Blog

LABORATORIO DELLE GEOMETRIE FLOREALI

Ti è mai capitato di ritrovarti con un bel fiore ormai sfiorito? Noi abbiamo deciso di salutare le nostre gerbere utilizzandole per un laboratorio artistico a base di fiori e geometria.

GEOMETRIE FLOREALI: ISTRUZIONI

Per cominciare, appoggia i fiori capovolti su un foglio di carta. Con il lapis, traccia la sagoma del fiore; rispetto agli oggetti rigidi, in questo caso dovrai mantenerti un poco distante dai petali, per evitare di rovinarli e macchiare il foglio.

Quando avrai tracciato il contorno dei fiori, armati di righello e traccia una griglia. Noi, su un foglio A5, abbiamo realizzato una griglia 3×4. Adesso, sempre aiutandoti con il righello, traccia delle linee sottili all’interno della sagoma dei fiori, a caselle alternate.

Ecco il lavoro ultimato e pronto per essere colorato. Puoi variare la distanza tra le varie linee per ottenere delle geometrie eterogenee.

E infine, largo ai pennarelli: abbiamo colorato il foglio utilizzando un colore diverso per ciascuna area:

I pennarelli hanno tinte più brillanti, che secondo noi si adattano meglio a questo genere di lavoro. Tuttavia, potresti sperimentare anche le matite colorate.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

PICCOLO STAMPO BLU E PICCOLO STAMPO GIALLO

Conosci la storia di piccolo Blu e piccolo Giallo? Si tratta di uno tra gli albi più geniali di Leo Lionni: una storia di amicizia che dà vita ad un nuovo colore, il verde. Questo comporta qualche problema ai due amici, che dovranno spiegare il “fattaccio” alle rispettive famiglie, piuttosto reticenti ad accettare la diversità.

PICCOLO STAMPO BLU E PICCOLO STAMPO GIALLO: ISTRUZIONI

Questo laboratorio nasce da due matrici che avevamo realizzato con la pasta di sale e da una grattugia metallica: pressando una faccia della grattugia sui piattelli di pasta sale, avevamo ottenuto delle texture molto interessanti e volevamo utilizzarle in modo originale.
Se non hai mai provato a preparare la pasta sale, puoi trovare la ricetta, le istruzioni e il video-tutorial nel nostro articolo sulla pasta di sale.

Dopo la lettura di “Piccolo blu e piccolo giallo“, ci è venuta l’idea: perché non spennellare le matrici con il colore a tempera e utilizzarle per ripercorrere la storia dei due colori primari esplorando le texture e la tecnica della stampa?

Dopo aver spennellato le matrici con i colori a tempera, ci siamo divertiti ad applicarle sul foglio. Per ottenere il verde, abbiamo steso dapprima uno strato di giallo e poi, sopra di esso, una leggera mano di blu. Stampo dopo stampo, abbiamo ripercorso la vicenda di piccolo blu e piccolo giallo, così come quella dei loro genitori.

Per finire, abbiamo aggiunto un tocco di espressività, con occhi, bocche e braccia stilizzate. Questa è una variante significativa rispetto all’opera di Leo Lionni, che invece preferì l’estrema semplicità artistica.

FONTI

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Le carte geografiche

Una carta geografica o cartina geografica è un disegno in piano che rappresenta una parte della superficie terrestre. Questa è una buona definizione di cartina geografica.

LE CARATTERISTICHE DELLE CARTE GEOGRAFICHE

Le carte geografiche non sono rappresentazioni “fedeli”: sarebbe impossibile rappresentare su un foglio la superficie terrestre così com’è.
I geografi, per costruire le loro carte, hanno individuato una serie di simboli e convenzioni. Un esempio di simbologia utilizzata nelle carte geografiche è quello dei colori: nelle cartine troviamo le montagne rappresentate con i colori bianco (per i ghiacciai), marrone e giallo, le pianure rappresentate con il verde, le colline con tonalità di verde più scure, i mari con l’azzurro e le città in nero.
Inoltre, hanno dovuto escogitare un modo per rimpicciolire la rappresentazione dello spazio: la riduzione in scala. Ogni cartina rappresenta una porzione di superficie terrestre 100, 1000, 10000 o 100.000 volte più piccola di com’è nella realtà. Questo numero, che viene stabilito dal geografo durante la realizzazione della carta (potrebbe essere un qualsiasi altro numero), è il rapporto di riduzione.
Infine, molti dettagli vengono tralasciati nelle carte geografiche, che sono rappresentazioni approssimate: fiori, animali, alberi, piccoli elementi artificiali (come cestini e lampioni); indicare sulla carta ciascuno di questi elementi sarebbe impossibile.

ESEMPIO: Luca è un geografo e deve rappresentare su una cartina il suo paese. Intorno alle case, ci sono tanti prati e campi coltivati, ciascuno diverso dagli altri. Per Luca sarebbe impossibile riprodurre fedelmente i colori e le caratteristiche di ogni campo, così decide di rappresentare tutti i campi utilizzando un simbolo convenzionale: il colore verde. Questo significa che le aree verdi della cartina realizzata da Luca corrisponderanno a dei prati o dei campi coltivati, qualsiasi siano le loro caratteristiche fisiche.

I TIPI DI CARTE GEOGRAFICHE

Esistono tre tipologie differenti di carte geografiche:

  • le carte fisiche, che rappresentano gli elementi del territorio come fiumi, pianure e montagne;
  • le carte politiche, che rappresentano l’organizzazione umana del territorio, come stati, province, regioni, città e vie di comunicazione;
  • le carte tematiche, che analizzano singoli aspetti di un territorio (ad esempio, la quantità e la concentrazione di foreste in Italia, oppure la distribuzione della ricchezza in un certo paese).

LA RIDUZIONE IN SCALA

Abbiamo detto che esistono tante scale di riduzione diverse. In base alla scala che viene utilizzata possiamo distinguere:

  • le carte geografiche a piccola scala, in cui il denominatore della scala è molto grande. Queste carte rappresentano una grande porzione di superficie terrestre ma contengono meno informazioni;
  • le carte geografiche a grande scala, in cui il denominatore della scala è più piccolo. Queste carte rappresentano una porzione di spazio minore ma contengono più informazioni su di esso.

A seconda della scala, le carte geografiche si possono dividere in:

  • mappe o piante, se la scala è compresa tra 1:1.000 e 1:10.000;
  • carte topografiche, se la scala è compresa tra 1:10.000 e 1:150.000;
  • carte corografiche, se la scala è compresa tra 1:150.000 e 1:1.000.000;
  • carte geografiche, se la scala è compresa tra 1:1.000.000 e 1:100.000.000.

La differenza tra una mappa e una pianta è nel territorio che viene rappresentato: la mappa rappresenta gli ambienti rurali, la pianta rappresenta gli ambienti urbani.

I SIMBOLI NELLE CARTE GEOGRAFICHE

Tutte le carte geografiche presentano dei simboli, che vengono detti simboli cartografici. Imparare a conoscerli è molto importante per interpretare le carte nel modo corretto e per farci un’idea accurata del territorio che rappresentano.

Ogni carta geografica deve avere (solitamente in un angolo o sul retro) una legenda, ovvero la descrizione dei simboli utilizzate all’interno della carta.

I SIMBOLI NELLE CARTE GEOGRAFICHE FISICHE

Cominciamo dai colori:

  • il verde si utilizza per rappresentare le pianure;
  • il marrone si utilizza per rappresentare le montagne;
  • il giallo si utilizza per rappresentare le colline;
  • l’azzurro si utilizza per rappresentare i laghi, i fiumi e i mari;
  • il nero si utilizza per rappresentare i centri abitati;
  • il bianco si utilizza per rappresentare i ghiacciai perenni.

Sulle cartine fisiche, inoltre, si trovano delle curve concentriche. Sono le curve di livello, o isoipse, che si usano per rappresentare i dislivelli presenti nel territorio. La distanza tra due curve è sempre la stessa (solitamente viene indicata in cartina). Se le linee sono molto vicine tra loro, significa che ci troviamo di fronte ad un pendio molto ripido, mentre se sono distanti vuol dire che il territorio è pianeggiante.

I SIMBOLI NELLE CARTE GEOGRAFICHE POLITICHE

Nelle carte politiche, i colori vengono utilizzati per individuare stati, regioni o province diverse. A ciascun colore, dunque, corrisponde un’unità politico-amministrativa.

I SIMBOLI NELLE CARTE TEMATICHE

Ciascuna carta tematica utilizza una simbologia propria. Solitamente la carta tematica rappresenta il territorio come una sagoma bianca, all’interno della quale il dato preso in esame viene rappresentato con dei colori in varie gradazioni.

Schede di geografia:
🔴 Geografia – Classe prima
🟠 Geografia – Classe seconda
🟡 Geografia – Classe terza
🟢 Geografia – Classe quarta
🔵 Geografia – Classe quinta
↩️ Geografia – Tutte le schede

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

NOTAN

Il notan è un concetto dell’arte e del design giapponese, che consiste nel ridurre un’immagine ad un accostamento di luci e ombre.

NOTAN CON IL CARTONCINO: ISTRUZIONI

Per realizzare una composizione notan avrai bisogno di:

  • foglio di cartoncino bianco;
  • foglio di cartoncino nero;
  • colla stick o colla vinilica;
  • matita bianca.

Ritaglia un foglio di cartoncino nero in modo che le sue dimensioni siano pari alla metà del foglio bianco che utilizzerai. Poi, con la matita bianca, traccia un semplice disegno. Noi abbiamo scelto un groviglio di rami:

Ritaglia seguendo le linee bianche, con precisione. Adesso dovrai ricomporre gli elementi sul foglio bianco, disponendo le immagini in modo speculare. Fissa tutti gli elementi con la colla stick. Ecco la nostra composizione:

Qui invece puoi vedere due semplici composizioni notan realizzate con un unico taglio. Queste sono sicuramente più adatte per i bambini della scuola primaria e per chi non ha esperienza con il ritaglio e la composizione:

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

I punti cardinali

I punti cardinali sono quattro punti fissi, ovvero quattro punti che si possono identificare allo stesso modo in qualunque punto della superficie terrestre. I punti cardinali sono:

  • Nord, indicato con la lettera N
  • Sud, indicato con la lettera S
  • Est, indicato con la lettera E
  • Ovest, indicato con la lettera O o W (da West, che in inglese significa Ovest)

Gli uomini dell’antichità hanno utilizzato il Sole per determinare i quattro punti cardinali:

  • L’Est è il punto in cui sorge il Sole. Viene detto anche Oriente.
  • L’Ovest è il punto in cui tramonta il Sole. Viene detto anche Occidente.
  • Il Sud è il punto in cui si trova il Sole a Mezzogiorno, quando raggiunge lo Zenit (il punto di massima altezza sull’orizzonte). Viene detto anche Meridione.
  • Il Nord è il punto opposto al Sud. Viene detto anche Settentrione.

Nell’antichità si utilizzava il Sole per individuare i punti cardinali; questo sistema, tuttavia, non era molto preciso. Al contrario, è possibile individuare i punti cardinali in modo estremamente preciso utilizzando una bussola. Abbiamo parlato dei metodi per trovare i punti cardinali nell’articolo su come orientarsi.

Esistono anche quattro direzioni intermedie, ciascuna delle quali si trova lungo la bisettrice dell’angolo avente per lati due punti cardinali.

  • Sud-Est, o SE
  • Sud-Ovest, o SO/SW
  • Nord-Est, o NE
  • Nord-Ovest, o NO/NW

Schede di geografia:
🔴 Geografia – Classe prima
🟠 Geografia – Classe seconda
🟡 Geografia – Classe terza
🟢 Geografia – Classe quarta
🔵 Geografia – Classe quinta
↩️ Geografia – Tutte le schede

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Come orientarsi

Orientarsi significa utilizzare dei punti di riferimento per raggiungere una meta senza perdersi. Ecco alcuni esempi di orientamento:

  • un bambino che da casa deve raggiungere il parco deve orientarsi;
    •  
  • un navigatore che parte dal porto di Genova e deve raggiungere la Sicilia deve orientarsi;
  • un pellegrino che parte da Torino e deve raggiungere Roma deve orientarsi.

Esistono diversi modi per orientarsi. Il più semplice è quello di utilizzare dei punti di riferimento (i nomi delle vie e delle strade, negozi, chiese, campanili etc.). Nel caso del bambino che da casa deve raggiungere il parco, ad esempio, immaginiamo che debba procedere diritto lungo la Via per il Parco e svoltare a sinistra una volta raggiunta la pizzeria per trovarsi di fronte all’ingresso del parco. Se il bambino memorizza queste semplici istruzioni e questi due punti di riferimento (la via da percorrere e la pizzeria), riuscirà ad orientarsi.

Orientarsi con i punti di riferimento è un sistema comodo e veloce. Tuttavia, possiamo riuscirci solo se conosciamo bene l’ambiente in cui ci stiamo muovendo. Inoltre, ci sono luoghi, come il mare o il deserto, in cui non ci sono punti di riferimento. Come fare allora?
Gli uomini dell’antichità, per orientarsi, dovettero individuare dei punti fissi: punti di riferimento uguali in qualunque parte del mondo. In questo modo, ovunque si fossero trovati, avrebbero avuto la possibilità di ritrovare la strada di casa e la via da seguire.
Questi punti fissi prendono il nome di punti cardinali e sono il Nord, il Sud, l’Est (o Oriente) e l’Ovest (o Occidente).

ORIENTARSI CON I PUNTI CARDINALI

Ma come possiamo orientarci con i punti cardinali? Se conosciamo il punto cardinale in cui si trova la meta da raggiungere, ci basterà procedere in quella direzione e non ci perderemo.

Il punto è: come si individuano i punti cardinali? Ci sono tre modi per farlo:

  • con il Sole;
  • con le stelle;
  • con la bussola.

ORIENTARSI CON IL SOLE

Il Sole sorge a Est e tramonta a Ovest; quando il Sole è allo Zenit (ovvero quando, a mezzogiorno, è in alto sopra le nostre teste) è leggermente diretto verso Sud. Questo significa che all’alba e al tramonto possiamo orientarci con facilità.
Al mattino: distendi le braccia e orienta il braccio sinistro in direzione del Sole. Il braccio destro indicherà l’Ovest, avrai il Sud di fronte a te e il Nord alle spalle.
Alla sera: distendi le braccia e orienta il braccio destro in direzione del Sole. Il braccio sinistro indicherà l’Est, avrai il Sud di fronte a te e il Nord alle spalle.
Se conosci il punto da cui sorge il Sole in un certo luogo puoi orientarti anche in sua assenza (per esempio in una giornata di pioggia). L’importante è orientare il braccio sinistro nel punto esatto in cui sorgerebbe.

ORIENTARSI CON LE STELLE

La stella polare indica sempre il Nord. La stella polare è l’ultima stella tra quelle che formano il timone della costellazione dell’Orsa Maggiore.
Allo stesso modo dell’orientamento con il Sole, dopo aver individuato la Stella Polare possiamo distendere le braccia in avanti, in direzione della stella. Le braccia indicheranno il Nord, alle spalle avremo il Sud, alla nostra sinistra l’Ovest e alla nostra destra l’Est.

ORIENTARSI CON LA BUSSOLA

La bussola è uno strumento costruito dall’uomo per l’orientamento. La bussola ha un ago magnetico la cui punta si rivolge sempre verso il Nord. Utilizzando una bussola è possibile orientarsi con i punti cardinali in qualsiasi momento della giornata, in qualsiasi condizione meteorologica e con grande precisione.
Per orientarsi con la bussola bisogna disporla con l’ago in orizzontale, parallelo al terreno e aspettare finché non si sarà fermato. L’ago rosso (per convenzione la punta dell’ago nelle bussole è rossa) indicherà il Nord; perpendicolarmente, alla destra dell’ago rosso avremo l’Est, a sinistra l’Ovest e nella direzione opposta il Sud.

Schede di geografia:
🔴 Geografia – Classe prima
🟠 Geografia – Classe seconda
🟡 Geografia – Classe terza
🟢 Geografia – Classe quarta
🔵 Geografia – Classe quinta
↩️ Geografia – Tutte le schede

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.