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Brian

Brian è un nome maschile di origine anglosassone, che significa “alto” o “nobile”.

Brian (usato anche nella forma Bryan) è un nome di origine anglosassone. Deriva da bre, parola che nell’antica lingua celtica indicava i luoghi sopraelevati. Per estensione, significava “alto” e “nobile” (ovvero, di alto lignaggio). Questo nome era usato raramente nel Medioevo e nei secoli successivi, mentre si è diffuso a partire dal XX secolo.

L’onomastico del nome Brian si può festeggiare il 12 marzo, in ricordo del re Brian Boru (il primo uomo ricordato nella storia a portare questo nome).
Il colore legato al nome Brian è il blu.
La pietra portafortuna per Brian è il lapislazzuli.

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La fine dell’impero romano

Scoprite i nostri materiali sulla fine dell’impero romano: 1) Schede riassuntive, 2) Esercizi, 3) Esercizi interattivi, 4) Approfondimenti.

Schede riassuntive

Esercizi

Approfondimenti

La fine dell’impero romano d’Occidente

La difesa del limes

Ai confini orientali del limes imperiale vivevano vari popoli nomadi: i popoli germanici. Questi popoli erano culturalmente meno sviluppati dei romani; non utilizzavano la scrittura e la moneta, vivevano in piccoli villaggi rurali ed erano guidati da capi-tribù. Nei secoli vi furono molti scontri tra le legioni romane e i guerrieri germanici, che cercavano di superare il limes per razziare cibo e altri beni. Fino al III secolo d.C. i legionari riuscirono a contrastare i popoli germanici e a difendere efficacemente il limes. Col tempo, però, questa difesa divenne sempre più difficile, per tre ragioni distine: per cominciare, gli eserciti germanici si organizzarono meglio e la loro forza militare crebbe notevolmente. Inoltre, i generali romani cominciarono a lottare tra loro per ottenere la carica di imperatore; queste lotte interne indebolirono molto l’esercito romano, che non aveva più una guida forte. Infine, la difesa del limes era molto costosa; per sostenerla gli imperatori dovettero chiedere ai cittadini romani di pagare tasse molto alte e questo impoverì economicamente l’Impero Romano. Questa crisi economica, a cui si aggiunsero carestie e pestilenze portò gli imperatori a ridurre le difese esterne dell’Impero.

La divisione dell’impero romano

La situazione peggiorò sempre di più, finché Roma non fu più considerata un luogo sicuro: le popolazioni germaniche erano riuscite a spingersi nei territori romani e i loro eserciti minacciavano perfino la capitale dell’Impero. Così, Costantino spostò la capitale a Costantinopoli (l’attuale Istanbul, capitale della Turchia): questa città era più sicura ed era più facile difenderla dalle invasioni germaniche. Dopo la morte dell’imperatore Teodosio l’Impero Romano fu diviso in due: l’Impero Romano d’Occidente (che aveva Ravenna come capitale) e l’Impero Romano d’Oriente (che aveva Costantinopoli come capitale).

La conquista di Roma e la fine dell’impero

Pochi anni dopo, Roma fu conquistata e saccheggiata dai Visigoti, un popolo germanico e dai Vandali, popolo proveniente dall’Africa. L’Italia settentrionale invece fu devastata dagli Unni, guidati dal condottiero Attila. Nel 476 d.C. Odoacre, re del popolo degli Eruli, conquistò nuovamente Roma, mandò in esilio Romolo Augustolo, ultimo imperatore romano e si dichiarò re dei popoli romano-germanici. Questa data segna la fine dell’Impero Romano e della civiltà romana. Per gli storici è molto importante poiché rappresenta il passaggio dalla storia antica al Medioevo.

Schede di storia:
🔴 Storia – Classe prima
🟠 Storia – Classe seconda
🟡 Storia – Classe terza
🟢 Storia – Classe quarta
🔵 Storia – Classe quinta
↩️ Storia – Tutte le schede

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Ememem: l’artista francese che trasforma le buche nelle strade in opere d’arte

Una buca nel bel mezzo della strada non è un bello spettacolo per la vista e per la viabilità. A meno che siate un artista del mosaico: in quel caso, potreste intravedere nelle buche una tela bianca da riempire.

È quello che è successo ad Ememem, mosaicista francese originario di Lione: spinto dal senso civico e dalla volontà di diffondere bellezza nella sua città, ha cominciato a riempire le buche con degli splendidi mosaici colorati.

La sua tecnica ricorda il Kintsugi giapponese (ne avevamo parlato anche nella nostra guida al “Kintsugi di carta“), l’arte di riparare la ceramica rotta con la pasta d’oro, dando nuova vita ai cocci e trasformandoli in autentici tesori.

In breve tempo le sue opere hanno fatto il giro di Lione e non solo: molte città europee hanno già chiesto l’intervento dell’artista per trasformare le proprie buche in autentiche opere d’arte.

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Fonte: goodnewsnetwork.org
Immagini: Instagram

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Favole di Fedro

Le favole di Fedro  sono tra le favole più famose dell’antichità, insieme alle favole di Esopo. Cliccando sui link qui sotto potrete leggere i singoli testi illustrati.

AI VOSTRI BIMBI PIACCIONO LE STORIE?

Non perdetevi le nostre favole sagge per i più piccoli. Cliccate sulle copertine per scoprire i booktrailer dei nostri libri.

Favole di Fedro

  1. Il lupo e l’agnello 
  2. La mucca, la capra, e la pecora in società con il leone 
  3. Il lupo, la volpe al tribunale della scimmia
  4. Il corvo e la volpe
  5. La volpe e la cicogna 
  6. La rana e i due tori
  7. Il cervo e i buoi 
  8. Il lupo e il cane
  9. Il gallo e la perla
  10. La cornacchia e la pecora

Le favole di Fedro, in latino Fabulae, sono 101 brevi componimenti costituiti da una sequenza narrativa e da una morale; la struttura è identica alle favole esopiche, e corrisponde alla struttura della favola classica, che puoi trovare nella scheda sulla differenza tra favola e fiaba. Fedro non ha inventato delle favole proprie; invece, ha rielaborato le favole di Esopo in modo ironico e personale. Fedro non ha scritto favole originali, come Esopo: invece, ha tradotto in latino e riadattato i testi delle favole esopiche.

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Tag: favole di Fedro, favole di Fedro per bambini

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Fiabe classiche

In questa sezione di storie potete trovare le fiabe più amate della tradizione popolare.

  1. Biancaneve
  2. Cappuccetto rosso
  3. Cenerentola
  4. Il lupo e i sette capretti
  5. Il gatto con gli stivali 
  6. Il brutto anatroccolo 
  7. La bella addormentata
  8. Hansel e Gretel
  9. Raperonzolo
  10. L’omino di pan di zenzero
  11. La regina della neve
  12. Rosaspina
  13. Il pifferaio magico
  14. Tremotino
  15. I musicanti di Brema
  16. Il principe felice
  17. Barbablù
  18. Biancarosa e Rosarossa
  19. Chichibio e la gru 
  20. I vestiti nuovi dell’imperatore
  21. Il gigante egoista
  22. La piccola fiammiferaia
  23. La principessa sul pisello
  24. Pollicino
  25. Enrichetto dal ciuffo
  26. Giacomino e il fagiolo magico
  27. I due falchi 
  28. I tre sarti
  29. I tre topolini
  30. Il dottor Gasparino
  31. Il giovane gambero
  32. Il macinino magico
  33. Il pescatore e l’uomo d’affari 
  34. Il pesciolino d’oro 
  35. Il prode piccolo sarto (sette in un colpo)
  36. Il ragazzo e lo steccato di bambù
  37. La chiave d’oro

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Tag: fiabe classiche, fiabe classiche per bambini, storie classiche

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Filastrocca del silenzio

Qualcuno ha detto che “urlare per ottenere il silenzio è come fare la guerra per portare la pace”. Il silenzio, però, è indispensabile per riuscire a parlare e lavorare in gruppo. Cosa possiamo fare per ottenerlo? Di seguito ti proponiamo la filastrocca del silenzio: quando la confusione si fa eccessiva, si recita la filastrocca tutti insieme.

FILASTROCCA DEL SILENZIO

Mastra Francy

Botti, urla, grida e chiasso
il rumore che fracasso
Ci dobbiamo concentrare
e il silenzio far tornare.
Se parli piano e a voce bassa
lui ritorna e ci rilassa
Così classe meglio stiamo
e tranquilli lavoriamo.
Non ci viene il mal di testa
e stare a scuola è una festa.

UN LIBRO PER VOI: FILASTROCCHE DI UNA VOLTA

Se amate le rime e le filastrocche, vi suggeriamo di acquistare il nostro libro “Filastrocche di una volta“, una raccolta di testi della tradizione (il loro linguaggio è semplice e comprensibile anche ai bambini) che rischiano di essere dimenticati per sempre. Ogni filastrocca ha un’illustrazione da colorare. Potete acquistarlo cliccando qui o cliccando sulla copertina qui sotto.

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