Imparare scrivendo, con il Metodo Grafomotorio

La scrittura è un’arte complessa, che coinvolge tanto la mano quanto il pensiero. Se una bambina o una bambino non impara a scrivere correttamente in età prescolare e nei primi anni della scuola primaria – cosa che succede sempre più spesso – tenderà a sviluppare difficoltà serie nell’apprendimento.
Ne parliamo in questa intervista con la grafomotricista Ilaria Lenti, specializzata nel Metodo Grafomotorio©, che lavora che lavora sui processi di apprendimento dei bambini e dei ragazzi.

Cosa si intende per Metodo Grafomotorio?

Il Metodo Grafomotorio© è un metodo che favorisce l’apprendimento della persona in particolar modo dei bambini nella fascia compresa tra 3 – 12 anni.  Attraverso pratiche esperienziali dell’imparo – facendo, il Metodo Grafomotorio©, ideato ed elaborato dalla Dott.ssa Daniela Cieri, grafologa e grafomotricista, oltre a porsi come metodologia didattica inclusiva, consente ai bambini di avviarsi sin dalla prima infanzia alla lettura, alla scrittura, al linguaggio e al calcolo.

Quali bambini e quali ragazzi possono trarre beneficio dall’applicazione del Metodo Grafomotorio?

Il grafomotricista affronta le difficoltà di apprendimento e le problematiche legate ai DSA, BES; aiuta il bambino ad applicarsi nello studio traendo un metodo di studio proprio; favorisce l’apprendimento del bambino con difficoltà. Il grafomotricista, in quanto esperto nell’ambito didattico-pedagogico, aiuta l’apprendimento (a scuola e anche nei compiti pomeridiani) e si pone al fianco dei bambini sia nella prima infanzia (3-4 anni) per lo sviluppo dei prerequisiti, sia nella prescolarizzazione per il potenziamento delle abilità cognitive (5-6 anni), e sia in fase scolare (bambini 6-12 anni) per un apprendimento significativo.
A partire dai 12 anni, quando il bambino possiede gli schemi mentali cognitivamente sviluppati, la didattica metacognitiva diventa il comune denominatore per un apprendimento significativo.

A quali genitori consiglieresti di rivolgersi a una/un grafomotricista?

È importantissima la prevenzione. Pertanto, consiglierei di rivolgersi ad una/un grafomotricista a quei genitori i cui figli:

  • stanno per affrontare l’importante ingresso alla Scuola Primaria, in quanto questo professionista può stimolare e/o potenziare i prerequisiti necessari per un apprendimento significativo (abilità visuo – spaziali, discriminazione uditiva, memoria, concentrazione ed attenzione, pregrafismo);
  • presentano delle difficoltà nella lettura, scrittura, calcolo;
  • presentano dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA);
  • presentano una scorretta postura e/o impugnatura dello strumento grafico;
  • non hanno un metodo di studio proprio, in quanto il grafomotricista può aiutare il bambino/ragazzo a trovare quello più giusto per lui.

Sono i genitori ad avviare il percorso o è necessaria l’intermediazione di un altro specialista per la progettazione di un intervento mirato (insegnante, psicologo, neuropsichiatra infantile)?

Se sono i genitori ad accorgersi di difficoltà di apprendimento del figlio possono decidere di rivolgersi direttamente al grafomotricista o possono comunicarlo alla scuola e chiedere agli insegnanti se condividono le loro preoccupazioni; se le difficoltà scolastiche sono state rilevate anche dai docenti, allora è il caso che la famiglia, su consiglio della scuola, faccia valutare il figlio secondo le modalità previste dalla normativa vigente (Legge 170/2010), che prevede la possibilità per tutti i bambini e ragazzi, nel caso di sospetto di presenza di DSA, di poter usufruire di tutte le iniziative utili per l’effettivo godimento del diritto allo studio. È importante che si crei tra scuola e famiglia un dialogo costruttivo e una reciproca collaborazione per poter supportare il bambino/ragazzo; solo con un’azione sinergica si potrà ottenere il successo formativo.

La qualità della scrittura dipende anche da come i bambini impugnano il loro supporto (penna, matita, etc.); esiste un “problema di impugnatura” tra i nostri bambini? Quanti di loro impugnano scorrettamente?

Capita spesso di vedere i bambini fermarsi, scuotere il polso magari con qualche smorfia e riprendere a scrivere: questo è indicativo di quanto sia faticoso scrivere per loro, al di là della quantità che viene richiesta. La formazione di calletti sulle dita è sintomo di un’impugnatura scorretta che spesso non viene più sistemata per pigrizia, perché a lungo andare entra nell’abitudine sebbene sia chiaramente dolorosa. Poiché correggere un’abitudine scorretta comporta difficoltà, l’ideale sarebbe impostare la corretta impugnatura già dalla prima infanzia.
Tra i quattro e i cinque anni, infatti, i bambini sono già in grado di passare dall’impugnatura “a martello” – la matita chiusa nel palmo della mano – all’impugnatura con la presa a pinza o a tre dita (impugnatura corretta).
L’ impugnatura scorretta dovrebbe essere sempre trattata e risolta non solo quando questa da origine ad una vera e propria disgrafia, ma anche quando questa condizione non si manifesta; una cattiva impugnatura, inevitabilmente, si traduce in tensione muscolare a livello della mano, del polso, della spalla, del collo, e questo accumulo di tensioni penalizza la fluidità del gesto grafico, rendendo faticoso l’atto dello scrivere.

Il Metodo Grafomotorio risolve questi problemi di impugnatura? Come?

La motricità fine è una capacità fondamentale per la crescita del bambino ed è pertanto necessario svilupparla bene; essa è la capacità di controllare il proprio corpo su specifici movimenti con le mani e le dita.
Questi movimenti, estremamente piccoli e precisi, richiedono un’alta capacità di concentrazione e una buona coordinazione oculo – manuale.
Il Metodo Grafomotorio©, attraverso attività ludico – didattiche, aiuta a stimolare e potenziare la motricità fine con:

  • attività di flessione e distensione delle dita;
  • attività di infilare (lacci, perline, pasta);
  • attività con le costruzioni;
  • attività con puzzle (magari con i pomelli).

Sappiamo che si tratta di un tema delicato, ma è possibile che ad alcuni bambini venga diagnosticato un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) in presenza di una semplice difficoltà?

Negli ultimi anni si è riscontrato un vero e proprio aumento delle diagnosi di Disturbo dell’Apprendimento, che non implicano il docente di sostegno, ma comunque sempre dei Piani Didattici Personalizzati (PDP).
Secondo alcuni autori, l’aumento delle diagnosi è avvenuto in quanto si fa confusione tra la difficoltà di apprendimento e il disturbo conclamato; le difficoltà di apprendimento sono delle fatiche e degli ostacoli “di passaggio” che il bambino incontra a scuola su cui si può intervenire per tempo; il disturbo di apprendimento, invece, è una condizione innata, persistente e resistente alle attività di potenziamento.
Proprio per evitare diagnosi sbagliate e riconoscere la distinzione tra difficoltà e disturbo sarebbe auspicabile sviluppare un sistema educativo e pediatrico in grado di sensibilizzare anche i genitori nei processi evolutivi del bambini, ma soprattutto va fatta tanta formazione a livello scolastico.

8. Puoi farci un esempio, indicando un’attività specifica utilizzata dal Metodo Grafomotorio?

Parto dicendo che il Metodo Grafomotorio© ha tre regole:

  • “A PICCOLI PASSI”, che consiste nella lentezza e nella semplicità esecutiva delle attività;
  • “DAL GRANDE AL PICCOLO”, che consiste in prassie che partono da azioni più ampie, più grandi, più facili, per poi arrivare al piccolo (attività sul quaderno);
  • “IMPARO – FACENDO”, che consiste nell’apprendere toccando con mano.

Ad esempio, per stimolare l’apprendimento della lettura, utilizzando il Metodo Grafomotorio©, si può partire da attività di analisi dei suoni, per poi passare alla segmentazione/composizione di parole con difficoltà crescente; successivamente si passa alla divisione sillabica e tipi di parole che iniziano con la stessa sillaba; si arriva poi ad identificare i suoni delle lettere nelle parole e ad attività di abbinamento fonema – grafema.

Motivazione ad apprendere, grinta e ottimismo sono fondamentali per il successo dei giovani studenti. Il Metodo Grafomotorio lavora in qualche modo sulla motivazione e sull’auto – disciplina?

Lo studente che vive continuamente situazioni di frustrazioni nello studio presenta scarsa autostima e non attribuisce valore a sé stesso come studente. La sua identità è costantemente messa in discussione e, percependosi come un “incapace”, si convince del fatto che anche i genitori, i compagni e gli insegnanti pensino la stessa cosa.
Bambini e ragazzi possono soffrire di “ansia da prestazione”, un meccanismo che si innesca quando in ambiente scolastico non ottengono risultati e, invece di essere incoraggiati, vengono pressati e rimproverati. I risultati insoddisfacenti in ambito scolastico generano un circolo vizioso:

  •  l’insuccesso prolungato genera scarsa autostima;
  • la scarsa autostima scaturisce disagio psicologico;
  • il disagio psicologico genera ansie, inibizioni, aggressività e atteggiamenti oppositivi.

Il Metodo Grafomotorio mette in atto delle strategie didattiche:

  • calmare lo stato d’ansia precedente;
  • impostare una didattica metacognitiva che mette al centro il bambino (e non l’insegnante);
  • incoraggiare le abilità del bambino e i sui piccoli successi.

10. Raccontaci una storia in cui l’applicazione del Metodo Grafomotorio ha “cambiato” una giovane vita.

Vi porterò l’esempio di un bambino di 6 anni che chiamerò M. Quando i genitori di M. sono arrivati da me erano quasi senza speranze; non potevano credere che il loro bambino in un anno, tra scuola e lezioni extra, non avesse imparato a scrivere nemmeno una lettera dell’alfabeto “a differenza dei suoi compagni di classe”.
Iniziando le sedute con M. sono arrivata alla conclusione che “l’intoppo” fosse nell’associazione fonema – grafema, ossia il bambino non aveva difficoltà di comprensione delle consegne verbali, ma la difficoltà era andare a riportare per iscritto i suoni delle lettere.
Abbiamo iniziato a fare una serie di attività: da “tra le immagini che ti sto mostrando quale inizia con la lettera A?” a “con la pasta di sale formami la lettera A”; dopodiché, ho scoperto che era un amante degli animali. Quindi, ho impostato l’associazione fonema – grafema, e altre attività, usando gli animali.

11. Per concludere: esiste un’associazione o un albo dei Grafomotricisti? Come può, una famiglia, individuare un professionista nella propria zona?

L’unica associazione a cui fare riferimento sia per il rilascio del titolo del grafomotricista, sia per formarsi nella didattica metacognitiva del Metodo Grafomotorio© è il GRAPHè, Istituto di Ricerca e Formazione grafologica e grafomotoria e Centro per l’Apprendimento, il quale detiene un Elenco di Esperti e di Grafomotricisti, autorizzati ad utilizzare il Metodo Grafomotorio©. L’Istituto ha un sito istituzionale, www.istitutographe.it .

*Ilaria Lenti si è diplomata in Grafologia presso l’Istituto Graphè e successivamente ha conseguito il master in Metodo Grafomotorio© presso lo stesso istituto. Opera come libero professionista nel campo dei disturbi della scrittura. Qui il suo profilo professionale