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Cuorfolletto e la fotocamera fifona

cuorfolletto e la fotocamera fifona

Avete mai visto Cuorfolletto? Non è un folletto come gli altri: è rosso ma cambia colore quando avverte un’emozione. Se incontra un bambino triste diventa grigio come un sasso e se incontra una bimba felice diventa giallo come il sole. Se fosse accanto a te – proprio adesso – di che colore sarebbe?
Cuorfolletto ha un’amica speciale, la piccola Marta: insieme vivono tante avventure incredibili.

Cuorfolletto e la fotocamera fifona

Alessia de Falco e Matteo Princivalle

È autunno. Per il compleanno di Marta zia Fanny le ha fatto un regalo speciale: una fotocamera, per riprendere le cose straordinarie che incontra ogni giorno.
Marta non ha perso tempo ed è corsa al parco a caccia di fiori e di insetti da trasformare in fantastiche fotografie. Ha dato anche un nome alla sua fotocamera: Gemma.
Oggi vuole fotografare i suoi amici, che stanno preparando i costumi per Halloween: Carlo si vestirà da lupo mannaro e Luisa da mummia egiziana.
Stanno lavorando ai costumi da una settimana insieme alla signora Bianca, la nonna di Carlo, che è un’ottima sarta. Una volta ha preparato un completo da fata per Marta, così bello che lei avrebbe voluto indossarlo per sempre.
Marta entra nel cortile della casa e si avvicina di soppiatto; riesce a sentire le voci de suoi amici. Carlo abita al pianterreno e ha un piccolo giardino recintato da una siepe. Marta si sporge un po’ oltre la siepe, per dare un’occhiata senza farsi vedere. Cuorfolletto è diventato del colore di un melone maturo, il colore della curiosità.
Ecco Carlo: nonna Bianca ha cucito tante strisce sottili di stoffa grigia e marrone per modellare la pelliccia del lupo mannaro, Ma la più spaventosa è Luisa, avvolta nelle sue bende color crema, con un copricapo dorato.
Marta bussa al cancelletto del giardino e i suoi amici la accolgono tra mille feste.
«State davvero bene vestiti così. Posso farvi una foto?»
Prende la sua fotocamera dallo zainetto, ma appena inquadra Carlo e Luisa, Gemma si mette a strillare: «Che paura! Che paura!»
Cuorfolletto diventa nero per la paura e si nasconde dietro la siepe.
«Scappiamo! Ci sono due mostri» strilla ancora la fotocamera Gemma.
Marta vorrebbe ridere, ma rimane seria, per non offendere la sua fotocamera.
«Non spaventarti Gemma: non sono dei mostri veri, sono solo i miei amici».
Poi si avvicina a Luisa e le sfila il copricapo da mummia, scoprendo le sue trecce bionde.
«Hai visto?» chiede alla fotocamera, che tira un sospiro di sollievo. Anche Cuorfolletto è tornato di un bel colore rosso ciliegia.
«Accipicchia, hai proprio ragione. Mi sono presa uno spavento che non puoi nemmeno immaginare.»
Carlo dice alla fotocamera Gemma: «Non lasciarti ingannare dalle apparenze. A volte abbiamo paura di cose che non ci possono fare alcun male e altre volte siamo affascinati da cose che sembrano innocue ma sono decisamente più pericolose.»
«Che bravo il mio nipotino! Sei diventato saggio quasi quanto me» esclama nonna Bianca, che ha preparato la torta di rose per Carlo e le sue amiche.

Laboratorio

La paura è un’emozione intensa; avere paura non è sbagliato. Questa emozione funziona come un allarme, che dice al nostro corpo: «Tieniti pronto a scappare» e alla nostra mente: «Non ti distrarre, c’è qualcosa di brutto qui vicino.»
Per i nostri antenati la paura è stata utile, perché li ha aiutati a sfuggire a molti pericoli mortali. A volte, però, ci spaventiamo per qualcosa che non è davvero pericoloso, com’è successo alla fotocamera Gemma nella storia. Riconoscere queste situazioni è importante per evitare di spaventarci inutilmente. Ci vuole un duro allenamento per imparare a controllare la paura.
Cuorfolletto ha preparato la “fotocamera inquadra-paure” per aiutarvi ad analizzare meglio le proprie paure. Scrivete dentro l’obiettivo una cosa che vi fa paura. Riflettete bene: perché vi spaventa? È un pericolo reale? Cosa potete fare per superare questa paura? Scrivete le risposte all’interno della macchina fotografica.

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