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Il Sole dei ricordi

La scrittura è uno strumento potente: ci aiuta a conoscerci meglio e ad esprimerci in modo autentico. La scrittura è un processo benefico, che può giovare a grandi e bambini: si tratta di una vera e propria medicina, che giova tanto al blogger quanto al romanziere. L’importante è sfruttare la scrittura come un’occasione per crescere e per conoscere meglio se stessi e il proprio mondo interiore. Scrivere  non è innato: si tratta di una competenza che si apprende nel tempo e che richiede un esercizio costante: per questo ti proponiamo un classico esercizio di scrittura, il sole dei ricordi.

LABORATORIO DI EDUCAZIONE CREATIVA©

Il laboratorio del Sole dei ricordi viene utilizzato solitamente nei programmi di scrittura creativa, scrittura generativa e scrittura autentica. Si tratta di un semplice laboratorio di scrittura utile per sviluppare le competenze di scrittura insieme con quelle metacognitive: mettere a fuoco i propri ricordi e selezionare quelli che consideriamo alla base del Sé è un grande esercizio di consapevolezza. Si può proporre anche ai bambini della scuola primaria.

Le istruzioni sono semplicissime:

  • realizza un Sole dei ricordi come quello raffigurato qui sotto;
  • in alternativa, puoi utilizzare il template scaricabile che trovi in fondo all’articolo;
  • negli spazi bianchi tra i raggi, scrivi i ricordi che conservi con più piacere, cercando di essere autentica/o;
  • ricorda che ciascun ricordo ha pari dignità.

Clicca qui per scaricare il template stampabile per realizzare il Sole dei ricordi.

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SETTE CONSIGLI PER CRESCERE FIGLI FELICI

Abbiamo individuato sette consigli alla portata di tutti per crescere figli felici e migliorare la qualità della vita in famiglia. Guarda il video:

SETTE CONSIGLI PER CRESCERE FIGLI FELICI

  1. Lasciali giocare all’aria aperta: il movimento è un bisogno fondamentale, indispensabile per crescere bene;
  2. Sii presente, non opprimente: i bambini hanno bisogno di una base sicura, ma anche di poter esplorare il mondo senza barriere;
  3. Dai le giuste regole: tutti i sentimenti sono leciti, ma non tutti i comportamenti lo sono; le regole servono a portare questo principio nella vita quotidiana;
  4. Trasmetti passione e curiosità: se qualcosa ti appassiona, ti sarà più facile trasmetterlo agli altri; i bambini hanno bisogno di “modelli di passione”, esempi di come nella vita possiamo farci guidare dagli interessi, dagli ideali e dalla curiosità;
  5. Accetta che siano diversi da te: utilizzando la fortunata sintesi di Massimo Recalcati, i figli hanno il diritto ad essere difformi, a vivere un’esistenza diversa da quella dei loro genitori e da quella che i genitori vorrebbero per loro;
  6. Insegnagli a fare da soli: autonomia e indipendenza sono due grandi conquiste nel corso della crescita; non fare il genitore spazzaneve;
  7. Lasciagli del tempo libero: il tempo libero è il carburante della creatività; non aver paura di lasciare degli spazi e dei tempi “morti”, in cui i ragazzi potrebbero annoiarsi. Quella noia è fondamentale per crescere bene.

 

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PORTAOGGETTI CON I CORIANDOLI

Stai cercando un laboratorio di Carnevale diverso dal solito (e hai già sfogliato i nostri lavoretti di Carnevale), prova a realizzare questo portaoggetti con i coriandoli. Si tratta di un lavoretto creativo straordinario: la realizzazione è semplice (ci vorrà un po’ di tempo per far asciugare la colla vinilica, per il resto è alla portata dei più piccoli).

PORTAOGGETTI CON I CORIANDOLI: ISTRUZIONI

Prima di cominciare, dovrai preparare questi materiali:

  • coriandoli;
  • colla vinilica;
  • palloncino;
  • pennello piatto;
  • una ciotola o un contenitore sul quale appoggiare il palloncino.

Comincia gonfiando il palloncino e appoggiandolo sulla ciotola o sul contenitore che utilizzerai come supporto. Non devi incastrarlo: l’importante è che sia stabile. Adesso prepara in una ciotola i coriandoli e in un’altra ciotola la colla vinilica, diluendola con pochissima acqua.

Utilizzando il pennello piatto, spennella la colla vinilica in abbondanza sulla superficie del palloncino. Dovrai rivestire di colla circa metà della superficie del palloncino:

Adesso comincia ad appiccicare i coriandoli sulla superficie del palloncino:

Dovrai incollare uno strato generoso di coriandoli:

Quando avrai ricoperto l’intera superficie della ciotola, sposta il palloncino in un luogo sicuro e lascia asciugare. Ci vorranno almeno tre o quattro ore. Adesso, spennella tutta la superficie ricoperta di coriandoli con uno strato protettivo di colla vinilica: darà una bella finitura lucida al portaoggetti e lo renderà molto più resistente. Aspetta che anche questa mano di colla sia asciutta.

Per concludere, buca il palloncino con un oggetto appuntito e rimuovilo dalla ciotola. Rimarrà un bellissimo calco, come quello nella foto qui sotto. Se gli strati di colla vinilica sono spessi a sufficienza, otterrai un portaoggetti adatto all’uso quotidiano. Se non ti piace il bordo frastagliato (utilizzando i coriandoli è difficile ottenere un bordo liscio e preciso), rifiniscilo con un paio di forbici.

ALTRE IDEE PER IL CARNEVALE

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IL RUOLO DELLA MADRE

massimo recalcati ruolo della madre

Massimo Recalcati, in una puntata di Lessico Famigliare, ha elaborato una sintesi meravigliosa del ruolo della madre. Poche parole che raccontano molto più di tanti studi e precetti educativi.

“Ciò che consente davvero la separazione di un bambino dalla propria madre, dopo aver ricevuto in eredità il sentimento della vita dal desiderio della propria madre, è il fatto che in quella madre la donna non muoia, è la donna che salva il bambino dal rischio di essere assorbito nella madre. Ma cosa vuol dire questo? I bambini hanno bisogno che le loro madri restino donne, che abbiano interessi nel mondo, che abbiano passioni nel mondo, che il mondo non si esaurisca nella vita del figlio, che ci sia un desiderio che trascende l’orizzonte della maternità. Perché i nostri figli hanno bisogno di essere abbandonati, questo è qualcosa che non si dice: i nostri figli hanno bisogno certamente della presenza della madre – le mani, il volto, lo sguardo – ma hanno altrettanto bisogno dell’assenza della madre, perché se non c’è assenza non c’è desiderio della donna, non c’è libertà dalla madre”.

FONTI

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MASCHERE VENEZIANE

Un classico lavoretto di Carnevale è la realizzazione delle maschere veneziane. Esistono due possibilità per realizzare le maschere veneziane decorate: la prima, tradizionale e laboriosa, è quella di realizzare la maschera in cartapesta. La seconda, di cui ti parleremo in questo articolo, è quella di utilizzare una maschera in plastica bianca e di limitarsi alla decorazione.

MASCHERE VENEZIANE: ISTRUZIONI

Per decorare le maschere veneziane, ti occorreranno i seguenti materiali:

Prima di cominciare, procurati delle maschere veneziane di plastica. Sono economiche e puoi acquistarle online o nella maggior parte dei colorifici. Utilizzando le maschere già pronte, risparmierai moltissimo tempo rispetto alla realizzazione tradizionale in cartapesta. Prima di dipingere la maschera, dovrai rivestire la plastica con una mano di fondo in pasta di gesso. Quando la base sarà asciutta, potrai realizzare una traccia delle decorazioni con il lapis.

Ecco la nostra maschera. Puoi vedere l’effetto della pasta di gesso e le linee guida tracciate a matita:

Ed ecco la maschera ultimata. Tutte le decorazioni sono state realizzate con i colori acrilici:

Abbiamo realizzato anche queste maschere, utilizzando lo stesso procedimento:

Stai cercando delle idee per dipingere le tue maschere veneziane? Dai un’occhiata alla nostra raccolta di maschere di Carnevale italiane: troverai tutti i costumi delle maschere più conosciute.

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COI BAMBINI ANDIAMO OLTRE ETICHETTE E DIAGNOSI

Le etichette sono l’altra faccia dell’inclusione. Se da un lato si riconoscono i bisogni speciali di ciascuno, dall’altro si rischia che quei bisogni – che un tempo sarebbero stati ignorati e minimizzati – diventino uno stigma.
A questo proposito, fa bene leggere le parole del Prof. Andrea Canevaro dell’Università di Bologna: “Abbiamo tutti una diagnosi. Io, per esempio, ho problemi di equilibrio. E stare al cellulare mi causa dolori. Ma non mi fermo. E provo a stare bene”.

Diagnosi ed etichette vanno superate: non sono sbagliate, ma non devono tramutarsi in gabbie mentali o peggio in pregiudizi.

Anche prima che vengano al mondo, ci creiamo delle aspettative che, per quanto umane, rischiano di essere troppo rigide. La capacità di accogliere l’inaspettato è un’occasione fondamentale, da non perdere. Ci può restituire solo cose belle…
Un certificato o un’idea troppo fissa di quello che, quel bambino o quella bambina, sarà, sono controproducenti. I più piccoli hanno bisogno, fondamentalmente, di due cose: essere stimati da qualcuno che, possibilmente, apprezza il bello e avere delle basi sicure, quindi allargabili all’esterno. Tutto questo serve ad andare avanti, a vedere in quel bambino un futuro“.

Ma come si supera l’etichetta? Riscoprendo l’empatia e il dialogo; cercando di ascoltare il cuore di colei o colui che ci sta di fronte prima di analizzare il certificato con cui si presenta.

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