La felicità si ottiene colorando d’arcobaleno i pensieri grigi

Oggi andiamo indietro di 2000 anni e riprendiamo una frase dell’imperatore Marco Aurelio che abbiamo letto stamattina e ci ha ispirati:

L’ostacolo è ciò che ci fa progredire. Ciò che ostruisce la nostra via, diventa la via stessa.

La vita, lo sappiamo, è fatta di gioie e dolori che contribuiscono a dare un valore profondo alla felicità. Se fossimo sempre felici, questo stato d’animo sarebbe meno prezioso. Eppure, sin da piccoli, siamo proiettati verso una dimensione della vita volta alla perfezione estrema e alla soddisfazione immediata.

Ci chiediamo spesso perché i bambini siano inquieti e altrettanto spesso non ci accorgiamo di essere noi i primi a manifestare una costante insoddisfazione. Siamo guidati dal modello “tutto e subito”, dalla ricerca di un risultato immediato, spesso incentivati da media sensazionalistici. Difficile, in questo contesto, reagire bene alle difficoltà: al primo intoppo, si cerca la scorciatoia, la distrazione a buon mercato.

Fatica, noia, pazienza: ci siamo forse dimenticati del potere di queste parole e di quanto è importante imparare a viverle nel quotidiano? Solo affrontando le difficoltà, abbracciando ciò che vogliamo evitare, innamorandoci anche di ciò che non ci piace, riusciremo a trasformare le esperienze negative in momenti positivi.

Resilienza, l’altra parola magica degli ultimi tempi, non è solo imparare a reagire, ma a costruire una nuova dimensione, traendo forza dalle prove che la vita ci impone. Questo principio è valido non solo per il singolo individuo, ma per tutta la squadra-famiglia.

TROVIAMO SOLUZIONI, INSIEME

Trasformare un’esperienza negativa in un momento di crescita è una delle sfide fondamentali per i genitori: sia verso se stessi, sia verso i bambini. E’ semplice consolare nell’immediato, più difficile riuscire a dare una chiave di lettura prospettica a un episodio che ci turba.

Ti proponiamo questo come spunto odierno di riflessione: prova a trasformare la resilienza non solo in una reazione alla sfida, ma anche in un momento di crescita. Ciò che non ti piace, si può cambiare. Cambiando, si cresce.

Ma servono impegno, volontà, fiducia e collaborazione. Si tratta di istanze coltivabili in famiglia, attraverso il dialogo e l’esempio che, come sempre, è la miglior risposta ai problemi.

Oggi vogliamo suggerirti di ragionare insieme sugli eventi negativi che accadono quotidianamente, trovando il modo per trasformarli in energia positiva. La cosa più straordinaria è che lo strumento è innato dentro di voi, basta saperlo utilizzare: si tratta dell’immaginazione creativa, che può aiutarci come prima cosa a riconoscere e vivere meglio le emozioni.

I pensieri sono positivi o negativi sulla base di come noi li viviamo. Possiamo essere felici anche senza avere una Ferrari, o possiamo crogiolarci nella disperazione di non possedere il bolide rosso fiammante. E’ un principio che si applica nelle nostre vite, sin dalla più tenera età. la nostra è sempre più spesso una felicità futura, così proiettata verso l’irraggiungibile, da non saper più gioire di ciò che abbiamo a portata di mano.

Ecco un piccolo esercizio da fare a casa per aiutarti a ricordare che la felicità è estremamente vicina a te. Imparando ad avere un’attitudine positiva verso la vita, sarà più semplice reagire di fronte ad un ostacolo. Il che non significa solo imparare a superarlo, ma anche farlo diventare uno modo per rafforzarti ed arricchire le tue esperienze.

COACHING CREATIVO: IL GIOCO DELL’ARCOBALENO

Decidete, come squadra, una cosa che volete cambiare in famiglia: può essere un comportamento, un’attività. Parlatene apertamente: se non vi piace che in casa ci sia disordine o confusione ditelo, se invece non gradite che si guardi la tv a cena fatelo presente. Raccontatevi anche se vi farebbe piacere essere ascoltati o apprezzati di più.

Scrivete insieme, genitori e figli, il vostro pensiero su un foglio e disegnateci una nuvola di fianco.

  • Datevi un tempo congruo per provare a lavorare su questo pensiero, trasformando la nuvola in arcobaleno ed aggiungendo un colore ad ogni nuova conquista: una settimana, dieci giorni.
  • E provate, ogni volta che sentite fastidio per il reiterarsi dell’azione negativa, a cambiare, dicendovelo. Se vi manca ascolto, dite: Ehi, perchè non ci fermiamo un attimo che ho alcune cose da dire?.
  • Alla fine del periodo prefissato, mangiate insieme una pizza o un piatto che vi piace e raccontatevi se state meglio, se sentite di aver superato quello che, nella quotidianità, appare come un ostacolo.

Probabilmente si tratta di piccoli problemi, ma ci si allena partendo da pochi passi per arrivare a fare la maratona. Questo vale anche per i pensieri negativi che ci affliggono e le preoccupazioni. Più ci sentiamo amati e compresi, più ci verrà voglia di far apparire un arcobaleno colorato al posto della nuvola che abbiamo disegnato.

Solo accettando l’esperienza negativa come fonte di crescita, impareremo a vivere in modo costruttivo e con gratitudine i momenti felici.