Blog

Cone si fanno i pompon di lana

Realizzare i pompon di lana è una bella attività creativa: con un po’ di pratica, ci riusciranno anche i più piccoli (si tratta di un lavoro che possono svolgere in autonomia, con un pizzico di assistenza al momento di tagliare). Scopriamo insieme come si fa.

POMPON (O PON-PON) DI LANA: ISTRUZIONI

Per realizzare i pompon di lana ti serviranno i seguenti materiali:

  • cartoncino (anche riciclato);
  • forbici;
  • gomitolo di lana colorata.

Per cominciare, dovrai realizzare due dischetti di cartoncino, come quello che vedi nella figura. Pratica un taglio lungo la sezione circolare: ti servirà a lavoro ultimato, per sfilare i dischetti dal pompon.

Sovrapponi i due dischetti, poi comincia ad arrotolare la lana colorata come nella foto qui sotto:

Quando avrai coperto l’intera superficie dei dischetti con la lana, taglia il filo a metà, all’altezza dei dischetti:

Per concludere, dovrai legare i fili di lana. Prendi un pezzo di filo (come quello che vedi nella figura sotto) e lega il pompon al centro. L’ideale è stringere il filo e legare tra i due dischetti di cartone. Infine, sfila i dischetti di cartone dal pompon. Lavoro ultimato!

I pompon (o pon-pon) di lana così realizzati possono trasformarsi in accessori per l’abbigliamento ( addobberanno in modo delizioso berretti, scarpe e zaini). Puoi utilizzarli anche per realizzare animaletti e pupazzi, come quelli che ti abbiamo presentato nell’articolo sui lavoretti con la lana.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

LA SOLITARIA RESISTENZA DEI PROFESSORI

Ecco una riflessione di Massimo Recalcati sul ruolo dell’insegnante e su come i nostri insegnanti siano sempre più soli.

LA SOLITARIA RESISTENZA DEI PROFESSORI

di Massimo Recalcati (La Repubblica, 8 aprile 2018)

Le aggressioni oscene delle quali gli insegnanti sono sempre più spesso vittime, da parte dei loro alunni e delle famiglie che ne sostengono in modo arrogante le ragioni, lasciano senza parole e non dovrebbero essere sottovalutate. Si tratta di un vero e proprio oltraggio che colpisce al cuore la nostra vita collettiva.
Conosciamo lo sfondo antropologico in cui avvengono questi episodi: una alterazione della differenza simbolica tra le generazioni che ha comportato una frattura del patto educativo tra famiglie e insegnanti. I genitori anziché sostenere i rappresentanti del discorso educativo si schierano con i loro figli, lasciando gli insegnanti in una condizione di isolamento. Misconosciuti da uno Stato che non valorizza economicamente il loro lavoro, sovraccaricati di compiti educativi di fronte a famiglie sempre più disgregate e latitanti, gli insegnanti patiscono una condizione di umiliazione permanente. Nel nostro tempo ogni atto decisionale nel campo dell’educazione dei figli rischia di essere guardato dalle famiglie come un sopruso illegittimo, mentre è considerata legittima l’aggressione violenta di genitori e figli verso gli insegnanti.
La vita di questi figli dovrebbe scorrere su di un’autostrada spianata, dove ogni ostacolo, ogni esperienza di frustrazione o di ingiustizia dovrebbe essere rimossa. È il sogno narcisistico dei genitori contemporanei: assicurare ai propri figli una vita facile di successo, risparmiare loro ogni angoscia. Se allora un insegnante osa mettersi di traverso ricordando che ogni percorso di formazione è fatto di prove da superare, viene travolto in varie forme: dalle denunce al Tar alla violenza fisica e verbale sino a una sorta di bullismo rovesciato, dove sono gli insegnanti a subire angherie di ogni genere.
In un tempo non lontano l’insegnante godeva di un prestigio sociale e di un’autorità educativa che costituivano un punto fermo per le famiglie e per la nostra vita collettiva. Prima del Sessantotto questo prestigio e questa autorità spesso sfociavano in un uso repressivo del potere a danno degli studenti. È stato necessario un lento ma fondamentale processo di liberazione critica della scuola da modelli pedagogici sterilmente autoritari. Ma oggi la scuola non è più un luogo di indottrinamento ideologico ed esercizio di un potere sadico. Non è più un dispositivo disciplinare che costringe le vite dei nostri figli ad adattarsi a pratiche pedagogiche coercitive. Nel nostro tempo la scuola è un luogo di resistenza all’incuria e alla logica produttivistica che ispira l’iperedonismo contemporaneo.
Se c’è un luogo che andrebbe custodito e difeso con tutta l’attenzione necessaria da ogni forma di prevaricazione, è il luogo della scuola. È lì che la vita dei nostri figli può allargare l’orizzonte del mondo, fare esperienza della forza della parola, dell’erotismo della conoscenza. La violenza brutale di cui gli insegnanti sono vittime non è solo quella di famiglie incivili, ma è anche quella più diffusa del discredito che li colpisce: penalizzati economicamente, denigrati come lavoratori privilegiati, declassati nel loro prestigio pubblico.
Dovremmo invece sempre ricordare che ogni rinascita collettiva inizia dalla scuola e dalla sua funzione. Quale? Quella di introdurre la vita dei nostri figli alla dimensione generativa della cultura. È questo il vero vaccino che abbiamo a disposizione per prevenire la dissipazione della vita dei nostri figli: consentire l’incontro con la dimensione erotica del sapere, con la cultura come desiderio di vita.

FONTI

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

CHI STUDIA E VIVE NEL VERDE HA VOTI MIGLIORI: LE PIANTE AIUTANO L’APPRENDIMENTO

Lo smog è nemico della salute, ma anche del cervello. Pier Mannuccio Mannucci, professore emerito di medicina interna all’Università degli Studi di Milano e già direttore del Policlinico di Milano, ha lanciato l’allarme sui danni cognitivi causati dallo smog e dall’inquinamento.

Questo vale per gli adulti e per gli anziani, ma soprattutto per i bambini: studiare circondati dal cemento e dall’inquinamento urbano porta ad un peggioramento del rendimento scolastico. Al contrario, nelle scuole “green”, ovvero quelle scuole circondate dal verde e nelle quali i ragazzi hanno più occasioni di contatto con la natura, la qualità dell’apprendimento migliora.

Non occorre abbandonare la città:  è sufficiente la presenza di un parco nelle vicinanze della scuola (o ancora meglio, un ampio giardino scolastico) e la presenza di piante per godere dei loro benefici. Le piante puliscono naturalmente l’aria e alcune lo fanno in modo più efficace di altre. Come ha dichiarato il professor Mannucci al Fatto Quotidiano: “Uno studio spagnolo su quasi 2600 bambini della scuola primaria ha dimostrato che gli spazi verdi nella scuola e nell’ambiente circostante aiutano l’apprendimento, portando a un miglioramento dello sviluppo cognitivo. Piante e alberi riducono l’inquinamento atmosferico e in parallelo nell’arco di un anno portano i ragazzini ad avere un miglioramento nelle capacità di memoria e di attenzione, a tutto vantaggio della performance scolastica“.

FONTI

 

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

BASTANO 6 MINUTI DI LETTURA PER RIDURRE IL LIVELLO DI STRESS DEL 60%

Leggere non è solo un modo per migliorare le proprie competenze linguistiche: secondo uno studio dell’Università del Sussex, bastano 6 minuti di lettura al giorno per ridurre del 68% i livelli di stress, ottenendo un notevole beneficio psicofisico.
Gli psicologi hanno testato l’efficacia di varie azioni considerate utili per ridurre lo stress: ascoltare musica, passeggiare e sorseggiare una tazza di te. La lettura ha dimostrato di superarle tutte.

Il dottor David Lewis, che ha diretto la ricerca, sostiene che “perdersi nella lettura di un libro sia una forma potente di rilassamento“, in modo non dissimile da quello che avviene praticando la mindfulness. Non importa la natura del libro o il suo contenuto: l’importante è che sia coinvolgente per il lettore e che riesca a distrarlo dalla realtà, alterando il suo stato di coscienza. Infatti, i benefici della lettura non derivano dalla semplice distrazione: leggere prevede il coinvolgimento attivo della mente, attraverso un processo creativo.
Questo effetto benefico si aggiunge a tante altre virtù e qualità della lettura: un’abitudine benefica che andrebbe incentivata in tutte le case del mondo.

FONTI

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Il Sole dei ricordi

La scrittura è uno strumento potente: ci aiuta a conoscerci meglio e ad esprimerci in modo autentico. La scrittura è un processo benefico, che può giovare a grandi e bambini: si tratta di una vera e propria medicina, che giova tanto al blogger quanto al romanziere. L’importante è sfruttare la scrittura come un’occasione per crescere e per conoscere meglio se stessi e il proprio mondo interiore. Scrivere  non è innato: si tratta di una competenza che si apprende nel tempo e che richiede un esercizio costante: per questo ti proponiamo un classico esercizio di scrittura, il sole dei ricordi.

LABORATORIO DI EDUCAZIONE CREATIVA©

Il laboratorio del Sole dei ricordi viene utilizzato solitamente nei programmi di scrittura creativa, scrittura generativa e scrittura autentica. Si tratta di un semplice laboratorio di scrittura utile per sviluppare le competenze di scrittura insieme con quelle metacognitive: mettere a fuoco i propri ricordi e selezionare quelli che consideriamo alla base del Sé è un grande esercizio di consapevolezza. Si può proporre anche ai bambini della scuola primaria.

Le istruzioni sono semplicissime:

  • realizza un Sole dei ricordi come quello raffigurato qui sotto;
  • in alternativa, puoi utilizzare il template scaricabile che trovi in fondo all’articolo;
  • negli spazi bianchi tra i raggi, scrivi i ricordi che conservi con più piacere, cercando di essere autentica/o;
  • ricorda che ciascun ricordo ha pari dignità.

Clicca qui per scaricare il template stampabile per realizzare il Sole dei ricordi.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

SETTE CONSIGLI PER CRESCERE FIGLI FELICI

Abbiamo individuato sette consigli alla portata di tutti per crescere figli felici e migliorare la qualità della vita in famiglia. Guarda il video:

SETTE CONSIGLI PER CRESCERE FIGLI FELICI

  1. Lasciali giocare all’aria aperta: il movimento è un bisogno fondamentale, indispensabile per crescere bene;
  2. Sii presente, non opprimente: i bambini hanno bisogno di una base sicura, ma anche di poter esplorare il mondo senza barriere;
  3. Dai le giuste regole: tutti i sentimenti sono leciti, ma non tutti i comportamenti lo sono; le regole servono a portare questo principio nella vita quotidiana;
  4. Trasmetti passione e curiosità: se qualcosa ti appassiona, ti sarà più facile trasmetterlo agli altri; i bambini hanno bisogno di “modelli di passione”, esempi di come nella vita possiamo farci guidare dagli interessi, dagli ideali e dalla curiosità;
  5. Accetta che siano diversi da te: utilizzando la fortunata sintesi di Massimo Recalcati, i figli hanno il diritto ad essere difformi, a vivere un’esistenza diversa da quella dei loro genitori e da quella che i genitori vorrebbero per loro;
  6. Insegnagli a fare da soli: autonomia e indipendenza sono due grandi conquiste nel corso della crescita; non fare il genitore spazzaneve;
  7. Lasciagli del tempo libero: il tempo libero è il carburante della creatività; non aver paura di lasciare degli spazi e dei tempi “morti”, in cui i ragazzi potrebbero annoiarsi. Quella noia è fondamentale per crescere bene.

 

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.