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Dieci curiosità sull’acqua

Scoprite dieci curiosità sull’acqua che pochi conoscono. L’acqua è vita: senza questo elemento non sarebbe possibile la vita sulla Terra. Ma quanto sappiamo su di essa?

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Cinque curiosità sull’acqua

  1. Congela prima l’acqua calda o quella fredda?
    La risposta è incredibile: l’acqua calda diventa ghiaccio più rapidamente di quella fredda. Questo fenomeno, chiamato effetto Mpemba, è noto fin dall’antichità, ma gli scienziati non hanno ancora capito perché avvenga.
  2. Quanta acqua dolce c’è sulla Terra?
    Meno dell’1 % dell’acqua terrestre è acqua dolce (quella che beviamo e che viene utilizzata per produrre il cibo di cui ci nutriamo). Il 97% dell’acqua è salata e la parte restante si trova sotto forma di ghiaccio nelle calotte polari.
  3. L’acqua può finire?
    No: la quantità di acqua sulla Terra non può aumentare né diminuire. Questo succede perché l’acqua ha un ciclo chiuso: tutta l’acqua terrestre evapora, sale nell’atmosfera e poi ritorna sulla superficie sotto forma di precipitazioni. Tuttavia, l’acqua dolce potrebbe diminuire e potrebbe aumentare quella salata; ecco perché è importante non sprecare l’acqua potabile e non inquinare le fonti d’acqua dolce (sorgenti, fiumi e falde acquifere).
  4. Bere acqua ci rende più intelligenti?
    Sì: bere acqua aiuta il funzionamento corretto del cervello. Secondo i ricercatori dell’Università di East London e Westminster, chi beve mezzo litro d’acqua prima di svolgere un compito mentale migliora le sue performance del 14%. Questo succede perché quando siamo assetati, una parte del cervello è impegnata a comunicare al corpo la sete. Se il nostro corpo è ben idratato, il cervello non dovrà preoccuparsi della sete e potrà concentrarsi al meglio sul compito da svolgere.
  5. Quanta acqua serve per produrre 1 kg di carne?
    Per produrre 1 kg di carne di manzo, servono più di 15.000 litri d’acqua. È una quantità enorme: pensate che per produrre 1 kg di pomodori bastano 200 litri d’acqua e che in un anno, un uomo beve circa 1000 litri d’acqua. Anche per questa ragione dovremmo meno carne e più alimenti di origine vegetale.

curiosità sull'acqua

Altre cinque curiosità sull’acqua

  1. Per produrre qualsiasi fonte di cibo (animale o vegetale) serve acqua, dal caffè all’insalata.
  2. In Italia, ogni abitante consuma più di 400 litri d’acqua al giorno. Questa somma comprende l’acqua che beviamo, quella che usiamo in cucina, l’acqua per lavarsi, quella dei servizi igienici, l’acqua che usiamo in giardino o per lavare la macchina e anche l’acqua che viene sprecata a causa delle perdite negli acquedotti.
  3. Quando ci laviamo i denti sprechiamo all’incirca 7 litri d’acqua. Questa quantità si può ridurre moltissimo se teniamo l’acqua chiusa e apriamo il rubinetto solo per sciacquare bocca e spazzolino.
  4. Per molto tempo gli scienziati hanno pensato che l’acqua fosse arrivata sulla Terra sotto forma di comete ghiacciate. Tuttavia, di recente questa ipotesi è stata messa in dubbio: nessuno sa realmente come sia arrivata l’acqua sul nostro pianeta.
  5. Il corpo umano è composto d’acqua per il 70% del suo peso.

Bibliografia

Bere acqua aiuta il cervello. Su: Università degli Studi di Napoli Federico II

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Piccolo Calendario di Primavera

calendario di primavera

Nel nostro calendario di primavera potete trovare le giornate mondiali e le ricorrenze tra il 21 marzo e il 21 giugno. Si tratta di occasioni per conoscere e per riflettere che è bene conoscere.

Calendario di primavera

Marzo

Aprile

  • 2 aprile: Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo
  • 6 aprile: giornata internazionale dello sport
  • 7 aprile: giornata mondiale della salute
  • 20 aprile: giornata mondiale della creatività e dell’innovazione
  • 22 aprile: giornata della Terra
  • 23 aprile: giornata mondiale del libro

Maggio

  • 3 maggio: giornata mondiale per la libertà di stampa
  • Secondo Sabato di maggio: giornata mondiale degli uccelli migratori
  • Seconda Domenica di maggio: festa della mamma
  • 15 maggio: giornata internazionale della famiglia
  • 16 maggio: giornata mondiale del vivere insieme in pace
  • 16 maggio: giornata internazionale della luce
  • 20 maggio: giornata mondiale delle api
  • 21 maggio: giornata mondiale per la diversità culturale, il dialogo e lo sviluppo
  • 22 maggio: giornata internazionale per la biodiversità
  • 28 maggio: giornata internazionale del gioco

Giugno

  • 1 giugno: giornata mondiale dei genitori
  • 3 giugno: giornata mondiale della Bicicletta
  • 5 giugno: giornata mondiale dell’ambiente
  • 8 giugno: giornata mondiale degli oceani
  • 17 giugno: giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità
  • 21 giugno: solstizio d’estate

State cercando dei racconti per bambini sulla primavera? Scoprite l’Almanacco di Primavera del Bruco Mangianoia: una selezione illustrata delle nostre fiabe più belle. 

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La felicità è come un palloncino

Il professor Raj Raghunathan, dell’Università di Austin sostiene che la felicità sia come un palloncino. Più sei felice, più voli alto.

LEGGETE ANCHE: Il sacchetto della felicitàIl segreto della felicitàLa formula della felicitàIl test della felicitàLa torta del cuore

la felicità è come un palloncino

La metafora del palloncino

Ci sono alcune buone abitudini per vivere felici: possiamo paragonarle all’elio, che fa gonfiare il palloncino e lo fa volare sempre più in alto. D’altra parte, ci sono una serie di cattive abitudini: come diavoletti, bucherellano il nostro palloncino facendoci precipitare.

Questa metafora riesce a spiegare in modo semplicissimo il concetto di felicità. E non dimentichiamoci dell’equilibrio: di felicità si può anche esplodere se continuiamo a gonfiarci all’infinito. E’ il caso dell’euforia.

Possiamo estendere la metafora del palloncino alla vita di tutta la famiglia?

Certo che sì: vivendo insieme, le emozioni dell’uno influenzano tutti gli altri. Un bambino insofferente e provocatorio renderà difficile la vita a mamma e papà, così come al contrario un genitore assente non aiuterà certo il cammino verso la felicità del bambino. La famiglia è un sistema che necessita di trovare il suo equilibrio.

Laboratorio creativo

Ispirati dalla metafora del palloncino, abbiamo ideato un laboratorio creativo per misurare i nostri progressi in termini di felicità e stabilire gli obiettivi su cui invece bisogna lavorare.

Ogni sera, pensate insieme ad una buona abitudine che rende felice la famiglia: parlare insieme durante la cena invece che guardare lo smartphone, dedicare mezz’ora ogni sera al gioco, etc. Ritagliate un palloncino su un foglio di cartoncino colorato, scrivete questa buona abitudine e appendetela al cartellone con un po’ di nastro adesivo. Così avrete una traccia delle cose che vi fanno star bene e vi rendono felici.

Poi pensate ad una cattiva abitudine, che ci rende inquieti e nervosi. Ritagliate un diavoletto, scrivete all’interno la cattiva abitudine e appiccicate al cartellone anche lui. Dopo un paio di settimane il cartellone parlerà abbastanza chiaro: cosa continuare a fare e dove migliorare. Scacciare i mostriciattoli non è semplice, ma tutti possono riuscirci.

Ecco il nostro template. Se volete potete stamparlo cliccando sul link in basso, altrimenti potrete divertirvi a creare il vostro palloncino della felicità e il diavoletto dell’infelicità.

la felicità è come un palloncino laboratorio

Scheda da stampare

Template: Il palloncino della felicità

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Il sacchetto della felicità

Il sacchetto della felicità è un semplice esercizio per allenare il pensiero positivo insieme ai bambini.

LEGGETE ANCHE: Il palloncino della felicità – Il segreto della felicità – La formula della felicità – Il test della felicità

L’importanza del pensiero positivo

Il grande segreto del pensiero positivo, in fin dei conti, è semplicissimo: cominciare dalle piccole cose. Obiettivi minimi, concreti, raggiungibili. “Voglio cambiare il mondo” non è un pensiero che vi renderà felice. “Voglio iniziare a dare più ascolto ad una persona per cui normalmente non trovo il tempo” è un’azione più facilmente realizzabile e sicuramente foriera di positività.

Spesso l’alibi dietro a cui ci nascondiamo, quando pensiamo di non essere felici, è che desideriamo cose irrealizzabili o estremamente complesse, in cui non crediamo davvero, sapendo – implicitamente – che il fallimento è probabile.

Provate a partire da qui:

  1. Cercate un obiettivo realistico e raggiungibile.
  2. Sfidatevi, ma non troppo.
  3. Fate un elenco di cose che vi fanno star bene o che, secondo voi, vi aiuterebbero a star meglio.
  4. Prova a declinarle in piccole azioni concrete: “Leggo un libro”, “Chiamo un amico”, “Mi prendo il tempo per un pensiero sincero rivolto a una persona cara”.
  5. Organizzate il vostro tempo per realizzare le azioni nella lista.

Laboratorio creativo

Il sacchetto della felicità è un laboratorio creativo per trasformare il pensiero operativo in azione pratica.

  1. Procuratevi un piccolo sacchetto di carta oppure fabbricatene uno, piegando su se stesso un foglio di carta e incollando le giunture.
  2. Realizzate dei segna-cuore.
  3. Scrivete su ciascuno di essi una delle “piccole azioni felici” che avete elencato in precedenza.
  4. Ogni giorno, realizzate una delle azioni contenute nei segna-cuore e riponete il segna-cuore corrispondente nel sacchetto.
  5. Continuate così, finché tutti i segna-cuore non saranno nel sacchetto.
  6. Per finire, svuotate il sacchetto e ricominciate! Potete aggiungere dei nuovi segna-cuore o sostituire qualcuno dei precedenti, se vi accorgete che non fa più al caso vostro.

Schede da stampare

Scheda operativa: Il sacchetto della felicità

Bibliografia

 

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Storie di paura

Scoprite tante storie di paura in questa sezione di favole e fiabe.

LEGGETE ANCHE: I racconti del Bruco Mangianoia – Fiabe dal mondo – Fiabe dei fratelli GrimmStorie di fate

Storie di paura

Racconti di paura per bambini

Questi racconti autoconclusivi (tempo di lettura da 5-20 minuti) sono ideali come favole della buonanotte.

  1. Barbablù
  2. Il pifferaio magico
  3. Il buio nella stanza (testo di: Jessica Parolin)
  4. Storie di Halloween
storie di paura per bambini

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Il buio nella stanza

Questo racconto fa parte della raccolta “Storie di paura”.

LEGGETE ANCHE: Barbablù – Il pifferaio magico

Il buio nella stanza

Testo di: Jessica Parolin

Successe durante una notte buia e tempestosa, da cui ci si potrebbe aspettare di tutto, ma veramente di tutto!
L’aveva capito bene Giovanni, un dolce fanciullo di quattro anni, che non riusciva proprio a prendere sonno quella notte, tanto erano i tuoni ed i lampi là fuori.
Si girava e rigirava nel suo lettino, sbadigliando per il sonno e stringendo forte il suo giocattolo preferito: lo sceriffo Woody di Toy Story.
La pioggia continuava fitta e da poco il vento aveva iniziato ad ululare così forte, che sembrava ci fossero i lupi nel cortile di casa!
Giovanni ad un certo punto si accorse di un leggero scrosciare che proveniva dalla finestra della sua camera: la tapparella era rimasta un po’ aperta e stava entrando la pioggia! Così, disse allo sceriffo Woody: “Dobbiamo subito andare a chiamare mamma e papà, altrimenti si allagheranno i giocattoli, con la tempesta che c’è!”. Il nostro piccolo amico mai si sarebbe immaginato quello che stava per succedere…
Giovanni fece per accendere la luce dal pulsante ma rimase buio: era saltata la corrente. Visto il temporale che c’era, poteva sembrare anche normale.
“Faremo uso della pila nel mio comodino, sceriffo Woody, e riusciremo ad arrivare a destinazione” disse al suo compagno, come se fossero in missione.
Allora prese la pila, l’accese e scesero dal letto. Tuttavia, Giovanni notò una strana testa gigantesca e un collo altrettanto grande, da cui si intravedevano le spalle, riflessi sul soffitto della camera. Neanche farlo apposta, in quel momento un lampo tuonò e Giovanni spalancò gli occhi, urlando: “Aiuto, qui c’è un mostro enorme!”.
Mamma Angela e papà Pietro si svegliarono di soprassalto e corsero subito dal loro cucciolo. Lo trovarono in preda alle lacrime che stringeva forte il suo giocattolo preferito.
La mamma assieme al papà lo abbracciarono con l’abbraccio più forte che potevano. La mamma gli chiese: “Amore di Gio, cos’è successo? Questo temporale è proprio brutto, vero? Hai fatto un brutto sogno?”. Il bambino rispose, singhiozzando e tremolando: “No mamma, ero venuto per chiamarvi perché entrava acqua dalla finestra, ma quando mi sono alzato ho visto sul soffitto un mostro!”. Nel frattempo era ritornata la luce.
Pietro e Angela si guardarono ed esclamarono, un po’ intimoriti, rivolti a Giovanni: “Un mostro?!”. Il bambino balbettando rispose: “Sì un mostro grande con la testa più enorme della vostra messa insieme! Avevo appena preso in mano la pila e l’ho visto sul soffitto!”. Allora i due genitori, che stavano ancora coccolando il piccolo, capirono di cosa si intendeva e fecero un leggero sorriso fra loro. Il fanciullo allora disse: “Perché state sorridendo? L’ho visto davvero e ho avuto paura!”. Il papà rispose: “Certo non mettiamo in dubbio che tu non abbia avuto paura ma devi sapere, caro il mio piccolo Gio, che quella era la tua ombra!”. “La mia ombra?!” esclamò sorpreso Giovanni. La mamma sorridendo disse: “Sì era un’ombra, tutti ce l’abbiamo e le vedrai sempre riflesse, anche di giorno se stai attento!”. Il bambino quasi non ci credeva e volle fare qualche prova con mamma e papà, spegnendo e accendendo la luce. Alla fine capì che era semplicemente la verità e asciugandosi le lacrime, sorrise anche lui.
Intanto il forte temporale era cessato e si sentiva solamente una leggera pioggia, assieme a qualche tuono lontano.
“È meglio che per stanotte vieni a dormire con noi, basta con le forti emozioni.” enfatizzò il papà. “Sì viene con me anche Mr. Woody!” disse Giovanni.
L’indomani non ebbe più paura delle ombre e, anzi, imparò a giocarci insieme in giardino e con le mani!

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