

Kit per le pulizie Montessori

Anche giocare a fare le pulizie è una bella attività di Vita Pratica. E allora, perché non provare un kit di legno con tutto l’occorrente? Potete provare con questo set per le pulizie, oppure costruirvi il vostro con legno, materiali di riciclo e tanta fantasia!

Learning tower

E’ la torre Montessori, ovvero un particolare sgabello su cui i bambini si possono arrampicare (in sicurezza, in quanto vi è una protezione che evita le cadute accidentali) per poter osservare il mondo con gli occhi dei grandi. Leggete il nostro speciale dedicato alla learning tower!

Giochi sensoriali

Lo sviluppo sensoriale è un elemento centrale nella pedagogia montessoriana ed è la base per un buon numero di giochi. Ad esempio, quelli basati sul riconoscimento dei colori, ma anche il cesto dei tesori e i tappeti sensoriali.

Giochi dei colori

Anche l’apprendimento dei colori passa attraverso il gioco. Ci sono diversi tipi di giochi dei colori, ma la modalità è simile: al bambino vengono presentati degli oggetti di vari colori mescolati tra loro; vedrete che proverà a separarli, suddividendoli per colore.

gioco montessori dei colori

Quello che vedete nella figura è uno dei più semplici, che potete realizzare anche a casa: si preparano da tre a cinque contenitori ciascuno con il suo colore (noi abbiamo utilizzato delle bottiglie di plastica rivestite con un riquadro di feltro colorato) in cui i bambini metteranno delle palline. Nel nostro caso, abbiamo anche preparato le palline in lana, con la tecnica pon-pon. Però, sentitevi liberi di utilizzare qualsiasi altro oggetto: pasta colorata, tappi di bottiglia, cubi di legno.

Cesto dei tesori

Il cesto dei tesori è un gioco ideato dalla pedagogista Elinor Goldschmied e poi ripreso da numerosi montessoriani. Che sia un cestino di vimini, uno scatolone foderato di una bella stoffa o un sacco robusto non ha importanza; quel che conta è che all’interno i bambini possano trovare un po’ di tutto: oggetti di uso quotidiano, stoffe, cianfrusaglie e qualche blocco di legno. Saranno proprio i più piccoli a trasformare il contenuto del cesto dei tesori in gioco. Scoprite come realizzare un buon cesto dei tesori.

Travasi montessoriani

Il gioco dei travasi è uno dei preferiti dai bambini tra gli 0 e i 3 anni: si spostano oggetti da un contenitore all’altro, ma si possono realizzare anche travasi liquidi. Attraverso questa attività i più piccoli imparano a riconoscere e distinguere gli oggetti e i loro movimenti, ma anche a familiarizzare con i concetti di dentro-fuori e ad acquisire le abilità motorie necessarie a travasare con cura solidi o liquidi.

Ai travasi liquidi (adatti soprattutto alla bella stagione e al gioco all’aperto, in modo da non doversi preoccupare degli schizzi) abbiamo dedicato un articolo che approfondisce il legame tra acqua e travasi. Se preferite usare materiali solidi si possono utilizzare pasta, riso, perline, sabbia, sassolini. Ricordandosi che si tratta di piccoli componenti che i bambini potrebbero inghiottire (dunque non sono adatti ai piccolissimi).

Tappeto sensoriale

In modo simile a quanto avviene con il cesto dei tesori, con i travasi e con i pannelli delle attività, è possibile stimolare i sensi anche attraverso un tappeto. Si tratta di uno strumento eccezionale per la stimolazione e lo sviluppo sensoriale, in grado di rasserenare in un istante i piccoli.

Il tappeto sensoriale si ottiene semplicemente appiccicando su una coperta o su un telo vari materiali con diversa consistenza. Feltro, iuta, paglia, lana, qualche ritaglio di vecchie tende sono tutti materiali indicati. Si tratta di oggetti che potete realizzare con materiali di riciclo. Lasciatelo al bambino e vedrete che si divertirà moltissimo ad esplorarlo.

sviluppo sensoriale

Pannelli delle attività Montessori

I pannelli delle attività sono un classico montessoriano, nonché uno degli oggetti che hanno avuto maggiore diffusione. Si tratta di tavole contenti lacci, aperture, lucchetti e altri piccoli “giochi” che richiedono precisione e manualità. In questo caso, più che allo sviluppo sensoriale si punta all’acquisizione di abilità psicomotorie di grande utilità.

Vi consigliamo di leggere anche il nostro articolo sui pannelli delle attività, una valida alternativa al tablet per i piccolissimi.

Nomenclature Montessori

Potremmo includere tra i giochi montessoriani, in senso lato, anche le nomenclature; abbiamo spiegato sia la funzione che la costruzione delle nomenclature in due articoli a cui vi rimandiamo per tutti i dettagli. Si tratta di un modo originale per presentare stimoli visivi al bambino, favorendo l’apprendimento del linguaggio e la categorizzazione.

 

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Sviluppo sensoriale: tutti ne parlano, ma cos’è?

Uno dei temi più gettonati dai vari educatori, montessoriani e non, è quello dello sviluppo sensoriale del bambino. Si propongono esercizi, guide, libri, corsi e chi più ne ha più ne metta. Ma al di là del fumo, che si fa presto a farlo, c’è anche l’arrosto?




Ecco a voi qualche riflessione sullo sviluppo sensoriale del bambino.

Cos’è lo sviluppo sensoriale?

sviluppo sensorialeIn psicologia si intende per sviluppo sensoriale l’insieme delle tappe che portano il neonato ad acquisire la padronanza dei sensi e dell’ambiente. Ad esempio:

  • alla nascita i neonati sanno distinguere la voce umana da altri suoni, così come distinguono le note di una scala tonale.
  • il neonato ha una sensibilità tattile sorprendente, sa distinguere tra lievissime differenze di pressione
  • la visione invece si sviluppa nel tempo, un neonato ha un’acuità visiva da 10 a 30 volte minore a quella di un adulto

Gli psicologi dello sviluppo e della percezione, attraverso una miriade di test noiosissimi e sconosciuti ai più (ad esempio l’eye tracking, ovvero un sofisticato sistema che permette di monitorare il punto di fissazione visivo per capire se un neonato reagisce a uno stimolo) hanno studiato questi fenomeni, che trovano interessantissimi.

A noi invece basta sapere che un bambino di un anno di età ha già perfetta padronanza dei suoi sensi, in quanto ha concluso lo sviluppo sensoriale, in modo del tutto naturale e senza bisogno di aiuti esterni.

E allora? Perché tutti ci propongono attività di sviluppo sensoriale?

Una buona domanda. Se il bambino ha già padronanza dei sensi, perché dovremmo stimolarli? Per rispondere bisogna rifarsi allo stretto legame che c’è nel bambino tra sensi e cognizione e tra sensi ed emozione. Il bambino vive in un mondo di sensazioni e non di logica, procede toccando e sperimentando, stabilisce associazioni tra uno stimolo sensoriale e un’emozione.

attività tattili
Sperimentare i sensi non insegna, ma rasserena. O meglio, insegna che esplorare il mondo è un’attività bellissima.

Questo dipende dal fatto che lo sviluppo sensoriale è già completo, mentre quello cognitivo ed emotivo è solo agli inizi. In sostanza, si utilizza un campo in cui si è forti per crescere negli altri.

Le attività di sviluppo sensoriale, di fatto, servono per stimolare emozioni positive, l’intelligenza emotiva, per migliorare il rapporto con il mondo, in definitiva sono un potente strumento per calmare e rasserenare. Formulato in altri termini, è uno dei principi cardine delle attività montessoriane, che permettono ai bambini di giocare con sensi e ambiente.

Quindi sono utili?

Certamente sì, anche se a volte si fa un po’ di confusione tra i termini e si pensa una cosa al posto di un’altra. Sono utilissime per indurre serenità: il bambino percepisce perfettamente la differenza tra le varie superfici tattili, ma questo è un gesto che gli piace, che fa da sempre, che lo rassicura e lo aiuta ad esplorare il mondo.

Ricordiamoci sempre quello che si diceva sopra: il bambino scopre il mondo con i sensi, non con la logica.

Quindi ben venga che gli facciate toccare pareti, tessuti, sassi, che lo facciate camminare scalzo e via dicendo. Promuoverete la fiducia e la sicurezza, crescerete un bambino che sa che il mondo è alla sua portata in quanto, sin da piccolo, ha potuto esplorarlo con gli strumenti che aveva.

Lettura, proto-lettura e attività visive

Abbiamo detto che la vista non è perfettamente sviluppata. Ecco un riassunto delle principali tappe dello sviluppo visivo:

Il neonato è in grado di riconoscere il volto umano e i contorni degli oggetti. Tra 1 e 3 mesi aumenta l’acuità visiva , si aggiunge la percezione della profondità e la capacità di percepire stimoli visivi complessi. Entro gli 8 mesi l’acuità visiva si approssima a quella di un adulto, mentre si aggiungono la capacità di seguire con gli occhi oggetti in rapido movimento o oggetti parzialmente coperti.

Una pagina bianca con qualche punto colorato. E' la genialità di Hervè Tullet, ma è anche una pagina che un bambino piccolo percepirà e alla quale si interesserà.
Una pagina bianca con qualche punto colorato. E’ la genialità di Hervè Tullet, ma è anche una pagina che un bambino piccolo percepirà e alla quale si interesserà.

Quindi, a 8 mesi un bambino vede come noi. Tuttavia, è possibile potenziare la capacità di percepire stimoli visivi. Un ottimo modo è quello di utilizzare gli action book, a metà tra tatto e vista; in questo modo, si crea un collegamento forte tra i due sensi di cui il bambino trarrà grandi benefici.

Esempi di libri che consigliamo per bambini a partire dall’anno di età sono: Orso, buco! e Un libro. Entrambi giocano sul contrasto stimolo-pagina bianca, così come su forme semplici che il piccolo riesce a percepire e con cui può giocare.

L’unico “vero” esercizio di sviluppo sensoriale

Mentre le attività tattili e uditive hanno poco a che vedere con lo sviluppo dei sensi in sè, come dicevamo prima, c’è un senso che ha bisogno di essere sollecitato: il gusto.

I bebè amano i gusti dolci, mentre evitano amaro, piccante e gusti troppo forti. Questo può essere un bell’impiccio, specie quando crescono e continuano a non voler mangiare di tutto.

Da cosa dipende? E’ un comportamento innato: l’uomo associa i sapori dolci a cibi commestibili e quelli amari a cibi velenosi; è un retaggio che ci portiamo dietro dall’età della pietra, quando ci nutrivamo di bacche e frutti. Tuttavia, in una società che si è evoluta dal punto di vista alimentare e che persegue una dieta sana, è un’attitudine da modificare.

Come? Attraverso l’educazione. Fate assaggiare di tutto, proponete dei giochi col gusto, come riconoscere un cibo dal sapore o provare dei gusti nuovi e diversi. Se proposti come giochi difficilmente i bimbi rifiuteranno.







Approfondimenti

Se cercate approfondimenti scientifici sullo sviluppo sensoriale e cognitivo dei bambini, potete ricorrere all’ampia manualistica universitaria in tema di psicologia dello sviluppo. In particolare, noi abbiamo fatto riferimento a:

Berti, Bombi (2005) Corso di psicologia dello sviluppo, Il Mulino, Bologna

a cura di Matteo Princivalle

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Le routine che calma i bambini: idee per vivere tranquilli

Quando si parla di bambini vivaci siamo sicuri di avere l’attenzione di molti genitori. Lo dimostra il nostro articolo sulle attività che calmano i bambini, il più letto sul sito. Oggi vogliamo affrontare il tema da una prospettiva un po’ diversa, ovvero quella della routine e delle pratiche quotidiane che infondono calma e serenità.

Il bambino: un animaletto abitudinario

Avete mai sentito dire che i bambini sono abitudinari? Ebbene sì, gli piace sapere cosa dovranno fare e quando. Non si tratta di un capriccio, ma di un bisogno legato al sentimento di sicurezza. Il bambino non ha gli strumenti che abbiamo noi per comprendere la realtà; per lui un’improvvisa riunione di lavoro non ha senso, così come una strada interrotta o gli orari di chiusura dei negozi. Del resto, non ha ancora avuto modo di sperimentare la vita e le sue sfumature. In sostanza, siccome la sua mente non riesce ancora a prevedere imprevisti e cambi di programma come noi adulti, questi lo mandano terribilmente in ansia. Un bambino ansioso diventa irrequieto, nervoso, spesso agitato e facile all’ira.

Da buoni educatori dovremmo tener presente di questa sua particolarità, da un lato spronandolo affinché diventi più elastico, dall’altro regalandogli una routine per quanto possibile stabile e stabilizzante. Le due cose, elasticità e abitudini sono in conflitto solo in apparenza: è possibile avere una routine ben strutturata e proporre, ogni tanto, una variazione; cosa ben diversa dal muoversi a casaccio, senza uno schema e senza capisaldi.

Le buone abitudini di casa

La routine parte da casa; perché non provate a

  • 1 destinare mezz’ora al giorno al gioco coi bambini, magari prima di cena 
  • 2 stabilire un’ora fissa per addormentarsi la sera, magari dopo aver ascoltato una storia
  • 3 fare insieme qualche lavoretto in casa, ad esempio: lavare i piatti, bagnare i fiori, riordinare gli armadi 

Si tratta di piccoli momenti condivisi, che aiuteranno a costruire un dialogo sereno con i bambini, guadagnando la loro fiducia e aiutandoli ad interessarsi alla vita di casa, ma soprattutto sono attività rasserenanti, piccoli punti fermi nella vita di ogni giorno. La cosa migliore è introdurre nella nostra routine i bambini, coinvolgerli in quello che si fa rendendoli partecipi: aiuta a sconfiggere l’ansia e soprattutto motiva a fare qualcosa di costruttivo.

Trekking urbano: l’effetto rasserenante di una passeggiata insieme

Un’altra buona abitudine è quella di uscire con i propri bimbi per camminare un po’. Non serve fare la maratona, bastano una ventina di minuti al giorno; l’esercizio fisico, la compagnia e gli stimoli incontrati lungo la strada sono sufficienti a tranquillizzare. Si tratta di un’abitudine valida tanto in mezzo alla natura quanto in città: camminare è ugualmente positivo (anche se nella natura aiuta a smaltire lo stress in misura maggiore).

Dedicare tutti i giorni un momento a camminare insieme dovrebbe essere un obiettivo educativo per tutti; un modo per vincere la pigrizia e svagarsi un po’ insieme. Naturalmente questo si inserisce nel quadro generale dell’attività fisica: tutti i bambini devono avere occasioni per muoversi all’aria aperta, correre con gli amici e fare sport. Passeggiare in sé è un valido aiuto contro l’irrequietezza, ma non basta.

Relax in compagnia

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Anche avere dei momenti di riposo condivisi è necessario e salutare. I bambini devono realizzare che ci sono alcuni spazi destinati al riposo e al recupero; ad esempio dopo il pranzo, con il tipico sonnellino oppure con una siesta (potrebbe essere il momento per leggere, per fare qualche lavoretto, per ascoltare la musica).

Questi momenti inoltre aiutano a proteggersi contro lo stress, tanto negli adulti quanto nei bambini; è l’ora in cui si “stacca la spina” e si rilassa la mente.

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Educare i bambini? Cominciamo partendo dall’esempio

In questi giorni abbiamo parlato di bambini viziati, di bambini senza regole e di come dovremmo comportarci con loro per evitare grossi problemi da grandi, ma soprattutto per rimetterli in carreggiata, per permettere loro una vita felice. Portando avanti questa riflessione, mi è sembrato importantissimo ripartire da uno dei fondamentali dell’educazione, ovvero ciò che sta alla base dell’essere educatori: il buon esempio.

Non date consigli, date l’esempio!

Recita una vignetta di successo che abbiamo pubblicato su Facebook. Una massima che dovremmo sempre tenere presente quando abbiamo a che fare coi piccoli. Inutile dire “devi fare questo”, ” giusto fare così”. La buona guida è quella che insegna coi fatti quel che si deve fare, non a parole.

Questo punto di partenza (che peraltro si sposa alla grande con la nostra pedagogia) significa che fare l’educatore prevede in prima battuta di fare i conti con sé stessi. Dovrete imparare ad essere proprio come volete che gli altri siano. Altrimenti il vostro intervento sarà un buco nell’acqua.

Quindi:

  • Quando insegniamo il rispetto, non possiamo poi mancare di educazione insultando il verduriere, parlando alle spalle della vecchietta, facendo qualsiasi cosa violi l’altrui dignità. Dobbiamo essere rispettosi. Rispettosi degli altri, delle cose, degli ambienti e delle convinzioni. Un papà che sgrida un bambino che ha gettato la carta di una caramella nel bosco, se poi butta la carta del suo panino (esempio realmente accaduto), è incoerente, ma è anche un pessimo esempio. Quel bambino imparerà che le regole sono parole al vento, un po’ come le grida manzoniane: editti severi buoni solo a imbrattare i muri visto che nessuno li rispetta.
  • Quando insegniamo a cercare la felicità, dobbiamo essere propositivi, pieni di vita. Dovremmo imparare a guardare in modo positivo al lavoro, alle faccende di casa, senza farci abbattere e innervosire. Purtroppo è difficile e in pochi ci riescono, ma Portale Bambini promuove la felicità di tutti, piccoli e grandi. Per cui vi diamo questo consiglio: fatelo per i bambini. Siate felici per loro, affinché crescano in un ambiente stimolante. E non dimenticatevi che siete persone anche voi, oltre che genitori o educatori: prendetevi del tempo per voi stessi, non trascurate amicizie e passioni.
  • Siate propositivi, imparate a vivere con gioia!
    Siate propositivi, imparate a vivere con gioia!

Attraverso il vostro esempio, insegnate a rispettare le regole

Essere dei buoni cittadini, rispettosi delle regole, è il principale modo per abituare i bambini che le regole ci sono e sono importanti. Si comincia dallo spirito civico e dalle regole fondamentali della casa per arrivare a tutte le altre. Se siete un esempio di rispetto, i bambini assimileranno questo tratto in modo naturale, senza dover trasformare ogni piccola regola in una battaglia.

E’ importante anche diventare un modello di “anima robusta”: nella vita ci saranno tanti imprevisti, fallimenti, frustrazioni. Il modo in cui li viviamo può cambiare radicalmente la nostra vita. Fate vedere che si può reagire in modo positivo, propositivo ed educato a questi ostacoli. Trasmetterete la resilienza.

Essere, prima di apparire

Non potrete recitare per sempre la parte dei belli e buoni. O siete così, o i bambini vi scoprono prima o poi. Generalmente prima. Quindi, ogni volta che vi accingete ad educare, dovete ripensare a voi stessi, a chi siete e a come siete. Solo così potrete essere un esempio utile.

Non ignorate le vostre passioni: saprete trasmetterle con entusiasmo. Adattandole ovviamente ai bambini, con cui avrete a che fare. Se vi diverte raccontare storie, perfetto: sarete dei perfetti menestrelli con tutti gli occhietti di casa puntati su di voi. Ma se non vi viene bene, se è una cosa che vi innervosisce, meglio fare altro. Cercate di privilegiare quei momenti in cui siete naturalmente un bell’esempio.

Anche per questo ci piace che i nostri lettori sappiano come la pensiamo sull’educazione dei bambini: sarebbe un bel problema insegnare a vivere la natura se siete voi i primi a schifare gli alberi.

Compiti per tutti: una volta al giorno, sii quello che vorresti vedere in tuo figlio

Provate a fare questo semplice esercizio. Una volta al giorno, pensate a un piccolo gesto che vorreste vedere fare dai vostri bambini, poi siate i primi a farlo. Insegnate con l’esempio. Sarà il vostro momento di buona educazione quotidiana, una pratica costruttiva, semplice e scalabile: vedrete che presto ci prenderete gusto.

Tanti grandi educatori del passato hanno parlato dell’esempio, di come sia importante essere convinti della propria opera ma soprattutto partecipi. Per capire meglio l’importanza dell’esempio, ma anche per riflettere del ruolo del genitore in famiglia, perché non provate a leggere Il bambino in famiglia? E’ uno dei classici di Maria Montessori ed anche un bello spunto per vivere la genitorialità con gioia.

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Il risveglio dei sensi. Giochi e attività nella natura

I cinque sensi sono uno strumento fondamentale a disposizione dei bambini, che permette loro di scoprire la natura e il mondo. Tuttavia, la vita in città non li stimola abbastanza e diamo loro troppa poca importanza. Lo sviluppo sensoriale, di cui abbiamo già parlato, viene completato entro l’ottavo mese di vita, ma l’utilizzo dei sensi è fondamentale per una crescita serena ed armonica. 

Alla scoperta della natura: usa i tuoi sensi

Abbracciate gli alberi, annusate i fiori nel campo, chiudete gli occhi e ascoltate il rumore del vento, sentite l’erba sotto i vostri piedi. Ci sono mille attività adatte ai bambini per stimolare i loro sensi. Toccate la superficie dei sassi, assaporate i frutti di bosco appena raccolti.

Non si tocca!

Spesso impediamo ai bambini di toccare il fango, di raccogliere foglie e rametti, di andare in giro scalzi. E’ giusto? Secondo noi bisognerebbe permettere ai bambini di fare quante più esperienze possibili, anche quelle in cui ci si sporca. Quindi, se è sicuro (le pozzanghere non uccidono, mentre prima di mandare un bimbo in giro scalzo è bene accertarsi che il terreno sia pulito e privo di oggetti taglienti), perché no?

Anche i grandi!

Esplorare un po’ la natura fa bene anche ai grandi, che potranno tornare bambini per un attimo e lasciarsi trasportare dai propri sensi. Importantissimo è il coinvolgimento: cercate di attirare l’attenzione dei più piccoli, guidateli alla scoperta delle foglie, del sole e dei sassi. E perché no, stimolate la loro curiosità facendo domande e raccontandogli qualche aneddoto divertente sulla natura.

Qualche spunto: le attività nella natura suggerite da noi

Ci sono tantissimi giochi che permettono di sviluppare i sensi divertendosi. Spesso si tratta di attività che migliorano la percezione dello spazio e del proprio corpo, oltre a rasserenare l’animo. Vediamone qualcuno

1 – RICONOSCIMENTO DI OGGETTI MENTRE SI E’ BENDATI: un classico dell’animazione. A un bambino bendato si presenta un oggetto che deve riconoscere. La difficoltà consiste nel farsi una rappresentazione mentale dell’oggetto in questione, nella capacità di ricavare informazioni attraverso il tatto e di ricostruire la forma. Utilissimo come esercizio di potenziamento cognitivo, personalmente lo inserisco in quasi tutti i giochi a squadre che faccio.

Una variante consiste nel mettere gli oggetti da riconoscere in una vasca piena di sabbia o d’acqua. In questo modo aumenta la difficoltà del riconoscimento, inoltre si introduce un altro elemento che genera esperienze tattili.

2 – PERCORSO SENSORIALE NEL BOSCO: se siete frequentatori di boschi e parchi, provate a far scoprire le varie forme, superfici, colori e profumi della natura. Potete realizzare un piccolo percorso con vari tipi di alberi, oppure con i fiori o con le erbe spontanee.

3 – SABBIAIO o SABBIERA (che dir si voglia): uno di quei giochi sempreverdi, dotati di un incredibile appeal per i bambini e spesso sottovalutato. Sperimentare la sabbia è un esercizio sensoriale fantastico. Meglio se abbinato a una fontanella o alla possibilità di versarci all’interno dell’acqua. Potete usare il sabbiaio anche per nascondere oggetti per il riconoscimento sensoriale. Ne trovate in commercio di tutte le forme e dimensioni, è uno di quei giochi che, se avete un giardino, non dovrebbe mancare: sarà il compagno dei vostri bimbi per anni. Fortunatamente anche molti parchi pubblici si stanno attrezzando.

4 – CATALOGAZIONE DEI FIORI: un ulteriore esercizio per allenare la vista e il riconoscimento visivo. Raccogliere fiori e imparare a distinguerli l’uno dall’altro (potete farlo anche con l’erba) è un ottimo modo per insegnare ai bambini l’attenzione ai dettagli e la concentrazione. Inoltre, facendo leva sul piacere di collezionare, riuscirete facilmente a riempire un bell’erbario.

E voi, avete delle vostre attività per risvegliare i sensi dei vostri bimbi con la natura?

Le immagini con i bambini sono tratte dalla bellissima galleria su: http://icggrassi.altervista.org/scopriamo-la-natura-attraverso-i-cinque-sensi/

 

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