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Team building in pillole

Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme.

Proverbio giapponese

In queste poche parole, è racchiuso il significato più profondo del lavoro di squadra: un individuo può avere dei limiti che vengono superati dalla collaborazione con altre persone, condividendo lo stesso obiettivo.

Che cos’è il team building?




Definizione

L’espressione team building è molto diffusa, specialmente in ambito aziendale, dove sono estremamente rilevanti la coesione del gruppo e la condivisione delle competenze. In inglese significa costruire una squadra, dove “costruire” rappresenta il nocciolo del problema: scegliere un numero più o meno ampio di persone da far collaborare è diverso dal far sentire queste persone una squadra. Eppure è un’esigenza e, insieme, un valore aggiunto, sperimentabile non solo nel mondo del lavoro, ma anche in famiglia e a scuola. Per questo è necessario lavorare su coesione, fiducia, motivazione ed autostima.

Il team building si può allenare, sin da piccoli. Non esistono persone incapaci di lavorare in squadra, per caratteristiche fisiche o mentali: bisogna però attivare i giusti canali, di comunicazione e motivazione, per creare il network di esperienze, mettendo in contatto tutti i membri del gruppo.
Serve lavorare in questo modo all’interno di una famiglia? Assolutamente sì! Sentirsi squadra non mette al riparo dalle difficoltà, ma aiuta a reagire agli imprevisti con maggior reattività (divenendo resilienti) e una capacità di problem solving.

Per fare questo, bisogna imparare a non temere il giudizio degli altri e mettersi in ascolto, senza pregiudizi. Perché la squadra funzioni, servono tempo e volontà di cambiare, in meglio. Il leader in questo senso ha un ruolo fondamentale perché motiva la squadra e ricorda l’obiettivo comune, valorizzando i talenti di ciascuno. Pensiamoci: non è il compito fisiologico di ogni mamma e papà?

E voi, siete una squadra?

Ecco un elenco di domande chiave per capire se ragionate da singoli o come una squadra; rispondete ascoltando il cuore: è il modo migliore per capire su quali punti lavorare.

  • Come reagite di fronte a un problema?
  • Vi chiudete in voi stessi?
  • Sapete lodare i risultati ottenuti dai bambini senza eccessi, in modo costruttivo?
  • Riuscite a darvi degli obiettivi sfidanti ma raggiungibili?
  • Conoscete punti di forza e debolezza di ciascun membro della famiglia? 
  • Riuscite a supportarvi per esaltare le forze e coprire le debolezze? 

Mini kit di allenamento per mamme e papà: team building in 3 mosse

Saper stare in gruppo porta degli indiscutibili vantaggi. Lo spirito di collaborazione può essere incoraggiato sin da piccoli, tra la fine della scuola dell’infanzia e l’ingresso alla primaria. Come sempre, ogni bambino ha i suoi tempi e non va forzato: è compito del genitore capire e rispettare i ritmi del figlio. Riflettiamo su ciò che ci accade: a volte noi per primi sentiamo che il senso di appartenenza ci viene imposto, che dobbiamo fare cose per essere etichettati come “bravi genitori”. Ecco, dobbiamo pensarla come leader: imparare a superare gli schemi ed i pregiudizi e lavorare per il bene comune della squadra, trovando il nostro obiettivo, tralasciando quelli imposti dalla società. Non è così difficile, vero?

Di seguito tre spunti per guidare mamma e papà nella ricerca dei propri obiettivi familiari:

Essere sempre un valido esempio: se noi per primi ci adoperiamo per essere socialmente attivi, collaborando, aiutando, diamo un messaggio molto più forte delle semplici dichiarazioni di intenti. E i bambini, in questo modo, imparano sicuramente più in fretta;
Responsabilizzare: ciascuno può fare qualcosa per il bene della squadra; bastano piccole attività da svolgere in autonomia per educare alla cooperazione.
Valorizzare i meriti e i talenti di ciascuno: per lavorare bene con gli altri, serve aver fiducia in se stessi. Un genitore può aumentare l’autostima dei bambini, lasciandolo sperimentare e sbagliare, sostenendolo nei possibili fallimenti ed incoraggiandolo a riprovare.

Più in generale, un gruppo che funziona ha un alto tasso di intelligenza emotiva, utile non solo ad empatizzare, ma anche ad accettare un sistema di regole condivise. In questo, gioca un ruolo fondamentale lo stile di comunicazione: messaggi chiari, non ambivalenti, decisi, sempre mettendosi nei panni del destinatario.

Team building in famiglia

Educare al team-building rappresenta un investimento per il futuro dei figli e della famiglia. Se si impara da piccoli a relazionarsi con gli altri ed apprezzare il lavoro di squadra, da grandi sarà più facile cooperare. In questo senso gli sport aiutano, purché la competizione sia sana, non eccessiva o poco costruttiva: bisogna sapere perdere, oltre che vincere.

Stare bene in gruppo aiuta lo sviluppo psicologico, aumentando l’autostima. L’importante è insegnare che, all’interno del gruppo, ognuno ha ruoli diversi e bisogna lavorare insieme, anziché focalizzarsi su gare e rivalità. Discorso applicabile anche a voti scolastici e preconcetti diffusi.

Gio-Coaching per un lavoro di squadra efficace

Il Gio-Coaching di questa sezione vuole essere un aiuto a fissare gli obiettivi della famiglia, da raggiungere insieme. Vi proponiamo di scrivere il vostro quaderno delle emozioni, individuando la vostra storia, da dove siete partiti, dove volete arrivare. E’ un modo per costruire la propria mappa mentale, un aiuto, una sorta di coordinamento implicito. Trovate qui altri spunti:

Il secondo punto su cui vi chiediamo di focalizzare l’attenzione è la comunicazione, verbale e non: spesso i gruppi falliscono perché il messaggio non è stato veicolato in modo efficace. Bombardati da informazioni su più fronti, spesso ci dimentichiamo che la comunicazione è fatta di regole, rispetto, ascolto e senso critico. Leggete qui:

Infine, il team building ha alcuni preziosi alleati: la natura e il gioco. Immersi nella natura, trovare l’armonia e fare squadra è più semplice. Provateci con una caccia al tesoro:

  • CACCIA AL TESORO, una guida-manuale per organizzare una giornata di gioco strepitosa
  • GIOCHI DI GRUPPO, in casa e all’aperto, per imparare a cooperare e collaborare







Libri sul team building

Il modo più semplice per parlare di team building ai bambini è parlare di amicizia: cosa c’è di più bello di aiutare un amico in difficoltà? Quanto è emozionante crescere insieme, condividere gioie, ma anche piccoli dolori? I libri per bambini sull’amicizia sono parecchi. Qui vi proponiamo un classico da riscoprire Il Piccolo Principe, il cui messaggio universale è che l’amore, come l’amicizia, non conosce confini. Ecco il principio base per essere una squadra.

a cura di Alessia de Falco

   

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