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La psicologia positiva

“Cosa rende la vita degna di essere vissuta”? La Psicologia Positiva è la disciplina – recentissima – che cerca di rispondere a questa domanda. La Psicologia Positiva studia il benessere degli individui e dei gruppi, e si occupa di individuare teorie e pratiche per promuovere il benessere.

Cosa vuol dire studiare il benessere? Per cominciare, superare l’idea di “felicità”, ovvero che il benessere sia una vita “felice 7 giorni su 7, h24”. Ci sono tanti altri fattori in gioco e sono tutti importanti: “Un sorriso non è un indicatore infallibile di tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta. Quando siamo profondamente coinvolti in attività appaganti, quando parliamo con il cuore o quando compiamo un gesto eroico, non è detto che ci mettiamo a sorridere o che in quel momento proviamo piacere. Tutti questi aspetti sono di grande interesse per la psicologia positiva e non rientrano nel campo della felicitologia“. (Christopher Peterson)

Psicologia Positiva non è – solo – lo studio della felicità!

Anche il concetto di benessere individuale presenta dei limiti. Recentemente, gli studiosi di Psicologia Positiva e di intelligenza emotiva si sono accorti che il benessere individuale non è tutto: il benessere di gruppo (famiglia, classe, azienda) è altrettanto fondamentale ed esercita un’azione importante su ciascuno di noi.

I cinque pilastri della psicologia positiva

La Psicologia Positiva si fonda su cinque pilastri: cinque aree di studio che rappresentano la frontiera scientifica del benessere individuale e del benessere collettivo. Di seguito abbiamo elencato questi pilastri: per ciascuno di essi potete trovare letture chiave e approfondimenti utili a comprenderli meglio.

Le dimensioni del benessere

Inizialmente il benessere era legato principalmente alle emozioni positive: nella prima fase della Psicologia Positiva, la felicità era al centro delle ricerche. Questa prospettiva è stata ampiamente superata: il modello PERMA, introdotto da Martin Seligman nel 2012, ha superato questo limite individuando 5 elementi chiave per il benessere.
L’obiettivo della Psicologia Positiva è il flourishing, ovvero la “fioritura” dell’essere umano e il dispiegamento di tutto il suo potenziale. Lavorare sulle cinque dimensioni del modello PERMA è la via maestra per raggiungere il flourishing.

IL CARATTERE

Accanto al benessere e alle sue dimensioni, la Psicologia Positiva contiene in sé le Scienze del Carattere, ovvero tutti quei filoni di ricerca che si occupano dello studio del carattere individuale, delle virtù e di come questi due elementi contribuiscano al benessere individuale e collettivo. Le Scienze del Carattere si fondano sui punti di forza e sulla credenza che conoscere e coltivare i punti di forza di ciascuno di noi sia una buona metodologia per lavorare, indirettamente, sulle cinque dimensioni del benessere.

Gli studiosi delle Scienze del Carattere hanno utilizzato il concetto di punti di forza caratteriali (Character strenghts in inglese, noi abbiamo sintetizzato il concetto come “punti di forza”) distinguendoli dai talenti: il talento è innato e non modificabile, mentre i punti di forza sono innati, ma tutti noi li possediamo e tutti noi possiamo lavorare su ciascuno di essi.

OTTIMISMO

L’ottimismo, oggetto di studio recente della Psicologia Positiva, è un fattore determinante per il benessere individuale ed è un potente stimolo per il benessere del gruppo. Secondo gli studiosi di Psicologia Positiva, l’ottimismo si può imparare ed è legato al modo in cui ciascuno di noi spiega a se stesso gli eventi che gli accadono nella vita quotidiana.

GRINTA E RESILIENZA

La grinta è la capacità di perseguire i propri obiettivi con determinazione e motivazione, senza arrendersi di fronte alle difficoltà e senza perdere di vista la meta finale. La resilienza, invece, è la capacità di far fronte alle sconfitte e alle difficoltà adattandosi e trovando opportunità di crescita anche in queste occasioni.

EMOZIONI POSITIVE E INTELLIGENZA EMOTIVA

Le emozioni positive, che in una prima fase di studio erano al centro dei dibattiti della Psicologia Positiva, continuano ad essere importanti, ma sono entrate a far parte di un quadro più grande. Tra le letture chiave abbiamo inserito il nostro workshop “Le emozioni positive”, nel quale troverete le più recenti teorie scientifiche sul ruolo delle emozioni positive e un percorso di laboratori esperienziali per diventare consapevoli delle nostre emozioni.

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Marika

Marika (usato anche nella forma Marica) è un nome di origine incerta. Probabilmente si tratta di una forma slava del nome Maria, che in ebraico significa “principessa”.

Marika è un nome adespota. L’onomastico si può festeggiare il 1° novembre, nel giorno di Ognissanti.
Il colore legato al nome Marika è il verde.
La pietra portafortuna per Marika è lo smeraldo.

Cliccate qui per scaricare e per stampare la scheda del nome Marika.

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Janet

Janet è un nome di origine inglese. È il diminutivo di Jane, nome inglese medievale che corrisponde all’italiano Giovanna (che ha invece origini ebraiche e deriva dal nome Yochanan, “Il Signore è misericordioso”). Il nome si è diffuso a partire dal 1600.

L’onomastico di Janet si festeggia il 30 maggio, in ricordo di Santa Giovanna d’Arco.
Il colore legato al nome Janet è il giallo.
La pietra portafortuna per Janet è l’ambra.

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Lara

Lara è un nome di origine russa. È il diminutivo del nome russo Larisa, che corrisponde al nome italiano Larissa. Il nome deriva probabilmente da Lara, una ninfa della mitologia romana, madre dei Lari, gli spiriti protettori della famiglia.

Lara è un nome adespota. L’onomastico si può festeggiare il 1° novembre, nel giorno di Ognissanti.
Il colore legato al nome Lara è il rosso.
La pietra portafortuna per Lara è il granato.

Cliccate qui per scaricare e per stampare la scheda del nome Lara.

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A 12 anni rinuncia allo smartphone. “E’ noioso, preferisco suonare”

Non dobbiamo permettere alla tecnologia di svuotare le nostre giornate ma, soprattutto, non dobbiamo permetterle di privarci delle nostre passioni. I bambini, in cuor loro, lo sanno meglio di noi adulti e c’è un episodio di cronaca recente che lo dimostra.
È successo a Bitonto dove, secondo quanto riportato sui giornali locali, un ragazzino di 12 anni avrebbe restituito al padre lo smartphone per inseguire il suo sogno di diventare un batterista. Si era reso conto, infatti, che il cellulare gli sottraeva troppo tempo prezioso, che avrebbe potuto dedicare alla famiglia e alla musica. Così, lo ha impacchettato e lo ha riconsegnato al papà, insieme ad una bella lettera.

Condividiamo con voi questa notizia perché anche a noi è successa una cosa simile: da qualche settimana a questa parte, in casa, è la musica a farla da padrona. Chitarra e ukulele impegnano la maggior parte del tempo libero dei nostri bambini. Videogiochi e tv (che abbiamo sempre limitato e supervisionato ma mai bandito) sono passati in secondo piano; del resto, se si fa qualcosa che appassiona davvero, Youtube passa in secondo piano! O meglio, viene ri-contestualizzato in modo virtuoso: oggi lo utilizziamo per scoprire nuovi brani da suonare invece che per seguire questo o quell’idolo dei più piccoli.

La musica sembrerebbe essere l’elemento comune in queste due storie, ma è la passione a fare la differenza. Potremmo scrivere tante altre storie parlando di arti figurative, scrittura, sceneggiatura e sport. I nostri bambini vivono in un mondo ovattato, in cui è difficile trovare passioni autentiche. Quando ci riescono, tutte le “brutte abitudini” della modernità passano in secondo piano. Quello che possiamo fare come genitori è sostenerli nella loro esplorazione del mondo, invitandoli a questa esplorazione e alla ricerca, difficilissima, di qualcosa che sia in grado di coinvolgerli.

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Grace

Grace è un nome di origine latina. È la forma anglosassone del nome Grazia, che deriva dall’antico nome latino Gratia, “grazia”, “bellezza”. Il nome Grazia si è diffuso nel Medioevo negli ambienti cristiani, riferito alla grazia divina. La forma Grace, invece, fu introdotta nel 1600 dai puritani inglesi.

L’onomastico del nome Grace si può festeggiare il 13 marzo, in ricordo della martire Santa Grazia.
Il colore legato al nome Grace è il giallo.
La pietra portafortuna per Grace è l’ambra.

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