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IL GIOCO DELL’ISOLA

L’unione fa la forza: costruire una rete di relazioni sociali non è un lusso e tantomeno un optional; l’uomo è un animale spiccatamente sociale e le relazioni positive con gli altri sono parte integrante del benessere. La solitudine, secondo gli psicologi, è un fattore di rischio da non sottovalutare: purtroppo, mina il nostro benessere e rende la nostra vita più grigia.
Costruire relazioni implica la capacità di fare squadra; all’interno di una squadra, tutti lavorano per un obiettivo comune, contribuendo ciascuno con le proprie idee e con la propria personalità. Se una squadra è affiatata, al di là del raggiungimento degli obiettivi, tutti i suoi membri si sentiranno meglio.

Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme“.
Proverbio giapponese

Per lavorare sulle relazioni positive e sulle interazioni con gli altri, è utile sperimentare il gioco dell’isola. Questo gioco permette a una coppia o ad un piccolo gruppo di realizzare un’opera condivisa: infatti, ogni squadra dovrà progettare la propria isola immaginandone l’aspetto, i centri abitati, i luoghi d’interesse e le caratteristiche in modo collaborativo.
Ecco le istruzioni per sperimentarlo.

COACHING CREATIVO©: IL GIOCO DELL’ISOLA

Per questo esercizio dovrete dividervi in coppie; si può giocare con un minimo di due coppie. Se vuoi proporlo ad un gruppo più grande (ad esempio una classe) puoi formare delle squadre da 3-4 bambini ciascuna.
Nella prima fase dell’esercizio, ciascuna squadra dovrà disegnare la propria isola sul foglio con matite e pennarelli, immaginando tutti i dettagli e riportandoli sul foglio. Quando tutte le isole saranno pronte, appendile a un muro.
Nella seconda fase dell’esercizio, ogni squadra dovrà creare un collegamento con le isole vicine, oltre a dei percorsi per permettere agli abitanti delle altre isole di visitare la propria. Questa volta le squadre dovranno lavorare con carta, filo, forbici e colla per realizzare ponti e sentieri.

  • Frequenza: libera
  • Tecnica: libera
  • Dimensioni del foglio: A3 per ogni squadra (consigliato)

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IL LUPO BIANCO E IL LUPO NERO

Secondo un’antica leggenda Cherokee, all’interno della nostra anima dimorano due lupi: un lupo bianco, gentile e dall’animo nobile e un lupo nero, violento e scontroso. Il lupo bianco ama l’armonia e lotta solo per difendere il proprio branco; il lupo nero, invece, è dominato dalla rabbia e dall’odio. Questi due lupi lottano tra di loro dentro il nostro cuore: anche l’anima della persona più saggia del mondo nasconde il lupo bianco e il lupo nero.
Ma quale dei due lupi vincerà la lotta? Quale alla fine controllerà l’anima? Secondo una versione popolare di questa storia, a vincere sarà il lupo che scegliamo di nutrire: se nutriamo pensieri pieni d’odio e di rabbia, li daremo in pasto al lupo nero. Al contrario, i pensieri di gratitudine e quelli altruistici diventeranno nutrimento per il lupo bianco.

Tuttavia, la realtà è molto più complessa: gratitudine e rabbia, odio e gentilezza non sono valori che si possono collocare all’interno di un sistema binario. Reprimere la rabbia non la farà sparire; al contrario, proprio come un lupo affamato, quest’emozione prenderà ad aggirarsi sul limitare del bosco, inferocita dalla fame: alla prima occasione favorevole, balzerà fuori per addentare qualcosa.
L’uomo saggio non è colui che nutre il lupo bianco e che affama il lupo nero, ma colui che impara a conoscere entrambi i lupi e a tenerli sotto controllo. Ci sono occasioni in cui le emozioni negative ci possono aiutare; ci sono situazioni d’emergenza in cui l’aggressività potrebbe salvarci la vita. Però, dobbiamo imparare ad esercitare un controllo ferreo su questi sentimenti.
Ricorda: il punto non è quale tra i due lupi vincerà la lotta, ma se sarai così lungimirante da evitare che i lupi si azzuffino.

Per fissare questo concetto, potresti disegnare o dipingere i due lupi su un foglio, focalizzandoti sulle loro caratteristiche e sugli aspetti del tuo carattere di cui si nutrono. Noi, per distogliere l’attenzione dall’associazione nero-emozioni negative abbiamo deciso di realizzare entrambi i lupi neri. Invece di lavorare sui due animali, li abbiamo collocati su due cerchi che si intersecano; abbiamo dato forma alle nostre emozioni colorando le sezioni circolari sotto i due lupi.
Naturalmente tu potrai decidere di rappresentarli in modo diverso.

Clicca qui per stampare questa scheda.

COACHING CREATIVO©: IL LUPO BIANCO E IL LUPO NERO

Su un foglio disegna i due lupi che dimorano nella tua anima. Che forma hanno? Qual è il loro aspetto? Chi, tra i due lupi, è più grande?

  • Frequenza: libera
  • Tecnica: libera
  • Dimensioni del foglio: A4 (consigliato)

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L’ESERCIZIO DELLE DUE PORTE

In questo esercizio di coaching creativo ci focalizzeremo sull’utilizzo del passato per affrontare il futuro. Le nostre menti, contrariamente a quello che potresti pensare, sono proiettate nel futuro. La maggior parte del nostro tempo trascorre fantasticando sul futuro, sui propri obiettivi e su ciò che succederà dopo che li avremo raggiunti: siamo degli inguaribili sognatori. Questa visione, centrata sul futuro, ha portato gli psicologi positivi a definire l’uomo come “Homo Prospectus” (Prospectus deriva dal latino prospicere, che significa guardare avanti).
Se guardiamo al futuro in modo positivo, vivremo quasi sicuramente una condizione di profondo benessere; al contrario, se il futuro si presenta ricco di pericoli e di fonti di ansia, vivremo il presente in una condizione d’infelicità. Se nel presente stiamo affrontando una sfida (o un momento di difficoltà) è facile lasciarsi andare e immaginare un futuro “nero”, fantasticando sulle conseguenze peggiori che quella sfida potrebbe portarci.

L’esercizio delle due porte (o gioco delle due porte) può aiutarci a ritrovare la presenza mentale e ad analizzare le sfide che affrontiamo in modo ottimistico. Questo esercizio ci chiede di pensare ad una sfida che stiamo affrontando nel presente, immaginandola come una porta che sta per chiudersi e poi di pensare ai risultati che ci piacerebbe ottenere, immaginandoli come una porta che si apre.

Ecco le nostre due porte:

gioco delle due porte

Clicca qui per scaricare le nostre due porte da colorare.
Sul retro di questo foglio potrai disegnare le tue porte e il loro significato (se non ti senti a tuo agio con il disegno potresti scrivere la sfida e il risultato).

COACHING CREATIVO©: IL GIOCO DELLE DUE PORTEeiw

Su un foglio disegna due porte: una porta si sta chiudendo ed è relativa ad una sfida che hai fronteggiato recentemente. L’altra porta si sta aprendo: è il risultato che vorresti ottenere in futuro. Puoi disegnare sfida e risultato al di là delle due porte, oppure puoi disegnarli come fossero decorazioni sull’anta della porta.

  • Frequenza: libera
  • Tecnica: libera
  • Dimensioni del foglio: A4 (consigliato)

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I GENITORI SONO SOPRAFFATTI DALLE CRITICHE

Ti sei mai domandata/o cosa pesa di più ai giovani genitori?
Secondo i dati pubblicati dal JOHNSON’S® Generation Gentle Report, il 43% dei genitori millennials di tutto il mondo (come è stato per le generazioni precedenti), spesso si sentono sopraffatti da critiche da parte di coloro che li circondano su come educare il bambino, come alimentarlo o come curarlo. Tra i critici principali spiccano i nonni (31%) e a pari merito il proprio partner e i suoceri (29%). A sorpresa però a fare la parte da leone sono gli stessi millenials (32%) che tendono a fare una pesante autocritica. A partire da questo scenario, il 28% dei genitori risponde ‘porgendo l’altra guancia’, con il sorriso sulle labbra ed educando i propri figli ad affrontare la vita nel segno della gentilezza e della disponibilità nei confronti del prossimo. Atteggiamento questo che accomuna 7 papà e mamma su 10 che ritengono sia questo il modo giusto per rafforzare la fiducia in se stessi, ‘difendersi’ dalle critiche della famiglia e far crescere figli più sereni in un ambiente migliore.

Quanto pesano queste critiche? A giudicare dai dati, moltissimo: l’80% dei genitori inglesi intervistati dai ricercatori ha dichiarato di aver cambiato il proprio atteggiamento e i propri comportamenti in seguito ad una critica. Questo dato ci fa riflettere sul peso delle nostre parole. La soluzione? A sorpresa, non è quella di astenersi dalle critiche – specialmente quando ci si trova di fronte a un caso che, secondo la propria esperienza, non andrebbe gestito in un certo modo – ma di essere costruttivi. Una critica è costruttiva quando propone una soluzione alternativa e quando non ha l’obiettivo di denigrare la persona che la riceve. In altre parole, non si tratta di far pesare la propria superiorità alla persona che critichiamo, ma di stabilire con lei un legame empatico e di collaborare insieme per cambiare le cose in meglio.

Anche in questo caso, l’educazione positiva ci viene in aiuto, con un esercizio che possiamo praticare in qualsiasi momento. Prima di muovere una critica ad una persona – sia essa il proprio partner, un figlio, un allievo, etc. – prova a domandarti: “quali sono due punti di forza di questa persona?”; e “gli ho mai fatto capire che apprezzo queste due qualità?”.
Se la risposta alla seconda domanda è negativa, è meglio evitare una critica: al suo posto, fai leva su uno dei punti di forza di quella persona e suggerisci un modo concreto per portarli nella vita in famiglia.

FONTI

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16 GIUGNO: GIORNATA MONDIALE DELLE TARTARUGHE MARINE

giornata mondiale delle tartarughe marine

Nel nostro paese muoiono ogni anno più di 10.000 tartarughe marine della specie Caretta Caretta. A causarne la morte è la cattura accidentale da parte dei pescatori. A fronte di 50.000 tartarughe pescate o intrappolate nelle reti, 1 su 5 non ce la fa.
La buona notizia è che il numero di tartarughe marine catturate e uccise in modo accidentale è calato negli anni; infatti, esistono misure di sicurezza efficaci per evitare che i pescatori intrappolino le tartarughe.
In particolare, tra il 2013 e il 2018 in Italia è stato attivato il progetto Tartalife, con l’obiettivo di ridurre la mortalità della tartaruga marina nelle attività di pesca professionale.
La cattura accidentale delle tartarughe si può evitare adottando alcuni accorgimenti. In particolare:

  • utilizzando ami da pesca circolari, che non vengono ingoiati dalle tartarughe e limitano la maggior parte dei danni;
  • dotando le reti da pesca di TED (Turtle Excluder Device), speciali griglie che bloccano le tartarughe prima che possano rimanere impigliate nelle reti;
  • utilizzando delle luci UV come deterrente per allontanare le tartarughe dai dispositivi da pesca.

Grazie a questi accorgimenti, è possibile ridurre il numero di tartarughe catturate e uccise fino al 100%! Il progetto Tartalife ha sensibilizzato i pescatori professionisti sull’importanza di utilizzare strumenti capaci di evitare le catture accidentali, con buoni risultati. Le attrezzature da pesca sono la principale causa di morte per le tartarughe; tuttavia, anche i rifiuti plastici gettati in mare sono pericolosi: se vengono ingeriti, infatti, possono causare il soffocamento o l’occlusione intestinale delle tartarughe.
Anche noi possiamo aiutare le tartarughe, comportandoci in modo civile durante le vacanze marine e evitando di abbandonare rifiuti in spiaggia e in acqua!

Sensibilizzare i bambini su questi temi è importante: un futuro senza plastica sarà possibile solo grazie a loro. A loro abbiamo dedicato questa filastrocca:

Filastrocca cristallina,
guarda quella tartarughina:
così bella e così indifesa
se ad un amo verrà presa.
Ma noi la possiamo salvare:
ripulendo tutto il mare.
Ho deciso: la aiuterò,
reti e rifiuti raccoglierò.

Clicca qui per scaricare la nostra filastrocca da colorare.

FONTI

  • http://www.tartalife.eu/it/

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LA BELLEZZA DELLA SEMPLICITA’

La ricerca della bellezza e la felicità che ne consegue non ha bisogno di grandi occasioni, né di chissà quale studio. Anzi, un modo per avvicinarli alla bellezza è proprio cercarla nelle cose più semplici e nei momenti più disparati.
Ad esempio, una mattina al parco con gli amici – o senza gli amici – potrebbe trasformarsi in una buona occasione per comporre dei simpatici insetti con le foglie. Noi ci abbiamo provato, ispirati dalle meravigliose creazioni dell’artista giapponese Reikan. Abbiamo scoperto che realizzare gli insetti con le foglie, i petali dei fiori e i reperti vegetali è un’attività rilassante e divertente al tempo stesso.

Ecco le nostre creazioni mattutine, che abbiamo realizzato insieme agli amichetti del parco. Alla fine, ciascuno ha mostrato con orgoglio il suo insetto vegetale:

Prova anche tu ad assemblare le foglie per formare insetti: scoprirai che esistono infinite combinazioni per dare forma a questi semplici materiali. Quale insetto rappresenta meglio il tuo modo di essere, il tuo sentire e le tue emozioni? Prova a raccontarlo con le foglie e con i fiori!

Ecco qualche domanda guida per riflettere, a partire da questi insetti:

  • Quali sono gli elementi semplici – come le foglie – che ti fanno star bene?
  • Immagina di dover raccogliere emozioni, relazioni, pensieri e modi d’essere per poi assemblarli insieme. Quali elementi utilizzeresti per dare forma alla tua creatura?
  • Consideri la semplicità come una virtù? Come la metti in pratica?

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