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Il castagno e il fico

Questo racconto fa parte della raccolta “Favole di Leonardo da Vinci”.

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Il castagno e il fico

Leonardo da Vinci. Testo (a cura di): Alessia de Falco e Matteo Princivalle

C’erano una volta un castagno e un fico che crescevano vicini. L’estate era appena finita e il fico era carico di frutti; il contadino e i suoi figli si erano arrampicati sui suoi rami e staccavano i fichi maturi dai rami, posandoli delicatamente nei loro cesti di vimini foderati di stoffa.

Il castagno disse al fico: “Povero fico! È proprio vero che la natura non sa fare parti uguali. I tuoi frutti sono così morbidi e dolci che gli uomini si arrampicano su di te come formiche per coglierli. Le mie castagne, invece, sono avvolte da un velo sottile, protette da una pelle dura come il legno e come se non bastasse, sono racchiuse dentro un guscio pieno di spine. Nessun uomo si azzarda ad arrampicarsi su di me né a toccare i miei frutti con le sue mani”.

Sentendo quelle parole, il fico cominciò a ridere insieme a tutti i suoi figlioli.

“Tu non conosci l’uomo, caro castagno. È un animale così intelligente che pur di mangiare le tue castagne spacca i gusci con le pietre e con i tronchi, squarcia la loro pelle con un coltello tagliente e poi le butta nell’acqua che bolle. I miei frutti invece li raccoglie con delicatezza, poi li posa in un cestino foderato di stoffa per non romperli. Se ci pensi bene, la natura è stata più generosa con me che con te”.

il castagno e il fico frasi di Leonardo da vinci

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Poesie e filastrocche sull’arte

Scoprite tante poesie e filastrocche sull’arte.

poesie sull'arte

Poesie sull’arte

Disse un pittore

Testo di: Alessia de Falco e Matteo Princivalle

Disse un pittore assai famoso
che l’arte è parecchio strana
ed è un problema annoso
Si passa una vita intera a studiare la tecnica ed il colore
per scoprire infine la verità:
un vero artista dipinge solo con il cuore.

Filastrocca dell’arte

Testo di: Margherita Bufi

Filastrocca dell’arte
disegniamo tante carte
con pennelli ed acquerelli
dipingiam pure i secchielli.

Con le note e gli strumenti
via ai concerti ed agli eventi.
Nel teatro recitiamo e gli attori applaudiamo.

Tra i poeti e gli scrittori
noi scopriamo gli inventori
di racconti e filastrocche
da ripeter con le bocche.

L’arte è proprio una magia
a scuola, fuori e a casa mia.
Ovunque incontri la bellezza mista a naturalezza

puoi sognare anche tu
e sarai artista un po’ di più.

L’arte cos’è?

Testo di: Nicla Dalicante

L’arte cos’è?
Un modo diverso di parlare di me.
Che sia musica o poesia
dal cuore o dalla testa per uscir trova la via.
Che sia uno schizzo o un dipinto
il sentimento è variopinto.
Che sia una recita o una danza
non ne avrò mai abbastanza.
E se in tutto ci metto il cuore
l’ arte nella mia vita sarà il giusto motore.

Teatrino delle note

Testo di: Manuela P.

Luci spente ed oplá
Il silenzio sia in sala
Che s’alzi il sipario
Siam le Note di gàla.
Duchessa Do che canta e volteggia,
Poi arriva il Re, maestoso gorgheggia.
Ed il principe Mi, avanza elegante,
S’inchina a lei, Fa, graziosa regnante.
Arriva anche Sol, marchese radioso
sorride di La, lo vorrebbe far sposo.
Così concludiamo con il bacio di Si,
dolcissima dama che ringrazia così
Attrici ed attori commossi lo siamo
Felici di applausi, ci prendiamo la mano.
Il finale è arrivato
È un gran girotondo
Un saluto e un inchino
A voi tutti nel mondo.

La bellezza si coglie in natura

Testo di: Raffaella Gatta

La bellezza si coglie in natura
con molta disinvoltura
Un monte innevato con il manto bianco
sembra un vecchio signore che ne fa vanto
In primavera
la vallata
con foglie e fiori adornata
è una fanciulla pronta a far festa
con una corona di spighe sulla testa
Al mare cristallino
un pennello birichino
cambia il colore dalla sera al mattino
un riflesso cangiante
che lascia sognante
l’ignaro passante .
La pioggia leggera
che segna la sera
si adagia sincera
sulle foglie croccanti
degli alberi stanchi
ed il vento allegro
che in autunno si leva
cambia il vestito alla signora atmosfera.

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Poesie e filastrocche sulla montagna

Scoprite tante poesie e filastrocche sulla montagna.

poesie sulla montagna

Poesie sulla montagna

Filastrocca della montagna

Testo di: Margherita Bufi

Filastrocca della montagna
vado e cerco la castagna
ma anche i funghi
da mangiare
oppur solo da ammirare.

Alta, bassa
verde, brulla
la montagna mi trastulla.

Aria buona in quantità
latte e prodotti di qualità.

Mucche, capre e vitelli
felici pascolan con gli agnelli.

C’è una pace su in montagna
bene fa chi mi accompagna!

L’avventura

Testo di: Manuela P.

Sacco in spalla
e naso in su,
procediamo fin lassù.
Lì ci aspetta un panorama
che ci incanta e che ci ama;
passo e passo, salgo e guardo
è vicino ormai il traguardo.
Sono ormai quasi alla vetta,
non molliamo, non c’è fretta.
Sono giunto qui alla cima
ce l’ho fatta, con la rima
Oh montagna, ti ho scalato,
sai mi sento fortunato.
Guardo in basso, piano piano
Gulliver o Lillipuziano?

Montagna meravigliosa

Testo di: Raffaella Sorrentino

Montagna boscosa,
Montagna rocciosa,
Ogni passeggiata o scalata è meravigliosa!
D’inverno tra gli alberi innevati,
Milioni di animaletti tieni con te addormentati.
In primavera diventa tutto incantevole,
Fiori colorati e alberi maestosi.
Tra tantissime meraviglie e mille colori,
Resti il luogo di natura incontaminata,
E ogni creatura di fronte a te
rimane incantata.

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Verbi impersonali

In questa sezione troverete le regole grammaticali sui verbi impersonali e le schede didattiche per i bambini della scuola primaria.

LEGGETE ANCHE: Forma attiva e passiva del verboAnalisi grammaticale del nome

I verbi impersonali

Grammatica

I verbi impersonali sono verbi che si utilizzano alla terza persona singolare ma che non hanno un soggetto. A differenza dei verbi con soggetto sottinteso, in cui il soggetto è presente ma non viene espresso, i verbi impersonali mancano di un soggetto logico che compie l’azione.

Elenco di verbi impersonali

Vengono utilizzati in modo impersonale:

  1. Tutti i verbi atmosferici (piove, nevica, tuona, grandina, etc.). Ricordate che i verbi atmosferici accettano sia la forma con è (è piovuto) che quella con ha (ha piovuto).
  2. Il verbo essere seguito da un aggettivo o un avverbio (è bene, è opportuno, è da un anno, etc.)
  3. Verbi passivi che indicano permesso o divieto (è vietato, è permesso, è obbligatorio, etc.)
  4. I verbi sembrare, accadere, succedere quando manca un soggetto (sembra che, è successo che, accadde che, etc.)

Esempi

Negli esempi seguenti il verbo impersonale è evidenziato in grassetto.

  1. Oggi piove.
  2. È vietato attraversare la strada quando il semaforo è rosso.
  3. Sembra che stia per piovere.
  4. È bene finire i compiti prima di accendere la tv.
  5. È successo un fatto straordinario: ha nevicato, nonostante fosse giugno.
  6. È possibile che questa sera torni a casa più tardi del solito: il capo mi ha assegnato un lavoro urgente.
  7. Quando nevica è meglio non usare l’automobile se non è strettamente necessario.
  8. Ha grandinato a lungo: è opportuno controllare che i fiori non siano stati danneggiati.
  9. Non possiamo entrare con Poldo: è vietato l’ingresso agli animali.
  10. È da una vita che non ci vediamo!

Schede didattiche

Cliccate sulle schede didattiche per stamparle. Se volete incollarle sul quaderno, ritagliate lungo i margini tratteggiati.

scheda didattica di esercizi sui verbi impersonali

Per approfondire

Verbi impersonali, su: treccani.it

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Lapbook e pop-up. I Romani
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Schede di italiano:
🔴 Italiano – Classe prima
🟠 Italiano – Classe seconda
🟡 Italiano – Classe terza
🟢 Italiano – Classe quarta
🔵 Italiano – Classe quinta
↩️ Italiano – Tutte le schede

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Poesie sull’Universo e sullo spazio

Scoprite tante poesie sull’Universo e sullo spazio in questa sezione di poesie.

LEGGETE ANCHE: Poesie sulla Terra – Poesie sulla primavera –  Poesie sugli alberi

poesie sull'universo e sullo spazio

Poesie sull’Universo e sullo spazio

Filastrocca dello spazio

Testo di: Margherita Bufi
Filastrocca dello spazio
ci si arriva come un razzo
con la grande astronave
per scoprir le stelle nane.
Via nell’orbita spaziale
in un buio abissale
alla volta dei pianeti
come fossimo poeti.
È un incanto l’universo!
Sole, luna e comete,
asteroidi ne vedrete…
Chi mi lancia nello spazio
per provare l’allunaggio?

Per la Luna

Testo di: Tecla Frattini
Per la Luna nella stanza,
Per la Luna che mi parla,
Per la Luna la mia amica,
che quando è piena
mi guarda con i suoi occhini profondi e scuri
e mi dice:
“Fai la nanna piccola Beatrice!”

Ho la febbre e penso a Mercurio

Testo di: Luigi Finucci
Quando ho la febbre e sto male
e la temperatura del corpo sale
dentro al termometro trovo qualcosa
c’è Mercurio! Ma che strana cosa,
del sistema solare il primo pianeta
ecco! sarà la mia prima meta
come una stella, nel cielo lucente
così vicino al Sole ardente.
“Come sono strani gli adulti” penso
il mondo, a volte, non ha proprio senso
paragonare un liquido nero
ad un pianeta così vero
non basta credere alla scienza
a volte bisogna cedere all’evidenza
che la fantasia non è sempre una bugia
ma solo una realtà con un po’ di magia.

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La leggenda della camelia

Questo racconto fa parte delle raccolte “Fiabe dal mondo” e “Storie di primavera“.

LEGGETE ANCHE: La leggenda delle margheriteLa tartaruga parlante

La leggenda della camelia

Leggenda giapponese. Testo (a cura di): Alessia de Falco e Matteo Princivalle

Tanto tempo fa, il dio del vento e delle piogge Susanoo fu esiliato sulla Terra; egli infatti aveva mancato di rispetto a sua sorella Amaterasu, allagando e distruggendo i campi che la dea aveva costruito per sfamare gli uomini. La dea, per vendicarsi, aveva fatto calare l’oscurità sul mondo intero e per gli altri dei non fu affatto semplice placare l’ira di Amaterasu. Ci riuscirono soltanto a una condizione: quella di cacciare Susanoo.

Il dio comprese il suo errore e giurò che da quel momento in avanti avrebbe impiegato tutte le sue forze per difendere gli uomini e permettere al bene di trionfare. Poco dopo, mentre attraversava la regione di Izumo, una coppia di anziani lo supplicò in ginocchio di aiutarli: “Aiutaci straniero! Il terribile Orochi sta per divorare anche l’ultima delle nostre figlie; le altre sette ormai le ha già uccise sette e nel villaggio non è rimasta nemmeno una ragazza”.

Orochi era un serpente mostruoso: aveva otto code e otto teste, e i suoi occhi sono rossi come il fuoco e il suo ventre era coperto di fiamme e sangue bollente. Orochi, da molto tempo minacciava gli abitanti di Izumo: se non gli avessero consegnato ogni mese una ragazza da divorare, lui avrebbe distrutto ogni cosa.

Quando sentì questa storia Susanoo decise di aiutare i due anziani: li seguì fino al loro villaggio ed escogitò un piano per salvare la loro figlia, la bella Kushinada. Per cominciare il dio trasformò la fanciulla in un pettine, in modo che il serpente non potesse vederla né sentire il suo profumo. Poi mise davanti alla porta di casa della ragazza otto barili, pieni di sakè (il vino giapponese).

L’indomani, Orochi arrivò alle prime luci dell’alba. Susanoo si era nascosto dentro un cespuglio e l’anziano padre di Kushinada offrì il sakè al serpente. Gli disse: “Prima che tu prenda mia figlia, accetta questo dono. È il mio sakè migliore ed è tutto per te, grande e potente Orochi”.

Il serpente tuffò una delle sue teste in un barile e bevve tutto d’un fiato. Il vino era così buono che anche le altre sette teste vollero berlo e si tuffarono ognuna in un barile.

Subito dopo, il serpente cadde a terra ubriaco e si addormentò. Fu allora che Susanoo uscì dal suo nascondiglio, sguainò la sua spada e tagliò le teste una dopo l’altra, poi tagliò anche le code. Orochi fu sconfitto e dove erano cadute le gocce del suo sangue crebbero delle piante che nessuno aveva mai visto prima. Erano le camelie, chiamate anche “rose del Giappone”: i loro fiori erano bellissimi e dentro ciascuno di essi era racchiuso lo spirito di una delle fanciulle divorate dal mostro.

la leggenda della camelia

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