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Come crescere bambini generosi e altruisti

educare bambini generosi e altruisti

La maggior parte dei genitori vorrebbe crescere dei bambini generosi ed altruisti verso il prossimo, ma come possiamo trasformare questo buon proposito in pratica?

Altruismo e generosità sono comportamenti che si possono modellare attraverso l’educazione. 
La conferma viene da un classico esperimento condotto dallo psicologo Philippe Rushton, che ha proposto a un gruppo di 140 bambini e ragazzi (tra i 6 e i 14 anni) di partecipare ad un gioco. I vincitori avrebbero ricevuto dei gettoni e avrebbero potuto tenerli o donarli a un bambino in condizione di povertà.
Prima di cominciare, i partecipanti dovevano guardare un istruttore completare il gioco. Dopo aver vinto, in alcuni casi l’istruttore teneva per sé i gettoni e in altri casi li donava; poi, rivolgendosi ai partecipanti, parlava loro dell’importanza di donare agli altri o di tenere per sé il premio o non parlava affatto.
L’esperimento ha mostrato che l’esempio dell’istruttore era determinante, ma soprattutto che le sue azioni dicevano molto più delle sue parole. I ragazzi che avevano visto l’istruttore tenere per sé i gettoni, facevano altrettanto, anche nel caso in cui l’adulto li avesse istruiti sull’importanza di donare.
Al contrario, i ragazzi che avevano visto l’istruttore donare i gettoni, lo imitavano (nell’85% dei casi in più rispetto al gruppo di controllo), anche se era stato consigliato loro di tenere per sé il premio.

Dopo alcuni mesi, i ricercatori esaminarono nuovamente i ragazzi, scoprendo che quelli più generosi erano coloro che avevano visto l’istruttore donare il suo premio senza dire nulla (né lodare la generosità, né l’egoismo), seguiti da coloro che avevano visto l’istruttore donare il suo premio elogiando la generosità. Un’ulteriore conferma del fatto che sono le nostre azioni a fare la differenza, ben più delle parole che scegliamo di utilizzare.

Tuttavia non è solo l’esempio a rivestire un ruolo importante: anche le lodi sono efficaci. Un altro esperimento condotto su un gruppo di bambini di 7 e 8 anni ha dimostrato che i bambini che venivano lodati dopo aver compiuto un piccolo gesto altruistico, tendevano ad interiorizzare questo tratto (“Sono una persona altruista”, “Sono una persona che aiuta il prossimo”). Riflettere sulle proprie azioni è il modo migliore per scoprire chi siamo e per costruire la nostra identità.

PILLOLE DI EDUCAZIONE

Questi due esempi ci dimostrano che l’educazione morale è possibile, e richiede due semplici pratiche:

  • l’esempio (attraverso le azioni)
  • l’apprezzamento dei comportamenti positivi

SCOPRITE ANCHE LE FAVOLE SAGGE

Una raccolta di favole per educare alla felicità a partire dai suoi pilastri fondamentali. Cliccate sulla copertina qui sotto per scoprire tutti i volumi della serie.

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BIBLIOGRAFIA
https://www.nytimes.com/2014/04/12/opinion/sunday/raising-a-moral-child.html?

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Essere leader in tempo di crisi

essere leader in tempo di crisi

Genitori, insegnanti e educatori sono prima di tutto dei leader, persone che guidano i bambini sotto la loro tutela con l’obiettivo di costruire una squadra che funziona. La situazione che stiamo vivendo, tuttavia, è decisamente fuori dall’ordinario e dobbiamo agire con flessibilità e tenacia per rispondere ai bisogni dei bambini e dei ragazzi.

Ecco cinque suggerimenti utili per essere genitori/educatori in tempo di crisi.
Un leader carismatico:

  • Permette agli altri di esprimere le proprie emozioni: le emozioni sono la reazione naturale dell’essere umano all’ambiente in cui si trova. Alle situazioni di crisi ed emergenza si associano emozioni forti come la paura o la frustrazione. Tutti noi possiamo offrire un supporto emotivo – senza sostituirci ai professionisti della salute psicologica, che intervengono nei contesti psicopatologici – semplicemente chiedendo “Come ti senti?” ai nostri bambini. L’atteggiamento corretto che un leader dovrebbe assumere di fronte alle emozioni degli altri è non giudicante e non direttivo, ma caratterizzato dall’ascolto attivo.
    Es. Uno spazio per tutte le emozioni
  • È presente: la solitudine, in gran parte dovuta alla cultura occidentale e agli stili di vita moderni, è un fenomeno sempre diffuso nella vita di grandi e bambini; il distanziamento sanitario inoltre ha accentuato questa problematica. Una qualità essenziale di un leader (genitore, educatore) in questo contesto è la capacità di far percepire la sua presenza, anche attraverso i piccoli gesti.
    Es. Far notare ai bambini che ci siamo accorti del lavoro che hanno svolto e del loro impegno. 
  • Si prende cura di sé: anche il leader più carismatico è umano e non può guidare gli altri in modo efficace se le sue condizioni peggiorano. È importante ascoltare se stessi tanto quanto ascoltiamo gli altri ed essere onesti a proposito del proprio stato di salute; se sentiamo di aver esaurito le energie, è giusto porci dei limiti e prendere del tempo per noi.
    Es. Ritagliarsi trenta minuti ogni giorno per svolgere un’attività piacevole in solitudine.
  • Sa ascoltare e sa fare le giuste domande: le relazioni sociali sono interazioni straordinariamente complesse. Perché siano positive è necessario 1) ascoltare in modo empatico le proposte e le richieste degli altri e 2) porre domande accorate e aperte, capaci di generare risposte creative.

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BIBLIOGRAFIA
How to be a remarkable boss during lockdown, The Greater Good Science Center at the University of California, Berkeley

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La leggenda del papavero

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LA LEGGENDA DEL PAPAVERO

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

C’era una volta un campo di grano. I chicchi, qualche centimetro sotto la terra, si stavano svegliando ed erano pronti a germogliare e a trasformarsi in spighe dorate.
Uno di loro, il piccolo Chiccolino, non voleva diventare una spiga. Tra uno sbadiglio e un altro chiese al suo vicino: “Secondo te perché dobbiamo diventare proprio spighe di grano? Sono tutte dorate, tutte uguali. Io vorrei tanto diventare qualcos’altro, un fiore ad esempio. Ci sono fiori di tutti i colori”. “Un fiore? Ma i fiori non si mangiano, i chicchi di grano sì. È grazie alle spighe se gli uomini possono nutrirsi e sfornare del pane profumato. Tra tutte le piante, siamo quelle più utili”.
Il chicco di grano provò a fare la stessa domanda agli altri chicchi che si stavano svegliando vicino a lui e tutti gli diedero le stesse risposte. Qualcuno, addirittura, lo prese per matto. Una mattina, uno dei chicchi più grossi borbottò: “Un chicco di grano che vorrebbe diventare un fiore, questa è la sciocchezza più grande che io abbia mai sentito. Non dovresti andare in giro dicendo certe stupidaggini”. Mentre diceva così, due merli si posarono sopra di loro e cominciarono a beccare la terra alla ricerca di semi: l’inverno era appena finito e loro erano tremendamente affamati. Uno dei merli afferrò col becco il grosso chicco di grano, mentre l’altro prese Chiccolino, poi volarono verso i loro nidi.
Lungo il tragitto, Chiccolino – che non voleva finire divorato da un merlo – si divincolò finché scivolò dal becco dell’uccellino e cadde su una collina, accanto alla casetta della Primavera. Per fortuna, i semi, anche quando cadono da molti metri di altezza, non si fanno neppure un graffio. Il chicco fu raccolto dal Bruco Mangianoia, che lo trovò tra i fili d’erba e gli domandò curioso: “Da dove vieni? Non ho mai visto un chicco come te in questo prato”.
“Sono un chicco di grano e vengo da un campo molto, molto lontano. Un merlo mi aveva afferrato e voleva divorarmi, ma sono scivolato dal suo becco e sono precipitato fin qui”.
“Ti riporterò a casa” disse il bruco risoluto.
“Veramente” disse tentennando Chiccolino, “non sono sicuro di volerci tornare. Lì ci sono soltanto spighe di grano. So bene che il grano è importante, perché dà da mangiare agli uomini, ma io vorrei vivere tra i fiori, immerso tra mille colori. Anche i colori sono importanti: senza di loro non c’è bellezza e senza bellezza la vita è di una noia mortale”.
Il Bruco Mangianoia decise di portarlo nella casetta sulla collina. Quando furono dentro posò Chiccolino sul tavolino dipinto a fiori che si trovava nel salotto e chiamò la Primavera, a cui spiegò per filo e per segno il desiderio di Chiccolino.
Sentendo le sue parole, la Primavera esclamò: “Ben detto, giovane chicco”. Poi lo prese e lo immerse delicatamente in un bicchiere di legno, colmo di una pozione rosa dolce come il miele.
“Ecco, adesso non devi più preoccuparti: puoi tornare alla tua casa, ma non sarai uguale a prima”.
Il Bruco Mangianoia portò Chiccolino nel campo di grano e lo sotterrò insieme ai suoi fratelli.
Passarono le settimane e i semi divennero piante, ma Chiccolino non era come gli altri: si era trasformato in un papavero. A maggio, il suo fiore sbocciò tra le spighe: era meraviglioso.
“Che bello averti di nuovo tra noi” dissero le altre spighe. “Avevi ragione: a questo campo mancava un po’ di colore, ma adesso abbiamo anche quello”.
Da allora ogni campo ha i suoi papaveri, che incantano il cuore degli uomini con la loro bellezza.

Vi piacciono i nostri racconti? Scopritene tanti altri nell’Almanacco del Bruco Mangianoia:

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Esperimenti con le piante

esperimenti con le piante

I SEMI INVISIBILI 

Occorrente: 

  • Cucchiaio
  • Vasetto di vetro

Istruzioni: 

  • Andate in un prato ricco di erbe selvatiche spontanee, portando con voi il cucchiaio e il vasetto di vetro. Il periodo migliore per provare questo esperimento è la primavera, dopo una pioggerella.
  • Scavate con il cucchiaio e riempite il vasetto di terra fino a metà dell’altezza.
  • Mettete il vasetto su un davanzale o in un’altra posizione luminosa.
  • Assicuratevi che il vasetto sia sempre umido: se la terra è secca, innaffiatela con qualche cucchiaio di acqua.
  • Entro due settimane, vedrete dei germogli fare capolino dalla terra: sono i semi delle erbe spontanee che avete raccolto insieme alla terra.

Osservazioni: Le erbe spontanee producono tantissimi semi, che cadono sul suolo dei prati. In natura esistono migliaia di specie diverse di erbe spontanee. Se provate a ripetere questo esperimento raccogliendo la terra da aree diverse, scoprirete che anche le erbe che germineranno saranno diverse tra loro.

STUDIAMO LA DIVERSITÀ

Occorrente:

  • Fogli di carta bianca
  • Lapis e matite colorate

Istruzioni:

  • Scegliete un’area naturale da analizzare: può essere il giardino di casa, della scuola, il parco cittadino o il bosco.
  • Delimitate una piccola area quadrata da studiare. Potete aiutarvi con delle strisce di stoffa bianca, con dei bastoncini o con una cornice di cartone costruita appositamente.
  • Quante specie vegetali diverse riuscite a vedere?
  • Provate a disegnarle tutte sul foglio di carta, evidenziando le differenze nella forma, nei colori e nei fiori.

Osservazioni: La biodiversità è fondamentale per la vita. In un prato decorativo si trovano poche specie vegetali, mentre in un prato naturale ce ne sono decine.

LA CORSA VERSO LA LUCE 

Occorrente: 

  • Una scatola da scarpe
  • Un vasetto di terracotta
  • Terra
  • Semi
  • Forbici, coltello o cutter

Istruzioni: 

  • Prima di cominciare riempite il vasetto di terracotta con la terra, seminate il seme e innaffiate.
  • Aspettate che il seme germogli.
  • Con le forbici, il coltello o il cutter praticate un foro su uno dei lati lunghi della scatola di cartone.
  • Disponete la scatola in verticale su un davanzale o in un’altra posizione luminosa.
  • Sul fondo della scatola, collocate il vasetto con la pianta appena germogliata.
  • Chiudete la scatola.
  • A intervalli regolari di 2/3 giorni, aprite la scatola per controllare la terra nel vasetto: se è secca, innaffiatela.
  • Dopo due o tre settimane aprite la scatola e analizzate la piantina: in che direzione è cresciuta?

Osservazioni: Le piante hanno bisogno di luce per crescere; in presenza di luce le loro foglie effettuano la fotosintesi clorofilliana, che permette di trasformare la linfa in nutrimento. L’ambiente all’interno della scatola è buio: l’unica fonte di luce è il foro praticato sul lato. La piantina, crescendo, si dirigerà verso il fascio di luce che entra dal foro.

SCOPRITE ANCHE: I giochi con i materiali naturali.

Schede di scienze:
🔴 Scienze – Classe prima
🟠 Scienze – Classe seconda
🟡 Scienze – Classe terza
🟢 Scienze – Classe quarta
🔵 Scienze – Classe quinta
↩️ Scienze – Tutte le schede

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L’arcobaleno Colorino e la magia dei colori

l'arcobaleno colorino e la magia dei colori

Testo di: Alessia de Falco & Matteo Princivalle

C’era una volta un paese che si chiamava Arcobalenia.
Lì vivevano tanti arcobaleni, ognuno nella sua casetta fatta di nuvole.
In una di queste casette abitava Colorino, un piccolo arcobaleno curioso e vivace, sempre alla ricerca di nuove avventure.
Una volta era volato fino a raggiungere lo Stregone dei Lampi e si era fatto rivelare i segreti del temporale.
Un’altra volta era saltato in groppa ad un nuvolcorno e aveva raggiunto le stelle nello spazio aperto.
Insomma: Colorino non stava mai fermo!
I suoi genitori lo osservavano preoccupati.
“Colorino, non allontanarti troppo, resta qui a giocare. Prima o poi ti metterai nei guai ”.
Ma lui non li ascoltava mai.

Un giorno, Colorino decise di andare a far visita alla fata Pioggerella che stava organizzando le nuvolette di marzo, un mese davvero pazzerello, un giorno brutto ed uno bello.
Colorino chiamò il suo nuvolcorno per raggiungere più in fretta la casetta della fata, che era dall’altra parte del cielo.
Ad un certo punto però, mentre si aggirava tra le nuvole, sentì qualcuno che singhiozzava.
Si avvicinò e si accorse che davanti a lui c’era una piccola arcobalenina, tutta grigia.
“Ciao. Che fine hanno fatto i tuoi colori?” le chiese Colorino.
“Non lo so! Una mattina mi sono svegliata tutta grigia, non so proprio cosa sia successo”.

Colorino non ci pensò due volte e decise di aiutare la sua nuova amica.
“Non preoccuparti, ti donerò tre dei miei colori, così non sarai più triste!”
Prese l’azzurro, l’indaco e l’arancione e li regalò alla piccola arcobalenina: “Non è molto, ma è tutto quello che posso darti”.
Lei lo guardò con gli occhi lucidi per la felicità e indossó i colori che aveva ricevuto in dono da Colorino: era bellissima!
“E tu come farai? Ti sono rimasti solo quattro colori!” disse preoccupata a Colorino.
“Non preoccuparti per me” rispose lui.
“Ho tre colori in meno, ma ho trovato una nuova amica! Chi può essere più felice di me?”.
Colorino abbracciò l’arcobalenina e da quel giorno i due divennero inseparabili. decisero che insieme avrebbero risolto il mistero degli arcobaleni tutti grigi e avrebbero riportato tutti i colori in ogni angolo di Arcobalenia.

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Giochi sensoriali

Scoprite tanti giochi sensoriali per bambini in questa raccolta.

Giochi sensoriali

IL GIOCO DEGLI AROMI
Età: 4+ anni
Giocatori: da 1 a 4 
Materiali: 6 o più erbe aromatiche diverse, una benda per ciascun giocatore
Dove si gioca: su un tavolo, all’interno o all’esterno di casa

  • Raccogliete alcuni mazzetti di erbe aromatiche profumate, facendo attenzione a non mescolarle tra loro.
  • Lasciate essiccare le erbe all’aria aperta (ma senza esporle alla luce diretta del Sole) per un giorno, facendo attenzione a non mescolarle.
  • Lavate e asciugate bene un vasetto di vetro (quelli della marmellata sono perfetti) per ciascun mazzetto: in ogni vaso dovrete mettere un’erba diversa. Per esaltare l’aroma potete sminuzzare le foglie essiccate eliminando il gambo.
  • Prima di cominciare il gioco, assicuratevi che i bambini conoscano i nomi delle erbe aromatiche. Osservate insieme ciascuna erba e fategliele annusare.
  • Bendate i giocatori.
  • Fate annusare a ciascun giocatore un barattolo e chiedetegli di indovinare l’erba aromatica che contiene. Quando avrà dato la sua risposta, passate ad un altro barattolo fino ad esaurirli. Annotate le risposte di ogni giocatore su un foglietto.
  • Quando tutti i giocatori avranno concluso il gioco, potrete togliere le bende e conteggiare i punti: ogni aroma indovinato vale 1 punto.
  • Non buttate le erbe aromatiche che avete utilizzato per il gioco: potrete utilizzarle per insaporire qualche manicaretto preparato in casa!

Obiettivo: questo gioco è un gioco di memoria olfattiva (i bambini imparano a conoscere alcuni aromi, che poi dovranno riconoscere utilizzando esclusivamente il senso dell’olfatto). Inoltre, attraverso il gioco faremo conoscere ai più piccoli le erbe aromatiche, protagoniste della cucina mediterranea che si possono coltivare con facilità anche su un balcone o su un davanzale.

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IL GIOCO DELLA NATURA

Età: 4+ anni
Giocatori: da 1 a 4 
Materiali: oggetti naturali (ramoscelli, foglie, sassi, fiori, bacche e frutti), una benda per ciascun giocatore
Dove si gioca: su un tavolo e sul pavimento, all’interno o all’esterno di casa

  • Prima di cominciare, si benda ciascun giocatore.
  • Su un tavolo, disponete in sequenza gli oggetti naturali che utilizzerete per il gioco. Più oggetti avete, più il gioco sarà divertente.
  • A turno, i giocatori dovranno toccare gli oggetti (seguendo l’ordine) e indovinare di cosa si tratta.
  • Quando un giocatore finisce la sequenza, prima di far cominciare il giocatore successivo, vi consigliamo di modificare l’ordine degli oggetti.
  • Quando un giocatore finisce la sequenza, ottiene 1 punto per ogni oggetto che ha indovinato.
  • Nella seconda parte del gioco, i giocatori – sempre bendati – dovranno togliere le scarpe e le calze e riconoscere gli oggetti disposti sul pavimento toccandoli con i piedi.

Obiettivo: questo gioco lavora sul senso del tatto, un senso particolarmente sottosviluppato nelle nostre società, allenando la capacità di discriminare le diverse sensazioni tattili.

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MEMORY SENSORIALE

Età: 4+ anni
Giocatori: 1 o 2
Materiali: oggetti naturali a coppie (ramoscelli, foglie, sassi, fiori, bacche e frutti), una benda per ciascun giocatore, un sacchetto o un cestino
Dove si gioca: su un tavolo

  • Prima di cominciare, si benda ciascun giocatore.
  • Sul tavolo, disponete tutti gli oggetti naturali. Dovrà esserci una coppia per ciascun oggetto.
  • Si gioca uno per volta. Il giocatore di turno dovrà toccare gli oggetti, trovarne due identici e metterli nel sacchetto o nel cestino.
  • Se ha individuato una coppia, ottiene 1 punto, mentre se ha preso due oggetti diversi non ottiene alcun punto.
  • Quando il primo giocatore avrà esaurito gli oggetti sul tavolo, sarà il turno del secondo giocatore.

SCOPRITE ANCHE:

MEMORY SENSORIALE 2

Età: 4+ anni
Giocatori: da 1 a 3
Materiali: piccoli oggetti naturali a coppie (ramoscelli, foglie, sassi, fiori, bacche e frutti), un bicchiere opaco o una ciotola per ciascun oggetto. Ideali i bicchieri di carta
Dove si gioca: su un tavolo

  • Disponete tutti gli oggetti sul tavolo, poi copriteli con i bicchieri. È fondamentale che i bicchieri o le ciotole che utilizzerete non siano trasparenti: non si deve vedere l’oggetto nascosto al di sotto!
  • Mescolate i bicchieri facendo chiudere gli occhi a tutti i giocatori: in questo modo non ricorderanno la posizione degli oggetti.
  • A turno, ciascun giocatore dovrà sollevare due bicchieri cercando di trovare una coppia di oggetti.
  • Se il giocatore di turno scopre due oggetti uguali, ottiene 1 punto e può fare un altro tentativo.
  • Se il giocatore di turno scopre due oggetti diversi, copriteli di nuovo e passate il turno a un altro giocatore.
  • Quando viene scoperta una coppia, togliete dal tavolo i due oggetti e i due bicchieri corrispondenti.
  • Quando tutte le coppie saranno state scoperte, vincerà il giocatore che avrà totalizzato il maggior numero di punti.

IL GIOCO DEI TRAVASI
Proporre ai bambini di 24- 36 mesi giochi con l’acqua è sempre una carta vincente. L’importante è che ci sia la presenza silenziosa dell’adulto e che gli strumenti messi a disposizione siano sicuri. Ecco uno dei travasi più semplici, ma più stimolanti per i bambini: quello con la spugna
Quello che serve è molto poco: due ciotole e una spugna, poggiate su un vassoio, su di un tavolino a misura di bambino, dove egli può sedersi e cimentarsi in questa interessante attività di spremere e manipolare acqua e spugna.
Altra attività è quella che insegna a versare l’acqua, attraverso l’uso di una piccola brocca, come in questa immagine. Il bambino impara, così, a dosare la sua forza, a sperimentare la leggerezza e la pesantezza dei materiali e a prestare attenzione.

PICCOLI GIARDINIERI
Un’altra attività che piace molto ai bambini è quella di annaffiare! Proprio per questo, per spazi grandi o piccoli, attraverso facili accorgimenti si può dare al bambino questa opportunità e fargliela vivere come il suo primo compito importante, prendendosi cura delle sue piante o del terreno. Occorre solo un piccolo innaffiatoio e uno spazio dedicato, in modo che il bambino sappia che quello è l’angolo per annaffiare e non porti l’acqua ovunque!
Quando le regole vengono verbalizzate e spiegate, anche se molte mamme pensano che i bambini siano troppo piccoli per capire, vengono assorbite e attraverso il nostro esempio vengono immagazzinate e, dopo le prime volte, vedrete come anche i bambini più piccoli sapranno che c’è uno spazio per alcune cose.

IL GIOCO DELLA PESCA
Un’altra divertente attività, che suscita sempre interesse e allo stesso tempo affina la manualità, è quella del pescare. Anche qui, non serve molto e con poco ( e variando spesso) si possono creare giochi molto divertenti.
Occorre una pentola o due contenitori, uno pieno d’acqua in cui vengono messi oggetti vari ( una volta possono essere conchiglie, una volta pesciolini galleggianti oppure sassi o palline) e un colino che aiuti il bambino a prendere gli oggetti e trasportarli fuori dall’acqua. Vedrete che, dopo il vostro esempio, il bambino apprenderà l’uso di questo oggetto e si divertirà ad impegnarsi per riuscire in questo intento!
Si può variare questo gioco mettendo due ciotole uguali, e un contagocce in modo che il bambino affini ancora di più la motricità e attraverso il gioco, sperimenta misure, quantità e oggetti.

L’ENIGMA DEL SUONO
Tipologia: competitivo, gioco sensoriale
Materiali: bende per i giocatori, un cucchiaio di legno, vari oggetti di uso comune (pentole, barattoli, posate, etc.)
Giocatori: 4-8
Età: 4-10 anni
Ruoli: animatore (adulto), direttore d’orchestra, sfidanti
Regole:

  • Tutti gli sfidanti vengono bendati e disposti di fronte al direttore d’orchestra;
  • Il direttore d’orchestra prende il cucchiaio di legno; l’animatore posiziona tutti gli oggetti di gioco di tra il direttore e i partecipanti, in modo che il direttore d’orchestra possa percuoterli con il cucchiaio di legno
  • Al via, il direttore comincia a “suonare” uno degli oggetti; gli sfidanti devono riconoscere di che oggetto si tratta (naturalmente, prima dell’inizio della partita, nessuno tra i partecipanti deve vedere quali oggetti verranno utilizzati);
  • Se un giocatore pensa di aver indovinato l’oggetto, dovrà alzare la mano e l’animatore gli darà una possibilità per indovinare;
  • Dopo qualche minuto di gioco, è possibile cambiare il direttore d’orchestra e continuare a giocare.

Questo semplice gioco sensoriale, insieme al direttore d’orchestra costituisce una delle attività più semplici di riconoscimento dei suoni sotto forma ludica; si tratta di un avvicinamento alla musica e alla musicalità molto importante per i bambini, che in questo modo avranno occasione di concentrarsi su suoni diversi da quelli mainstream proposti dalla società (sigle e colonne sonore di film e film d’animazione, ritornelli dei videogiochi e delle pubblicità, etc.). Può essere inserito a pieno titolo tra i giochi musicali. Perché questo gioco riesca al meglio, l’animatore dovrà essere abile a scandire i tempi, le pause e le interazioni, evitando che i partecipanti possano perdere l’attenzione e al tempo stesso che il passaggio da un oggetto all’altro sia troppo frenetico. Con l’aumentare dell’età dei partecipanti, inoltre, si potranno introdurre un maggior numero di oggetti, rendendo il riconoscimento via via più difficile. È buona cosa che l’animatore, prima di proporre il gioco, verifichi e sperimenti in prima persona il suono dei vari oggetti, per capire se è possibile distinguerli oppure no.

CACCIA Al TESORO NATURALE
Età: 4+ anni
Giocatori: da 1 a 4 
Materiale: non occorrono materiali particolari
Dove si gioca: in una radura o in un bosco

  • Al VIA, i giocatori cominciano a cercare nel bosco o nella radura in cui si gioca tutti i materiali naturali che riescono a trovare. I giocatori hanno 15 minuti per completare la loro ricerca.
  • I giocatori ottengono 1 punto per ogni materiale che riescono a trovare.
  • La regola fondamentale è: “Nessun materiale può essere strappato alla natura. Vengono conteggiati solo gli oggetti raccolti per terra”.

Obiettivo: Questo gioco ha l’obiettivo di far riscoprire la bellezza nelle piccole cose che la natura ci dona.
Varianti: Questo gioco si può proporre sia in forma individuale che formando due squadre.

LA CASA DELLE FATE

Età: 4+ anni
Giocatori: 1 o 2
Materiale: fogli di carta in formato A4, materiali naturali, colla vinilica
Dove si gioca: in una radura o in un bosco, oppure a casa dopo aver raccolto i materiali naturali durante una passeggiata

  • Sul foglio di carta si disegna la sagoma di una casetta: sarà la casetta delle fate!
  • Adesso i giocatori dovranno costruire la casetta vera e propria, riempendola con i materiali naturali. Ad esempio si potrebbero usare dei fiori per il tetto, delle foglie per il pavimento e dei piccoli ramoscelli o dei fili d’erba per i muri.
  • Provate e riprovate finché non troverete una combinazione che vi soddisfa: a quel punto potrete fissare i materiali naturali al foglio utilizzando la colla vinilica.

Obiettivo: Sperimentare una forma d’arte diversa dal classico “matite, tempere e pennarelli”, abituare l’occhio e la mente a riconoscere i diversi materiali naturali e a trovare armonia in essi.

BARCHETTE DI NOCE
Età: 4+ anni
Giocatori: 1 o più
Materiale: noci con il guscio, stuzzicadenti o fiammiferi, cera fusa o plastilina, foglie o strisce di stoffa
Dove si gioca: ovunque ci sia uno specchio d’acqua (si può giocare anche nella vasca da bagno)

  • Aprite la noce con l’aiuto di un adulto e prendete una metà del guscio.
  • Con la cera fusa o la plastilina, fissate sul fondo del guscio lo stuzzicadenti (dopo averlo privato delle punte) o il fiammifero: diventerà l’albero della barchetta.
  • Quando l’albero sarà ben fissato, infilate una foglia o una striscia di stoffa delle giuste dimensioni all’albero: sarà la vela della barchetta.
  • Infine, appoggiate delicatamente in acqua la barchetta e provate a farla navigare soffiando delicatamente sul retro della vela.

Obiettivo: Scoprire che piccoli artefatti tecnologici si possono realizzare in modo semplice e divertente anche a casa, ricorrendo al fai da te e ai materiali naturali.

SCOPRITE TANTI ALTRI GIOCHI TRADIZIONALI:

Volete riscoprire i giochi tradizionali dei cinque continenti? Leggete i libri della collana “Parole e giochi dal mondo”, che curiamo per ITL-Libri: ogni volume contiene una selezione di giochi da tanti paesi diversi.

i racconti del beija-flor

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Tag: giochi sensoriali, giochi sensoriali bambini, giochi sensoriali per bambini

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